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NEWS: Giornali Internet 29/06/06



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CACCIA
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Caccia,poche pernici molte proteste
Apertura il 17 settembre ma restano le mezze giornate
http://www.unionesarda.it
La pressione della piazza non ha potuto poi molto. Il calendario venatorio
varato ieri dal comitato regionale faunistico - presieduto dall'assessore
all'ambiente Tonino Dessi' - ricalca nella sostanza lo schema della passata
stagione. Respinta la richiesta dei cacciatori di sparare alle tortore in
settembre, si e' tuttavia andati incontro all'esigenza di ridurre il
silenzio venatorio nelle ultime due settimane di ottobre: si potra' sparare
il 22 e il 29. Il calendario e' passato con 14 voti a favore e cinque
contrari. Fra i no, quello della provincia di Oristano e quelli di tutte e
tre le associazioni venatorie rappresentate: Sardacaccia, Federcaccia e
Liberacaccia. L'iter prevede ora il decreto dell'assessore da pubblicare sul
Buras entro il 15 luglio.
Si parte la terza domenica di settembre. Il 17 e 24 settembre e l'1, 8, e 15
ottobre le doppiette avranno campo libero sino alle 14, anche in forma
vagante e con l'uso del cane, sulle seguenti specie: lepre e pernice sarda,
coniglio selvatico, volpe, allodola, alzavola, beccaccia, beccaccino,
cesena, codone, colombaccio, cornacchia grigia, fischione, folaga, frullino,
gallinella d'acqua, germano reale ghiandaia, merlo, mestolone, moretta
comune, moriglione, pavoncella, porciglione, quaglia, due varianti di
tordobottaccio e sassello- e tortora (ma solo del tipo streptopelia turtur).
Si proseguira' poi, per tutta la giornata, dal 1 novembre al 31 gennaio
compreso (nonostante cada di mercoledi'), nelle domeniche, nei giovedi' e
nei festivi infrasettimanali.
La giornata di caccia al cinghiale resta la domenica, anche con il sistema
della battuta e con l'uso della "munizione a palla unica" nei giorni 19 e 26
novembre, 3, 10, 17, 24 e 31 dicembre, 7, 14, 21 e 28 gennaio. Resta il
divieto assoluto di imbracciare i fucili a Natale e Capodanno. Novita' di
quest'anno: si potra' cacciare anche il 22 e il 29 ottobre, ma soltanto alla
posta e con il possibile uso del cane da riporto.
Definiti anche i limiti sulla quantita' di "pezzi" da riporre nel carniere.
In una sola giornata non si potranno abbattere piu' di tre pernici. Per la
lepre il massimo e' di due esemplari nelle cinque giornate di caccia aperta
alla selvaggina stanziale, con il divieto tassativo di "incarnierare" piu'
di un animale per giornata. Per i conigli un limite piu' ampio: cinque a
giornata, mentre si sale a 10 esemplari per gli anatidi. In ogni caso la
soglia massima generale e' di 15 pezzi di selvaggina a giornata, limite che
si innalza a 30 per allodole, tordi, merli, cornacchie e ghiandaie. Diverso
il discorso per il cinghiale: in una giornata non si potra' abbattere piu'
di un esemplare "ogni cinque fucili o frazione di cinque ", con un massimo
di 10 cinghiali per compagnia.
LE REAZIONI. Impossibile sentire la voce del "padre" del calendario: il
telefono dell'assessore bessi' ieri era muto tutta la sera, anche per il suo
stesso ufficio stampa. Piu' loquaci, invece, i rappresentanti dei
cacciatori. "Ho votato contro perché non ci hanno convinto le motivazioni
addotte dall'assessore per mantenere le limitazioni gia' imposte nella
scorsa stagione", spiega Alessandro Lisini, presidente regionale di
Sardacaccia. "Piu' che ragioni scientifiche, il calendario sembra il
risultato di una somma di pregiudizi ideologici nei confronti della caccia e
dei cacciatori. Faccio notare poi che il calendario venatorio sardo e' fra i
piu' restrittivi d'Italia". A fronte di trentotto giornate nell'isola, in
altre regioni si arriva sino a sessanta-settanta giornate.
Lisini si dice "soddisfatto" per la scelta di limitare il pesante silenzio
venatorio a ottobre, ma ciononostante considera "singolare" la scelta di
limitare l'attivita' venatoria alla posta e con l'uso del cane da riporto.
Piu' drastico Ignazio Artizzu, nella doppia veste di presidente provinciale
di Federcaccia e di consigliere regionale di An: "e' un calendario
vergognoso con cui prosegue lo scippo cominciato l'anno scorso. La scelta mi
sembra piu' dettata dagli umori personali dell'assessore, animato piu' da
spirito di persecuzione nei confronti dei cacciatori che da motivazioni
scientifiche".
"I cacciatori sardi sono i piu' discriminati d'Europa" attacca Luca Enna di
Enalcaccia (una delle tante associazioni non rappresentate nel comitato).
