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NEWS: Giornali Internet 27/12/05



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CACCIA
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MUSILE DI PIAVE È accaduto ieri pomeriggio nella zona di Caposile ad un
anziano ed esperto cacciatore del luogo
Ucciso da un malore, lo trova il figlio
L'uomo, 76 anni, era accasciato in un canale di scolo vicino alla sua
abitazione in via Salsi
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2722125&Luogo=Venezi
a&Pagina=SANDONATESE
Musile di Piave
Colto da un malore mentre è fuori a caccia, trovato senza vita dal figlio. È
quanto è accaduto ieri nella zona di Caposile, nei pressi dell'abitazione
dell'uomo. Lì si sono portati anche i Carabinieri, che hanno raccolto vari
elementi che porterebbero a ricondurre al malore tra le cause più probabili
del decesso. L'uomo si chiamava Ferdinando Terrazzo e aveva 76 anni. Quelle
zone le conosceva praticamente come le sue tasche, visto che per anni ha
lavorato in una valle ed era solito accompagnare cacciatori, anche bei nomi
della borghesia della provincia e non solo, nell'attività venatoria. Un
lavoro che per lui era soprattutto una passione, per quelle terre, la zona
lagunare, i frutti di quel territorio. E ogni volta che ne aveva il tempo o
la possibilità, usciva con il suo fucile da caccia, anche semplicemente per
una passeggiata, per assaporare l'aria salutare del primo mattino e i
profumi della natura, passando tra la vegetazione e i rumori dei suoi
abitanti.
Così ha deciso di fare anche ieri mattina. Sveglia all'alba, come si
conviene per un buon cacciatore, quindi partenza con il suo fucile. Cosa sia
accaduto quando si trovava ancora nei pressi dell'abitazione, in via Salsi
10, lo stanno ricostruendo gli inquirenti, sulla base degli elementi
raccolti, anche perché non ci sono stati testimoni. Pare che l'anziano abbia
avvertito un malore, decidendo così di fermarsi per un attimo; dopo avere
appoggiato l'arma da caccia, si è seduto. Quando il figlio lo ha ritrovato,
ormai privo di vita, poco dopo le 16, si trovava all'interno del fossato di
scolo verso la laguna. Qui potrebbe essere scivolato in seguito al malore.
Dato l'allarme sul posto si sono portati i medici, che però non hanno potuto
fare altro che constatarne la morte, quindi i carabinieri.
La salma è stata ricomposta nella cella mortuaria dell'ospedale di San Donà;
il magistrato di turno non ha disposto l'autopsia, dando così la possibilità
alla famiglia di procedere per il rito funebre.
Quello di ieri è il secondo caso di un decesso causato da un malore,
avvenuto nella zona di Musile. Giovedì perse la vita Pietro Bottan: 70 anni,
stava lavorando sui campi con il suo trattore. E' stato colto da un malore
mentre stava eseguendo una manovra con il potente mezzo, finendo così la
corsa dentro a un fossato. Anche in questo caso nulla hanno potuto i medici
intervenuti sul posto assieme alla Polstrada di Portogruaro.
Fabrizio Cibin
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Cattura di presicci, un anno da incorniciare
LUMEZZANE
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/12/27/19,VALTROMPIA_LUM/T10.ht
ml
LUMEZZANE - È stato presentato venerdì in Municipio a Lumezzane, il
rendiconto dell?ultimo anno di caccia con riferimento al centro presicci di
Lumezzane. Alla conferenza erano presenti il sindaco Silvano Corli, l?
assessore all?ambiente Carlo Seneci, Federico Pea dell?assessorato alla
caccia della Provincia e Giacomo Zubbiani in rappresentanza dell?Anuu
Gasparotto di Lumezzane. L?assessore Seneci ha esordito manifestando
«particolare soddisfazione per il buon supporto organizzativo comunale che,
grazie anche all?aiuto delle associazioni venatorie del territorio, ha
garantito i buoni risultati di quest?anno». È stata poi ricordata l?
