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NEWS: Giornali Internet 28/07/06



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CACCIA
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Modifica del calendario venatorio: la Consulta ?boccia? la Regione
http://www.giornaledicalabria.it/index.php?categoria=B&id=47175&action=mostr
a_primopiano
CATANZARO. ?Non spettava alla Regione Calabria modificare il calendario
venatorio?: con questa motivazione la Corte Costituzionale ha dichiarato,
nella sentenza numero 313, nulla la delibera di giunta numero 88 del 17
febbraio 2004. A ricorrere contro il deliberato era stata la presidenza del
Consiglio dei ministri. Di fatto, con la delibera annullata dalla Suprema
Corte, la giunta guidata dall?allora presidente Giuseppe Chiaravalloti,
aveva ?consentito - scrive la Consulta - in deroga al divieto di caccia, il
prelievo, nel periodo 21 febbraio - 21 marzo 2004 (nelle giornate di sabato
e domenica), di alcune specie selvatiche, in tal modo allungando il periodo
della attività venatoria?. Secondo l?Avvocatura di Stato, che rappresentava
la presidenza del Consiglio, ?il provvedimento impugnato, sarebbe, da un
lato, viziato da carenza di potere, in quanto adottato in assenza dei
presupposti previsti dalla legge statale e dalla normativa comunitaria; dall
?altro, risulterebbe adottato senza il preventivo parere dell?Istituto
nazionale per la fauna selvatica. La delibera impugnata sarebbe, inoltre, in
contrasto - secondo l?Avvocatura - con l?articolo 18 della citata legge 157
del 1992, che fissa al 31 gennaio il termine per il prelievo venatorio a
tutela dei cicli migratori e di rientro ai luoghi di nidificazione della
fauna selvatica?. Contro il ricorso si era costituita la Regione Calabria
che aveva chiesto che venisse dichiarato inammissibile e, comunque,
infondato. Fino alla decisione della Corte, che ha accolto le richieste
della presidenza del Consiglio dei ministri e ha annullato la delibera della
Giunta calabrese.=-----
La Corte costituzionale accoglie la tesi della Regione
Caccia a febbraio, tutto regolare
http://www.unionesarda.it
La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso del Governo contro il decreto
regionale che, nel 2004, autorizzò in Sardegna la caccia in deroga a
febbraio. Il provvedimento, secondo la Consulta, poteva comunque essere
assunto dalla Regione in virtù dell?autonomia garantita dallo statuto
speciale.
Il decreto firmato il 18 febbraio del 2004 dall?allora assessore all?
Ambiente Emilio Pani, in base a una legge approvata dal Consiglio regionale,
autorizzava il prelievo in deroga di alcune specie di uccelli che si
riteneva danneggiassero colture e produzione agricole. La Consulta ha
dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato nell?aprile
2004 dallo Stato. La Regione, rappresentata dall?avvocato Graziano Campus,
ha sostenuto che nel ricorso non è stato indicato un «parametro
costituzionale la cui violazione avrebbe determinato una lesione delle
attribuzioni dello Stato». E la Consulta ha ritenuto fondato questo
ragionamento.
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Presentato dall?amministrazione provinciale il calendario: si chiude il 31
dicembre con regolamenti diversi per i vari tipi di selvaggina
Caccia, si spara dal 17 settembre
Attenzione puntata sul Consiglio regionale e sulla battaglia per le specie
in deroga
di Sergio Botta
http://www.bresciaoggi.it/storico/20060728/Provincia/A.htm
La stagione venatoria si aprirà ufficialmente il prossimo 17 settembre. Con
una settimana di anticipo, rispetto all'anno scorso, l'assessorato alla
Caccia, guidato da Alessandro Sala, ha presentato il calendario venatorio
2006/2007, assistito dal direttore Federico Pea da Angelo Zizioli,
responsabile dello Sportello, da Alberto Marcelli dei Roccoli ed Aurelio
Guarneri per la Consulta delle associazioni venatorie. I seguaci di Diana
sono pronti a vivere una nuova emozionante stagione, praticando una
disciplina antica come l'uomo ma che ora non è più lasciata alla libertà del
singolo ma codificata da un'apposita normativa.
L'attenzione è rivolta al Consiglio regionale che dovrà decidere (fra le
polemiche e in un tour de force che si annuncia rovente) quali sono le
specie in deroga e l'apertura dei roccoli (entrambi non compaiono nella
delibera provinciale). Il calendario è articolato in tre parti: per la
caccia vagante in zona Alpi, quella di appostamento fisso e quella in
pianura, seguendo un copione consolidato nel tempo.