"L'Italia ? dice - e' l'unico Stato che non ha recepito la cosiddetta
direttiva Uccelli, la 409/79, che consente l'esercizio della caccia da
agosto a febbraio".
ROBERTA MOCCO
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Nel mirino le scelte della Regione
http://www.unionesarda.it
Le doppiette bloccano il centro di Cagliari Che ieri mattina in viale
Trieste tirasse aria non proprio buona si intuiva gia' all'altezza di Piazza
del Carmine: auto intruppate in colonne immobili, clacson "a manetta",
vigili urbani sudati a sbracciarsi per dirottare un traffico gia' ingorgato.
I cacciatori non hanno avuto remore di sorta: per tre lunghe e calde ore -
temperatura stabile sui 40 gradi - ieri mattina hanno occupato la
carreggiata sostando sulle strisce pedonali davanti all'assessorato
all'ambiente.
Completo l'inventario delle armi di lotta: fischietti a penzoloni su
magliettine fradice, matracche rotanti di ogni risma, trombe da stadio,
campanacci in festa. Un mélange di frastuoni e fonemi diversi: dalla e
aperta (spalancata) di Gonnosfanadiga al colpo di glottide barbaricino. La
Sardegna delle doppiette e' sbarcata nel capoluogo da tutte le province.
C'e' anche la piccola Alice che non vuole spostarsi all'ombra per stare col
papa' cacciatore. "Voglio fare battaglia".
Circa trecento hanno risposto all'appello. Forse ci si aspettava piu' gente,
ma con questo caldo agli organizzatori e' andata bene lo stesso. Esposte al
sole, bandiere di tutte le possibili sigle venatorie, pacificate, per un
giorno, dalla battaglia comune e dal grido "Buffoni, buffoni!", il leitmotiv
della mattinata, corredato da fischi a quattro dita, che si innescava ogni
volta che qualcuno dal Palazzo osava aprire anche solo una finestra. A
vigilare sulla manifestazione, frotte di carabinieri a soffrire in divisa
scura, anfibi e manganello, agenti di polizia, che tentano di sgomberare la
carreggiata. Ma il pullman delle Fms, diretto a Porto Paglietto, deve fare
manovra e rientrare in via Roma. e' l'ultimo mezzo ad arrendersi al blocco.
Poi le "colombe", pur rare ? come naturale ? tra i cacciatori, convincono
anche i piu' ostinati. e' mezzogiorno e mezzo. "Ajo', ajo'...". I
manifestanti smobilitano verso un posto all'ombra, raggiunti in fretta da
chi si era imboscato nel negozietto dei cinesi, uscendone con impacchettata
l'immancabile torcia elettrica a un euro. (ro. mo.)
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Caccia e deroghe, la Fidc Umbria dice la sua.
Il Presidente della Federcaccia Franco Di Marco
http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=
30637&from=&paginafrom=
Il vicepresidente regionale Corrado Capaccioni ripercorre la storia recente
dell'applicazione della normativa europea per le deroghe in materia di
caccia. "Alcune regioni, in particolare il Veneto ? afferma il
vicepresidente ? a mio giudizio hanno trasformato quell'atto di indirizzo,
redatto dal Governo italiano che disciplina il prelievo in deroga, in un
vero e proprio intervento caccia programmata nei confronti di alcune specie,
non inserite fra le specie cacciabili in Italia. Ovviamente lo spirito della
direttiva europea che ha originato l'indirizzo del Governo non era questo,
in quanto la deroga ? come correttamente ha legiferato la Regione
dell'Umbria ? deve considerarsi un atto temporaneo, che consente la
possibilita' di prelevare piccole quantita' delle singole specie. La nostra
normativa regionale e' corretta sotto ogni punto di vista, in quanto ha
delegato le due Province Perugia e Terni ad emettere atti amministrativi
temporanei a seconda delle necessita' (per quanto riguarda i danni arrecati
all'agricoltura) e per le piccole quantita' relative alle tradizioni
venatorie del nostro territorio, a condizione che le specie oggetto di
prelievo siano in uno stato di conservazione soddisfacente. Pertanto ?
prosegue Capaccioni ? non vediamo motivi ostativi affinché le Province
possano emettere, anche per l'annata venatoria 2006-07, gli atti necessari
per il prelievo delle specie 'storno' e 'passero', nonché della specie
'fringuello', ovviamente nelle misure compatibili con l'indicazione della
direttiva". Fra l'altro, la regione Veneto, attualmente messa in mora dalla
Comunita' europea, lo scorso 20 giugno ha emanato un decreto per la
disciplina del regime di deroga per la specie "fringuello", mantenendo ferme
le stesse modalita' gia' codificate nella propria legge regionale ma
riducendo per singolo cacciatore i capi da prelevare. "Tenuto conto ?
conclude il vicepresidente Capaccioni ? che la regione Veneto era quella che
non aveva applicato correttamente la normativa relativa alle deroghe,
diversamente da quanto fatto in Umbria, non vediamo in assoluto motivazioni
per non concedere quello che e' un diritto sancito dalla legge regionale
numero 32 del 28 novembre 2001".

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it