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CAPRIOLI, ABBATTUTI GIA' UN CENTINAIO



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CAPRIOLI, ABBATTUTI GIA? UN CENTINAIO
 

25 agosto 2006 - Una novantina nella provincia di Cuneo, quattordici in quella di Alessandria, due in quella di Asti: e' un primo bilancio dei caprioli abbattuti a meta' della prima giornata di caccia selettiva in Piemonte, secondo il piano tanto contestato della Regione, che prevede 4.996 esemplari da eliminare, su una popolazione tra i 40mila e i 50mila capi.
L' apertura della caccia selettiva in Piemonte per oggi ha riguardato anche le province di Torino e di Biella, ma non ancora quelle di Vercelli e di Verbania, dove gli abbattimenti inizieranno fra fine mese e inizio settembre.
Le contestazioni annunciate nei giorni scorsi dagli animalisti e dagli ambientalisti sono state attuate alla periferia di Acqui (Alessandria). Armati di fischietti, campanacci e pentole, gli animalisti hanno rumoreggiato per mettere in fuga le potenziali vittime, di fronte ad un imponente schieramento di forze dell' ordine. Alcuni momenti di tensione si sono verificati quando il primo cacciatore si e' presentato con un animale in braccio al centro di controllo di Acqui. L'ingresso gli e' stato impossibile, cosi' e' stato dirottato nel centro di Ovada. In tutta la provincia gli abbattimenti previsti erano 874, diminuiti di un centinaio con la decisione di tentare una sperimentazione: niente abbattimento e invece trasferimento altrove, ad esempio in Calabria, regione che ha dato la disponibilita'. Per comprendere la fattibilita' si attende il parere dell' Infs (Istituto nazionale di fauna selvatica). Sono inoltre ancora da vagliare da parte del Tar di Torino i ricorsi presentati da alcune associazioni ambientaliste contro il piano di abbattimento, con una prima udienza fissata per il 6 settembre.
Nessuno scontro con gli ambientalisti invece nell' astigiano e nel cuneese, dove i caprioli da abbattere sono rispettivamente 126 e 1.319. Nell' astigiano i due abbattuti erano a Roccaverano, mentre nel cuneese si e' sparato per ora nei comprensori alpini delle Valli Monregalesi e dell' Alta Valle Tanaro e negli Atc di Cortemilia e Dogliani-Alba. 'Attendiamo che sia discusso il ricorso al Tar - ha spiegato uno dei rappresentanti del coordinamento cuneese delle associazioni ecologiste, Mario Casana - perche' in molti Ambiti territoriali di caccia e Comprensori alpini il numero dei caprioli e' diminuito anziche' aumentato'. Posizione molto differente e' stata espressa dalla Coldiretti cuneese, che in documento ricorda come 'gia' i danni alle coltivazioni dovuti ai cinghiali siano molto ingenti'.
In provincia di Torino gli abbattimenti programmati sono 1.628, in quella di Biella 185, nel novarese 104, nel vercellese 330 e nel verbano 450. Il piano non riguarda pero' solo i caprioli, ma anche altri ungulati, con date d' inizio della caccia selettiva che vanno da fine agosto all'inverno. I daini da abbattere risultano 502, i camosci 2.783, i cervi 1.082, i mufloni 228 e i cinghiali 5.352.
Intanto ieri l'assessore regionale alla Tutela della Flora e della Fauna, Mino Taricco, ha difeso in conferenza stampa il piano di prelievo dei caprioli ricordando l' elevato numero di incidenti stradali da loro causati (1037 fra il 1993 e il 2005) nonche' i gravi danni che provocano all' ambiente e all' agricoltura: circa 5 milioni di euro all' anno. D' accordo con la linea regionale e' L' Arci Caccia, che ha parlato di 'demagogia' di animalisti e anticaccia e di 'costi non piu' sopportabili dalla Regione' per i danni da pagare.
Intanto la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, parlando con l'Agi, ha risposto a chi definisce "la mattanza dei caprioli il sintomo di incapacita' di gestire il territorio": Se in Piemonte i caprioli sono tanti, troppi "e' perche' il territorio e' ben gestito. Altre regioni, come la Calabria, probabilmente non fanno altrettanto se poi chiedono di poter ricevere gli animali perche' non ne hanno".
Nel primo giorno d'inizio del piano di abbattimento selettivo dei 'bambi', Mercedes Bresso dopo aver definito "ridicola tutta la polemica sulla vicenda", ricorda che "in Piemonte ci sono 60 parchi regionali e due nazionali, affollati di animali. Non si possono importare predatori come, ad esempio, i lupi. L'unica alternativa e' l'abbattimento selettivo".
Bresso si dice comunque "disponibile a verificare i risultati dell'avvio del piano. Siamo anche disposti - conclude - se ci sono proposte, ad aprire un tavolo per discuterle".
I caprioli da uccidere non sono solo un problema piemontese. Secondo una stima dell'Ente nazionale di protezione animali (Enpa), infatti, sarebbero infatti ben 1.500 gli animali da abbattere anche in Emilia-Romagna. "E' un'emergenza nazionale- afferma in una nota Giovanni Pallotti, coordinatore regionale dell'Enpa in Piemonte- siamo coscienti del fatto che il problema della mattanza dei caprioli esiste anche in Lombardia e in Emilia-Romagna, dove gli animali da uccidere sono oltre 1.500".
Secondo Pallotti, l'abbattimento di questi animali e' "la sconfitta del buonsenso e il sintomo dell'incapacita' di gestire correttamente il territorio". L'esponente dell'Enpa non ha dubbi: "La colpa e' delle vergognose politiche di ripopolamento, delle sciagurate immissioni in natura di animali attuate per assicurare il divertimento dei patiti della polvere da sparo e del grilletto". (Ansa)