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NEWS: Giornali Internet 30/08/06



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CACCIA
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ANTIBRACCONAGGIO: TARANTO, LIBERATI CENTINAIA DI VOLATILI DESTINATI AL
COMMERCIO ILLEGALE
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=4221
Denunciate due persone per detenzione e commercio illegale di fauna
selvatica dagli uomini del Corpo forestale dello Stato
30 Agosto 2006 ? Gli uomini del Corpo forestale dello Stato appartenenti al
Nucleo Operativo Antibracconaggio di Roma e al Coordinamento Provinciale di
Taranto, a seguito di controlli effettuati nella zona del mercato rionale di
Salinella (TA), hanno denunciato due persone per detenzione e commercio
illegale di fauna selvatica. Complessivamente le ispezioni hanno coinvolto
tre punti vendita e dieci commercianti di una delle zone considerate a
maggior rischio per la presenza di un elevato tasso di criminalità. Proprio
per questo l?operazione ha richiesto la massima cautela e si è svolta nelle
prime ore del mattino. Sono stati sequestrati 297 uccelli appartenenti alla
famiglia dei fringillidi, vittime della cattura illegale con l?ausilio di
reti da uccellagione. I volatili, provenienti da aree regionali o di regioni
adiacenti, sono stati poi liberati nelle campagne di Martina Franca.
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L?APERTURA DELLA CACCIA
Nell?Isola l?appuntamento è per il 2 settembre. Già pubblicato il calendario
venatorio con le regole ferree stabilite dall?assessorato regionale all?
Agricoltura
Sicilia, si «scaldano» le doppiette
Gli animalisti: «Daremo battaglia»
Ma lo Stato ha già chiarito: le date sono quelle stabilite dalle Regioni
http://www.lasicilia.it
GIORGIO PETTA
PALERMO. È già iniziato il conto alla rovescia per i 45 mila cacciatori
siciliani. Mancano, infatti, ormai poche ore al 2 settembre, giorno fissato
per l?apertura ufficiale della caccia nell?Isola. Il calendario venatorio è
stato approvato e pubblicato dall?Assessorato regionale all?Agricoltura
sulla «Gazzetta Ufficiale». Si tratta di un vero e proprio «vademecum » che
i cacciatori farebbero bene a portare con loro per consultarlo, assieme al
porto d?armi e agli altri documenti venatori. Nell?Allegato A, infatti, sono
indicati i 23 Ambiti territoriali di caccia individuati dal Piano regionale
faunistico-venatorio 2006-2007 e in cui è consentita la caccia nei giorni di
sabato o domenica e a scelta del cacciatore di lunedì o mercoledì o giovedì
nei periodi e per le specie elencate sia per quanto riguarda i mammiferi sia
gli uccelli. In particolare, è fatto divieto assoluto per la caccia alla
Coturnice e all?Alzavola. Nello stesso allegato sono indicate le zone in cui
la caccia è vietata oppure limitata.
L?allegato B contiene l?elenco delle aree, ciascuna indicata con chiarezza
provincia per provincia, dove è precluso l?esercizio venatorio e cioè i
Parchi e le Riserve naturali, le Oasi di protezione e rifugio della fauna
selvatica, le zone cinologiche, i fondi chiusi, i centri ed allevamenti di
selvaggina a scopo di ripopolamento, le aziende faunistico-venatorie.
Se i cacciatori sono, eufemisticamente, sul piede di guerra con fucili,
cartucciere e cani, sul fronte opposto sette associazioni ambientaliste e
animaliste (Lav, Amici della Terra, Cai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e
Wwf) hanno notificato una diffida al presidente della Regione Salvatore
Cuffaro e all?assessore all?Agricoltura Giovanni La Via perché revochino il
decreto sul calendario venatorio, ricordando che «da pochi giorni è entrato
in vigore il decreto-legge 251/2006 recante "Disposizioni urgenti per
assicurare l?adeguamento dell?ordinamento nazionale alla direttiva
79/409/Cee in materia di conservazione di fauna selvatica" che, all?art. 3,
prevede in maniera tassativa sul territorio nazionale "per la stagione
venatoria 2006-2007" il divieto "di esercitare l?attività venatoria in data
antecedente alla terza domenica di settembre". Il calendario siciliano,
viceversa, autorizza la caccia sin dal 2 settembre alle specie coniglio
selvatico, tortora, merlo, colombaccio e, dal 10 settembre, alla quaglia. Se
in Sicilia i cacciatori imbracceranno i fucili prima del 17 settembre, a
loro carico ? sostengono le associazioni ? sarebbe contestabile il reato di
cui all?art.30, della legge-quadro sulla caccia n.157 del 1992: caccia in
periodo di divieto generale». Secondo gli ambientalisti «anche la Corte
Costituzionale ha stabilito che "non spetta alle Regioni modificare il
calendario venatorio ampliando la delimitazione temporale del prelievo"; le
Regioni ad autonomia speciale devono osservare i limiti temporali disposti
dalla legge 157 del 1992 in quanto "rivolti ad assicurare la sopravvivenza e
la riproduzione delle specie cacciabilì mediante standard minimi di tutela
della fauna di esclusiva competenza dello Stato"».
