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NEWS: Giornali Internet 26/08/06



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CACCIA
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Cacciatori di frodo scoperti a Badalucco
Due denunce della polizia provinciale
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=489452&IDCategori
a=594
Badalucco. Armati di fucile a pallettoni e di torce alogene andavano a
caccia di cinghiali nei boschi in Valle Oxentina. Scoperti dalla polizia
provinciale due bracconieri di Badalucco, B.M., 39 anni e A.P., 42 anni,
sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Sanremo. Durante
l'operazione i due cacciatori di frodo sono stati trovati in possesso di due
fucili calibro 12 e 20 caricati a pallettoni. A B.M., che deteneva
regolarmente in casa cinque fucili e una pistola, sono state inoltre
sequestrate tutte le armi. «L'operazione conclusa nell'entroterra
sanremese - ha spiegato il comandante Giuseppe Carrega - segue di pochi
giorni quella che in Val Nervia aveva consentito di sequestrare numerosi
fucili e lacci».
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Caccia: sorpresi bracconieri a catturare cardellini
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=%7B1F07A419-17E7-495E-98A3-
0512FB891535%7D
NAPOLI - Sorpresi sul fatto due cacciatori di frodo a San Cipriano
Picentino, in provincia di Salerno, mentre tentavano di catturare cardellini
con reti e richiami vivi. I due cacciatori hanno tentato la fuga, uno e'
stato identificato e denunciato, mentre l'altro e' riuscito a scappare. Sul
posto sono stati trovati quattro cardellini rinchiusi in altrettante
gabbiette di legno e metallo, utilizzati come richiami vivi, e non lontano
una rete di circa 15 metri quadrati per la cattura dei volatili. (Agr)
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WWF LIPU LAC
«Ambiente, la tutela non è subordinata ai cacciatori»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3048028&Luogo
=Udine&Pagina=FRIULI%20VENEZIA%20GIULIA
Trieste
«Destano gravi preoccupazioni gli atteggiamenti dell'Amministrazione
regionale e le recenti dichiarazioni sulla stampa dell'Assessore Marsilio in
tema di caccia e aree protette. Lo stesso, in qualità di rappresentante
competente per materia del Governo regionale, dovrebbe rappresentare
equamente tutti i cittadini e non solo una limitata frangia del mondo
venatorio». È quanto si legge in una nota a firma Wwf Fvg, Lipu Fvg, Lac Fvg
e Amici della Terra Fvg. «L'Assessore contesta pubblicamente un decreto
legge dello Stato che è stato emanato proprio per consentire alle Regioni di
aprire l'attività venatoria nelle attuali Zps (Zone di Protezione Speciale),
attività che altrimenti, in seguito a una pronuncia del Consiglio di Stato,
avrebbe dovute essere vietata come in tutte le altre aree protette regionali
e statali. Evidentemente a qualcuno non è ancora chiaro che la caccia è
un'attività in deroga al principio generale di conservazione della fauna, e
non il contrario. Ciò che disturba l'Assessore è che finalmente il Governo
nazionale chiarisce l'importanza della conservazione delle aree di Rete
Natura 2000 - continua la nota - e pone regole precise per definire le
attività umane che possono essere autorizzate in tali zone di importanza
internazionale; e lo fa legittimamente poiché la tutela generale
dell'ambiente e della fauna rientra tra le competenze esclusive dello Stato
(art. 117 Cost.)». E prosegue: «Lo Stato italiano ha emanato un decreto
legge sulla materia proprio perchè è stato richiamato innumerevoli volte
dalla Commissione europea (procedure di infrazione) e ha subìto varie
condanne a causa delle leggi sulla caccia statali e regionali - non conformi
ai principi di conservazione generale della natura. Anche il Disegno di
legge regionale sull'attività venatoria dovrà essere drasticamente rivisto,
poiché è in contrasto sia con la legislazione nazionale sia con quella
comunitaria, e perpetua le illegittimità contenute nell'attuale legislazione
regionale sulla caccia, anzi le aumenta, mediante quella che noi definiamo
una "deregulation della caccia": totale autogestione della caccia nelle
riserve».
