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Ancora sul nuovo macello di Genova



Dal Secolo XIX di oggi:

Riapre Ca' De Pitta c'è anche il ristorante
macelli Nuovo impianto supertecnologico da 8 milioni di euro
Non sarà solo un macello, non sia mai detto. Sarà questo e molto altro, un
caso pilota per tutta l'Italia. Si tratta dell'impianto di macellazione di
Cà de Pitta, in piazzale Bligny, che sarà inaugurato domani, a distanza di 5
anni da quel tragico incendio che ne decretò l'improvvisa chiusura. Si può
dire che sia risorto dalle sue ceneri, attestandosi come primo caso italiano
di gestione privata, da parte del consorzio "Mercato Cà de Pitta", di una
struttura pubblica (il resto degli impianti di macellazione italiani,
infatti, sono a gestione pubblica). Oltre alla macellazione, è prevista
un'attività di logistica per il pesce, e un servizio di trasformazione delle
carni. Non solo, presto vicino ai Macelli sorgerà un ristorante dove si
potrà gustare la carne appena lavorata. L'operazione ha avuto un costo di 8
milioni di euro, finanziati dal consorzio "Mercato Ca' de Pitta", guidato da
Luigi Ballauri e composto da Coop Casmag, Centro Carni Genova, Tigullio
Carni, Cà de Pitta logistica e Agrocov, per un totale di 150 addetti tra
diretti e indotto. È il primo impianto in Liguria a rispondere ai requisiti
tecnologici e igienici richiesti dall'Unione Eruropea. Il consorzio nel 2000
aveva già sottoscritto una convenzione trentennale con il comune per il
servizio di mercato all'ingrosso, in cambio della realizzazione di un piano
di sviluppo e un intervento di recupero. Tra le innovazioni del nuovo
impianto c'è una gabbia in grado di roteare di 180 gradi, adatta alla
macellazione con rito islamico e kasher. Si partirà con un ciclo di 3
macellazioni settimanali di circa 150 capi, per arrivare nel giro di pochi
anni a 350/400 capi settimanali, che corrispondono ad un fatturato mensile
di 140.000 euro:« Il nostro obiettivo -spiega Luigi Ballauri- è quello di
diventare il polo di macellazione non soltanto della Liguria, ma a servizio
di un bacino di utenza molto più vasto. Mi hanno già contattato piccoli
imprenditori delle regioni limitrofe, che in questi anni, a causa della
chiusura di Cà de Pitta, hanno affrontato costi notevoli di macellazione, un
20-30% in più rispetto a quando venivano qui».
L'assessore comunale allo sviluppo economico Mario Margini ha sottolineato
l'importanza di questo impianto logistico per il commercio genovese: «La
convenzione stipulata dal consorzio con il comune di Genova, oltre a
prevedere maggiori introiti per l'amministrazione rispetto al passato,
comporta una trasformazione delle caratteristiche del ruolo del mercato.
Questo impianto, insieme al mercato di Bolzaneto e al mercato ittico,
consentirà l'abbassamento dei prezzi e migliorerà l'intero sistema di
distribuzione all'ingrosso». I lavori di ristrutturazione sono iniziati lo
scorso gennaio, e hanno creato ambienti perfettamente conformi alle vigenti
normative europee per ciò che concerne il rispetto della qualità e l'igiene
degli alimenti. L'intervento ha utilizzato le strutture esistenti proprio
per evitare la demolizione, adeguandole alle moderne tecniche dei processi
di macellazione. La catena di produzione è controllata e regolata da un
sistema informatizzato che consente, in ogni momento, la verifica della
posizione esatta di ogni mezzena (ciascuna delle due parti in cui viene
diviso il bovino macellato). L'idea del ristorante ricalca quello che è
avvenuto a Roma per molto tempo, dove intorno al mercato generale sono nati
ristoranti ancora oggi esistenti e molto apprezzati. L'idea è quella di
creare un punto agroalimentare capace di attirare anche il turismo, e la
soluzione potrebbe essere proposta anche per il mercato di Bolzaneto e il
mercato ittico.
Domani all'inaugurazione un gruppo della L.a.v, la Lega Antivivisezione,
sarà presente per protestare contro l'apertura dei macelli.
Angelica Giambelluca

26/10/2006