Se la terza domenica di settembre è un appuntamento classico per i tre tipi
di caccia, cambia il periodo della chiusura a secondo delle specie, il
clima, le esigenze faunistiche, il periodo migratorio e le zone (Alpi o
Pianura). L'assessore Sala ha redatto il calendario in sintonia con il
comitato di gestione ed i responsabili degli 8 comprensori. Il risultato? Il
programma è stato concordato ascoltando la base, rispettando la legge
nazionale, e cercando di conciliare le varie esigenze. Ne è un uscito un
quadro soddisfacente che ha smussato molti angoli, finendo con l'essere
accettato da tutti. Dalla stagione scorsa, l'apertura della stagione non è
stata più accompagnata da polemiche e proteste. Se il Consiglio regionale
approverà le specie in deroga e chiarirà la questione roccoli, si prevede un
settembre tranquillo.
Entrando nel dettaglio dei tre calendari per l'appostamento fisso, si caccia
in ugual misura dal 17 settembre al 31 dicembre sia nella zona Alpi che in
quella di pianura con l'indicazione del prelievo delle specie. Tuttavia per
talune: cesena, codone, colombaccio, fischione, folaga, gallinella d'acqua,
germano, marzaiola, tordo sassello, mestolone, moretta, moriglione,
pavoncella ed altre ancora, la chiusura è stabilita il 31 gennaio per la
zona "pianura", unitamente e cesena e tordo sassello nel solo comparto "B"
della zona Alpi. L'unica limitazione? Il divieto di caccia agli acquatici
sino al 30 settembre compreso sui laghi di Garda ed Iseo per l'intensa
attività turistica. Passando al comparto vagante dal 17 settembre al 31
dicembre si potranno prelevare: allodola, beccaccia, coniglio selvatico,
fagiano, minilepre, quaglia, tordo bottaccio, merlo e tortora.
Sala ha spiegato i motivi perchè per queste due ultime specie non si sia
fatta la preapertura al 1° settembre. «Per il merlo significava chiuderla
quindici giorni prima in quanto non c'è il passo mentre per la tortora, ci
sono pochi campi di girasole per sfamarsi», sottolineando che anche l'Ambito
unico del comitato di gestione aveva detto no per la migratoria. Tra le
peculiarità, l'apertura a gennaio di quattro domeniche in pianura anche con
il cane per il fagiano, mentre a dicembre altre quattro possibilità solo per
la migratoria e non per il fagiano. Infine per la caccia vagante in zona
Alpi, stesso ruolino marcia ma con alcune differenze. Chiusura anticipata al
30 novembre per lepre comune, fagiano, pernice rossa, starna, coniglio
selvatico, volpe, minilepre; e dal 1° ottobre alla stessa data per
coturnice, gallo forcello, lepre bianca, pernica bianca. Inoltre, camoscio,
capriolo, cervo, muflone.
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Resta in vigore fino al 31 ottobre
Piano venatorio alla nona proroga
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3016546&Luogo
=Nordest&Pagina=2
Venezia
La leghista Mara Bizzotto siede di nuovo da ieri sui banchi del consiglio
regionale del Veneto. Già consigliera nella passata legislatura e prima dei
non eletti nella circoscrizione di Vicenza alle elezioni del 2005, è
subentrata a Elisabetta Gardini (Forza Italia) dimissionaria in seguito
all'elezione alla Camera dei deputati riequilibrando così la consistenza dei
gruppi consiliari dopo che l'"azzurro" Leonardo Padrin aveva preso mesi fa
il posto del leghista Andrea Astolfi dichiarato ineleggibile dalla Corte
d'appello di Venezia in quanto consigliere di amministrazione di una società
controllata dalla Regione. È stata questa surroga il primo atto della seduta
dell'assemblea veneta che ha successivamente deciso, con un articolo
aggiuntivo al collegato alla finanziaria in materia di agricoltura, la nona
proroga fino al prossimo 31 ottobre del Piano faunistico venatorio scaduto
nel 2001 per evitare da martedì un pericoloso vuoto legislativo sulla
caccia.
«Le rose sbocciano a maggio mai io ho dovuto aspettare sino a fine luglio»
ha polemizzato Mara Bizzotto nel suo primo intervento in aula, alludendo al
tempo intercorso tra le elezioni politiche e l'opzione della Gardini e
annunciando la propria adesione al progetto di legge presentato da Padrin
per modificare l'articolo 14 dello Statuto regionale in merito alla
convalida degli eletti e abolire la Giunta delle elezioni, definita "un ramo
secco che va rimosso". Sempre in tema di avvicendamenti, dovrà invece
aspettare settembre il leghista veronese Emilio Zamboni per prendere il
posto del collega di partito Sandro Sandri dichiarato anche lui ineleggibile
dalla Corte d'appello di Venezia la cui sentenza non è stata però ancora
notificata all'Ufficio di presidenza. Mentre è attesa per questa mattina
l'opzione tra la carica di consigliere regionale e di senatore
dell'assessore Antonio De Poli (Udc) nei confronti del quale, altrimenti, la
Giunta delle elezioni (già convocata per oggi) si vedrà costretta a chiedere
al consiglio una pronuncia di decadenza che dovrebbe essere votata lunedì
prossimo.
