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"Una è il cervello di scimmia. 'Pare che si usi scalzare la calotta del cranio delle scimmie vive per poi mangiarne il palpitante cervello'. L'altra è il cucinare gli animali 'a pezzi', tenendoli in gabbia e smembrandoli poco alla volta, cauterizzando le ferite in modo che non muoiano subito. 'Roba da far diventare vegetariano chiunque, roba folle per ogni ghiottone', ma non per motivi etici: perché 'qualsiasi trauma, anche il trasporto di animali vivi, peggiora la qualità della carne'"... 'sto fetente "giornalista enogastronomico", "seguace della cucina fusion", "affascinato dagli orrori"... un giorno (SEMPRE TROPPO TARDI) il tuo "pancino grande e ghiotto come il mondo" esploderà nel vomito. (P. S.)



https://www.ecn.org/wws/arc/movimento/2005-10/msg00535.html

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Message: 5
Date: Sun, 30 Oct 2005 15:10:51 +0100
From: "H. Raul Dominguez"
Subject: [vegan-it] risposta a Allan Bay che risponde
To: scrivimi at feltrinelli.it, lafeltrinelli at lafeltrinelli.it
Cc: Gruppo di discussione in italiano sul veganismo
    <vegan-it at happyvegan.org>

Da http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=5675

Allan Bay risponde

"(...) Un libro di cucina - soprattutto come lo intendo io - non è una mera
sequenza di ricette: è anche una occasione per evocare abitudini,
manie, ossessioni, culture. Per questo va letto per intero. Non ho
presupposti ideologici da difendere e non amo i fondamentalismi.
Tutti. Sono convinto inoltre che davanti alla tavola - quale che sia
il gusto che professiamo o la civiltà a cui apparteniamo - si celebra
innanzitutto un rito di pace. La pace che segue la giustizia di avere
mezzi sufficienti di sostentamento e la pace che precede la
delibazione dei sapori, la costruzione di un'estetica del gusto."

E fin qua, non possiamo che essere d'accordo: apertura verso culture
diverse, rifiuto dei dogmi, niente fondamentalismi, pace e giustizia.

"Sono carnivoro e di conseguenza trovo eticamente lecito uccidere e
mangiare gli animali."

Ma qui cominciamo a non essere più tanto d'accordo, anche dal punto
di vista formale. Come dire: sono pedofilo e di conseguenza trovo
eticamente lecito violentare e seviziare i bambini. Casomai, il
ragionamento potrebbe essere: trovo eticamente lecito violentare e
seviziare i bambini e di conseguenza non trovo nessun impedimento
alla mia pedofilia, che viene così legittimata. Ma bisognerebbe prima
dimostrare che violentare e seviziare i bambini (o uccidere e
mangiare gli animali) sia lecito, faccia parte dei miei diritti, e
non il contrario: siccome mi piace mangiarli, allora è lecito farlo.
Come capisco Bay, però. Non tanto tempo fa anch'io adoravo il
prosciutto crudo, e avrei sconvolto qualsiasi silogismo, avrei
firmato a occhi chiusi ogni dichiarazione che mi avesse legittimato a
mangiarlo senza sensi di colpa. Dopo, però, ho letto, ho visto (ma
non ho potuto guardare) e, di fronte alle indicibili sofferenze di
esseri senzienti, non sono più riuscito a girarmi dall'altra parte;
di conseguenza, ho preferito rinunciare al mio piacere di gola per
non sostenere più il ruolo di mandante nell'infinito martirio al
quale questi innocenti (buoni da mangiare, sì, ma innocenti) vengono
sottoposti ad ogni ora delle loro vite.
Sarebbe testimonianza di pace questa strage (48 miliardi di animali
macellati ogni anno, 131 milioni ogni giorno...)? Sarebbe espressione
di giustizia ucciderli, usando la nostra forza contro la loro
fiducia, non per necessità o per autodifesa ma per il piacere di
mangiarli? Davvero non si può conciliare un'estetica del gusto con
un'etica che la celebri?

"In più la bontà della carne che mangio - lo so - nasce dal fatto che
un animale è stato ben nutrito e senza stress per tutta la vita e
quindi (anche) per questo motivo sono a favore delle leggi che
migliorano le condizioni di vita di tutti gli animali allevati per
essere macellati."

Questo è il passaggio per me, più inquietante. Come dire: il piacere
di violentare un bambino nasce dal fatto che questo sia ben nutrito e
non stressato, per questo motivo sono a favore delle leggi che
migliorano le condizioni di vita di tutti i bambini cresciuti - in
Thailandia, per esempio - per essere violentati.
Lo so che bambini e animali non sono uguali; ma il problema non è
questo, il problema è: ho il diritto di fare quello che voglio a un
essere senziente, che può soffrire, come può soffrire un bambino,
solo per soddisfare il mio piacere di gola? Sarebbe quindi
fondamentalista l'atteggiamento di chi cerca in qualche modo di
difendere il più debole, di voler proteggere chi non ha voce né forze
per difendere se stesso?
Oltre al cinismo, però, si nasconde - peggio - l'ignoranza. Anch'io
pensavo, o volevo pensare, che la bontà della carne che mangi[av]o
nasce dal fatto che un animale è stato ben nutrito e senza stress per
tutta la vita. Purtroppo, però, le cose non stanno così:
"Circa 100 milioni di maiali vengono macellati ogni anno negli Stati
Uniti. La maggior parte passa i primi quattro-sei mesi di vita in
piedi o sdraiata prima su griglie metalliche e poi su assicelle di
cemento o di metallo. Lesioni ai piedi e alle zampe, come pure
abrasioni cutanee e contusioni sono la norma e solitamente non
vengono curate. Dissenterie, colera, trichinosi e altre malattie sono
frequenti. Ai maiali appena nati vengono amputate la coda e le
orecchie senza anestesia. Ammassati gli uni sugli altri, questi
animali solitamente docili a volte sviluppano comportamenti  di
cannibalismo".
Sono solo le prime righe del capitolo che Tom Regan dedica
all'industria dei suini nel suo libro "Gabbie vuote", Ed. Sonda,
2005, lettura ch mi permetto di consigliare a Allan Bay, nella
speranza che, come a me e a tanti altri, gli serva come spunto di
riflessione su quanta violenza (altro che pace e giustizia!) può
contenere un piatto prelibato. Se, invece, le sue opinioni dovessero
rimanere immutate, allora non c'è niente da fare: è una questione di
sensibilità. Ma, forse, un piccolo dubbio si insinuerà nelle sue
convinzioni, o nelle sue emozioni, la prossima volta che si
appresterà a cucinare una delle sue - non ne ho dubbi - succulente
ricette. E questo è già un primo passo per salvare la vita di
qualcuno che ti guarda con grandi occhioni da dietro le sbarre e ti
chiede: "Che cosa ho fatto per meritare tutto questo? Perché non mi
aiuti?"

H. Raul Dominguez

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(Digest di vegan-it, Volume 19, Numero 25)