La questione sulla data d?apertura indicata sul decreto-legge approvato dal
governo Prodi il 4 agosto e pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» il 18
agosto, era stata sollevata, a livello nazionale, qualche settimana addietro
sia dalla Lav che dalla Lac, la Lega per l?abolizione della caccia, per
quanto riguardava le cosiddette «Zps», le Zone di protezione speciale. Per
la creazione di queste ultime, il Ministero dell?Ambiente ha concesso alle
Regione alcuni mesi di tempo. Tuttavia, il 21 agosto una nota del Ministero
delle Politiche agricole e forestali aveva chiarito che «i periodi di
caccia, i cui termini devono essere compresi tra il primo settembre e il 31
gennaio, previo parere dell?Istituto nazionale della fauna selvatica,
rimangono quelli indicati nei calendari venatori regionali già pubblicati».
Aggiungeva la nota che «nelle aree individuate Zps ed esclusivamente e
limitatamente a queste, per la stagione venatoria 2006-2007, l?apertura
della caccia sarà possibile a partire dalla terza domenica di settembre,
così come sarà possibile dalla seconda domenica di settembre l?attività di
addestramento cani senza sparo nelle stesse. Al fine di evitare equivoci ed
errori ? concludeva la nota ministeriale ? sarà necessaria da parte degli
enti preposti una adeguata e sollecita pubblicazione dei perimetri delle
aree interessate».
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CACCIA/ REGIONE SICILIA CHIEDE PARERE A MINISTERO SU PREAPERTURA
Dubbio riguarda applicazione articolo che adegua calendari
http://notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=1202727
4&mod=foglia
Palermo, 30 ago. (Apcom) - L'assessorato regionale siciliano all'Agricoltura
ha chiesto un parere all'Ufficio legislativo e legale del ministero delle
Politiche agricole e forestali per stabilire se in Sicilia la caccia nelle
Zps (le Zone a protezione speciale per la salvaguardia di particolari specie
ornitologiche) possa iniziare regolarmente il 2 settembre, così come
previsto dal calendario venatorio emanato dall'assessore Giovanni La Via il
3 agosto scorso.
Alla base del problema c'è applicazione del decreto legge del ministero del
16 agosto, (entrato in vigore il 19 agosto), con il quale sono state varate
alcune disposizioni urgenti per assicurare l'adeguamento dell'ordinamento
nazionale alla direttiva europea in materia di conservazione della fauna
selvatica e che ha previsto, per la stagione venatoria 2006/07, il divieto
di caccia nelle Zps in data antecedente alla terza domenica di settembre.
"Il dubbio - spiega l'assessore La Via - riguarda l'interpretazione
dell'articolo 8 del decreto legge, che assegna 90 giorni di tempo alle
regioni per adeguare i calendari venatori. Se il ministero dovesse
confermare l'immediata entrata in vigore della disposizione, abbiamo, in
ogni caso, già approntato la bozza di un nuovo decreto con il quale
l'apertura della caccia nelle Zps verrà posticipata al 17 settembre. In caso
contrario tutto resterà invariato".
"In ogni caso - conclude La Via - in una nota il ministero ha già chiarito
che la norma che prevede l'apertura della caccia non prima del 17 settembre
riguarda solamente le Zps".
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«Cacciatori pronti a collaborare con l?assessorato regionale»
http://www.lasicilia.it
PALERMO. I segnali sono lanciati. Collaborazione e intensificazione dei
rapporti per una migliore e più efficiente gestione del territorio. Da una
parte, l?Assessorato regionale all?Agricoltura attraverso il neo assessore
Giovanni La Via; dall?altra, i cacciatori, nel caso specifico Giuseppe La
Russa, consigliere nazionale della Federazione Italiana della caccia nonché
vicepresidente regionale della stessa associazione e presidente provinciale
ad Agrigento.
