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NEWS: Giornali Internet 19/08/06



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CACCIA
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La caccia fa più danni dello storno
http://www.corriereromagna.it/
RIMINI - Il decreto legge dei ministri Pecoraro Scanio e De Casto che vieta
la caccia in deroga è doveroso, e, anzi, forse troppo permissivo. Lo hanno
detto i vertici della Lac (Lega per l?abolizione della caccia) che ieri sono
stati presenti col loro camper e la mostra ambulante contro la caccia, e
hanno criticato l?assessore provinciale alla Caccia Mauro Morri (Ds) che
invece aveva criticato quel decreto, sostenendo che cacciare passeri e
storni è importante perchè provocherebbero danni all?agricoltura. La
delegata regionale della Lac, Carla Carrara, ha controbattuto dicendo che ?l
?anno scorso per danni da storni alle colture, sono stati richiesti e
liquidati 770 euro, altro che milioni di danni come le associazioni
venatorie sostengono?. Quanto al passero, poi, i danni provocati ammontano a
zero. ?Che senso ha allora permettere che venga cacciato - si chiede
Carrara - quando in altri paesi dell?Ue è quasi estinto??. Anzi, la caccia
in deroga a questi pennuti potrebbe portare ben altri danni agli agricoltori
locali. Infatti ?il piombo delle cartucce dei cacciatori non fa certo bene
ai terreni?, ma soprattutto ?la Regione Emilia Romagna è stata deferita alla
Corte dell?Unione Europea per la caccia in deroga. Se verrà condannata
rischia sanzioni. Queste sanzioni consistono nel taglio dei fondi per l?
agricoltura. Lo sanno questo gli agricoltori riminesi? E le autorità
 locali??. Va considerato provvidenziale, di conseguenza, il decreto legge
nazionale, che secondo la Lac è anzi fin troppo permissivo: le tutele,
secondo il presidente nazionale dell?associazione Carlo Consiglio, avrebbero
potuto essere ben maggiori. Un duro giudizio nei confronti dei Ds locali è
giunto anche dal consigliere provinciale dei Verdi Luigino Garattoni e dal
delegato regionale dell?Associazione Vegetariana Italiana (Avi) Onide
Venturelli, presenti alla conferenza stampa. Garattoni ha detto
esplicitamente che ?i Ds sono sponsor delle associazioni venatorie?, mentre
Venturelli ha argomentato: ?Domenica scorsa si è svolta a Rimini una
meritoria manifestazione per la pace in Libano. Peccato che poi alcune forze
che si dicono contro la guerra sono favorevoli ad un?attività come la
caccia, sponsorizzata dalle stesse aziende che producono armi che servono
anche in guerra?. Venturelli ha anche fortemente criticato l?ipotesi di
momenti di incontro dei cacciatori nelle scuole, lanciata alcuni giorni fa
dal presidente di Arci Caccia di Rimini. fra.p.
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OCCHIOBELLO Ordinanza permanente per motivi di sicurezza
Caccia vietata vicino alle case e lungo la zona arginale
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3041544&Luogo
=Rovigo&Pagina=ALTO%20POLESINE
Occhiobello
(m.f.) Stop alla caccia in località Malcantone e lungo l'argine del Po.
Venerdì il sindaco Gigliola Natali ha emanato l'ordinanza che vieta la
caccia in questa zona "a tutela della sicurezza pubblica, del rispetto della
quiete e dell'ordine pubblico".
In particolare, il divieto di caccia riguarda la zona compresa tra via
Eridania, via della Pace, il Po e l'autostrada. «L'ordinanza - spiega
l'assessore all'Ambiente Lorenzo Feltrin - è stata emessa anche a seguito di
una richiesta di Federcaccia, allo scopo di tutelare l'area sia dal punto di
vista faunistico che, soprattutto, della tutela dell'incolumità di persone e
cose. L'area infatti è caratterizzata, oltre che dall'estrema vicinanza di
aree produttive, commerciali e residenziali, da un'attiva frequentazione
ricreativa nel tempo libero come piscina, viale dei Nati, parco della Rotta,
chiusura festiva e prefestiva della viabilità arginale e così via».
Nell'ordinanza si evidenzia che in passato anche a Occhiobello l'attività
venatoria è stata caratterizzata dal mancato rispetto da parte dei
cacciatori delle distanze minime di sicurezza dagli edifici e dalle strade
pubbliche, oltreche dal disturbo della quiete pubblica dei residenti nel
tratto ora interessato dal divieto. Inoltre viene ravvisato che la caccia in
questa zona comporta pericoli per l'incolumità delle persone dovuti alla
presenza di bossoli sul terreno e dei cani dei cacciatori che circolano
incustiditi a ridosso delle abitazioni e dei luoghi di ritrovo.La necessità
dell'ordinanza si è manifestata a seguito di un atto analogo del Consiglio
di Stato che revoca la possibilità per gli Ambiti territoriali di caccia di
individuare aree di rispetto faunistico-venatorie. L'area in questione era
stata, infatti, individuata come area di rispetto dell'Atc locale anche a
seguito di richieste fatte dall'amministrazione comunale, col parere
favorevole delle associazioni dei cacciatori. L'ordinanza ha carattere
permanente.
