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NEWS: Giornali Internet 30/01/06



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CACCIA
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Massimo Baldesi, 57 anni, presidente dell?As Roma Ciclismo, è morto dopo
essere stato raggiunto da un proiettile rimbalzato su una pietra
Ucciso durante una battuta al cinghiale
Monteromano, imprenditore edile colpito al cuore da un colpo sparato da un
compagno
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20060130&ediz=02_VITERBO&npag=
41&file=A.xml&type=STANDARD
Ucciso durante una battuta di caccia al cinghiale. Colpito al cuore da un
proiettile che prima ha trapassato il corpo dell?animale, poi è rimbalzato
su un masso per finire tra le costole dell?uomo che si trovava a poca
distanza.
Massimo Baldesi, 57 anni, titolare dell?omonima impresa edile a Roma, è
morto praticamente sul colpo. Ad ucciderlo, per una tragica e maligna
fatalità, un suo compagno di battuta, un avvocato romano.
L?incidente è accaduto ieri mattina poco prima di mezzogiorno in una riserva
a Rocca Respampani, una località del comune di Monteromano non molto
distante da Tuscania. Un gruppo di sei persone aveva iniziato la caccia al
cinghiale alle prime ore dell?alba. Tutto era andato bene ed ormai la
battuta volgeva al termine quando è accaduta la tragedia. Uno dei sei, l?
avvocato appunto, si vede comparire davanti, all?improvviso, il cinghiale.
Prende la mira e spara. Un colpo azzeccato, l?animale è colpito e stramazza
al suolo. Ma il proiettile lo trapassa e continua la sua corsa colpendo una
grossa pietra e rimbalzando in direzione di Massimo Baldesi che si trova ad
una decina di metri. La scheggia passa attraverso due costole e trafigge il
cuore. L?imprenditore romano muore praticamente sul colpo.
Viene dato l?allarme mentre il suo compagno di caccia che ha esploso il
colpo si dispera. Sul posto, per primi, arrivano i carabinieri a bordo di un
fuoristrada visto che le asperità del terreno sono notevoli. Il luogo dove è
avvenuto l?incidente si trova in una zona molto suggestiva, a ridosso del
poligono militare di Monteromano, caratterizzata da forre e canaloni. Un
terreno reso ancora più impervio dalla pioggia di questi giorni.
La magistratura viterbese ha aperto un?inchiesta e il sostituto procuratore,
Fabrizio Tucci, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ha disposto
per oggi l?autopsia che dovrà contribuire a spiegare la dinamica della
tragedia.
G.T.
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Monteromano, vittima un imprenditore. Ha sparato un amico avvocato
Colpo di rimbalzo, cacciatore ucciso
E? il quarto tragico incidente nel mondo delle doppiette in pochi giorni.
Tra i feriti un generale dei carabinieri
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=CRONACA_DI_ROMA&doc=SOP
Tragedia a Monteromano durante una battuta di caccia che vedeva impegnati
sei professionisti romani. Un pallettone dopo aver trafitto un cinghiale è
andato a infrangersi contro una pietra, da dove è rimbalzata indietro una
scheggia che è andata a conficcarsi nel cuore di un altro cacciatore
passando nel ristretto spazio tra due costole. È un imprenditore edile
romano di 57 anni, Massimo Baldesi, la vittima dell'incidente di caccia.
Particolarmente sfortunate, stando alla ricostruzione dei fatti compiuta dai
carabinieri della compagnia di Ronciglione, le circostanze che hanno causato
la morte dell'uomo in una boscaglia in località Rocca Respampani intorno a
mezzogiorno di ieri. Se la scheggia fosse arrivata qualche millimetro sopra
o sotto il punto in cui ha colpito l?uomo, la vittima si sarebbe salvata.
Invece Baldesi è morto all?istante.
Gli altri cinque componenti della squadra hanno immediatamente dato
l'allarme al 118 e ai carabinieri della stazione di Monteromano, ma quando i
soccorritori sono giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare
il decesso del cacciatore. Dopo i rilievi di rito, il corpo
dell'imprenditore è stato trasportato nell'obitorio dell'ospedale Belcolle
di Viterbo, dove nelle prossime ore sarà eseguita l'autopsia disposta dal Pm
Fabrizio Tucci.
