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NEWS: Giornali Internet 31/01/06



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CACCIA
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ROMANO
Parte un colpo, cacciatore ferito
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20060131&ediz=02_VITERBO&npag=
29&file=F.xml&type=STANDARD
Un altro incidente di caccia, a distanza di 24 ore da quello che a Monte
Romano domenica è costato la vita all?imprenditore romano, Massimo Baldesi.
Nella tarda mattinata di ieri, infatti, nelle campagne di Oriolo Romano è
rimasto ferito ad un piede un cinquantenne, anche lui residente a Roma,
colpito da un colpo esploso accidentalmente a causa di una caduta. L?uomo,
che stava partecipando ad una battuta di caccia insieme ad altri amici,
camminava con il fucile a tracollo e con le canne rivolte in basso.
Improvvisamente è scivolato cadendo sul terreno. L?urto ha fatto partire il
proiettile che lo ha colpito al piede destro tranciandogli di netto tre
dita.
Sono stati i compagni di battuta a chiamare i soccorsi. Il cacciatore romano
è stato portato all?ospedale viterbese di Belcolle dove dopo il ricovero è
stato poi sottoposto ad un intervento chirurgico. Per lui la prognosi è di
40 giorni.
Anche su questo incidente, come pure su quello avvenuto il giorno precedente
in località Rocca Respampani a Monte Romano, stanno compiendo accertamenti i
carabinieri. Dovrà essere spiegata l?esatta dinamica dei fatti anche se nel
caso di Oriolo appare evidente che non ci sono responsabilità di altre
persone.
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Il servizio di vigilanza volontaria dell?associazione ha presentato il
bilancio: centinaia di verbali, e per di più in aumento rispetto all?anno
scorso
Bracconaggio, la stagione «calda» del Wwf
Nel Bresciano la maggior parte delle violazioni di legge registrate e
sanzionate in tutta la Lombardia
http://www.bresciaoggi.it/storico/20060131/Provincia/C.htm
L?ultima operazione l?hanno portata a termine domenica nel centro abitato di
Bione: individuati alcuni bastoni ricoperti di vischio in una proprietà
privata, hanno chiesto il via libera alla perquisizione al pm di turno, e il
controllo dell?abitazione, nella quale c?erano due persone, ha fatto
scoprire e sequestrare alcune gabbie-trappola, reti da uccellagione non in
uso, alcuni richiami vivi detenuti illegalmente (cince, fringuelli e
peppole) e ben 71 uccellini già spiumati abbattuti illegalmente.
Stiamo parlando delle guardie volontarie del Wwf di Brescia, ma anche dell?
attività antibracconaggio che l?associazione ha condotto a livello dell?
intera Lombardia nella stagione venatoria che si è chiusa ieri, i cui dati
sono appena stati presentati. Dati impressionanti, soprattutto perchè sono
riferiti almeno per l?80 per cento a episodi avvenuti nel Bresciano.
Anche nei mesi scorsi, infatti, la nostra provincia è stata teatro di un
campo antibracconaggio di livello nazionale, ed è proprio dalle nostre parti
che gli agenti volontari del Wwf hanno stilato la maggior parte delle 162
denunce penali (+ 25% rispetto al 2004) e dei 112 verbali amministrativi
della Lombardia.
A cosa corrispondono tutti questi accertamenti? A decine e decine di persone
che, con o senza licenza di caccia, ma più spesso con, sono state sorprese
ad abbattere specie protette a fucilate (fanno testo in questo senso i 126
fucili messi sotto sequestro) o con l?utilizzo di mezzi di cattura vietati:
dai fonofil ai circa 800 «pezzi» rimossi dal Wwf tra archetti, bastoni col
vischio, tagliole e gabbie-trappola. Senza dimenticare le 130 reti da
uccellagione sequestrate. Un «campionario» che aveva permesso ai possessori
di catturare oltre 2000 capi di fauna selvatica, 300 dei quali (si trattava
di uccelli) rinvenuti vivi.
E come dimenticare l?episodio più eclatante della stagione, ovvero il
ritrovamento, in una casa di Sabbio Chiese alla quale le guardie erano
arrivate dopo la scoperta di alcune reti da uccellagione, di centinaia di
uccelli protetti morti insieme a ben tre esemplari (uno impagliato e due
congelati) di aquila reale?
Tutto ciò farebbe forse pensare alla necessità di una politica più
restrittiva in campo venatorio... «invece, ancora una volta - commentano
alla Delegazione Lombardia del Wwf - la stagione è stata preceduta da
provvedimenti regionali "su misura", per accontentare quelle frange del
mondo venatorio particolarmente legate alla caccia ai piccoli uccelli. Con
la caccia in deroga, uccelli protetti in tutta Europa come fringuelli,
peppole, passeri e storni sono stati "fucilati" per finire sul tradizionale
spiedo delle valli bresciane. E con un altro provvedimento regionale sono
state sostanzialmente aumentate le quote di volatili selvatici da catturare
per essere impiegati come richiami vivi: animali liberi che vengono
rinchiusi in minuscole gabbiette per tutta la vita».
L?associazione ricorda anche che in conclusione della stagione c?è stato «un
nuovo attacco alla fauna, perpetrato aprendo la caccia nelle zone cuscinetto
attorno ai parchi non solo ai residenti, ma a tutti gli iscritti ai relativi
ambiti».
«Nella prospettiva delle prossime elezioni - conclude la presidente del Wwf
Lombardia Paola Brambilla - ci auguriamo che dati come quelli della nostra
vigilanza contribuiscano a dare prova della gravità dell?aggressione che
viene costantemente perpetrata da cacciatori e bracconieri ai danni della
fauna selvatica, e auspichiamo che nella prossima legislatura non proseguano
i tentativi di smantellare le norme di tutela, ma che semmai si potenzino
gli strumenti di protezione».
p.bal.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it