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Re:domanda sul latte



...
>rispondetemi per favore grazie
> Giorgia

La risposta di Joe è completa. Ma se vuoi creare un'ulteriore incertezza sui tuoi amici 
prova a fargli leggere quanto segue, (nota lievemente accomodata di info apparse poco 
tempo fa da qualche parte sul web).

auguri!

aldo

******

BEVETE piu' LATTE... il LATTE FA ... BENE!!!

Quasi tutto il latte di mucca ha 59 ormoni attivi, allergeni in gran quantità, grasso e 
colesterolo. La maggior parte del latte di mucca contiene quantità misurabili di 
erbicidi, insetticidi e diossina fino a 2.200 volte il livello di sicurezza, fino a 52 
potenti antibiotici, sangue, pus, feces, batteri e virus. Uno di quei 59 ormoni è un 
potente ormone della crescita (IGF-1) con fattore di crescita uno. Considerate questo 
ormone come una cellula di combustibile per qualsiasi cancro. 

La FDA (Amministrazione Federale degli Alimenti e dei Farmaci) insiste che l'IGF-1 si 
distrugge nello stomaco. Se fosse vero l'FDA ha dimostrato che l'allattamento non 
funziona. Questo fattore di crescita fa in modo che il vitello neonato cresca 
rapidamente, come madre natura intende. Un'altra sostanza chimica presente nel latte è la 
caseina. È un potente agglomerante, un polimero usato per fare plastiche e colle, ottimo 
per fare solidi accessori o incollare etichette alle bottiglie di birra. Ottanta delle 
proteine del latte sono caseina; è anche un allergene, un'istamina che crea molto muco. 
E' permesso che nel latte siano presenti delle feci che sono una sorgente principale di 
batteri. Il latte viene di solito pastorizzato più di una volta prima di arrivare sulla 
vostra tavola, ogni volta per circa 15 minuti a 73° centigradi. Per sterilizzare l'acqua 
occorre farla bollire a 100° per alcuni minuti. Tieni presente anche che a temperatura 
ambiente il numero di batteri del latte raddoppia ogni 20 minuti circa. 

Le mucche inserite nel ciclo industriale del latte non vengono munte dal contadino ma 
vengono collegate alle mungitrici meccaniche automatiche, in maniera intensiva per 
ottenerne il massimo sfruttamento possibile. Questo causa l'insorgenza della mastite e 
l'infiammazione purulenta da staffilococchi della mammella che viene "curata" con 
antibiotici. 

Il pus passa nel latte assieme alle altre sostanze (antibiotici, ormoni, medicinali vari) 
e quindi le autorità sanitare hanno stabilito quanto pus può essere ammesso nel latte 
senza che faccia danno alla salute. In un cm3 di latte di mucca commerciale è permesso 
dalle autorità sanitarie che vi siano fino a 750.000 "cellule somatiche" il cui nome 
comune è pus e 20.000 batteri vivi prima possa venire ritirato dal mercato. Il tutto 
ammonta a 20 milioni di batteri vivi e fluttuanti e fino a 750 milioni di cellule di pus 
per litro. 

Il latte di mucca ha un contenuto di calcio tre volte superiore a quello umano. Per 
venire assimilato, i livelli di magnesio dovrebbero essere in proporzione uguali a quelli 
del calcio e non lo sono. Inoltre ci sono numerose malattie collegate con il consumo di 
latte come la leucemia, diabete, e malattia di Crohns. (tratto da: www.medicinenon.it) 

NB: Nell'articolo originale, consultabile nel sito indicato, sono presenti alcune tabelle 
che permettono di verificare i limiti massimi delle particelle di pus (eufemisticamente 
chiamate cellule somatiche) ammesse nel latte, oltre ai germi e agli antibiotici, entro i 
quali tale latte può essere commercializzato, estratti dalla: NORMATIVA COMUNITARIA 92/46 
G.V. recepita dal DPR 14.01.1997 N. 54. 

Commento (NdR): La mancanza negli umani dell'enzima lattasi che demoleculizza e scinde il 
lattosio in maltosio e destrosio, due zuccheri assimilabili dall'intestino umano, genera 
negli individui tanti disturbi, non facilmente riconducibili al latte vaccino. Le 
caseine, specie l'alfa-s2, non sono facilmente demoleculizzabili dai batteri autoctoni 
della flora intestinale biovitale, per cui vengono a generarsi altri problemi 
sovrapponibili a quelli di cui sopra, generando facilita' alle allergie, riniti, 
sinusiti, dolori articolari, cattiva digestione, irritabilita', eczemi, stanchezza, ecc. 
(vedi i lavori del CNR di Torino guidati dal dott. Amedeo Conti). Contrariamente a quanto 
fino ad ora affermato dai medici allopatici, il latte non salvaguardia dall'ostoporosi, 
in quanto proprio nelle nazioni del mondo ove se ne fa' piu' uso sono quelli con il piu' 
alto indice di quella malattia.