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NEWS: Giornali Internet 28/06/06



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CACCIA
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BAVIERA LO AVEVANO CHIAMATO "BRUNO", ERA PARTITO DAL TRENTINO AI PRIMI DI
MAGGIO. INUTILI I TENTATIVI DI CATTURARLO VIVO
Hanno ucciso l'orso
E adesso e' caccia al cacciatore
Minacce degli animalisti contro i forestali
Proteste dopo il si' tedesco all'abbattimento
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200606articoli/6927girata
.asp
Marina Verna
BERLINO. E' finita che Bruno l'hanno ucciso. Alle 4,50 di ieri notte. Con un
unico colpo sparato da una distanza di 150 metri nella zona del lago
Spitzing, nel distretto bavarese di Miesbach. E adesso il cacciatore che
l'ha abbattuto si deve nascondere, perché c'e' un sacco di gente che vuole
la sua pelle: com'e' che per cinque settimane nessuno e' riuscito a
infilzare una siringa di sonnifero sotto i peli di un orso che faceva cucu'
agli uomini un giorno si' e uno no, e neppure cinque ore dopo che era
entrata in vigore la licenza di ucciderlo quello era gia' stecchito? La
morte di JJ1 - nome ufficiale del figlio di due orsi sloveni importati nel
Parco Brenta-Adamello per reintrodurre l'orso - e' diventata subito un caso
politico. Il ministero per l'Ambiente ha diramato un comunicato: "L'orso JJ1
e' morto senza soffrire. Sara' imbalsamato ed esposto nel Museo di Scienze
naturali di Monaco". Chi l'ha ucciso? "Una squadra di cacciatori esperti",
ha detto il portavoce. Tutti hanno guardato il capo delle Guardie forestali.
"Non sono stato io", ha precisato quello. Intanto da Innsbruck il capo delle
guardie forestali austriache, visibilmente sollevato, dettava alla stampa:
"Sono contento che la questione sia chiusa". E da Vienna il cancelliere
austriaco Wolfgang Schuessel faceva sapere: "Personalmente mi dispiace.
Capisco pero' che non si poteva fare diversamente".
In Austria pero' fanno diversamente: hanno venti orsi in circolazione e
pagano agli allevatori un indennizzo per gli animali uccisi. L'anno scorso,
sono stati 12.700 euro. La Baviera ne ha spesi 30 mila soltanto per regolare
la fattura dei quattro cacciatori di piste finlandesi venuti con i loro cani
a snidare Bruno. Dopo due settimane e cinquecento chilometri a piedi su e
giu' per le montagne, venerdi' sera sono tornati a casa sfiniti e delusi: le
autorita' avevano ormai deciso una deroga alla legge che considera gli orsi
specie protetta. Bruno era comparso vicino a Garmisch il 18 maggio,
suscitando subito grandi entusiasmi. Quattro giorni dopo pero' l'entusiasmo
era gia' scemato: Bruno - come l'avevano subito battezzato - aveva fame e
mangiava pecore e conigli. Chiamati a consulto, gli etologi spiegarono che
cosi' fan gli orsi, ma c'era una anomalia: quello spilluzzicava le carcasse
una sola volta e non tornava mai a mangiare il resto. Inoltre sembrava non
avere nessuna paura dell'uomo.
Dopo qualche giorno fu chiaro perché: Bruno aveva ricevuto una cattiva
educazione. Jurka, sua madre, gli aveva insegnato che vicino alle case degli
uomini c'e' sempre cibo buono e abbondante. E gli uomini, sparandogli
pallettoni di gomma quando tornava a finire la sua preda, gli avevano
involontariamente insegnato che era meglio cercarsi una nuova pecora anziché
finire quella vecchia.
Era possibile rieducare Bruno, che intanto faceva simpatia a molti anche per
il suo comportamento birichino? Gli ecologisti pensavano di si', e infatti
lo volevano prendere vivo. Gli hanno dato cinque settimane di tempo per
capire, poi hanno deciso che non si poteva rischiare di piu'. Stava
diventando sempre piu' audace: sabato tre turisti lo avevano rincorso tutti
eccitati e si erano inchiodati solo quando lui si era girato.
Domenica si e' fatto vedere da tre ciclisti mentre nuotava in un lago, alla
sera si e' presentato all'ora di cena davanti a un rifugio di montagna. Il
proprietario ha calmato i clienti, poi ha telefonato alla polizia e ha dato
le coordinate. Poche ore dopo, lo sparo.