«Come cacciatori ? sostiene La Russa ? siamo disposti a incrementare i
nostri rapporti con le istituzioni regionali. Sarebbe stata una buona
occasione, per iniziare questo nuovo rapporto, partecipare alla definizione
dei criteri di massima per la gestione del Piano faunistico-venatorio
quinquennale che è stato approvato nell?ultimo scorcio del primo governo
Cuffaro. È vero che l?abbiamo contestato. Ma questo perché si sarebbe potuto
fare di più e meglio se solo fossimo stati consultati. Se l?assessorato
richiedesse la nostra collaborazione, come cacciatori saremmo
disponibilissimi. E questo perché saremmo in condizione di dare ottimi
consigli. Il cacciatore, infatti, è ? continua La Russa ? al di là delle
solite accuse degli ambientalisti di maniera, un naturalista, un
conservatore dell?ambiente, un ecologo attento. Come Federcaccia di
Agrigento abbiamo messo a disposizione della Provincia 60 guardie venatorie
volontarie con compiti che vanno dalla salvaguardia delle specie faunistiche
alla tutela e al controllo del territorio in collaborazione con la
Protezione civile. E siamo solo ai primi passi di una collaborazione con le
istituzioni locali in cui il ruolo del cacciatore sarà sempre più centrale».
Le occasioni per aprire questo nuovo capitolo della collaborazione
istituzionicacciatori non mancheranno in futuro, come ammette l?assessore La
Via. Anzi è lui stesso a sollecitarla. «Il nostro territorio regionale ?
spiega ? ha una grande superficie di aree protette. Anche per queste aree
dovremo trovare modelli di contenimento delle specie faunistiche oggetto di
caccia. Ci sono tanti parchi che hanno sovrappopolazione di varie specie per
cui è evidente che bisogna trovare, tutti insieme, un modello di
riequilibrio naturalistico e di gestione del territorio. Nelle aree protette
ci dovranno essere regole molto più restrittive ? aggiunge La Via ?
contingentamenti della caccia nelle aree demaniali, rispetto di tutta una
serie di norme. Il decreto ministeriale ci agevola in questo percorso e sarà
utile per la Regione». G. P.
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VENEZIA Appello dell?assessore regionale Donazzan ai cacciatori veneti
«Tutti a Roma»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3053048&Luogo
=Nordest&Pagina=2
Venezia
«Sul piano giuridico e istituzionale siamo pronti a fare tutti i passi
necessari, compreso un'eventuale ricorso alla Corte Costituzionale, ma nel
frattempo è necessario far sentire tutto il peso del mondo venatorio sul
Governo, con l'obbiettivo di ottenere il ritiro del decreto legge di agosto
che impone inaccettabili limitazioni ai diritti dei cacciatori che vengono
immotivatamente danneggiati e invade una materia sulla quale le competenze
sono delle Regioni. Per questo motivo sarò presente con convinzione alla
manifestazione organizzata a Roma per il primo settembre prossimo, e invito
tutti i 61mila cacciatori del Veneto oltre che i colleghi della giunta
regionale, del consiglio regionale e gli assessori provinciali a
parteciparvi, per dimostrare che davvero l'unione fa la forza, diversamente
che in altre occasioni in cui la divisione ha favorito i nemici di un serio
e rispettoso esercizio dell'attività venatoria». Questo l'appelo che
l'assessore regionale alla caccia Elena Donazzan ha rivolto a tutti i
cacciatori del Veneto perché si rechino a Roma a manifestare venerdì
prossimo.
«Siamo di fronte aggiunge la Donazzan a un decreto che ammazza i diritti dei
cacciatori, i quali ancora oggi, a pochi giorni dal via della stagione, non
sono messi in grado di conoscere con precisione i loro diritti e i loro
doveri; ma che invade anche pesantemente le competenze regionali, sia in
tema di zone protette limitando ingiustificatamente l'attività venatoria al
loro interno, sia relativamente alla caccia in deroga, che di fatto
impedisce l'applicazione di una legge della Regione Veneto, così come di
quelle delle altre Regioni d'Italia». «Il 1. settembre aggiunge l'assessore
è quindi necessaria una risposta unitaria, ferma e immediata per far sentire
la presenza dei cacciatori, a cominciare da quelli veneti, per evitare, come
accaduto in altre occasioni, che il silenzio venga interpretato come
accondiscendenza».
