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NEWS: Giornali Internet 31/10/05



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CACCIA
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Sul Monte Conche, nel territorio di Lumezzane, poco distante dall?omonimo
santuario
Cacciatore muore vicino al capanno
Un malore ha stroncato il 58enne Gianfranco Pasotti, poi scivolato lungo un
pendio
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/10/31/07,CRONACA/T2.html
Un cacciatore è stato stroncato da un infarto ed è poi rotolato per pochi
metri in un terreno in pendenza, mentre, assieme al fratello, stava
raccogliendo le gabbiette con gli uccelli da richiamo che aveva appeso
vicino al capanno. Così è morto Gianfranco Gianni Pasotti, di 58 anni,
celibe, artigiano pulitore da un mese in pensione, che abitava a Rava di
Lumezzane con il fratello Anselmo, di 50 anni, pure lui artigiano pulitore.
La disgrazia è avvenuta attorno alle 11 di ieri mattina in territorio di
Lumezzane, sul Monte Conche, nelle vicinanze dell?omonimo Santuario. Ieri
mattina, all?alba, i due fratelli sono partiti in auto da casa. Dopo circa
due chilometri, hanno parcheggiato la vettura e, a piedi, hanno percorso
alcuni centinaia di metri, raggiungendo l?appezzamento di terreno di loro
proprietà, dove avevano il capanno per la caccia. Ultimata la battuta
venatoria, attorno alle 11 i due fratelli sono usciti dall?appostamento
fisso e hanno iniziato a raccoglirere le gabbiette con gli uccelli di
richiato. Improvvisamente, senza nemmeno emettere un lamento, Gianfranco
Pasotti si è accasciato al suolo ed è poi rotolato per circa 5 metri in una
leggera pendenza. Il fratello Umberto l?ha subito soccorso, ha cercato di
rianinimarlo e ha chiamato il 118. Sul posto sono intervenuti l?
eliambulanza, un?autolettiga e i carabinieri di Lumezzane. Al medico non è
rimasto altro che constatare il decesso per infarto. La salma di Gianfranco
Pasotti è stata prima porta a ll?obitorio del cimitero di Lumezzane e poi
nella cappella privata delle onoranze funebri Benedini in via Ragazzi del ?
99, dove rimarrà esposta fino alle 15.30 di mercoledì, quando si svolgeranno
i funerali nella chiesa parrocchiale di S. Apollonio. (g. s.)
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Tragedia vicino al Santuario di Conche. Morto un 58enne di Lumezzane
Stroncato da un infarto mentre caccia col fratello
http://www.bresciaoggi.it/storico/20051031/cronaca/E.htm
Quella che doveva essere una piacevole mattinata dedicata alla caccia si è
trasformata in tragedia per un cinquantottenne di Lumezzane. L?uomo, salito
in montagna in compagnia del fratello, si stava preparando per la caccia e
mentre sistemava alcune gabbiette con all?interno i richiami è stato colto
da un infarto e ha perso la vita sui monti vicino a casa. Davanti a suo
fratello è morto Gian Franco Pasotti, che abitava in via Prato Comuni 24.
La disgrazia si è verificata poco dopo le 11 nelle vicinanze del Santuario
di Conche, eremo tra Lumezzane e Nave fondato tra il 1.110 e il 1.116 da San
Costanzo e dedicato a Maria Madre di Misericordia, caro sia alla popolazione
di Lumezzane, sia a quella di Nave vista la sua posizione a metà strada tra
i due comuni.
Gianfranco Pasotti, dopo essersi accasciato a terra privo di sensi, è
scivolato per alcuni metri in un vicino dirupo rendendo difficoltosi i
soccorsi. L?eliambulanza del «118» giunta sul posto dopo pochi minuti, se da
un lato non ha avuto difficoltà a atterrare grazie allo spiazzo situato
vicino al santuario e adibito proprio agli elicotteri, dall?altro si è
trovata in grossa difficoltà per raggiungere il luogo in cui lo sfortunato
cacciatore è scivolato.
Solo con l?utilizzo di un verricello un medico ha potuto calarsi nel dirupo
per sincerarsi delle condizioni dell?uomo per il quale purtroppo non c?era
più nulla da fare. A niente sono valsi i tentativi di rianimarlo.
Testimoni della tragedia numerosi pellegrini che come ogni domenica si
recano al Santuario per assistere alla celebrazione della messa e che poi si
fermano per il pranzo e increduli hanno assistito all?arrivo dell?
eliambulanza e ai vani tentativi di rianimare l?uomo. Sul posto sono
intervenuti i carabinieri di Lumezzane che dopo i rilievi del caso hanno
dato il nulla osta per il trasporto di Gianfranco Pasotti alla camera
mortuaria del paese.
