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NEWS: Giornali Internet 21/08/06



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CACCIA
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BRACCONAGGIO: DENUNCIATO UN UOMO NEL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE
CASENTINESI
L?uomo è stato sorpreso mentre catturava con una balestra un cinghiale in un
piccolo recinto realizzato illegalmente in un?area boscata all?interno del
Parco
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=4177
21 agosto 2006 ? Dopo una serie di controlli e appostamenti mirati, gli
agenti del Comando Stazione Forestale di La Verna Vallesanta (Arezzo) hanno
sorpreso un uomo mentre catturava con una balestra un cinghiale in un
piccolo recinto realizzato illegalmente in un?area boscata all?interno del
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a pochi chilometri dal monastero
della Verna. L?uomo, un quarantenne ex ufficiale dell?esercito bosniaco,
residente nel comune di Chiusi della Verna, è stato dunque denunciato per
uso di mezzi di cattura e caccia non consentiti. Dopo il lungo appostamento,
è scattata la perquisizione nella casa del sospettato, in cui sono stati
rinvenuti una balestra e un cinghiale ucciso da poco da un dardo. Il recinto
in ferro usato per la cattura è stato sequestrato e consegnato al personale
del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
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La gestione del patrimonio faunistico regionale non è una ...
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3042189&Luogo
=Udine&Pagina=1
La gestione del patrimonio faunistico regionale non è una esclusiva del
mondo venatorio. I circa 12 mila cacciatori del Friuli Venezia Giulia sono
solo una delle componenti, certamente importante e decisiva, della società
civile che detiene la proprietà pubblica e l'usufrutto del bene "animale
selvatico". Sono molti di più, infatti, gli escursionisti, gli appassionati
naturalisti, i semplici cittadini che godono della presenza di uccelli e
ungulati, mentre anche l'importanza economica del mondo venatorio e del suo
indotto si va sempre più restringendo di fronte all'espansione del turismo
con connotazioni naturalistiche o semplicemente che punta sul valore
aggiunto dato dalla presenza di animali selvatici.
Il ruolo della caccia, in una società moderna, è subordinato all'interesse
generale della salvaguardia del patrimonio naturale, del quale i cacciatori
diventano i primi difensori e conservatori.
Ma non tutto il mondo è paese nella galassia venatoria. Il Friuli Venezia
Giulia, dopo aver iniziato la corsa, qualche volta in anticipo rispetto agli
altri, si trova ora in imbarazzante ritardo. Il mancato controllo dei piani
di abbattimento dei distretti venatori, resi esecutivi per la decorrenza dei
termini, è un esempio illuminante in questo senso, che tradisce in una certa
maniera la stessa specialità dell'autonomia regionale.
La Regione ha rinunciato al suo ruolo pubblico di custode del bene comune
lasciando a una categoria di fruitori di gestire autonomamente e senza
controlli tecnici un bene pubblico. Con l'aggravante che questo "bene" è un
essere vivente che una volta abbattuto non può essere restituito.
Il piano faunistico regionale, che determina le linee di gestione della
fauna e soprattutto traccia la rotta maestra per la caccia, giace ancora nei
cassetti dell'assessore regionale.
Il Friuli Venezia Giulia ha un patrimonio notevole di biodiversità, posto
com'è all'incrocio di importanti regioni biogeografiche, ma per quanto
riguarda le specie cacciabili, la situazione è molto critica. La lepre
comune è in apprezzabile diminuzione e le immissioni ai fini venatori, oltre
a rivelarsi spesso inefficaci per aumentare la popolazione, portano
inquinamento genetico e rischi sanitari, gli esperti che hanno redatto il
piano faunistico consigliano massima prudenza nei piani di prelievo e grande
attenzione nelle immissioni, comunque bandendo quelle con soggetti
provenienti dall'estero. La lepre variabile (assume il mantello chiaro
durante l'inverno e vive prevalentemente in montagna) è in forte diminuzione
su tutto l'arco alpino, tanto da suggerire la sospensione della caccia.
Stesso discorso per la pernice bianca. La presenza del camoscio è nettamente
al di sotto della potenzialità del territorio e presenta anche incrementi
molto ridotti. Le misure da adottare sarebbero drastiche: censimenti molto
accurati, limiti agli abbattimenti (sospensione se la presenza è sotto al 40
per cento della potenzialità o se la popolazione è sostanzialmente isolata e
con una consistenza inferiore ai 70 individui), prelevare non più del 7\% in
caso di densità fra il 41 e il 65\% di quella potenziale, limitando
l'abbattimento dei soggetti di un anno o sospender comunque quello degli
individui superiori a 4 anni. Le misure si completano con la formazione di
un gruppo regionale di cacciatori esperti nella gestione e nel prelievo del
camoscio con corsi articolati e approfonditi, la nomina di esperti di
fiducia delle riserve da assegnare a gruppi di cacciatori, e l'assegnamento
individuale dei capi da prelevare secondo graduatorie specifiche. Una serie
di provvedimenti, questi, che la Regione ha inserito nella "proposta
preliminare di direttive tecniche e linee guida per la gestione di alcune
specie".
All'evidenza questa serie di regole deve trovare una verifica e un controllo
da parte dell'amministrazione regionale, attraverso i suoi tecnici, a tutela
del patrimonio pubblico. Cosa che, anche se tecnicamente senza infrangere la
legge, in Friuli venezia Giulia accade.
