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NEWS: Giornali Internet 23/08/06



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CACCIA
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FRIULI VENEZIA GIULIA
Caccia, la legge non è in discussione
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3044812&Luogo
=Nordest&Pagina=1
UDINE - La Regione Friuli Venezia Giulia chiederà al Governo di «tutelare la
specialità in materia di conservazione dell'ambiente e della fauna»: lo ha
riferito l'assessore regionale all'agricoltura, Enzo Marsilio, al termine di
un vertice che si è svolto negli uffici della direzione centrale Risorse
agricole, naturali, forestali e montagna, a Udine. Marsilio ha precisato che
«la nuova legge regionale sulla caccia non è in discussione», e ha aggiunto
che le problematiche conseguenti all'approvazione del Decreto legge per
l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alle Direttive europee in materia
di conservazione dell'ambiente e della fauna, approvato dal Consiglio dei
ministri lo scorso 4 agosto, «non riguardano solo la caccia, ma anche altri
temi di interesse per lo sviluppo del territorio, quali per esempio i
rifiuti, le discariche e gli elettrodotti».
«Il Ministero - ha quindi spiegato Marsilio - ci ha assicurato che prima
della sua conversione il Decreto sarà ridiscusso con le Regioni, e in
quell'ambito cercheremo di fare in modo che le linee applicative tengano
conto delle diverse realtà. Vogliamo capire meglio non solo quali limiti
aggiuntivi dovremo inserire oggi nelle Zone di protezione speciali (Zps), ma
anche - ha concluso - quali saranno le prospettive delle aree protette».
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doppiette pronte a sparare comincia la caccia a bambi
via alla stagione venatoria per i 229 cacciatori di caprioli e altri
ungulati
una quarantina quelli che si dedicheranno ai cinghiali. ma la fauna
diminuisce
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=L
ECCO&Bassa=si&Pagina=23&IDNotizia=2084269
nell'estate lecchese dove l'ha fatta da padrone il dubbio se adottare o meno
i caprioli condannati all'abbattimento selettivo da parte della regione
piemonte, c'è una categoria che, infischiandone del buonismo di stampo
ambientalista manifestato da alcune istituzioni del nostro territorio, da
questa settimana è scesa in campo per mettere in atto la selezione dei
nostri caprioli: i cacciatori. sono infatti 229, secondo i dati rilasciati
dalla direzione provinciale del settore caccia e pesca, le doppiette pronte
ad impallinare caprioli, cervi e camosci; ed alle quali vanno aggiunti circa
una quarantina di cacciatori che si dedicheranno a cinghiali e mufloni.
infatti, escludendo l'atc (ambiente territoriale di caccia) della pianura
meratese dedicato principalmente a fagiani, lepri eccetera, gli ungulati
sono presenti in misura massiccia nelle altre tre aree venatorie del
lecchese: il comprensorio delle alpi; quello delle prealpi ed infine la zona
lecchese della penisola lariana. inoltre, ogni comprensorio è suddiviso in
altri settori di caccia, ognuno dei quali gestito da uno speciale
coordinatore, incaricato di controllare i censimenti ed il piano
abbattimenti. onde evitare confusioni, riportiamo le divisioni in settori:
alpi (legnone; barchitt; pizzo cavallo; monte muggio; val marcia e agrella),
prealpi (grigne occidentali; grigne orientali; campelli maesimo e resegone),
penisola (valmadrera e oliveto lario). per quanto riguarda, invece, gli
animali considerati "prelevabili", quindi che possono essere abbattuti, le
previsioni dell'amministrazione dichiarano circa 230 tra caprioli, cervi e
camosci. cifre elaborate in base al censimento annuale che ha rilevato 1434
capi delle sopraccitate specie animali nei boschi del lecchese. fuori da
questa classifica, cinghiali e mufloni che, essendo presenti soltanto nella
ristretta area lecchese del comprensorio interprovinciale della penisola,
non rappresentano un numero così rilevante, visto che i capi abbattuti si
aggirano su una media di 25/30 bestie all'anno. un'esiguità se si pensa ai
1250 cinghiali dichiarati "prelevabili" dai cugini comaschi. ma il vero dato
che emerge, soprattutto facendo una comparazione con i censimenti degli anni
passati, è il graduale calo di consistenza della fauna che è andato a
registrarsi negli ultimi anni. infatti, si passa dal picco massimo di quasi
2000 capi censiti e 400 abbattuti, registratosi tra il 2002 e il 2004, ai
circa 500 capi in meno di quest'anno. «è un dato che si conferma in linea
con quello regionale e delle altre province. il piano di abbattimento
annuale si basa sul censimento operato dai coordinatori dei vari settori di
caccia ed è quindi uno specchio più che fedele della popolazione faunistica