Barbara Bresciani
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BRA (CUNEO): BRACCONIERE COLTO SUL FATTO, SEQUESTRATI LACCI, TAGLIOLE E
TRAPPOLE
Sorpreso ieri, dopo un appostamento di alcune ore nei boschi della frazione
S. Matteo, mentre era intento a controllare trappole da lui stesso
posizionate. La perquisizione effettuata presso l'abitazione e sulla sua
automobile si è conclusa con il sequestro di un fucile, un silenziatore, una
cinquantina di lacci, quattro tagliole per uccelli, una trappola per la
cattura di selvaggina di grossa taglia, vari coltelli e pugnali
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=3059&TipoArt
icolo=Notizie
31 ottobre ? Gli agenti del Comando Stazione forestale di Bra, insieme alla
guardia giurata in servizio presso l'Ambito Territoriale di Caccia del
Roero, hanno sorpreso ieri, dopo un appostamento di alcune ore nei boschi
della frazione S. Matteo, un bracconiere intento a controllare trappole da
lui stesso posizionate. La perquisizione effettuata presso l'abitazione e
sull'automobile del bracconiere si è conclusa con il sequestro di un fucile
di fabbricazione artigianale, un silenziatore, una cinquantina di lacci,
quattro tagliole per uccelli, una trappola per la cattura di selvaggina di
grossa taglia, vari coltelli e pugnali. I reati di cui si è reso
responsabile il bracconiere vanno dalla fabbricazione, detenzione e porto
illegale di armi e munizioni, alla caccia con mezzi non consentiti ed in
giorno di silenzio venatorio.
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SPILINGA (VIBO VALENTIA): ANTIBRACCONAGGIO, SEQUESTRATI 15 FUCILI, CARTUCCE
E TAGLIOLE, CENTINAIA DI UCCELLI DI SPECIE PROTETTE ABBATTUTI
Il sequestro rientra nelle attività avviate dal Corpo forestale dello Stato
per contrastare il bracconaggio nella provincia vibonese. Gli agenti hanno
trovato tre grosse tagliole per la cattura dei cinghiali e 15 lacci, in uno
dei quali era incappato un cagnolino salvato dall'intervento dei forestali.
Inoltre sono stati rimessi in libertà 60 cardellini catturati con una rete
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=3060&TipoArt
icolo=Notizie
31 Ottobre ? Gli agenti del Comando provinciale di Vibo Valentia del Corpo
forestale dello Stato, nel corso di un?operazione di vigilanza
antibracconaggio nella zona del Poro, hanno sequestrato 15 fucili,
milleseicento cartucce, 11 registratori e centinaia di uccelli abbattuti,
tra cui molti appartenenti a specie protette. Il sequestro rientra nelle
attività avviate dal Corpo forestale dello Stato per contrastare le attività
illegali compiute a danno del patrimonio ambientale della provincia
vibonese. Gli agenti hanno anche trovato tre grosse tagliole per la cattura
dei cinghiali e 15 lacci, in uno dei quali era incappato un cagnolino
salvato dall'intervento dei forestali. Inoltre sono stati rimessi in libertà
60 cardellini catturati con una rete.
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Le Guardie venatorie «Poteva diventare pericoloso»
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2646516&Luogo=Trevis
o&Pagina=1
(a.f.) Un cervo è stata l'insolita preda della battuta di caccia in corso
ieri mattina nelle campagne di Colfrancui. Verso la tarda mattinata i
cacciatori hanno avvistato, immobile fra i vigneti, l'animale. «Non
riuscivamo a capire cosa fosse - racconta Aldo Borin - a tutto pensavamo
fuorchè ad un cervo. Questi animali non si sono mai visti dalle nostre
parti».
Il tam-tam fra i cacciatori diceva che un cervo si aggirava, nei giorni
scorsi, nelle campagne di Gaiarine, ma in pochi ci credevano. Finchè, ieri
mattina, è comparso a Colfrancui. «Non sapevamo cosa fare - continua Borin -
lo vedevamo immobile e pensavamo fosse ammalato.
Per fortuna in quel momento sono giunte le Guardie venatorie provinciali,
che abbiamo interpellato. Le quali, a loro volta, hanno telefonato alla
Provincia di Treviso». Dopo una consultazione al vertice, il triste
verdetto: il cervo va abbattuto. «Ci hanno detto che, non essendo specie
autoctona, poteva creare problemi agli altri animali. Oppure, poteva
diventare un pericolo pubblico se finiva in strada. L'obbligo è stato di
usare un fucile a pallottola, non a pallini, per non creare sofferenze alla
bestia».
Così è stato. Una volta abbattuto, l'animale è stato trasportato in una
vecchia casa colonica, sempre con l'assistenza delle Guardie venatorie. E'
stato deciso che le corna, il "trofeo" come lo chiamano i cacciatori, verrà
destinato ad un museo. Mentre la carne, prelibata, diventerà il piatto forte
di una prossima cena fra cacciatori.
La notizia si è sparsa come un lampo in Oderzo. Non è mai capitato che da
queste parti arrivasse un cervo, nè che venisse abbattuto. Un avvenimento
che certo entrerà negli annali delle cronache opitergine.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it