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Cinquanta persone per gestire la fauna regionale
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3042193&Luogo
=Udine&Pagina=1
(U.S.)La mancata verifica e controllo dei piani abbattimenti dei distretti
venatori con la conseguenze esecutività per decorrenza dei termini, è stata
ufficiosamente imputata alla carenza di personale, alla mole di lavoro e al
periodo di ferie. In realtà il servizio dispone di una cinquantina di
dipendenti, 13 dei quali sono tecnici faunistici e quattro esperiti
giuridici, con un numero di laureati, 25, che trova pochi riscontri, in
percentuale, negli altri settori dell'amministrazione regionale. Fino a
pochi anni fa praticamente lo stesso lavoro veniva svolto da cinque persone
con l'apporto degli uffici periferici provinciali, senza che si sia mai
determinata l'esecutività di piani faunistici per decorrenza dei termini.
Molti cacciatori e ambientalisti vedono in questo una volontà politica,
quella di far girare all'indietro l'orologio della gestione faunistica
regionale, dando un eccessivo potere alle riserve e rinunciando così a una
visione complessiva e "pubblica" della caccia. Ad avvalorare queste tesi
sono alcuni punti delle "disposizioni interpretative sulle linee guida per
la gestione faunistica venatoria dell'annata 2005-2006" inviate alle riserve
di caccia. Nella lettera si dispone come "il faunista di riferimento
incaricato dell'istruttoria per l'approvazione dei piani di abbattimento e
di immissione nelle riserve, non dovrà proporre il formale diniego di un
atto ratificato senza prima essersi confrontato con il direttore della
riserva interessata e il presidente del distretto. Pertanto l'eventuale
contenzioso dovrà essere risolto attraverso il dialogo e la collaborazione
con la componente venatoria. L'incapacità di dirimere le controversie e
l'indisponibilità alla equa mediazione potrà comportare, per la parte
venatoria, una nota negativa in ordine alla futura premialità (i "premi" da
assegnare secondo un regolamento contenuto nel piano faunistico, ndr)...».
Questo passo è interpretato da molti come un "suggerimento" politico a non
muovere critiche e a non creare problemi alle riserve sui piani di
abbattimento.
Il mancato controllo e verifica di questi ultimi è destinato a accrescere il
contenzioso con la Slovenia che da tempo accusa i cacciatori della fascia
confinaria che adoperano ancora con il segugio, di sconfinamenti illegali e
danni alla fauna arrecati dai cani vaganti, oltre che a una gestione
venatoria, specialmente del cinghiale, non conforme al resto d'Europa.
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Doppiette in attesa. Si parte il 17 settembre, addestramento cani consentito
fino al 14
La stagione venatoria al via Cinquemila cacciatori pronti
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=10822&sezione=CREMONA&edizio
ne=20060821
Sono circa 5mila i cacciatori cremonesi che hanno iniziato il conto alla
rovescia per l?apertura della stagione venatoria 2006/2007. Ecco in sintesi
il vademecum della nuova stagione. lLe date. La stagione venatoria ha inizio
il 17 settembre 2006 e termina il 31 gennaio 2007. lLimitazioni. L?attività
venatoria, sul territorio provinciale, è consentita con le seguenti
limitazioni: 1) Dal 17 settembre all?1 ottobre compreso l?attività venatoria
è consentita per tre giorni a scelta settimanali unicamente fino alle ore 12
di ogni giorno di caccia. Tale limitazione non si applica negli istituti
venatori privati ed alla caccia da appostamento fisso. 2) In tutti gli
A.T.C. la caccia vagante è limitata sul territorio dal 16 dicembre (ultimo
giorno utile 14 dicembre) fatta eccezione per l?appostamento temporaneo che
potrà in ogni caso svolgersi sino al 31 dicembre con preparazione del sito
per l?intera giornata di caccia, senza l?ausilio del cane e con trasporto
delle armi da e per l?appostamento scariche e nel fodero. 3) Dall? 8
dicembre al 31 gennaio è vietato l?uso del cane segugio. lSpecie cacciabili
e periodi di caccia Nel corso della stagione venatoria 2006/07 è consentito
cacciare le seguenti specie: Dalla terza domenica di settembre al 31
gennaio: fagiano limitatamente agli ATC 5 e 7. Per gli ATC 1,2,3,4,e 6 la
caccia al fagiano chiude invece il 31 dicembre. Dalla terza domenica di
settembre al 31 gennaio; alzavola, beccaccino, canapiglia, cesena, codone,
colombaccio, combattente, cornacchia grigia, cornacchia nera, fischione,
folaga, frullino, gallinella d?acqua, gazza, germano reale, ghiandaia,
marzaiola, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella, porciglione, tordo
sassello, volpe, fatti salvi eventuali provvedimenti restrittivi regionali
con particolare riferimento alle specie combattente, frullino e porciglione;
dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre: coniglio selvatico,
minilepre, beccaccia, allodola, merlo, quaglia, tordo bottaccio, tortora
(Streptopelia turtur); dalla terza domenica di settembre all? 8 dicembre:
pernice rossa, starna, lepre comune; Dal 1 ottobre al 31 dicembre:
cinghiale. lTesserino venatorio. La Provincia delega gli ATC all?apposizione
sul tesserino venatorio regionale del timbro di iscrizione all?ATC stesso. I
capi di selvaggina stanziale abbattuti andranno segnati apponendo una X
indelebile nell?apposita casella.E? vietato effettuare le prescritte
annotazioni sul tesserino venatorio regionale usando i numeri romani, sono
altresì vietate cancellature, correzioni, sovrapposizioni, abrasioni così
come l?utilizzo di caratteri asportabili o matite lapis. lAddestramento
cani. L?addestramento cani è consentito dal 18/08/2006 al 14/09/2006 per 5
giorni settimanali (con esclusione del martedì e venerdì) dalle ore 6 alle
ore 20,00, nei terreni incolti o liberi da coltivazioniOgni cacciatore potrà
addestrare solo ed esclusivamente all?interno dell?A.T.C. di appartenenza.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it