iniziativa per l?apertura della stagione di caccia in cui ad ogni cacciatore
era stata donata una gabbia per tordi. È stato un anno positivo anche per
Pea che, dati alla mano, ha dimostrato come «la cattura dei presicci nella
provincia sia stata migliore dell?anno passato, con 18.000 catture di 5
specie: tordo bottaccio, tordo sassello, allodola, merlo e cesena». Con
questi numeri si è cercato di ottenere la soddisfazione delle doppiette
della Valgobbia. Altri elementi sono stati forniti da Zubbiani dell?Anuu. Ha
sottolineato come «nel solo centro di Lumezzane in via Moretto a Faidana,
sono stati 1.708 gli uccelli da richiamo disponibili per i capannisti
valgobbini». Un numero importante, ma forse non del tutto soddisfacente,
vista la richiesta di una maggior disponibilità di uccelli per il 2006
formulata da Zubbiani e rivolta a Pea. Per concludere il sindaco Corli ha
ringraziato «i presenti per la disponibilità e la Provincia per aver
mantenuto il Centro presicci». Insieme ai complimenti, ha rivolto i migliori
auguri per il prossimo anno di caccia e per il Centro di cattura
lumezzanese. sh. ha
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MALTRATTAMENTI
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I carabinieri lo hanno sequestrato
«Liberato» cane maltrattato dai proprietari
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Aac.htm
Rochy, ammesso che i cani conservino i ricordi, memorizzerà il Natale appena
passato come una liberazione, perché i carabinieri di Bardolino l?hanno
sequestrato per dargli una nuova famiglia. Rochy è un pastore tedesco di tre
anni che apparteneva a un notissimo professionista veronese. Il medico è
stato denunciato, assieme alla moglie, dalla Lega antivivisezione per
maltrattamento di animali, e su disposizione del sostituto procuratore
Francesco Rombaldoni il suo cane è stato posto sotto sequestro.
A far presentare l?esposto alla Lav, che poi ha fatto emettere il
provvedimento di sequestro sono state le coraggiose testimonianze di un?
ormai ex amica di famiglia e di un padre gesuita che frequentava la casa del
proprietario dell?animale e che hanno anche assistito ad alcuni episodi di
maltrattamenti.
Per il provvedimento emesso dal giudice ha espresso soddisfazione anche la
delegata provinciale della Lav, Lorenza Zanaboni: «Siamo riusciti ad
ottenere un sequestro nonostante il peso sociale dell?individuo
maltrattatore», ha sottolineato la volontaria, «la gente deve sapere che
tenere gli animali in condizioni di sofferenza porta a gravi conseguenze
perché con la legge entrata in vigore nell?agosto 2004 sul maltrattamento di
animali tutte le sentenze che ci saranno faranno da apristrada».
Il professionista aveva due cani. La più anziana Lillà una meticcia, era
anche affetta da artrite è stata fatta sopprimere per pietà dalla persona
che aveva cercato prima di prendersi cura di lei. La donna aveva assistito a
una scena in cui il medico strattonava la cagna al punto da farle uscire il
perno che il precedenza le era stato messo nell?osso di una zampa senza
prestarle soccorso. La donna aveva acquistato farmaci per farla curare, ma
il denunciato e la moglie non li avevano utilizzati sebbene fossero stati
loro donati. I cani inoltre sono sempre stati tenuti a catena, nonostante la
casa avesse ampia diponibilità di giardino. Per gli animali, nè cuccia, nè
ciotole, nessuna cura. Una situazione che è andava via via peggiorando nel
tempo, fino a portare all?esposto presentato dall?avvocato della Lav,
Emanuela Pasetto, che ha sottolineato come sia stato protocollato il più
circostanziato possibile. E non v?è dubbio, considerato il sequestro appena
avvenuto. (a.v.)

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it