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[AgireOra] [PROTESTA] Cani randagi "pericolosi" a Napoli



----- Original Message ----- 
From: "AgireOra Network" <marina.berati at mclink.it>

Segnalazione di Carmela Raimondo - bettycr at hotmail.it

Ecco un articolo apparso oggi, 21 agosto 2006, su Il Mattino, di Napoli,
che fa sembrare che il vero pericolo della citta' siano i cani randagi,
quando invece i pericoli sono ben altri e sono costituiti dagli umani
(furti, scippi, ecc.).

In ogni caso, se ci sono casi randagi la colpa e' sempre dell'uomo, che
li abbandona, non se ne occupa, non previene le nascite, ecc. E poi i
branchi di cani che girano per Napoli sono buonissimi e mansueti,
abitutati a stare in mezzo alla gente.

Per favore, leggete l'articolo qui sotto e scrivete cosa ne pensate a:
lettere at ilmattino.it

Grazie.

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ATTENTI AI CANI.

Non c'è traccia di cartelli, ma può accadere di essere assaliti dai
randagiche a gruppi spuntano all'improvviso dietro le auto parcheggiate
e dietro le transenne dell'area portuale. <Non sono cattivi  e non c'è
pericolo>, dicono gli operai che sono abituati a convivere ogni giorno
con i cani senza padrone, molti dei quali sono diventati veri e propri
compagni.
Può però anche accadere che un turista si spaventi al punto da segnalare
come emergenza ai vigili urbani questa situazione.
L'area interessata è abbastanza ampia: va dal Beverello fino alla zona
portuale in corrispondenza di Piazza Carmine. Vari gli <epicentri>: la
banchina-Beverello, quella per l'imbarcadero per le isole del golfo, in
questo periodo affollata ad ogni ora. La dinamica è quasi sempre la
stessa: qualche decina di randagi difende il proprio territorio
prendendo di mira chiunque transiti. Sia a piedi che sulle due ruote.Le
ore serali e notturne, complice lo scarso affollamento,sono le più a
rischio. E così lo scalo marittimo più importante della città-ed uno dei
più trafficati d'italia-offre ai visitatori un tipo di rischio inaspettato.
<Tornare dopo le ventidue-spiegano
molti pendolari-significa rischiare l'aggressione: e non da parte degli
scippatori di zona, ma da parte dei cani randagi>. Il copione delle
aggressioni non cambia per gli addetti ai lavori che sostano nelle aree
di parcheggio interne al porto. <Quando di sera vanno via anche i
parcheggiatori-raccontano in molti-tornare a prendere l'auto significa
passare attraverso il branco: e se molti di noi non sono ancora finiti
al pronto soccorso è solo un puro caso>. Disegnare una mappa del rischio
è difficile perchè per monitorare gli spostamenti del branco-o, a quanto
pare, dei branchi-bisogna indagare su alcuni aspetti inteni alla vita
del porto. La presenza di alcuni custodi che procurano quasi
quotidianamente cibo ai cani aggiunge i caratteri della stanzialità al
branco e dunque ne moltiplica i rischi.
Non si tratta infatti di branchi di passaggio, ma di cani
che hanno preso possesso della zona ormai da mesi. Di un branco dunque
che si muove con sicurezza tra tir e mezzi meccanici  e che segue un
percorso spesso simile che guida gli animali lì dove c'è chi procura il
cibo.