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NEWS: Giornali Internet 30/11/05



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CACCIA
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Trappole sequestrate Indaga la magistratura
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=8031&sezione=PAESI&edizione=
20051130
CORTE DE? CORTESI ? Tre archetti, trappole proibite utilizzate per catturare
uccelli di piccole dimensioni, sono state trovate e sequestrate dagli agenti
della polizia provinciale in una siepe nella campagne circostanti Corte de?
Cortesi. Come esche, bacche rosse, usate per attirare pettirossi, scriccioli
e capinere. Del caso si sta ora occupando anche la procura della Repubblica
di Cremona, cui gli uomini del comandante Mauro Barborini hanno consegnato
il fascicolo relativo a ritrovamento e sequestro. L?indagine è comunque
ancora in corso e l?obiettivo è individuare chi ha sistemato le trappole.
Non sarà semplice: quella è un?abitudine tipica dei bracconieri bresciani e
non è escluso che chi ha sistemato gli archetti nella siepe poi controllata
dagli inquirenti possa essere arrivato proprio da oltre confine. Del resto,
Corte de? Cortesi è poco distante dalla provincia di Brescia. Intanto, in
attesa di sviluppi a un?inchiesta che appare comunque complicata, la polizia
provinciale continuerà a monitorare il territorio con grande attenzione.
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Bari Il Tar contro la Provincia
Ambientalista e cacciatore nomina bocciata
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/quotidiano/gazzetta_edicolanavSf.asp?
IDCatGOL=618&IDNotizia=366640&Edizione=1&Pagina=11&DataPubb=20051130
Bari. Cacciatore di giorno, e ambientalista di notte. O se prefrerite, anche
viceversa. Sta di fatto che quel cacciatore, travestito da ambientalista,
non poteva far parte del Comitato tecnico per la tutela faunistica e
venatoria. In due pagine, il Tar tira le orecchie al presidente della
Provincia, Vincenzo Divella, per aver nominato tra le rappresentanze degli
ambientalisti, chi - in realtà - è un cacciatore. I giudici della III
sezione (presidente Amedeo Urbano, relatore Roberto Bucchi) hanno accolato
il ricorso presentato da un'associazione ambientalista e annullato il
decreto di nomina di Divella. A rivolgersi al Tar è stata la Lida, Lega
italiana per i Diritti dell'animale, una delle otto associazioni
ambientaliste escluse dalle 14 poltrone Comitato provinciale. A far andare
su tutte le furie gli ambientalisti era la stata la nomina, all'interno del
Comitato, di Tommaso Piarulli, presidente di Ekoclub, un'associazione che si
è presentata come ambientalista. Nel ricorso della Lida, viene in realta
«svelata» l'identità di Piarulli. Il presidente di Ekoclub, in realtà, è il
presidente di una delle due sezione di Corato di Federcaccia. «Come può un
cacciatore sedere tra gli ambientalisti?» si è chiesta la Lila che ha
precisato - è scritto nel ricorso - come la maggior parte del bilancio di
Ekoclub sia costituito da versamenti di Federcaccia. E' vero che cacciatori
e ambientalisti possono parlare la stessa lingua; ma in questo caso si
rischiava di creare una maggioranza occulta in un comitato che deve essere
trasparente. Nicola Pepe
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Bracconaggio: in Calabria una domenica di fuoco
http://www.giornaledicalabria.it/index.php?categoria=C&id=39899&action=mostr
a_primopiano
CATANZARO. Una serie di gravi episodi connessi al diffusissimo fenomeno del
bracconaggio ha caratterizzato la scorsa giornata di domenica in Calabria.
La denuncia è del Wwf, secondo il quale numerosi sono stai gli animali
protetti caduti sotto i colpi di fucili da caccia, in particolare nelle
province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. Gli Agenti del Corpo Forestale
dello Stato sono stati impegnati nella Piana di Gioia Tauro nel recupero di
una Poiana, una specie di rapace diurno, nonché di un rarissimo esemplare di
Airone Guardabuoi, anch?esso ferito dai pallini da caccia. Nel territorio di
Arena è stato invece rinvenuto un esemplare di Falco Pecchiaiolo, mentre gli
attivisti del WWF sono intervenuti nel pomeriggio per recuperare una Poiana
abbattuta nella frazione Pannaconi di Cessaniti e salvata da un uomo oltre
ad un magnifico esemplare di Sparviere colpito ad un?ala nel territorio di
Sorianello, sempre nella provincia vibonese. Tutti gli uccelli feriti sono
stati consegnati, tramite pattuglie della Forestale, al Centro Recupero
Animali Selvatici di Cosenza, ?che continua a registrare, come ogni anno, un
?impennata dei ricoveri di animali protetti proprio in corrispondenza con il
periodo dell?attività venatoria?. A tale proposito il WWF rinnova l?appello
a tutte le Forze dell?Ordine ?affinché vengano intensificati i controlli sul
territorio al fine di scoraggiare e reprimere i frequenti illeciti in ambito
venatorio relativi anche all?uso frequentissimo di registratori, del fucile
con più di tre colpi, o il ricorso a forme di caccia non consentite come la
?posta? alla Beccaccia, per non parlare degli abbattimenti di piccoli
passeriformi protetti ad opera soprattutto di cacciatori provenienti da
altre regioni?.