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L?assessore Caccia, iniziative per frenare le spinte illiberali
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/rubrica/Lettera1.htm
Caro direttore, assente spesso e impotente quasi sempre quando si tratta di
affrontare i grandi problemi che dovrebbero vederla tra i protagonisti sulla
scena mondiale, l?Unione europea si dimostra terribilmente vigile e
particolarmente inflessibile quando si tratta di richiamare la Repubblica
italiana al rispetto delle direttive impartite agli stati membri su
questioni di dettaglio o comunque di scarso rilievo generale. È il caso
della direttiva 79/409 CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici e
della cosiddetta ?caccia in deroga? prevista in alcune ipotesi dall?art. 9
della stessa direttiva. Il testo del parere motivato approvato dalla
Commissione europea nei confronti della Repubblica italiana elenca
puntigliosamente una serie di violazioni che le Regioni avrebbero commesso
nel dare attuazione alla direttiva, imputando al governo di non aver
attentamente vigilato sulla sua corretta applicazione. Probabilmente il
nuovo governo, di chiara matrice ambientalista e per alcune forme
assolutamente contraria alla caccia, non aspettava niente di meglio per
prendere la palla al balzo e intervenire pesantemente sulla questione e
introdurre (decreto-legge 16 agosto) un buon numero di paletti così
rigidamente fissati da rendere praticamente arduo, se non impossibile, alle
Regioni di adottare provvedimenti normativi conformi. Annoto, per inciso,
che nel decreto legge governativo, si introducono disposizioni che mescolano
assieme zone di protezione speciale (ZPS), aree naturali protette, modifiche
alla legge-quadro ecc... Ma non intendo addentrarmi su specifiche questioni
di tecnica legislativa. Intendo invece esprimere ancora una volta e con la
preoccupazione politica che mi chiama in causa come assessore provinciale
alla Caccia, il grande disagio che mi prende ogni volta quando sono, mio
malgrado, nella impossibilità nel fornire al mondo venatorio bresciano un
quadro di regole certe sul corretto prelievo venatorio, nemmeno a poche
settimane dall?apertura generale. È per questo che condivido totalmente l?
iniziativa delle associazioni venatorie per la manifestazione indetta a Roma
il 1° settembre prossimo e, soprattutto da cacciatore dico, è assolutamente
indispensabile che i cacciatori vi partecipino. Far sentire civilmente ma
fermamente la propria voce davanti ai palazzi della politica è anche il modo
più appropriato per esprimere il profondo sconcerto di chi non ha mai
condiviso né condivide l?idea che conservare, proteggere, tutelare sia un
modo di dire, più o meno elegante, per imbalsamare la natura, il territorio
e chi sul territorio vive e contribuisce a difenderlo davvero. Per quanto mi
riguarda, di fronte a questa nuova emergenza, intendo convocare a breve, in
qualità di coordinatore, il gruppo di lavoro ?Caccia e pesca? dell?Unione
delle province lombarde, alla presenza dei presidenti regionali delle
associazioni venatorie, per esaminare quali iniziative possano
opportunamente essere messe in campo, affiancando se del caso la stessa
Regione Lombardia, per frenare le spinte sempre più illiberali che rendono
ogni anno più difficile un equilibrato e sereno esercizio della caccia;
Regione Lombardia che, in questi anni, ha dimostrato anche per le cacce in
deroga fermezza di propositi e, per quanto riguarda l?assessore regionale,
grande capacità di ascolto sia della Provincia bresciana sia delle proposte
dell?Unione province lombarde. Ma non si era detto e ripetuto che con la
modifica del titolo V della Costituzione tutto sarebbe stato più semplice?
Alessandro Sala assessore alla Caccia della Provincia di Brescia
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PESCA
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Pesca abusiva nell'oasi
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3048560&Luogo
=Venezia&Pagina=1
MARCON - Questa volta l'hanno fatta franca mettendosi a pescare nientemeno
che nel laghetto di un'oasi naturalistica, ma proprio quando stavano per
arrivare gli uomini della Polizia provinciale e del Corpo forestale dello
Stato se la sono data a gambe levate fuggendo il più rapidamente possibile
attraverso un buco nella recizione.
Il bizzarro episodio è accaduto domenica scorsa, verso le 17, quando alcuni
visitatori dell'oasi di Gaggio in comune di Marcon si sono accorti che
alcuni pescatori, incuranti di tutte le norme che vietano la pesca nella
zona protetta, avevano tranquillamente gettato l'amo nel laghetto nella
speranza di fare bottino pieno. Ma proprio quegli stessi ospiti dell'oasi,
rimasti sbigottiti per quel che avevano visto, si sono dati da fare per
avvisare non solo i volontari della Lipu (Lega italiana protezione uccelli)
che ha in gestione l'area e anche il Corpo forestale dello Stato.
Nel trambusto, però, i pescatori abusivi hanno avuto tutto il tempo di darsi
alla fuga allontanandosi attraverso un buco aperto nella recinzione. «Esiste
un'ordinanza specifica del sindaco di Marcon - spiega Giampaolo Pamio,
delegato Lipu - che persegue l'ingresso abusivo e la pesca di frodo nel
laghetto dell'Oasi. Finora abbiamo depositato ben quattro denunce per
danneggiamento a carico di ignoti. Chiediamo alla cittadinanza di
collaborare con noi e di segnalare al Corpo forestale dello Stato o alla
Lipu eventuali atteggiamenti illegali».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it