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NEWS: Giornali Internet 30/03/06



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CACCIA
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Allarme della Forestale: strage di animali selvatici e domestici e pericolo
anche per gli eventuali passanti
I bracconieri all?assalto del parco
Veio, centinaia di trappole con lacci metallici e fucili pronti a sparare
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20060330&ediz=02_VITERBO&npag=44&fi
le=A.xml&type=STANDARD
di FABIO MARRICCHI
Cavetti o corde d'acciaio ancorate agli alberi, a volte anche fucili
rudimentali pronti a sparare al minimo contatto, pericolosi anche per
eventuali escursionisti che si inoltrano nel bosco. Sono le micidiali
trappole, a centinaia, disseminate nelparco di Veio. Sono soprattutto i
cinghiali, ma anche gli istrici e i tassi le volpi gli obiettivi dei
bracconieri, sempre più attivi in tutta l'area protetta. L'altro ieri nella
zona tra Sacrofano e Castelnuovo è stato liberato un grosso cinghiale
rimasto preso in un laccio d?acciaio. Alla vista dei guardaparco e degli
agenti della Forestale, l'animale si è impaurito, ha tirato ancora più forte
ed è riuscito a rompere il cavo che aveva intorno al torace e a fuggire.
«Nella maggior parte dei casi però - racconta Fabio Neri, guardaparco - per
gli animali non c'è scampo. O muoiono per strangolamento o per lo
stritolamento dell'addome, oppure non gli resta che aspettare il bracconiere
che lo finisce a colpi di fucile».
Le trappole sono state rinvenute e rimosse un po' dappertutto: dalla valle
del Sorbo, a Sacrofano, Mazzano, Magliano, Castelnuovo. Spesso in questi
trabocchetti finiscono anche altri animali, come istrici, volpi, tassi. Per
la maggior parte non c'è scampo. I cavi vengono ancorati di solito agli
alberi e posizionati nella macchia più fitta in prossimità del percorso
abituale degli animali. Soprattutto i cinghiali si spostano molto
frequentemente all'interno della riserva. A finire intrappolati sono però
spesso anche animali domestici come i cani dei pastori. Nelle ultime
settimane uno è stato trovato morto, dissanguato, un altro è stato salvato
dai guardaparco di Campagnano.
Le trappole vengono messe la notte, poi al mattino i bracconieri fanno il
giro di tutti i siti disseminati di cavi scorsoi per vedere se qualche
animale è rimasto bloccato: a volte i lacci stringono un arto della bestia
terrorizzata che pur di fuggire tira fino a che la zampa non si trancia.
L'animale con la zampa amputata ha vita breve perché ha più difficoltà a
procurarsi il cibo e diventa una preda facile. Ma i bracconieri usano anche
altri metodi. Nella zona di Mazzano, sempre all'interno del parco è stata
trovata dai guardaparco di Campagnano una trappola rudimentale con una canna
caricata a polvere da sparo e un proiettile che se fosse partito avrebbe
ucciso.
L'uso di disseminare trappole è più frequente con la caccia chiusa. Quando è
aperta infatti i bracconieri preferiscono cacciare clandestinamente nel
parco, confondendosi con l'attività lecita che si svolge anche in territori
al confine dell?area tutelata. Gli animali presi in trappola, così come
quelli uccisi nelle battute clandestine, quasi sempre notturne, finiscono
sulle tavole dei ristoranti o di qualche casa privata: «La maggior parte dei
bracconieri sono professionisti e vendono la carne di cinghiali, istrici e
perfino tassi - dicono gli agenti della Forestale e i guardaparco - altri lo
fanno per sport e per divertimento, e ovviamente per mangiare la carne degli
animali selvatici. La cattura e l'uccisione di una volpe o di una faina
viene invece considerata positivamente perchè comunque per i cacciatori è
stato eliminato un pericoloso predatore».
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Si arroventa il clima politico sulla vicenda del finanziamento della
Provincia all?Ekoclub
Esposto dell?assessore Sala in Procura «Mi hanno minacciato, ora li
denuncio»
Il titolare della Caccia in Broletto preso di mira dalle e-mail
http://www.bresciaoggi.it/storico/20060330/cronaca/Bad.htm
Prosegue con una denuncia in Procura da parte dell?assessore provinciale
alla Caccia Alessandro Sala la querelle intorno alla vicenda della mostra
sulla caccia organizzata da Ekoclub, l?associazione ambientalista vicina a
Federcaccia. La polemica nasce in seguito al finanziamento di trentamila
euro erogato dalla Provincia a «Ekoclub» per la mostra fotografica
itinerante dal titolo «La cultura venatoria e la fauna nel Bresciano».
Il dibattito si è subito spostato sul fronte politico-elettorale,
coinvolgendo esponenti di entrambi gli schieramenti politici. Due i fronti
impegnati nella «battaglia venatoria». Da una parte Alessandro Sala,
assessore provinciale alla Caccia, Massimo Gelmini (assessore al Bilancio in
Broletto), Lega Nord, Acl e Ucl (rispettivamente Associazione e Unione
cacciatori lombardi).
Dall?altra le associazioni ambientaliste e i Verdi, che accusano Ekoclub di
essere «il cavallo di Troia di Federcaccia» e criticano nel merito i
finanziamenti erogati dalla Provincia per una mostra «contraria -
sottolineano - ai principi di sostegno e salvaguardia della fauna. Varie
sentenze del Tar dimostrano che Ekoclub non rappresenta lo spirto
ambientalista, ma gli interessi di Federcaccia nel controllo dell?attività
venatoria. Ci domandiamo quindi come mai il finanziamento per una mostra che
dovrebbe tutelare l?ambiente sia stato riservato proprio a questa
associazione».
In risposta alle polemiche nate intorno alla mostra, l?assessore Sala
sarebbe stato recentemente oggetto di alcune minacce di morte - a suo dire
«di natura ambientalista» -, pervenutegli via e-mail.
La vicenda si sposta ora nelle aule di tribunale: «Al fine di tutelare la
mia persona e l?istituzione che rappresento - fa sapere Sala in una nota -
ritengo doveroso sporgere denuncia nei confronti degli autori di quei
messaggi, prefigurando la possibilità di procedere nei loro confronti per
minaccia a pubblico ufficiale».
f.ap.
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PESCA
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BERGAMO
Caccia al pesce siluro nel lago di Endine
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=CRONACA_MILANO&doc=QUATR
Battuta di pesca straordinaria domenica nel lago di Endine per cercare di
contenere la presenza di pesci siluro. Questa specie ha trovato nel bacino l
?ambiente ideale per riprodursi e ciò avviene a una tale velocità da mettere
a rischio l?intero ecosistema. Anche la «Caccia al siluro» (che permette di
prelevare ogni anno 700 esemplari) non è sufficiente. Ora intervengono i sub
Fipsas, mentre la Provincia farà prelievi selettivi con elettropesca.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it