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Fw: Cervo abbattuto illegalmente su mandato della provincia.



From: "lacveneto" <lacveneto at ecorete.it>
Sent: Monday, October 31, 2005 1:34 PM
Subject: Cervo abbattuto illegalmente su mandato della provincia.

Comunicato del 31 ottobre 2005

LA LAC DENUNCERA' ALLA MAGISTRATURA L'AVVENUTO ABBATTIMENTO DI UN CERVO,
NELLE CAMPAGNE DI COLFRANCUI DI ODERZO (TV), SU MANDATO DELLE GUARDIE
DELLA PROVINCIA DI TREVISO.

La LAC Lega Abolizione Caccia condanna apertamente il gravissimo episodio
accaduto domenica 30 ottobre, relativo all'abbattimento di un esemplare di
Cervo nelle campagne trevigiane di Colfrancui, nel Comune di Oderzo (TV),
ad opera di alcuni cacciatori su mandato delle guardie venatorie dipendenti
della provincia di Treviso, col pretesto, hanno dichiarato i cacciatori,
che "poteva creare problemi agli altri animali. Oppure poteva diventare un
pericolo pubblico se finiva in strada".

Il Cervo (Cervus elaphus) è una specie protetta dalla legge statale e
regionale sulla fauna selvatica ed esercizio venatorio, la L.157/92 e la
L.R.50/93, la quale ne consente la caccia solo in caso di approvazione di
appositi piani di abbattimento e solo nel territorio della zona delle Alpi.

La stessa legge considera l'abbattimento dei Cervi come reato, pertanto
di competenza della Magistratura, prevedendo, all'articolo 30 lettera g),
una sanzione penale di 3.000 euro di ammenda.
Il Cervo avvistato a Confrancui non poteva dare fastidio a nessuno, perché
era un animale selvatico che conosce bene i pericoli delle strade.
La provincia, con le proprie guardie, doveva far rispettare la legge
attuando un apposito servizio di vigilanza per una maggiore protezione da
atti di bracconaggio dei troppi male intenzionati provvedendo, al limite,
a catturarlo con un proiettile narcotizzante, non certamente ad assecondare
questi ultimi.

Le guardie provinciali sono pubblici ufficiali, pertanto hanno dei precisi
doveri nel far rispettare le leggi e non il contrario.

Le carni dell'animale non potranno essere destinate ai cacciatori, perché
il cervo abbattuto appartiene alla fauna selvatica italiana che, a norma
dell'articolo 1 della legge sulla caccia, è considerato patrimonio
indisponibile dello stato. La carne deve essere venduta ed il ricavato
deve entrare nelle casse pubbliche, oppure deve essere donata a fine
benefico a qualche istituto di anziani o ammalati.

"Chiederemo alla Magistratura di fare luce su questa incredibile vicenda -
ha commentato Andrea Zanoni, presidente della LAC del Veneto, - è assurdo
che l'Ente, che dovrebbe far rispettare la legge sulla caccia, si faccia
promotore di un'azione che prevede palesemente la violazione della stessa
legge. I reati che potrebbero essere stati commessi sono molteplici.
Pertanto, entro brevissimo tempo manderemo un dettagliato esposto alla
magistratura trevigiana, affinché vengano chiarite le responsabilità
delle guardie provinciali, della provincia e dei cacciatori, sia in merito
all'abbattimento del Cervo, che alla destinazione delle carni. Chi ha
sbagliato deve pagare e nel caso di un processo, la LAC si costituirà
sicuramente parte civile. Le motivazioni dell'abbattimento del Cervo,
perché pericoloso per la circolazione stradale sono ridicole e
pretestuose. Con questo principio, visto che le strade ci sono
dappertutto, bisognerebbe uccidere tutti i Caprioli e Cervi esistenti
nella regione Veneto. Mi auguro che le reali motivazioni dell'abbattimento
non siano quelle di una prossima cena fra cacciatori."

LAC Lega Abolizione Caccia - Sezione del Veneto - Via Cadore, 15/C int.1 -
31100 Treviso - Info: 347 9385856 (ore pasti), email lacveneto at ecorete.it -
web www.lacveneto.it



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