[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

"gli sperimentatori hanno poi creato il massimo dell'iniquità": niente di più facile, per loro



Title: "gli sperimentatori hanno poi creato il massimo dell'iniquità": niente di più facile, per loro
Le scimmie e il senso della giustizia
In caso di situazioni ingiuste si arriva anche allo sciopero


CLAUDIA DI GIORGIO



ROMA - Le scimmie possiedono un senso innato di giustizia: tanto che un trattamento iniquo può spingerle persino a "scioperare". È la sorprendente conclusione a cui è giunto uno studio pubblicato sul numero odierno della rivista scientifica Nature, firmato da Sarah Brosnan e da Frans de Waal, uno dei massimi etologi viventi. La ricerca ha avuto per protagoniste alcune delle scimmie cappuccine che vivono nella colonia del Living Links Center, dove de Waal, il cui campo d´indagine sono le radici evolutive dell´etica e della società umane, ha già effettuato alcune affascinanti scoperte sul comportamento dei primati. Tra i suoi risultati più recenti, ad esempio, c´è stato il riconoscimento della capacità delle cappuccine (che appartengono ad un ramo dei primati che si è separato dal nostro 35 milioni di anni fa) di cooperare tra loro fino al punto di "pagare" chi collabora alla cattura di una preda. Ed è stato dopo questa scoperta che de Waal e i suoi colleghi si sono chiesti come facessero gli animali a stabilire quale fosse la paga giusta da dare o ricevere: avevano forse un´idea innata e condivisa di equità, che le metteva in grado di valutare, e mettere a confronto, i propri sforzi e quelli degli altri?

Nellesperimento riferito oggi su Nature, Brosnan e de Waal hanno registrato le reazioni di alcune coppie di scimmie alle prese con una serie ripetuta di situazioni "giuste" ed "ingiuste". Nel primo caso, eseguendo correttamente un certo compito, entrambi gli animali venivano premiati con pezzetti di cetriolo, un cibo mediamente apprezzato. Nel secondo, invece, uno era ricompensato con dell´uva, che per le scimmie è una vera leccornia, mentre l´altro con il premio meno gradito. Come ulteriore controllo, gli sperimentatori hanno poi creato il massimo dell’iniquità: una delle due scimmie riceveva l´uva senza aver fatto un bel niente.

Il risultato, raccontano i due ricercatori, è che, via via che proseguivano i test, le scimmie ricompensate con il premio di minor valore reagivano in modo progressivamente negativo, giungendo fino a lanciare il premio "iniquo" fuori della gabbia o addirittura a rifiutarsi di eseguire il compito richiesto. Questo tipo di rifiuto, secondo Brosnan e de Waal, è un evento rarissimo tra le loro scimmie, e si verificava più spesso quando l’animale assisteva all´ingiustissima retribuzione di una compagna che non aveva compiuto alcuno sforzo.

-----------

(http://www.ecologiasociale.org/pg/biotecnologie_home.html)