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NEWS: Giornali Internet 26/10/06



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CACCIA
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PERTICA ALTA. Bracconieri denunciati
Sparano a un daino Presi padre e figlio
http://www.bresciaoggi.it/storico/20061026/Provincia/Bad.htm
Due uomini, padre e figlio, sono stati denunciati ieri a Pertica Alta per
violazione della legge sull?attività venatoria e detenzione illegale di
armi, mentre continuano le ricerche del terzo responsabile sfuggito alla
cattura.
Durante un controllo venatorio nell?ambito dell?«Operazione Pettirosso
2006», gli agenti forestali del Nucleo operativo antibracconaggio hanno
sorpreso tre persone mentre uccidevano illegalmente un daino di 3-4 anni, in
un bosco in località Zovo, nel comune di Pertica Alta.
Gli agenti che hanno assistito all?episodio hanno cercato di fermare i tre
uomini, ma due di loro sono riusciti a fuggire mentre il terzo, di appena 21
anni, è stato bloccato. Vedendosi in trappola, il ragazzo ha brandito un
coltello da caccia contro i Forestali, che lo hanno immobilizzato e
ammanettato dopo una colluttazione.
Gli agenti hanno poi perquisito una cascina poco distante dal luogo dell?
uccisione dell?animale, dove si nascondeva uno dei due uomini sfuggiti alla
cattura, successivamente identificato come il padre del ragazzo. Nella
struttura sono stati trovati anche 7 fucili e oltre 2000 cartucce, tra cui
alcune di calibro 9mm Flobert, ritenute illegali per la caccia al daino,
anche se non è stata rinvenuta l?arma idonea a tali munizioni.
Sia il padre che il figlio sono stati denunciati per violazione della legge
sull?attività venatoria, detenzione di armi in luogo diverso da quello
denunciato, oltre che per false generalità. Inoltre, il ragazzo è stato
anche denunciato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
Sono attualmente in corso gli accertamenti per ritrovare l?arma inquisita,
oltre che per identificare il terzo bracconiere.
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Regione: aperta caccia nelle zone a protezione speciale
http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=31171
Caccia nuovamente consentita, da oggi, nelle Zps, le Zone di protezione
speciale della Liguria. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti
annullato la 'sospensiva' emessa sabato scorso con la quale si bloccava, di
fatto, una delibera della giunta regionale del 17 ottobre scorso che
consentiva temporaneamente l?attività venatoria in queste aree.
Sono quindi di nuovo operative le disposizioni emanate dalla Regione Liguria
che regolamentano la caccia nelle Zps che in Liguria sono sette, una tra il
Genovesato e il Savonese, tra il Beigua e il Turchino e sei nell?Imperiese.
Spiega l?assessore regionale competente, Giancarlo Cassini (nella foto): ?La
decisione assunta oggi dal Tar Liguria legittima le scelte dell?
amministrazione regionale nel fare chiarezza in una materia difficile e al
centro di accesi dibattiti e confronti e rafforza il disegno di legge che
verrà discusso nella prossima seduta del Consiglio Regionale". La libera
caccia nelle aree Zps sarà consentita fino al 31 dicembre, dopodiché si
potrà effettuare attività venatoria di appostamento per due giorni alla
settimana e la caccia agli ungulati. A. Gu
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Atc, la Provincia pensa di azzerarli
Sale la tensione nel mondo venatorio dopo l?intesa con il 4A3 firmata da
palazzo Celio
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3125408&Luogo
=Rovigo&Pagina=ROVIGO
Più che un colpo di spugna sarà un terremoto.
La Provincia ha in mente di azzerare le iscrizioni agli atc. Un
provvedimento drastico che si vorrebbe circoscritto al solo ambito
territoriale di caccia bassopolesano ma che già è stato chiesto anche per
l'atc 4A1 Polesine occidentale.
