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Bush e Blair, due merdosissimi criminali di guerra, due sinceri democratici



Title: Bush e Blair, due merdosissimi criminali di guerra, due sinceri democratici
Messaggio: 1         
     Data: Wed, 29 Mar 2006 19:13:41 +0200
       Da: "Claudio"
  Oggetto: Occidente preventivo


Cr*,

"Bush era d´accordo con Blair l´invasione decisa due mesi prima"

di A. F. D'A.

su la Repubblica del 28/03/2006


Il 31 gennaio 2003, quando ufficialmente gli Stati Uniti stavano ancora cercando una soluzione diplomatica (con una seconda risoluzione Onu) e mentre la Casa Bianca lanciava il suo ultimatum a Saddam Hussein (disarma o sarà guerra), George W. Bush aveva già deciso: la guerra all´Iraq si sarebbe dovuta fare in ogni caso, con o senza risoluzioni delle Nazioni Unite, si fossero o meno trovate armi di sterminio di massa. Era pronta anche la data, 10 marzo 2003. A rivelarlo è un "memo" (cinque pagine) sull´incontro avvenuto nello studio ovale della Casa Bianca tra Bush e Blair, documento parzialmente già filtrato sulla stampa britannica ma di cui il New York Times ha ottenuto adesso la versione integrale.
Il memorandum confidenziale è stato scritto da David Manning - all´epoca consigliere diplomatico di Tony Blair - e registra tutti i punti del meeting di due ore che si tenne quella mattina nell´Oval Office; presenti, oltre a Bush, al premier inglese e a Manning, anche Condoleezza Rice (allora Consigliere per la sicurezza nazionale), il suo assistente Dan Fried, Andrew H. Card Jr. (capo dello staff della Casa Bianca), Jonathan Powell (capo dello staff di Downing Street) e Matthew Rycroft, consigliere di Blair per la politica estera.
Bush spiegò a Blair che era sua intenzione fare la guerra a Saddam anche se non vi fosse stata una nuova risoluzione (come poi accadde) e anche se gli ispettori dell´Onu non avessero trovato gli arsenali proibiti; il memo prova che i due leader già sapevano a fine gennaio che in Iraq non erano state scoperte armi di sterminio di massa ed erano consapevoli che forse non ne sarebbero mai state trovate; nonostante questo solo cinque giorni dopo il meeting alla Casa Bianca Bush invitò l´allora Segretario di Stato, Colin Powell, ad andare alle Nazioni Unite per presentare di fronte al Consiglio di sicurezza Onu le «prove» della presenza di micidiali armamenti in Iraq. Prove che in alcuni casi si rivelarono false e discorso di cui Powell si è successivamente vergognato.
La Casa Bianca era pronta anche a creare ad arte un incidente (come nel 1964 nel golfo del Tonchino per la guerra in Vietnam). Bush disse a Blair che il Pentagono stava valutando diverse ipotesi fra cui quella di far dipingere alcuni aerei-spia U-2 dell´aeronautica Usa con i colori delle Nazioni Unite: «Se Saddam gli spara contro, avrà violato ogni legge».
Nel memo si parla anche di altre due «provocazioni»: «Gli Stati Uniti dovrebbero trovare un disertore che riveli pubblicamente le armi di distruzione di massa di Saddam», disse Bush a Blair; come alternativa propose di assassinare Saddam Hussein.
Quanto alla guerra sia la Casa Bianca che il premier britannico erano sicuri in quel lontano 31 gennaio 2003 che non ci sarebbero stati molti problemi; la vittoria sarebbe stata rapida (come in effetti avvenne), la transizione a un nuovo governo iracheno un po´ più complicata ma «gestibile» (e questo non è accaduto). Bush sostenne anche che sarebbe stata «improbabile una guerra micidiale tra i diversi gruppi etnici e religiosi» e Blair si dichiaró «totalmente d´accordo». «La data d´inizio della campagna militare è ora prevista per il 10 marzo», scrisse Manning nel memo riportando le parole del presidente Usa, «questa è la data in cui cominceranno i bombardamenti». Previsti «quattro raid aerei al giorno e 1500 obiettivi colpiti». Tutto come poi avvenne, anche se la guerra inizió nove giorni dopo la data fissata.

c/
singolare qualunque
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  a.. .

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[Al-Awda-Italia] Digest Number 1777)