Donazzan ricorda inoltre che «la Regione Veneto, esercitando le competenze
attribuitele dalla Costituzione, aveva già approvato una specifica delibera
nel rispetto delle normative comunitarie, che non prevedono alcun divieto o
penalizzazione della caccia alle specie normalmente cacciabili» e che
«questo decreto è stato approvato, fatto assai grave, senza alcuna
concertazione, né con le Regioni, né con le associazioni venatorie, né con
il mondo agricolo. Il programma della manifestazione di venerdì a Roma,
organizzata dal Coordinamento nazionale delle associazioni venatorie
Federacccia, Confavi, Enalcaccia, Liberacaccia, Anuu migratoristi, prevede
il ritrovo dei partecipanti alle 10 in piazza della Repubblica. Il corteo
percorrerà poi via Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Ricci,
via dei Fori Imperiali, per arrivare a piazza Madonna di Loreto. È previsto
che una delegazione nazionale delle associazioni venatorie aderenti alla
manifestazione abbia un incontro ai massimi livelli a palazzo Chigi.
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?Ambientalisti coi caprioli altrui?
http://www.corriereromagna.it/
RIMINI - Facile fare gli ambientalisti coi caprioli degli altri. E? un po?
questo il ragionamento di Antonello Cimatti, controllore esperto di ungulati
del distretto di caccia numero 5 della Regione Marche (quello che comprende
Novafeltria e la zona attigua, e che quindi confina con la Provincia di
Rimini). Il quale si rivolge all?assessore provinciale all?Attività
venatoria, Mauro Morri (Ds) il quale ha annunciato che sul territorio
riminese non si potrà praticare la caccia selettiva al capriolo, a
differenza di quanto accade, appunto, nelle Marche.?Non mi pare proprio il
caso che un pubblico amministratore del Riminese si esprima contro il
?prelievo selettivo?, dopo che, dal punto di vista ambientale, il territorio
è stato totalmente depauperato. Basta pensare al cemento...?.Non solo:
?Proprio a Rimini è stata concessa la caccia in deroga al passero, che è un
animale che ormai non c?è praticamente più. Forse per permettere ai
tantissimi cacciatori riminesi di sparare: ce n?è una quantità per
chilometro quadrato impressionante, e quindi ?migrano? negli altri
 territori?.E proprio questo è il punto, tornando al discorso dei caprioli:
?Giacchè la Provincia non ha utilizzato questa modalità sul suo territorio,
perchè allora ha tenuto corsi a decine di cacciatori che ora, ovviamente,
andranno altrove?, compreso il distretto cinque delle Marche?E comunque ?la
caccia selettiva ai caprioli è una pratica adottata in tutto il mondo, che
non riduce il numero di questi animali che, purtroppo, danneggiano e non
poco l?agricoltura. Comunque si tratta, lo ripeto, di una pratica corretta e
che non mette a repentaglio la specie. Tutt?altra cosa rispetto - frecciata
finale - alla caccia in deroga al passero?.Sono 139 le doppiette riminesi
abilitate alla caccia di selezione agli ungulati; 139 cacciatori hanno,
quindi, licenza di uccidere non solo caprioli, ma anche cervi, daini,
camosci, mufloni e cinghiali. L?abilitazione è stata rilasciata dal ?96 a
oggi tramite sei corsi e successivi esami sostenuti di fronte a una
commissione di esperti nominata dalla Provincia. L?esame di Rimini è uno dei
più difficili da superare tra quelli analoghi istituiti nelle altre province
italiane e lo dimostra la percentuale dei bocciati: fino a oggi ogni corso è
stato seguito da una settantina di persone, ma nel giro di 12 anni solamente
139 hanno dimostrato di avere le conoscenze sufficienti a premere il
grilletto. I super cacciatori in provincia di Rimini possono però
partecipare alle sole battute di caccia al cinghiale. Per i caprioli devono
migrare nelle altre province della regione dove il prelievo selettivo degli
esemplari in soprannumero è stato autorizzato oppure chiedere a province
fuori regione l?equipollenza del titolo. Cosa che sembra accadere abbastanza
facilmente visto la loro preparazione. Molti dei 139 super cacciatori
riminesi potranno, quindi, come detto, partecipare alla caccia del capriolo
nella vicina provincia di Pesaro Urbino, andando nei comuni dell?Alta
Valmarecchia dove più densa è la presenza di caprioli, Novafeltria e
Pennabilli in testa.