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Il provvedimento riguarda le aree che erano state create come zone di
rispetto dagli Ambiti territoriali. L?obiettivo è salvaguardare
principalmente la selvaggina stanziale
Scatta oggi il divieto provinciale di caccia
L?assessore Martinello: «La decisione è stata presa visto che il piano
regionale è stato ancora una volta prorogato»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3041321&Luogo
=Padova&Pagina=PADOVA
Scatta oggi il divieto di caccia e addestramento cani nelle nuove Zone di
ripopolamento e cattura istituite dalla Provincia di Padova. Queste aree
erano state create come Zone di rispetto dagli Ambiti territoriali di caccia
per tutelare e migliorare il patrimonio faunistico del nostro territorio, in
particolar modo per quel che riguarda la selvaggina stanziale. «La
Provincia - spiega l'assessore alla Caccia Leonardo Martinello - vista la
loro importanza ha inserito queste zone nel nuovo Piano faunistico
provinciale. Visto, però, che il Piano regionale è stato ancora una volta
prorogato e che questo porterebbe alla loro fine, la Provincia ha deciso di
dichiarare il divieto di caccia in queste zone». Si tratta di un intervento
importante perché permetterà di salvaguardare aree caratterizzate da
un'elevata densità di selvaggina e che sarebbero state gravemente
compromesse dall'imminente apertura della stagione di caccia. «La
decisione - ha illustrato Martinello - trova il pieno appoggio degli Ambiti
Territoriali di caccia, che da anni si impegnano per la realizzazione e il
mantenimento di queste aree e che vedrebbero perciò distrutto in breve tempo
il lavoro e gli sforzi di anni». Le Zone di ripopolamento e cattura
istituite dalla Provincia sono: area Boschi nei comuni di Carmignano di
Brenta e Fontaniva; area Lissaro a Mestrino; area Villa Kerian, comuni di
Campodoro e Mestrino; area Lavacci, comuni di Granze, Sant'Urbano, Villa
Estense, Vescovana; area S. Luca, comuni di Anguillara, Bagnoli di Sopra,
Tribano; area Salvan, comuni di Battaglia Terme, Due Carrare; area Bragaleo,
comuni di San Pietro Viminario, Cartura; area Val Corba, comuni di
Anguillara, Boara Pisani, Pozzonovo; area Le Vallette, comuni di
Arzergrande, Codevigo; area Brugine, comuni di Brugine e Polverara; area
Barbegara, comune di Corbezzola; area Bassafonda, comune di Codevigo; area
Cà di Mezzo, comune di Codevigo.
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Lettere e innumerevoli prese di posizione alla vigilia dell?avvio della
stagione venatoria e all?indomani del decreto legge
Caccia, polemiche e proteste
E a Malo l?assessore Strullato lancia un tavolo di discussione
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Cac.htm
(r. b.) È ancora polemica caccia. Il decreto legge del 4 agosto scorso che
blocca le deroghe regionali per la caccia e ha già mobilitato le doppiette
(manifestazione a Roma il 1. settembre promossa dalle principali
associazioni venatorie, con l?eurodeputato Sergio Berlato in testa) continua
a provocare prese di posizione.
L?assessore di Malo Matteo Strullato che si dichiara l?unico assessore dei
comuni del Vicentino con delega alle politiche della caccia, dichiara che
«la situazione è grave e deve essere trattata con responsabilità»,
annunciando per il 9 settembre a Malo un incontro dal titolo "Associazioni
venatorie: quale futuro? Dalle parole ai fatti".
L?amministrazione vuole aprire un tavolo di discussione ponendosi come
mediatrice tra mondo della caccia e mondo politico. La finalità - dice
Strullato - è quella di stendere un documento programmatico unitario, con le
proposte per la salvaguardia e la regolamentazione dell?attività venatoria.
La mette tutta sul politico Luigino Vascon, responsabile Caccia per la Lega
Nord, che addossa la responsabilità del decreto a Prodi: «I Verdi - dice -
fanno pesare come macigni i propri voti all?esecutivo e quindi o Prodi si
adegua e accontenta questi pazdaran dell?ambientalismo, oppure lo sgambetto
è dietro la porta».
Maria Cristina Caretta, presidente nazionale della confederazione
associazioni venatorie, punta il dito sulle divisioni all?interno della
categoria: «Alcuni dirigenti venatori non vogliono capire che la nostra
caccia è in pericolo. I nemici stanno tentando di cancellare la possibilità
di cacciare in deroga, stanno tentando di strumentalizzare le zone SIC e ZPS
e anche la paura per l?influenza aviaria. Bisogna fare quadrato, poi quando
avremmo vinto in difesa della caccia, il mondo venatorio potrà fare pulizia
al suo interno».