L'intento è chiaro e più volte annunciato: stroncare il fenomeno dei
proprietari fittizi che grazie alla titolarità su appezzamenti di terreno di
qualsiasi estensione anche minima (bastano poche centinaia di metri
quadrati) o addirittura con un diritto reale in compartecipazione con altri
soci, riescono ad accaparrarsi la prelazione venatoria nel Delta con il
corollario di vantaggi che ciò comporta, su tutti la caccia in "botte".
Spesso si tratta di cacciatori non residenti nel 4A3, a volte anche non
polesani. Una situazione considerata intollerabile da parte dei vertici
dell'atc del Delta, costretto a escludere ogni anno un centinaio di
richiedenti bassopolesani o di altri atc provinciali per far posto a questo
tipo di proprietari terrieri.
La stretta finale era arrivata a poche ore dall'inizio della stagione
venatoria. L'atc deltizio aveva bloccato il rilascio dei tesserini venatori
ai cacciatori del 4A2, atc limitrofo che dà diritto di far domanda per
essere ammesso a cacciare nel 4A3, ricattando la giunta provinciale in modo
che fosse firmata, su proposta dell'assessore alle Risorse faunistiche Gino
Sandro Spinello, la delibera che la impegnava a portare in consiglio una
proposta di legge regionale di iniziativa provinciale per modificare la
legge 50 nella parte che regola il diritto di accesso all'attività
venatoria. Condizioni essenziali per l'assegnazione dei cacciatori al
territorio lagunare e vallivo diventerebbero la residenza nell'atc, la
proprietà o la conduzione di un fondo rustico nell'atc con una superficie
che garantisca la minima unità colturale, la residenza nei Comuni limitrofi
all'atc e da ultimo nella stessa provincia. Oltre a ciò palazzo Celio ha
concesso all'atc del Delta la possibilità per la stagione venatoria
2007-2008 di azzerare l'elenco dei soci e di riscriverlo con i criteri
descritti.
L'atto preliminare è però ora la raccolta di un parere legale inattaccabile
sotto il profilo giuridico circa lo status giuridico di proprietario
terriero. Pare che la scelta di uno studio legale diretto da un avvocato in
quota a Federcaccia abbia già fatto arricciare qualche naso. A cominciare da
quelli di Cacciatori veneti che infatti da anni sono ai ferri corti con i
vertici del 4A3. L'azzeramento degli iscritti a questo come ad altri atc
verrebbe considerato alla stregua di una pugnalata visto che tra le fila
dell'associazione figurano diversi soci che finirebbero penalizzati dalla
revisione proposta. Sotto traccia il vero bersaglio dell'iniziativa di
riforma delle iscrizioni - che tra l'altro se allargato a tutta la
provincia, costringerebbe quasi tremila cacciatori a ripagare la quota al
proprio atc - sono proprietari terrieri come l'europarlamentare Sergio
Berlato il quale però probabilmente sfuggirebbe al ripulisti in virtù dei
circa 4 ettari di terreno posseduti. Franco Pavan
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PORTOGRUARO
«Atti vandalici contro di noi» Preoccupati i cacciatori dell'Ambito 5A1
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3125676&Luogo
=Venezia&Pagina=PORTOGRUARESE
Portogruaro
(T.Inf.) "Ingiustificabili gli atti vandalici di alcuni cacciatori
estremisti contro i Comitati di gestione degli ambiti territoriali".
