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L'ALANO WOOF TORNA A CASA DOPO 8 MESI DI "PRIGIONIA" IN AFRICA



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L'ALANO WOOF TORNA A CASA DOPO 8 MESI DI "PRIGIONIA" IN AFRICA =
(AGI) - Roma, 23 set. - E' rimasto otto mesi solo in Africa, lontano dal suo padrone, prigioniero della burocrazia. Fino a stanotte, quando un volo proveniente dall'Eritrea, lo ha riportato a casa: per la felicita' di chi, per riaverlo con se', non ha esitato a "smuovere" il Campidoglio, l'ambasciata italiana e la Farnesina.
Woof, l'alano protagonista di questa storia, e' molto piu' di un cane per Maurizio Angioli, che lo ha visto nascere circa sei anni fa, in Kenya: "siamo sempre stati insieme, uniti per la pelle - spiega - l'unica famiglia per entrambi". Dopo averlo riportato in Italia, Angioli ha una nuova proposta di lavoro in Eritrea e torna a fare le valigie. Accompagnato, naturalmente, dal fido Woof.
I guai, imprevisti, arrivano sei mesi piu' tardi, quando tra la societa' dell'uomo e il governo locale sorgono dei problemi: bollato come "persona non gradita", Angioli e' costretto a lasciare il Paese, senza avere nemmeno il tempo di andare a prendere Woof. Prova a recuperarlo con la mediazione della nostra ambasciata, ma a complicare il tutto provvedono le vaccinazioni dell'animale in scadenza, il fatto che manchi di microchip e l'assenza di veterinari disposti ad accompagnarlo.
Angioli capisce che la situazione rischia di precipitare: Woof, che e' un esemplare di grossa taglia (pesa 65 chili), soffre il caldo, con temperature prossime ai 45 gradi all'ombra, e l'amico che l'accudisce sta per lasciare lui stesso il Paese, senza poterlo affidare a nessuno.
Da qui l'idea di un appello web, che le associazioni animaliste fanno rimbalzare in Italia: "Dall'ambasciata mi ripetono che 'e' solo un cane' - scrive Angioli - che non c'e' tempo neppure per andare a vedere come sta: ma Woof ha i giorni contati, bisogna fare presto". La richiesta d'aiuto arriva sul tavolo di Monica Cirinna', la delegata ai diritti degli animali del Comune di Roma, che prende a cuore il caso coinvolgendo i ministeri degli Esteri e della Salute, l'ambasciata all'Asmara, i servizi veterinari dell'aeroporto di Fiumicino. Risultato: l'odissea di Woof si e' conclusa intorno alle quattro di questa notte al "Leonardo da Vinci": il quadrupede, a quanto si apprende, e' in buone condizioni e si trova ora negli uffici veterinari della cargo-city dello scalo romano per le visite di rito.
"Per noi e' stata una grande vittoria - assicura Cirinna' -, la situazione che mi si e' prospettata, appena ho risposto all'appello, era davvero complicata tra problemi diplomatici, debiti pregressi, attriti per vicende passate". Superato brillantemente anche l'ultimo degli ostacoli: la mancanza di una gabbia abbastanza grande per il trasporto... (AGI) Bas 231241 SET 06

ANIMALI: GIUNTO A ROMA ALANO WOOF
(ANSA) - ROMA, 23 set - Sembra finalmente conclusa l'odissea di Woof, l'alano di circa sei anni rimasto bloccato da solo per oltre otto mesi in Eritrea. Il cane e' infatti giunto alle quattro di questa notte all' aeroporto di Fiumicino con un volo proveniente dall' Eritrea. A quanto si e' appreso, l'alano e' in buone condizioni di salute e si trova ora negli uffici veterinari della cargo-city dello scalo romano per le necessarie visite. (SEGUE).


ANIMALI: GIUNTO A ROMA ALANO WOOF (2)
(ANSA) - ROMA, 23 set - Il cane Woof, l'alano bloccato da mesi in Africa, e' finalmente libero. Dopo l'appello lanciato da un cittadino romano, Maurizio Angioli, che si era visto rifiutare il rientro del proprio cane dall' Eritrea, paese dove lavorava, la delegata ai diritti degli animali di Roma, Monica Cirinna', ha preso a cuore il caso, coinvolgendo i ministeri degli Esteri e della Salute, l'ambasciata italiana a L'Asmara, i servizi veterinari dell' aeroporto di Fiumicino e molte altre persone volenterose.
'Alla fine ce l'abbiamo fatta, e' stata una grande vittoria, anche perche' quel cane ha sofferto fin troppo per tutti questi mesi - commenta Monica Cirinna', consigliare delegata ai diritti degli animali del Comune di Roma - la situazione che mi si e' prospettata, appena ho risposto all' appello del proprietario, era davvero complicata tra problemi diplomatici, debiti pregressi, attriti per vicende passate, tutte situazioni incancrenite che nel tempo avevano peggiorato la situazione dell' alano, le cui vaccinazioni erano persino scadute'.
Il cane e' un bellissimo alano di circa sei anni, nato in Kenya, oggi un gigante di 65 chilogrammi di peso. Sin dalla nascita e' stato con il suo 'papa' umano' di Roma, Maurizio Angioli, che l'ha portato con se' in Italia e successivamente in Eritrea, dopo una proposta di lavoro. A sei mesi dall' arrivo, pero', sono sorti problemi tra la societa' di Angioli e il governo locale. Il proprietario dunque ha dovuto necessariamente lasciare il Paese senza neanche avere la possibilita' di tornare a prendersi l'animale. Nel frattempo, il rischio per il cane era che le vaccinazioni scadessero: l'assenza di microchip e la grandezza eccessiva della gabbia per l'eventuale trasporto rischiavano di far saltare il rientro in Italia.
'Questa storia, come quella del dalmata Otik bloccato all' aeroporto di Pechino e poi liberato - spiega la Cirinna' - deve essere un monito per tutti quelli che viaggiano per lavoro portandosi il cane'. (ANSA).

Y17-DO/FV 23-SET-06 10:22 NNNN