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NEWS: Giornali Internet 29/12/05



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CACCIA
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Hanno impallinato la cinghialetta mascotte di Terrile
Cacciatori sotto accusa a Uscio
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=405017&IDCategori
a=591
Uscio. Era diventata la mascotte per i bambini di Terrile: un cinghialetto
femmina nato da pochi mesi, incrocio tra un cinghiale selvatico e una
scrofa. Ogni giorno i piccoli raccoglievano le mele o le portavano il pane
avanzato, perché, anche se non tutti in paese erano contenti della presenza
di una porcilaia nel piccolo centro abitato, quell'animale proprio non dava
fastidio a nessuno. Per questo l'uccisione dell'animale è dispiaciuta a
tutti, anche perché avvenuta in maniera proditoria: l'animale, pesante pochi
chili, è stato spinto nel bosco, dove la legge consente l'attività
venatoria.
Bruno Gentile, proprietario dell'animale e titolare dell'attività di
allevamento, è stato testimone di quanto accaduto: «Ero sul poggiolo di casa
e ho visto alcuni cacciatori, di cui uno con un cane al guinzaglio che
andavano verso la mia cinghialetta. Convinto che volessero solamente vederla
da vicino non mi sono preoccupato». La bestiola anziché scappare è andata
incontro al gruppetto scodinzolando, nella speranza di ricevere un po' di
cibo o qualche carezza come era d'altronde abituata da alcuni bambini. «In
una frazione di secondo uno dei cacciatori ha estratto il fucile e ha
sparato due colpi a terra davanti alla bestia con l'intento di farla
scappare e mandarla nel bosco - racconta ancora Gentile - qui erano
appostati i cacciatori che hanno impallinato l'animale».
Una telecamera di controllo della zona ha filmato tutta l'azione ed un
testimone ha visto. «Dovranno rispondere anche per aver sparato in
prossimità delle abitazioni». Per Gentile, la vicenda non ha solo
un'appendice legale: «Quello che è accaduto mi ha demoralizzato e credo che
lascerò presto Terrile per trasferirmi sulle alture di Rivarolo. Questo
episodio è veramente squallido e triste. Sono affezionato a questi animali
ho cercato per loro una sistemazione che non fosse un frigorifero o un
salumificio».
E. M.
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Barista-cacciatore, locale off limits per la guardia
«Mi ha multato ingiustamente, qui non entra». L?agente: «È un esercizio
pubblico, lo denuncio»
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20051229&ediz=13_ANCONA&npag=3
3&file=I.xml&type=STANDARD
di GIAMPAOLO MILZI
«COSA fa un uomo quando entra in un caffè? Splash!». Una battuta da
avanspettacolo che si addice allo "splash" rimediato dall'eco giustiziere
Vittorio Baldarelli quando si è visto negare a muso duro una colazione al
bar tabaccheria di via del Coppo 34, a Sirolo. Dall'altro lato del bancone,
Maurizio Marotta, barman del popolare esercizio. Appena avvistato il
cliente, accompagnato da un amico medico, avvicinarsi alle paste, lo ha
messo alla porta come «persona non gradita». Colpa di una vecchia ruggine
ispessitasi sotto la neve.
Un anno fa Marotta si era visto appioppare dalla guardia ecologica
volontaria Baldarelli una salata multa mentre girava col fucile non lontano
dal bar. Presunte infrazioni? "«Attività venatoria su territorio innevato,
arma carica vicino a una strada, rifiuto di fornire le generalità» «Balle -
replica il barista - Non avevo sparato un colpo, il fucile era scarico, di
neve ce n'era una spruzzatina. Tant'è che la multa non l?ho pagata.
Baldarelli mi trattò provocatoriamente come un delinquente. E me la son
segnata. Quando una settimana fa ha avuto la faccia tosta di presentarsi al
bar, gli ho detto che quella è casa mia, che lui non ce lo voglio e che non
deve tornare».Baldarelli insiste: «Lo multai a ragione, su segnalazione di
altri cacciatori. E' incredibile che un cliente sia offeso e sbattuto fuori
da un pubblico esercizio senza motivo. La legge è dalla mia parte». La
giubba verde ha sporto querela per diffamazione: «Chiederò 10.000 euro di
danni, risarcimento che devolverò agli ambientalisti». Ma c'è una speranza.
Il bar del Coppo è anche rinomata enoteca. Apprezzata pure da Baldarelli.
L'augurio è che finisca, se non a brioche e cappuccino, a tarallucci e vino.
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Cattura delle lepri nel bosco Rotonda Le reti semivuote
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=15144&sezione=PAESI&edizione
=20051229
SONCINO ? Tanta delusione nell?ambiente venatorio dell?Ambito territoriale
della caccia numero 6 per l?esito negativo della cattura di lepri nella
bandita del bosco della Rotonda. Solo 22 animali sono finiti nelle reti
appositamente sistemate dai battitori nelle mattinate della vigilia di
Natale e di Santo Stefano e successivamente liberate nel territorio dell?Atc
per il ripopolamento del territorio. La cattura verrà ripetuta l?ultimo
giorno dell?anno. Gli addetti ai lavori pronosticavano almeno il doppio
delle lepri catturate. L?habitat della bandita della Rotonda è ottimale per
la riproduzione naturale delle lepri. Negli anni Settanta, nell?allora
?riservino? della riserva sociale di Soncino, erano state prese oltre 200
lepri. I volontari che hanno collaborato con la direzione dell?ambito
territoriale della caccia numero 6 hanno fatto tutto il possibile per
evitare che il bracconaggio penalizzasse l?esito delle catture a fine di
ripopolamento. Ma evidentemente non è bastato.
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MALTRATTAMENTI
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Sos telefonico
L?Asada: animali maltrattati durante le feste
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20051229&ediz=08_ABRUZZO&npag=
46&file=B.xml&type=STANDARD
Giorni di festa ma tempi duri per gli animali: L?associazione Associazione
Amici degli Animali (Asada) denuncia due gravi episodi di maltrattamento
verificatisi in questi. Uno in particolare riguarda il maltrattamento subito
da un cane che, solitamente accudito, nutrito e curato dai residenti di via
Benedetto Croce, a Chieti Scalo, il giorno di Natale e' stato seviziato per
ore, probabilmente da un gruppo di ragazzini.Solo ieri mattina l?animale, su
cui s?è arrivato ad infierire con uso di petardi, - denuncia l'Asada - è
stato trasportato da un gruppo di volontari presso il canile sanitario di
Bucchianico, in condizioni gravissime. Nella struttura, nonostante l?
intervento operatorio d?urgenza dei veterinari, s'è dovuto ricorrere
all'amputazione della coda dell?animale a causa delle profonde ustioni
sofferte.
L?altro episodio riguarda invece la denuncia di diverse persone di Chieti
che, rifiutata la richiesta formulata da alcuni giovani di sembianze
asiatiche di prelevare alcune colonie feline stanziali nei pressi di
numerosi condomini cittadini, hanno subito dopo dovuto constatarne la
scomparsa. L'Asada ha messo a disposizione dei cittadini due numeri di
telefono ai quali si possono rivolgere i cittadini qualora dovessero
assistere a episodi simili o siano in grado di fornire elementi per la
individuazione dei responsabili: 347-1519705 oppure 339-7553238.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it