L'Ambito territoriale di caccia denominato 5A1 "Portogruaro" denuncia le
campagne diffamatorie e alcuni atti vandalici (carrozzerie rovinate, vetri
rotti, intimidazioni e minacce telefoniche) compiuti da ignoti alle
autovetture di esponenti del Comitato, in particolare del suo presidente,
Luciano Babbo. Il Comitato fa sapere che nei prossimi giorni saranno
informate le Autorità locali ed il Comando dei Carabinieri di Portogruaro e
di San Stino, dando mandato al presidente di esporre denuncia "contro questi
individui qualora venissero identificati". Secondo il Comitato gli atti
vandalici sarebbero da attribuire ad alcuni "gruppuscoli estremisti di
cacciatori", contrari sia alle ordinanze dei sindaci di Portogruaro, Caorle,
Musile, Jesolo e Fossalta di Piave, che hanno vietato la caccia nelle aree
di rispetto fino al 5 dicembre, che al parere negativo dei Comitati di
gestione sulla riduzione del numero degli ambiti. La discussione è nata,
infatti, a seguito della richiesta del Comitato, inoltrata alla Regione e
alla Provincia, di mantenere le aree di rispetto, contrariamente a quanto
affermava l'ordinanza dell'assessore regionale alla Caccia che consentiva
l'abbattimento immediato di lepri e fagiani riproduttori. Altro motivo di
discussione, la proposta dello stesso assessore e dalla gran parte delle
forze politiche di maggioranza di sostituire gli attuali cinque Ambiti di
Venezia con due di terra ed uno lagunare-vallivo, includendo anche Caorle a
Venezia, contrapposta a quella degli agricoltori, di alcuni esponenti
dell'opposizione e dagli stessi Atc, di mantenere gli attuali ambiti,
conservando la specificità del Veneto Orientale. "Facciamo appello - ha
detto il Comitato di gestione dell'ambito portogruarese - alla grandissima
maggioranza dei cacciatori onesti che nulla hanno da spartire con quegli
estremisti e con questi atti inqualificabili affinché vigilino al massimo
per scoprire e denunciare questi individui che operano nell'ombra facendo
solo danni al bene della nostra collettività e all'attività venatoria".
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Accolto il ricorso presentato dalla Lac e dagli ambientalisti
Caccia specie in deroga il Tar dà la sospensiva
Il 7 novembre discussione sul merito della legge lombarda
http://www.bresciaoggi.it/storico/20061026/cronaca/Bae.htm
Il Tribunale Amministrativo della Lombardia ha accolto i ricorsi presentati
dalla Lega per l'Abolizione della Caccia e da altre associazioni
ambientaliste contro le delibere regionali che avevano scatenato la caccia a
tre specie di uccelli (fringuello, peppola e storno) in deroga allo status
di protezione di cui godono a livello europeo.
Il 22 ottobre era iniziato l'abbattimento di questi migratori, mercoledì è
stato depositato il ricorso con richiesta di esame urgente e ieri è arrivata
la decisione di sospensiva.
Il Tar tornerà a discutere la questione il 7 novembre, fino ad allora salta
l'impianto costruito dalla Giunta Formigoni e realizzato dall?assessore alla
caccia e all?agricoltura Viviana Beccalossi.
La deroga era arrivata alla metà di ottobre. «Per procedere - afferma la
Beccalossi - abbiamo dovuto attendere la decadenza del decreto varato ad
agosto dal Consiglio dei Ministri che bloccava qualsiasi possibilità per le
Regioni di intervenire in materia».
I provvedimenti assunti dalla Giunta regionale per i cacciatori lombardi
consentivano, solo da appostamento fisso, il prelievo alle specie di
fringuello e peppola, mentre a tutti gli iscritti agli Ambiti territoriali
di caccia era possibile prelevare lo storno. «Decadendo il decreto De
Castro-Pecoraro Scanio - ricorda la vicepresidente Beccalossi - nelle Zone
di Protezione Speciale si è potuto tornare al regime precedente, ma ciò solo
in tre regioni, tra cui la Lombardia, che per prima ha provveduto a dotarsi
di proprie misure di conservazione.