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Fino al 27 ottobre
Aziende agricole e turistico-venatorie, due mesi di tempo per le nuove
domande
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20060830&ediz=07_MARCHE&npag=39&fil
e=AZ.xml&type=STANDARD
Ci sono due mesi di tempo per presentare alla Provincia, da parte di
agricoltori ed imprenditori agricoli, le domande per costituire sul
territorio nuove aziende agri-turistico venatorie (Aatv). Il termine per la
presentazione delle istanze è stato fissato al 27 ottobre. Per quanto
riguarda i rinnovi delle aziende agri-turistico venatorie già esistenti,
invece, il termine è quello di tre mesi antecedenti alla scadenza dell'atto
di autorizzazione.
Le nuove aziende dovranno avere una superficie compresa tra un minimo di 300
ed un massimo di 2.000 ettari. Le autorizzazioni saranno concesse dalla
Provincia sulla base del parere favorevole dell'Istituto nazionale per la
fauna selvatica e previo riscontro di conformità alle previsioni del Piano
faunistico venatorio regionale e di quello provinciale.
Nell'Ambito territoriale di caccia MC1 - comprendente i territori di Sefro,
Fiuminata, Pioraco, Esanatoglia, Castelraimondo, Gagliole, Matelica, San
Severino, Poggio San Vicino, Apiro, Cingoli, Treia, Appignano, Montefano,
Montecassiano, Macerata, Recanati e Porto Recanati sono disponibili 6.247
ettari di superficie. Nell'Atc MC2 (comprendente i restanti 39 Comuni della
provincia) sono utilizzabili invece soli 781 ettari di terreno.
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PESCA
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RIETI: PESCATORI DI FRODO IN AZIONE NEL LAGO DEL SALTO
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=4223
Sono in corso le indagini della Forestale per individuare i responsabili
dell?illecito
30 Agosto 2006 - Sequestrate diverse reti da pesca illegali immesse nel Lago
del Salto. Ad agire sono stati gli uomini del Comando Stazione di Borgorose
del Corpo forestale dello Stato che durante l?attività di controllo del
territorio, finalizzata al contrasto della pesca illegale negli specchi
lacustri delle provincia di Rieti hanno individuato nel Lago del Salto in
località?Gola di Campolano? diversi galleggianti ai quali erano fissate
delle reti. Per risalire ai responsabili dell?illecito la Forestale ha
effettuato numerosi appostamenti e sono tutt?ora in corso le indagini.
Inseguito gli agenti della forestale hanno ritirato le reti, circa 50 metri,
nelle quali erano gia rimasti incagliati diversi di pesci:carpe, tinche e
carassi. Gli autori dell?illecito molto probabilmente sono stati attratti
dal ripopolamento del Lago del Salto ad opera del settore Caccia e Pesca
della Provincia.
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COMMERCIO
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CITES: TORINO, SEQUESTRATE IN UN NEGOZIO OLTRE 70 TARTARUGHE ACQUATICHE
PROTETTE
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=4220
Denunciato il titolare dell?esercizio commerciale per violazione della
normativa internazionale sulle specie in via di estinzione
30 Agosto 2006 ? Gli uomini del Corpo forestale dello Stato, in particolare
quelli del servizio CITES del Comando Regionale di Torino e quelli del
Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale in servizio presso il
Coordinamento Provinciale di Torino, hanno sequestrato 77 tartarughe
acquatiche in un esercizio commerciale del capoluogo piemontese. Il titolare
del negozio, specializzato nella vendita di attrezzature per acquari e di
animali (in particolare pesci e tartarughe), è stato segnalato all?Autorità
Giudiziaria competente. L. R. di 51 anni aveva messo in vendita le
tartarughe acquatiche appartenenti alla specie Trachemys scripta elegans
detta anche ?tartaruga dalle orecchie rosse? per la caratteristica macchia
che reca dietro al timpano. La specie, originaria del Nord America, è
tutelata dalla Convenzione di Washington che ne vieta il commercio o anche
semplicemente l?esposizione al pubblico per fini commerciali. L?esecuzione
del sequestro è stata disposta dalla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Prato.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it