Sotto choc l?avvocato che ha esploso il colpo che ha causato la morte
dell'imprenditore romano. Baldesi, imprenditore conosciuto e socio di un
noto circolo sportivo, lascia due figli di 25 e 22 anni. I carabinieri nel
rapporto al magistrato non ravvisano responsabilità particolari. Insomma, è
stata una fatalità che però nel mondo della caccia registra soltanto in
gennaio purtroppo altri tre precedenti, nonché il grave ferimento di un
generale dei carabinieri.
Paolo Brogi
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Trepuzzi Finisce nel sangue, nell'agro di Squinzano, una disputa fra due
cacciatori
Litigano e spara al rivale
Il feritore, un giovane compaesano, è sparito dalla circolazione Vito Doria
è ricoverato in Ortopedia. Guarirà in 15 giorni
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/quotidiano/gazzetta_edicolanavSf.asp?
IDCatGOL=618&IDNotizia=401837&Edizione=1&Pagina=81&DataPubb=20060130
TREPUZZI Finisce nel sangue una battuta di caccia fra amici. Un operaio di
41 anni, Vito Doria, di Trepuzzi, è rimasto ferito dalla rosa di pallini
esplosa dal fucile di un cacciatore del suo stesso paese, un giovane che
dopo il fattaccio si è reso irreperibile. Raggiunto al braccio destro ed al
polso della mano sinistra, il ferito è stato accompagnato in ospedale, al
pronto soccorso di Campi Salentina, dove ha ricevuto le prime cure ed è
stato poi trasferito nel reparto di ortopedia con una prognosi di quindici
giorni. Il prologo del ferimento si è registrato attorno alle ore 8 nelle
campagne a Nord di Trepuzzi, dove due gruppi di cacciatori erano ad un certo
punto entrati in contatto, nel senso, almeno, che si erano ritrovati a
cacciare in uno stesso luogo. Tra due di essi, poi rivelatisi essere proprio
ferito e sparatore, erano volate parole grosse, e forse anche qualche
proposito di vendetta. Vero è che circa un'ora dopo, assieme ai rispettivi
amici, i due si sono ritrovati a cacciare in contrada «Caroli», stavolta nel
territorio comunale di Squinzano, e puntualmente hanno ripreso a litigare.
Dalle parole, però, uno è passato ai fatti, esplodendo la fucilata che ha
raggiunto e ferito Vito Doria. Soccorso dai compagni di caccia, l'operaio è
stato caricato a bordo di un'auto e, come detto, trasportato in ospedale.
Quanto al ferito, vista la piega presa dagli eventi, ha preferito subito
cambiare aria se è vero, come è vero, che allorché i carabinieri delle
stazioni di Trepuzzi e Squinzano e della Compagnia campiota sono giunti sul
posto, di lui non hanno trovato traccia. Le indagini così avviate, hanno
poco dopo coinciso con l'interrogatorio del ferito e degli altri cacciatori
che in qualche modo avevano assistito sia alla scena del primo litigio che
alla sparatoria in contrada «Caroli». A quanto è dato di sapere, in serata
gli uomini del capitano Giuseppe Pasquale, comandante dell'Arma di Campi,
erano riusciti ad identificare il feritore: come detto si tratta di un
giovane trepuzzino, che a tarda sera era però ancora irreperibile. L'uomo,
che verrà sicuramente incriminato, rischia l'accusa di tentato omicidio, o
nel migliore dei casi, quella di lesioni gravi.
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NAPOLI: CONTROLLI NEL MERCATO DEGLI UCCELLI, SEQUESTRATI PIU? DI 200 ANIMALI
VENDUTI ILLEGALMENTE
Tre le persone denunciate all?Autorità giudiziaria. I controlli sono
iniziati alle 10 e sono durati circa 30 minuti; qualche ora più tardi gli
agenti sono tornati sorprendendo altri venditori che cedevano cardellini a
prezzi più elevati
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=3351&TipoArt
icolo=Notizie
30 Gennaio ? Blitz degli uomini del Corpo forestale dello Stato, della
Guardie Venatorie e Zoofile della Lipu e dell'Enpa al ?mercato degli
 uccelli? di Napoli, nella zona di Sant'Erasmo. L?operazione, coordinata dal
Comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato di Napoli, ha portato
al sequestro di 80 cardellini, 50 lucherini, 50 verdoni, 15 fanelli, 3
merli, un codirosso spazzacamino e un?allodola che sono stati liberati
qualche ora più tardi nel parco cittadino ''Virgiliano''. Tre le persone che
sono state denunciate all?Autorità giudiziaria. I controlli sono iniziati
alle 10 ed è durato circa 30 minuti; qualche ora più tardi gli agenti sono
tornati sorprendendo altri venditori che cedevano cardellini a prezzi più
elevati.