Una scelta che era stata salutata positivamente anche da Guido Galperti
della Margherita e dal diessino Aldo Rebecchi, presidente regionale di
Arcicaccia. Al momento della deroga Rebecchi riconosceva che c?erano
concessioni al mondo ambientalista che potevano evitare uno scontro
frontale. La nuova sospensiva riapre il contenzioso e ripropone il braccio
di ferro tra cacciatori e alcune frange dell?ambientalismo. La decisione,
però, si avrà soltanto il 7 novembre, quando il tribunale regionale dovrà
entrare nel merito e quindi decidere se bocciare o confermare le norme
regionali.
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ANFIBI
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La Provincia difende i rospi «Non saranno soldi buttati» L'assessore Marco
Molgora e il tunnel da 45 mila euro per i «bufo bufo» «Se si fosse trattato
di tutelare cani e gatti ci sarebbero stati solo plausi»
http://www.laprovinciadilecco.it/online/online.asp?SiglaEdizione=LE&Sezione=
LECCO&Bassa=si&Pagina=19&IDNotizia=2168960
«Il rospidotto serve. Anzi è necessario per salvare una specie in via
d'estinzione come i «Bufo-bufo», senza dimenticare la sicurezza dei
volontari che ogni anno stanno in mezzo alla strada per aiutare i rospi ad
attraversare». Marco Molgora, assessore provinciale all'ecologia, difende a
spada tratta il progetto rospidotto, ma soprattutto la spesa di 45 mila euro
per realizzarlo. «Lo so che ci sono delle critiche velate o meno che siano
attorno a questo progetto. Lo so che si prende spunto per criticare
basandosi sui tagli che la Finanziaria ha fatto a vari enti - prosegue
l'assessore - Non dimentichiamo però che il progetto del rospidotto in zona
Melgone è fondamentale per la salvaguardia di una specie in via di
estinzione e per mantenere in vita l'ecosistema naturale». Il tunnel
sotterraneo attraverserà la Lariana, una sorta di galleria che permetterà ai
«Bufo-bufo», che a primavera scendono dalla montagna soprastante per
accoppiarsi e depositare le uova, di raggiungere la spiaggia senza essere
schiacciati. Resta il dubbio su come sarà possibile insegnargli la strada.
Si pensa comunque di realizzare una serie di percorsi protetti, o in
alternativa i volontari delle associazioni naturalistiche li raccoglieranno
e li porteranno all'ingresso della galleria. Un problema comunque
secondario, visto che ora quel che conta è riuscire a concretizzare il
progetto. «Il rospidotto lecchese è uno dei primi che si realizzano e nasce
da uno studio approfondito e mirato. Non si tratta di un'idea buttata lì -
prosegue Molgora -. Sono sicuro che se si fosse trattato di soldi per la
tutela di cani, gatti o cervi nessuno avrebbe detto nulla, anzi sarebbero
stati solo plausi. Non dimentichiamo che i «Bufo-bufo» sono una specie in
via d'estinzione e vanno tutelati». La scorsa primavera sono stati tra gli
otto e i novemila i rospi innamorati scesi nella zona dal Melgone. Non si sa
quanti piccoli siano nati da queste coppie, visto che è molto difficile
riuscire a conteggiare le uova che si schiudono e i mini rospetti che
attorno a luglio vedono la luce. Le coppie scendono, depongono le uova sui
sassi a fior d'acqua, poi tornano a casa nei boschi. I lavori di
realizzazione potrebbero già prendere il via il prossimo anno ed essere
pronti per il 2008. «Non dimentichiamo che i volontari rischiano di essere
investiti dalle auto - fa notare l'assessore provinciale ? il tunnel sarà
una sicurezza in più, non dovranno stare sulla Lariana con i secchi». La
luna di miele dei «Bufo-bufo» solitamente dura un paio di settimane, giusto
il tempo di scendere dal bosco, arrivare sul ciglio della Lariana, salire in
carrozza, ovvero nei secchielli dei volontari, e da lì correre verso la
spiaggia, dove depositeranno le uova. Qualche giorno di vacanza e poi di
nuovo a casa. Paola Sandionigi

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it