del nostro territorio». ci conferma roberto facoetti, tecnico del servizio
faunistico della provincia di lecco che ci offre anche un'attenta disamina
riguardo all'abbattimento selettivo, precisando che non si tratta di un
orribile massacro fine a se stesso, ma di una metodologia di caccia
necessaria e rispettosa della natura. «la caccia di selezione è un sistema
che consente di evitare squilibri irreparabili nella struttura della
popolazione degli animali. i cacciatori devono seguire le direttive fornite
dal coordinatore di zona. in parole povere, non si può abbattere il primo
animale che capita a tiro, ma quello che il coordinatore assegna
specificatamente ad ogni cacciatore». ciononostante, non si placano le
polemiche. pura crudeltà o sport? a voi, la scelta. riccardo berti
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Un centro sperimentale per addestrare alla caccia
Vado
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=488753&IDCategori
a=592
Vado. Partirà a Vado un esperimento di collaborazione tra enti locali e
associazioni dei cacciatori. Il Comune e l'Ambito territoriale di caccia
stanno valutando la possibilità di realizzare un'area per l'addestramento
dei cani da caccia ma nello stesso tempo ricavare alcuni servizi ormai
essenziali come un ricovero per gli animali feriti o abbandonati. Il
progetto nasce dall'unione di esigenze diverse. «Da una parte - spiega
l'assessore all'ambiente, Sergio Verdino - le associazioni dei cacciatori
avevano bisogno di uno spazio per addestrare i cani, dall'altro al Comune
serviva uno spazio per costruire un ricovero per gli animali randagi o
abbandonati, dato che i canili savonesi sono al limite della capienza». A
quel punto si sono fatte avanti le associazioni Federcaccia e Arcicaccia, le
cui delegazioni hanno incontrato il sindaco Carlo Giacobbe e l'assessore
Verdino, anche considerando che a Vado risiede un'alta percentuale di
cacciatori. Il Comune ha individuato, nell'ampia disponibilità di grandi
spazi boschivi, un'area di 80 ettari nella zona a nord, in località Rocca
de' corvi, sopra la frazione di Segno. Una zona che non rientra fra quelle
utilizzate in altri modi, ad esempio sentieri per mountain bike, trekking o
funghi. Poi il presidente dell'Atc 1, Luigi Cameirano, ha presentato una
relazione in cui prevedere anche un ricovero per i cani randagi o
abbandonati, la pulizia del territorio, la gestione degli spazi verdi,
misure di prevenzione degli incendi. Inoltre dovrà essere concordata una
somma, non ancora quantificata, da versare come affitto del terreno. Oggi la
relazione sarà discussa in giunta, poi sarà sottoposta alla valutazione
dell'ufficio urbanistica. Secondo la relazione dell'Atc, l'area di 80 ettari
sarà dotata di un piccolo parcheggio con abbeveratoio, una casetta in legno
per il custode e un altro recinto per il ricovero e la cura degli animali
feriti, ad esempio i caprioli investiti da auto o i rapaci feriti dai
bracconieri.
Giovanni Vaccaro
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CIRCO
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Dopo le tigri i leoni. Sempre nell?area di Borgo Piave
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20060823&ediz=05_LATINA&npag=33&fil
e=D.xml&type=STANDARD
Dopo le tigri i leoni. Sempre nell?area di Borgo Piave utilizzata dai
circensi in transito a Latina. Due leonesse sono state sequestrate a un
circense in pensione che teneva gli animali in un camion. L?operazione è
stata eseguita ieri da personale del Corpo forestale dello Stato. L?uomo è
stato denunciato per maltrattamento poiché le leonesse non erano - secondo
gli agenti - nelle condizioni dovute. Le due feline, di quattro anni, sono
state trasferite, con mezzi del Corpo forestale, nel Centro recupero di
animali selvatici del Wwf a Semproniano, in provincia di Grosseto,
specializzato nel recupero di animali esotici.
Nella stessa area di Borgo Piave da febbraio sono sotto sequestro otto tigri
provenienti dal circo ?Fantasy? di Roma. Il titolare, Mario Sali, nominato
custode giudiziario in attesa che i felini siano trasferiti proprio a
Semproniano, di recente si era chiuso per giorni nella gabbia con due tigri
chiedendo che il provvedimento del giudice fosse rivisto. La protesta era
stata portata fino all?estremo ma poi Sali era tornato sui suoi passi
convinto dal fatto che il giudice è disposto a rivedere la situazione al suo
rientro dalle ferie. Nei giorni scorsi è stato ricordato come se le
condizioni delle tigri non erano adeguate a Roma - ma gli animali sono
nutriti e stanno bene - non lo sono nemmeno adesso, quindi deve
necessariamente essere presa una decisione.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it