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PORTO TOLLE Quasi cinquecento persone alla manifestazione ambientalista
organizzata a Pila
Corteo anticaccia senza incidenti
All'alba il Wwf ha dimostrato l'uso dei richiami acustici proibiti
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2768016&Luogo=Rovigo
&Pagina=1
Le ansie e le preoccupazioni sorte alla vigilia della manifestazione
nazionale anticaccia sono passate.
I quasi cinquecento partecipanti al corteo di ieri a Pila, tra i quali il
deputato dei Verdi Luana Zanella, hanno percorso il paese e la sommità
arginale pacificamente, attorno alle 11 del mattino.
Già all'alba, però, accompagnati dal Wwf di Rovigo, si era potuta
raggiungere Boccasette, nella laguna di Barbamarco, «perché ci si renda
conto - affermavano gli ambientalisti - degli illeciti richiami acustici che
nel Delta, da Caleri alla Bottonera, avvengono in tutti i giorni in cui si
pratica la caccia».
Arrivati sul posto è ancora buio pesto e l'unico suono è quello di un mare
abbastanza eccitato e impetuoso. Per venti minuti, nulla. Improvvisamente,
un assordante canto di uccelli inizia. Troppo perfetto, chiaro, ripetitivo
ed esteso per confonderli con veri canti di uccelli.
D'un tratto la laguna di Barbamarco echeggia di artificiali canti di
germani, alzavole e fischioni. «Dal dicembre 2004, su diciotto monitoraggi -
spiega Eddy Boschetti - abbiamo avuto il cento per cento di riscontro».
Quello che chiede il Wwf, per risolvere il problema, è «che anche le lagune
diventino, almeno in parte, zona parco».
A Pila la prima persona che si incontra è il presidente di Federcaccia
Lorenzo Carnicina. «Vogliamo evitare polemiche», sottolinea con tono pacato
mentre beve un caffé al bar. E sui richiami acustici replica che «chi
commette infrazioni è giusto che paghi secondo quanto stabilito dalla legge.
Dire che i cacciatori sono bracconieri, però, significa solo
strumentalizzare».
Intanto il corteo inizia a muoversi, per ribadire il no alla caccia
camminando tranquillamente sugli argini e fra le strade di Pila, con davanti
il camino della centrale termoelettrica.
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La nuova denuncia della Lac su bracconaggio e gestione venatoria
«Illegalità e norme permissive Sulla caccia si cambi registro»
http://www.bresciaoggi.it/storico/20060130/cronaca/Eac.htm
Ci sono un richiamo ai più clamorosi episodi di bracconaggio registrati
negli ultimi mesi, e nello stesso tempo un invito a invertire decisamente la
rotta in campo legislativo nell?ultimo intervento della Lega abolizione
caccia di Brescia.
Partendo dal primo problema, l?associazione di vicolo Fenarolo ricorda
innanzitutto il proprio impegno diretto contro la pratica della caccia di
frodo, opposto a uno stillicidio di episodi illegali che possono essere ben
rappresentati da casi limite di cui si è occupata recentemente anche la
stampa: il ritrovamento di tre aquile reali morte (e di molto altro ancora)
nell?abitazione di un cacciatore di Sabbio Chiese, e il sequestro di un
carico di 4000 allodole abattute in Albania da altri bresciani in trasferta.
A fronte di una simile realtà, la Lega abolizione caccia «chiede alle forze
dell?ordine un maggiore controllo dell?attività venatoria, ma soprattutto l?
approvazione di normative più restrittive per la regolamentazione della
caccia, in accordo con quanto già previsto dalle normative europee».
In realtà, su questo fronte le cose stanno andando diversamente, e l?
associazione denuncia per esempio «la grave modifica della legge sull?
agricoltura approvata dal consiglio regionale della Lombardia solo poci
giorni fa: una innovazione che ora consentirà a tutti i cacciatori di
praticare la loro attività nelle aree contigue ai parchi naturali. Una norma
che contrasta con quanto previsto dalla legge quadro nazionale 394 del ?91,
che nelle stesse aree riserva la possibilità di cacciare ai soli residenti».
La scelta fatta dalla Regione avrà per esempio un effetto diretto sul Parco
dell?Adamello, «permettendo a chiunque l?attività venatoria nei territori
contigui all?area protetta, con i prevedibili gravi danni che saranno subiti
dalla fauna selvatica in sconfinamento, la quale sarà sottoposta al tiro di
fucili provenienti da ogni dove».
