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DE LILLO (FI): "PREVENIRE RANDAGISMO IN AREE PROTETTE"



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Omniroma-ANIMALI, DE LILLO (FI): "PREVENIRE RANDAGISMO IN AREE PROTETTE"

(OMNIROMA) Roma, 28 set - "Salvaguardare i diritti degli animali
significa intervenire su sanità e sicurezza delle strade e
dunque produce un vantaggio per tutta la collettività. La forte
presenza di aree naturali protette limitrofe all'abitato, un
fatto in sé positivo soprattutto per un'area urbana come quella
di Roma che ne è beneficamente circondata, sta diventando però
teatro di un fenomeno paradossale di forte impatto sugli
equilibri biologici delle aree stesse e sulla sanità e sicurezza
pubblica: l'aumento di episodi di abbandono di animali
domestici, causa primaria di un sempre più diffuso randagismo".
Lo afferma Stefano De Lillo (Fi), membro dell'Ufficio di
presidenza del Consiglio regionale del lazio. "Ciò accade -
continua De Lillo - perché tali aree sono spesso ritenute
isolate e prive di controllo, cosicché i proprietari che
abbandonano i propri animali pensano di poter rimanere impuniti.
Il risultato è che in queste aree il randagismo è sempre più
dilagante: ad essere abbandonati sono cani e gatti singoli ma
anche intere cucciolate. L'aumento del randagismo nelle aree
naturali protette è dannoso per l'ecosistema, per gli animali
selvatici, per quelli domestici abbandonati, per le persone che
vivono o lavorano nelle aree protette o nelle loro vicinanze,
per gli ospiti delle aree stesse. È indispensabile pertanto
porre rimedio a questa situazione con una sorveglianza specifica
in tali aree, diretta proprio al controllo del randagismo e
degli adempimenti dei proprietari di razze di cani indicate
dalla legge regionale esistente come animali pericolosi e alla
verifica di tutte le forme di tutela degli animali previste
dalla legge nazionale 189 del 2004. Per questo abbiamo
presentato una proposta di legge che prevede che per la
vigilanza e l'osservanza delle disposizioni della legge
regionale contro il randagismo anche all'interno della aree
naturali protette della regione lazio possano essere impiegati
anche i guardaparco degli Enti Parco della regione lazio e le
guardie zoofile volontarie dei Comuni. Recependo lo spirito
della legge esistente, che attribuisce ai guardaparco le
funzioni di Polizia giudiziaria all'interno delle aree naturali
protette, al personale addetto alla sorveglianza viene con
questa proposta di legge attribuita la qualifica di agente di
polizia giudiziaria, nei limiti delle competenze e del servizio
cui è destinato. Svolgendosi all'interno delle aree naturali
protette, questo servizio dovrà essere reso disponibile anche
per la repressione ed il controllo del randagismo".
red


281329 set 06

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