Riferimenti tutti per Giuliano Ezzelini Sorti, segretario Rifondazione
Comunista di Recoaro Terme che ha consigliato di non aderire alla "marcia su
Roma" dei cacciatori: «Va invece aperta - diceva - una stagione di
concertazione tra il popolo anti-caccia e i cacciatori per arrivare ad
ottenere una legislazione che accontenti sia una che l?altra parte». Il
segretario si attira anche le ire di Ivano Cornale, presidente ACV sezione
di Recoaro, che, tra l?altro, invita a pensare ai tanti appassionati
cacciatori della piccola selvaggina migratoria che «difficilmente avrebbero
condiviso la sua presa di posizione in base al colore politico, che
rappresenta un danno della dignità del cacciatore».
Niente polemiche ma un atto d?amore verso la categoria per Giuseppe
Spadiliero: «Il mio è un ringraziamento a coloro che si sono adoperati per
farmi amare questa attività ed un appello, prima alle Regione Veneto e poi
alle altre cariche più alte, di non distruggere una delle più belle passioni
che animano i nostri inverni».
Chissà cosa ne direbbe Silvia, ambientalista che scrive: «Basta,
concentriamoci sui veri problemi dell?ambiente».
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FIERE VENATORIE
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Sacile
Un'edizione della Sagra dei osei con momenti di forte tensione
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3041893&Luogo
=Nordest&Pagina=ATTUALITÀ
Sacile
Un'edizione della Sagra dei osei con momenti di forte tensione, che ne hanno
messo a rischio lo svolgimento della parte più suggestiva. E ciò proprio
mentre sembra la kermesse risulti essere ancora più antica di quanto finora
creduto. Ma andiamo con ordine: «La Sagra dei osei deve tornare a essere la
manifestazione che aveva quale momento clou il concorso canoro, e non gli
eventi collaterali che negli anni hanno assunto il ruolo trainante e stanno
oscurando la tradizione. Se si continuerà su questa strada, dovremo puntare
su altre fiere che si reggono ancora sulle tradizioni».
Questa l'accusa espressa all'unanimità dagli espositori presenti al
sorteggio dei posti per il concorso canoro di tordi, merli e sasselli, che
ha fatto emergere forti tensioni tra i presenti nei confronti sia della Pro
Sacile che della Fimov. E che in un primo momento ha fatto paventare il
rischio che l'evento clou, la gara canora degli uccelli, potesse saltare.
Forte, infatti, la protesta degli espositori dei tordi, che hanno ribadito
la loro ferma decisione di ritardare di un'ora, in segno di protesta,
l'avvio del concorso riservato alla categoria. Hanno ribadito con forza che
i rappresentanti di Fimov e Ansfv devono cambiare atteggiamento, abbandonare
i metodi impositivi e lo strumento delle sanzioni e «non interferire nelle
scelte delle organizzazioni locali».
Sulla decisione di ritardare l'avvio del concorso, laconico è stato il
commento del rappresentante della Fimov, Romano Zambon: «Alle 6.15 inizia il
concorso del gruppo merli, alle 6.30 quello del gruppo Tordo bottaccio. Gli
esemplari che saranno esposti dai 2 ai 4 metri da terra saranno giudicati,
gli altri non considerati, con pesanti squalifiche future». In merito alla
proposta di rivedere la composizione delle giurie, «nessun problema a
sedersi a un tavolo per il prossimo anno, nessun cambiamento per quest'anno
in quanto la composizione è stata concordata nel corso di un incontro
ufficiale».
E le operazioni di sorteggio hanno toccato momenti di forte tensione quando
da parte di alcuni espositori è stato denunciato un asserito mancato
rispetto del regolamento. Le proteste hanno raggiunto toni elevati, tanto
che a un certo punto c'è stata anche la richiesta di intervento delle forze
dell'ordine e di rifare l'estrazione. Da registrare pure le dimissioni di
due giudici della giuria del gruppo Tordo bottaccio.
Al di là comunque delle tensioni in merito alla gestione della Sagra, una
scoperta fatta recentemente da uno studioso dopo aver sfogliato con
attenzione gli Statuti comunali risalenti al 13esimo secolo, farebbe
risalire l'inizio della kermesse non a 733 anni fa, come convenzionalmente
stabilito in base a testimonianze storiche, bensì a una settantina di anni
prima. Lo rivelerebbero gli atti comunali riguardanti gli anni tra il 1200 e
il 1213, che fanno riferimento ad alcuni "mercati" di questa tipologia fuori
dalle mura. Un elemento che se confermato da ulteriori ricerche darebbe alla
Sagra un'anzianità di 800 anni.
Da sottolineare, in chiusura, che l'edizione attuale è la prima a svolgersi
dopo i provvedimenti varati per contrastare l'influenza aviaria: tutti i
volatili, infatti, sono presenti solo grazie a uno specifico certificato
medico-veterinario che ne attesta lo stato di salute.
Michelangelo Scarabellotto

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
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