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A Bolano I cacciatori di cinghiali «A noi il governo della fauna»
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=417272&IDCategori
a=593
Gestione del territorio e non fucilate selvagge. E' questa la sintesi
dell'incontro dei cacciatori di cinghiali, del comprensorio di Calice e
Bolano che hanno chiuso la stagione venatoria con l'abbattimento di 206
cinghiali. L'assemblea dei battitori, le squadre di cacciatori di cinghiale
del comprensorio Aca di Calice al Cornoviglio rivendicano la gestione del
territorio. I tantissimi cacciatori riuniti in assemblea, la scorsa
settimana a Ceparana, per fare il punto della situazione sulla caccia degli
ungulati, pensao già alla prossima stagione venatoria che ripartirà ad
ottobre. «Non ci interessa sparare dei colpi tanto per sfogarci - afferma
Stefano Briselli - uno degli storici caposquadra del comprensorio -. Nella
riunione, abbiamo voluto rimarcare che a noi interessa gestire il territorio
tutto l'anno e non aumentare i colpi in canna ai nostri fucili».
I cacciatori chiedono di potere governare il territorio di caccia tutto
l'anno non solo con l'abbattimento dei capi e vogliono essere un punto di
riferimento anche per gli agricoltori per i danni subiti dall'invasione
degli ungulati. «Siamo disposti - conclude Briselli - a battere il
territorio per conoscere a fondo le situazioni, andando a scovare dove
passano i cinghiali e posizionando i recinti elettrici dove necessitano».
Maria Cristina Scappazzoni
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MALTRATTAMENTI
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Denunciata la guardia giurata. Altro grave episodio in via Falck: un
pensionato e due donne azzannate da un mastino
Vigilante spara al parco e uccide un pitbull
Zuffa tra cani. La proprietaria dell?animale morto: il mio Duke era al
guinzaglio, il suo no
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=CRONACA_MILANO&doc=APR
«Da tre notti non riesco a dormire. Ho ancora nelle orecchie i colpi di
pistola che hanno ucciso il mio cane». Alessandra Tomarchio, 18 anni, ha
assistito all?esecuzione del suo pitbull: ammazzato con due colpi di pistola
dal vicino di casa a sua volta proprietario di un altro pitbull, nel parco
alle spalle di via Fusinato, alla Bovisa. L?uomo è stato denunciato per
uccisione di animale altrui e di spari in luogo pubblico. La tragedia
giovedì sera, attorno alle 20.30, quando Alessandra porta al parco i suoi
due cani: Duke, un pitbull di tre anni, e Berry, un meticcio di 5, entrambi
presi dal canile comunale.
Duke è tenuto al guinzaglio, come prescrive la legge, senza museruola, e
gioca con Berry. «All?improvviso - ricorda Alessandra - ho visto arrivare un
altro pitbull tenuto al guinzaglio. Per evitare eventuali risse ho cambiato
strada ma pochi istanti dopo ho visto un?ombra che si gettava sul mio Duke.
I due pitbull hanno iniziato a litigare. Il proprietario dell?altro pitbull
l?aveva slegato. Ho cercato di separare i due cani. Poi è successo quello
che non mi sarei mai immaginata: il proprietario dell?altro animale ha
estratto una pistola e ha sparato alcuni colpi contro il mio Duke».
Alessandra, disperata e in preda al panico, si è gettata sul cane coperto di
sangue agonizzante in mezzo alla neve. Ma tutto è stato vano. Inutile la
corsa disperata con i genitori verso un vicino pronto soccorso veterinario.
Secondo il referto medico, il cane è stato colpito più volte alla spalla, al
collo, allo zigomo, all?ascella sinistra e alla spalla dell?arto destro.
A sparare è stato Romano F., 49 anni, guardia giurata fuori servizio perché
in malattia: identificato è stato denunciato. Nella confusione dei momenti
successivi all?esecuzione del pitbull, i vigili urbani della Zona 6 hanno
multato il padre di Alessandra, Cesare: 50 euro perché Berry, il meticcio,
era senza guinzaglio.
Ieri mattina alle 11 un altro pitbull ha seminato il panico nei giardini di
via Falck. Il cane era libero e ha azzannato tre persone, un uomo di 69 anni
e due donne di 65 e 26 anni. La signora di 65 è la più grave: guarirà in 10
giorni.
Alberto Berticelli

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it