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Secondo i nonesi non hanno il requisito della residenza. Oggi il processo
«Guerra» tra doppiette
Rumo denuncia i cacciatori cittadini per falso
http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=575365
I cacciatori cittadini, quelli dei centri urbani maggiori come Trento e
Rovereto, hanno sempre guardato con una certa invidia i loro "cugini" delle
valli, più ricchi di fauna e dunque di prede da abbattere. E così qualcuno
può avere la tentazione di iscriversi ad una diversa sezione cacciatori
sfruttando magari la casa di famiglia in valle. Ma le sezioni di periferia
fanno "buona guardia" a cervi e camosci per evitare che le doppiette
cittadine si "infiltrino" per beneficiare dei più ricchi piani di
abbattimento.
La questione è antica e mai del tutto risolta. Oggi se ne parla anche in
tribunale a Trento dove due doppiette sono state denunciate dalla sezione
cacciatori di Rumo per false dichiarazioni. In sostanza avrebbero
dichiarato - contrariamente al vero, sostengono i cacciatori nonesi ed ora
anche la procura - di vivere a Rumo per almeno nove mesi all´anno e dunque
di essere in possesso del requisito necessario per iscriversi alla sezione
cacciatori del comune noneso, dove le prospettive venatorie sono certo più
interessanti che a Trento.
Paolo Mosna, 48 anni, ed Efrem Zattoni, 44 anni, saranno processati oggi a
Trento davanti al giudice Giuseppe Serao con l´imputazione di falso. Dopo
che il presidente della sezione cacciatori di Rumo gli aveva negato
l´iscrizione, le due doppiette di erano rivolte in Federazione a Trento. Qui
avevano sottoscritto una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui
dichiaravano di vivere stabilmente per almeno 9 mesi all´anno a Rumo. Sulla
base di questo documento, la Federazione da Trento invitava Rumo a concedere
l´iscrizione. I nonesi però hanno resistito denunciando per false
dichiarazioni le due presunte doppiette cittadine.
Gli imputati, difesi dall´avvocato Stefano Trinco, respingono al mittente le
accuse. Sostengono che quanto dichiarato è vero e se spesso non erano
presenti in casa questo è dovuto al fatto che durante i giorni feriali il
lavoro li porta altrove: Mosna a Trento e Zattoni a Tres dove avrebbe
un´officina.
Tocca ora al giudice fare chiarezza in questo procedimento dietro cui si
cela anche un braccio di ferro nascosto tra Trento e periferie. Tra i testi
a deporre sono stati chiamati il maresciallo dei carabinieri che fece le
indagini e il presidente della sezione cacciatori di Rumo Angelo Wegher, ma
in .S. D.
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Dopo i recenti episodi, il comitato di gestione ha condannato chi «inquina l
?immagine dei cacciatori bresciani»
Duro l?Ambito di caccia: «In tribunale contro i bracconieri»
http://www.bresciaoggi.it/storico/20051130/Provincia/D.htm
«La caccia è una grande passione da praticare nel rispetto delle regole». E?
da qui che l?Ambito della caccia unico di Brescia parte per prendere le
distanze in modo netto dagli episodi di bracconaggio emersi in questa
stagione venatoria. Ma l?Ambito non si limita alla condanna, ma va oltre e
annuncia di voler adire le vie legali per difendere l?immagine delle
doppiette che, nella grande maggioranza - sostiene l?ambito in un
comunicato - sono per l?appunto rispettose delle leggi. Così contro i
bracconieri di Sabbio che avevano in freezer pure tre aquile in tribunale
potrebbe esserci, oltre al Broletto che ne ha manifestato l?intenzione,
anche l?Ambito.
«Il ripetersi di gravi fatti di bracconaggio - è scritto nella nota -, in
particolare quello gravissimo di Sabbio Chiese, comune nel nostro Atc, dove
tra gli animali protetti scoperti nella casa di un bracconiere c?erano
addirittura tre aquile, ripropongono ancora una volta una piaga tuttora
aperta a Brescia, che danneggia inesorabilmente agli occhi di tutta Italia l
?immagine della stragrande maggioranza dei cacciatori bresciani. Il comitato
di gestione dell?Atc unico di Brescia condanna senza riserve questi fatti
che sono assolutamente estranei a modo di essere complessivo dei cacciatori
bresciani e si impegna a tenere alta la guardia nonchè a sensibilizzare
ancora di più i cacciatori al rispetto della legalità»
«Si riserva, qualora ne sussistano le condizioni, di costituirsi parte
civile nel procedimento per tutelare gli interessi e l?immagine del nostro
ambito e per segnare un solco sempre più netto tra l?estercizio della caccia
e il bracconaggio».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it