A meta' giornata il server di un sito che aveva aperto un libro di
condoglianze saltava. "Ci scusiamo per l'interruzione, ma diecimila contatti
al secondo sono troppi anche per noi". Poco dopo aprivano un nuovo sito con
un motore piu' potente. Ieri sera, i blog erano decine. E migliaia di tifosi
di calcio sono furibondi: temono una vendetta dal cielo alla partita di
venerdi' Germania-Argentina. Nello stemma di Berlino - dove si giochera' la
finale - c'e' un orso e Bruno era la loro mascotte.
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ALLEVAMENTO
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Impianti itticoltura esposto in Procura
FORMIA Presentato dall'avv. Palmieri
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=981390&Sectionid=8&Editi
onid=3
FORMIA - L'avvocato Ivan Palmieri del Foro di Napoli ha presentato, ieri
mattina, presso la Procura della Repubblica, un esposto nei confronti dei
titolari degli impianti di itticoltura e mitilicoltura presenti nel Golfo di
Gaeta, per tutti quei reati di natura ambientale che la Magistratura
riterra' opportuno ravvisare a seguito delle doverose indagini. All'esposto,
sottoscritto da tutti gli operatori balneari del litorale di Vindicio e da
diversi cittadini di Formia, il legale partenopeo ha allegato, altresi', la
famosa "Relazione Ardizzone" del 2004, in cui gia' si evidenziava lo stato
di collasso delle acque del Golfo, soprattutto a seguito dell'indiscriminato
aumento di fosforo ed azoto, nonche' la relazione e le planimetrie
satellitari fatte elaborare dai Democratici di Sinistra di Formia, dalle
quali si evince un illegale ed abusivo ampliamento degli impianti ittici e
di mitili, per oltre centomila metri quadri; una raccolta di articoli
giornalistici e la petizione sottoscritta da centinaia e centinaia di
villeggianti. Insomma, in attesa di esami e risultati su campioni di pesci
che ben poco potrebbero aggiungere al grave inquinamento ambientale e marino
ed alla drammatica situazione che vivono gli operatori economico-turistici
dell'intero litorale formiano, si passa alle vie giudiziarie per cercare di
porre fine ad uno stato di degrado comunque indegno per una citta' come
Formia. "A parte, infatti, la marea di rifiuti e sporcizia che ormai,
invade, quotidianamente, il litorale di Santo Janni-Gianola a levante ed il
nostro a ponente, secondo il gioco dei venti e della corrente, afferma il
delegato degli operatori di Vindicio, Valentina Di Russo, siamo ormai
appestati da un fetore ammorbante proveniente dalle vasche di allevamento.
Parecchi villeggianti, ieri mattina, hanno abbandonato la spiaggia nauseati
e siamo stati costretti a chiamare di nuovo la Capitaneria di Porto di
Gaeta, il cui personale ha potuto constatare la veridicita' delle nostre
denunce". Anche gli amministratorie di Formia, intanto, stanchi di una
situazione che non sembra trovare via di sbocchi si sono decisi a tutelare
gli operatori e l'immagine della citta' in maniera decisa. Il sindaco Sandro
Bartolomeo e l'assessore all'Ambiente, Enrico Paone, ieri mattina, hanno
infatti interessato della vicenda i Carabinieri del Nucleo Ambientale,
attraverso un esposto in cui si sollecitano rigorose indagini sulle
responsabilita' che hanno determinato questo vergognoso stato di
inquinamento. Con una distinta lettera, sono stati coinvolti l'Autorita' di
Bacino dei fiumi Liri, Garigliano e Volturno e tutti i sindaci del
comprensorio per un'azione sinergica a tutela del comune litorale. S.M.
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RONDINI
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Rondini salvate dai pompieri
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=4DF9D6F746B49942A24A3B5
212FC6D82
ANCONA - Stavano per demolire un edificio quando si sono accorti che
all'interno vi vivevano tantissime rondini che, tra le mura, avevano anche
costruito i loro nidi. E' a questo punto che si e' deciso di chiamare la
Lipu (Lega italiana protezione uccelli) che, a sua volta, ha allertato il
115. I Vigili del fuoco si sono diretti sul posto e hanno lavorato dalle 14
fino alle 16.30 per mettere in salvo sia le rondini che i loro nidi. Con
fare certosino, i pompieri hanno recuperato tutti i nidi con i rondinini e
le uova dopodiché tutto cio' e' stato consegnato alle autorita' competenti.
In questo modo si e' potuto procedere con i lavori di demolizione
dell'edificio e, allo stesso tempo, mettere in salvo tutte le rondini che
tra l'altro, e non tutti lo sanno, sono animali protetti.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it