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una volta tanto... fuga riuscita dall'orrore!... Alla facciazza mostruosa del tirannoantropo



Title: una volta tanto... fuga riuscita dall'orrore!... Alla facciazza mostruosa del tirannoantropo
EPIDEMIE
Scimmia da incubo
Primate evade da un laboratorio per le ricerche sulle bioarmi, in California


R. ES.



LOS ANGELES
Non ha un nome, ma è già un incubo: la scimmietta grigia scappata dodici giorni fa dalla sua gabbia e da allora mai ritrovata nonostante una caccia furiosa è molto probabilmente innocua, ma ha tutte le carte in regola per provocare una sorta di terremoto psicologico negli Stati uniti - già duramente provati dai continui, frenetici allarmi-bioterrorismo lanciati dalle autorità, dalle mezze verità emerse a proposito dell'epidemia di antrace dell'autunno 2001 (le spore della malattia provenivano ben da un laboratorio americano, non dalle caverne di al Qaeda) e da altre drammatiche rivelazioni sullo stato della ricerca scientifico-militare nel paese. Già: con la sua brillante e riuscita evasione la scimmietta ha infatti dimostrato nel modo più efficace la scarsa, scarsissima sicurezza dei laboratori dove si sperimentano o si sperimenteranno presto micidiali strumenti di guerra biologica. La fuga, per la cronaca, è avvenuta dai locali del California national primate research center, il centro che fornisce le scimmie destinate alla ricerca scientifico-medica in generale e che le fornirà anche per i prossimi test sulle bioarmi, destinati ad essere ospitati nell'adiacente Università di California; la quale università è precipitata al centro di un turbine di polemiche.


Già la popolazione californiana - e in particolare quella di Davis, dove verrebbero installati i nuovi laboratori - ha manifestato una forte opposizione al progetto: nel futuro National center for biodefense and emerging diseases (centro per la difesa biologica e le malattie emergenti) i ricercatori dell'Università studieranno insieme ai tecnici del Pentagono lo sviluppo di organismi terrificanti, con capacità di contagio mortale elevatissime (antrace, vaiolo, Ebola e altri virus micidiali); e secondo molte organizzazioni di cittadini il rischio-sicurezza per la popolazione all'intorno è troppo alto. Dopo la fuga della scimmia, le preoccupazioni evidentemente sono più che raddoppiate.


Anche se promettono che i loro laboratori destinati allo studio delle patologie di «livello 4» (le più terribili) saranno ermetici nel modo più assoluto, i responsabili del progetto devono ora ammettere che una scimmia alta 50 centimetri (non un invisibile batterio, dunque) ha avuto modo di eclissarsi e finire chissà dove. Era una scimmia sana, che non porta su di sè nessuna malattia e che veniva utilizzata solo come riproduttrice, nell'ambito di ricerche su patologie «normali» (asma, Aids, cancro), viene ora detto ai cittadini. Ma tant'è, per dieci giorni la notizia della fuga è stata top secret e anche questo non contribuisce a rasserenare gli animi della gente. E se domani la fuga riuscisse a una scimmia portatrice di qualche malattia micidiale, trasmissibile all'uomo? Lo scenario è pronto per una serie di film catastrofisti nella vicina Hollywood, ma molti temono di doverne diventare attori gratis, e contro la propria volontà
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(http://www.ecologiasociale.org/pg/biotecnologie_home.html)