La proroga del Piano faunistico venatorio ha determinato qualche polemica in
aula con l'opposizione che accusava la maggioranza di non saper risolvere i
nodi al proprio interno (e per questo il diessino Lucio Tiozzo aveva
proposto come nuovo termine il 31 gennaio 2007 per evitare altre brutte
figure) mentre la maggioranza garantiva che si tratta solo di fare qualche
ritocco agli ambiti territoriali (e il leghista Daniele Stival aveva
proposto una scadenza ancor più ravvicinata al 15 ottobre). Per tagliare la
testa al toro, Nereo Laroni (Nuovo Psi) e Diego Cancian (Progetto Nordest)
avevano addirittura proposto una proroga sine die, sino cioè
all'approvazione del nuovo Piano, ma alla fine si è optato per il 31
ottobre.
Il consiglio si è poi arenato sul sucessivo collegato alla finanziaria in
materia di turismo e in particolare su un articolo aggiuntivo che mira a
liberalizzare il commercio in forma itinerante nelle spiagge demaniali.
L'emendamento risponde, in particolare, al problema delle autorizzazioni ai
carrettini dei gelatai nei due Comuni litoranei di Caorle e di San Michele
al Tagliamento, promotori ieri di una manifestazione di protesta all'esterno
di palazzo Ferro Fini.
Giuseppe Tedesco
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CACCIA: TRASCURATA L'INDICAZIONE DEL 10 SETTEMBRE - TRACCHEGIANI (AN)
CRITICO SUL CALENDARIO VENATORIO.
http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=
31506&from=&paginafrom=
Sull'approvazione della Giunta (25 luglio) del calendario venatorio per la
stagione 2006/2007, Aldo Tracchegiani (An) è particolarmente polemico:
"Purtroppo ancora una volta
devo constatare che, nonostante le energie spese da parte nostra e
nonostante gli impegni apparentemente assunti, l'assessore Bottini ha
disatteso le aspettative dei cacciatori umbri" Secondo Tracchegiani era già
penalizzante per la categoria l'aver eliminato dal calendario il giorno 9
settembre, "Per cui -sottolinea il consigliere- prevedere la reintroduzione
del 10 sembrava restituire un po' di respiro". Nella nota si fa riferimento
alla seduta della III Commissione del 18 luglio scorso quando su questo
punto si erano trovati d'accordo i commissari dell'opposizione
ed un esponente della maggioranza. "Di questa indicazione-polemizza
Tracchegiani-non c'è più traccia nel documento finale approvato dalla
Giunta, dove si legge invece che la preapertura a migratoria e stanziale è
fissata per il 3 settembre e l'apertura generale per il 17". A questo punto
non servono, secondo il consigliere di An, dibattiti allargati con
conferenze regionali, né tantomeno incontri con le associazioni dei
cacciatori e via dicendo "Se poi le decisioni si prendono in maniera
assolutamente unilaterale". Lamentando ancora la poca considerazione
dell'Assessore
relativamente alla data del 10 settembre, Tracchegiani si rivolge ai
cacciatori convinto che "Questo calendario è uno dei peggiori degli ultimi
10 anni" chiamando in causa la mancata concertazione ed un dibattito
costruttivo. "Spero che i cacciatori giustamente indignati contro questo
atteggiamento, ci sostengano nelle battaglie che intraprenderemo nel
prossimo futuro". In questo caso il riferimento è alla questione parchi
regionali, argomento che verrà affrontato alla riapertura dei lavori
consiliari, quando, si sottolinea nella nota "chiameremo l'assessore
Liviantoni a rispondere su quanto è stato realizzato con l'istituzione dei
parchi e se i risultati raggiunti soddisfano le aspettative delle
popolazioni locali; chiederemo anche chiarimenti sulla programmazione
relativa alle aree naturali protette". In conclusione Tracchegiani parla
anche di un altro argomento "Scottante" per i cacciatori umbri, quale quello
della regolamentazione dei Siti di interesse comunitario (Sic) e delle Zone
di protezione speciale (Zps). In questo caso c'è la possibilità che le aree
in questione vengano equiparate a quelle naturali protette con
il conseguente divieto di pratica dell'attività venatoria. "Infine c'è il
piano faunistico venatorio - conclude Tracchegiani- riguardo al quale, a
questo punto, non siamo disponibili a trattare. Verranno rispettate le
posizioni espresse durante la conferenza di Bastia sulla caccia?".

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it