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Resoconto della manifestazione contro il nuovo macello di Genova



Dal Secolo XIX di oggi (e alcune note a margine):

Pomodori contro i macelli
animalisti Bersagliati i politici presenti all'inaugurazione. «No al rito
musulmano, fa soffrire le bestie»
Pomodori contro Giuseppe Pericu, Claudio Montaldo e Mario Margini. È stata
questa la giornata inaugurale dei macelli di Ca' De Pitta, dove si sono
riuniti decine di ambientalisti che hanno protestato lanciando salsa di
pomodoro al sindaco, all'assessore regionale alla sanità e all'assessore
comunale allo sviluppo economico, invitati per l'occasione. La scelta della
salsa è dovuta evidentemente al colore, che ricorda il sangue delle bestie
macellate. Infatti la protesta riguardava, da una parte, la macellazione in
generale e, dall'altra, il metodo della macellazione islamica ed ebraica,
possibile nella struttura grazie alla presenza di una gabbia destinata a
questo scopo. Questo metodo prevede lo sgozzamento degli animali svegli,
(mentre il metodo occidentale richiede il preventivo stordimento
dell'animale), per procurargli un'emorragia e un conseguente stato
confusionale, prima dell'uccisione. Tra i manifestanti erano presenti gli
attivisti della Lav, la lega antivivisezione, che si sono però dissociati
dal lancio della salsa, altri gruppi di animalisti e i Verdi, guidati dal
capogruppo in consiglio regionale Cristina Morelli. «Non possiamo opporci
alla macellazione - ha detto la Morelli - ma non era neanche il caso di
festeggiare l'apertura di un luogo di morte. E siamo inoltre contro la
macellazione rituale, una pratica atroce che provoca grandi sofferenze per
le bestie». La Lav, contesta non solo il metodo rituale, ma il concetto
stesso di macellazione, perché«Chi ama gli animali non li mangia - chiosa
Daniela Filippi, della Lav - ma se proprio la società non può farne a meno,
facciamo soffrire il meno possibile queste bestie». La necessità dello
stordimento è stata sottolineata anche da Gianni Plinio, capogruppo di
Alleanza Nazionale della Regione Liguria, che ha presentato un'interpellanza
all'assessore alla sanità Claudio Montaldo per chiedere se tutti gli
impianti in Liguria, compreso Ca' de Pitta, prevedano lo stordimento prima
di qualsiasi tipo di macellazione. Luigi Ballauti, presidente del consorzio
Mercato Ca' De Pitta, replica le accuse cercando di smorzare sul nascere le
proteste degli animalisti: «Siamo attrezzati per la macellazione rituale, ma
per attivarla dobbiamo ancora richiedere le autorizzazioni ministeriali
necessarie. Anche io rispetto gli animali e quindi, se in futuro useremo il
metodo rituale, farò in modo che ciò avvenga con il preventivo stordimento».
Angelica Giambelluca

28/10/2006

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La manifestazione è durata circa due ore, approssimativamente dalle 10.30
alle 12.30.

Non saprei dire con certezza se la capogruppo regionale dei verdi fosse
presente da qualche parte, certo tra i manifestanti non si è proprio vista,
né è stata notata in alcun filmato visto sulle tv locali; c'era invece un
impiegato del partito, senza peraltro bandiere o segni distintivi.

La sola persona che ha schizzato un pò di salsa (molto meno di quanto
parrebbe dal giornale) era arrivata alla manifestazione assieme a chi poi ne
ha preso le distanze...

Un animalista è stato fermato per essere identificato e poi pochissimo dopo
rilasciato; credo che in precedenza la stessa cosa fosse successa ad una
ragazza molto giovane, ma in quel momento c'era un pò di confusione e non
posso dirlo con sicurezza.

Un gentiluomo uscito dai macelli e contestato per la sua attività ha perso
le staffe e pare abbia assestato un cazzotto ad una persona che però era un
appartenente alle forze dell'ordine in borghese, che non ha apprezzato tale
modo di esprimere il proprio dissenso dalla manifestazione; si è quindi
creato un pò di parapiglia ma la cosa si è poi chiusa senza ulteriori
strascichi.

La presenza di attivisti è stata ragionevolmente buona (una trentina di
persone) tenuto conto dello stato del movimento animalista.

I media (e non solo loro) hanno posto eccessiva attenzione alla macellazione
rituale, mentre la contestazione era ovviamente relativa alla macellazione
in ogni sua forma.  D'altronde tra i manifestanti c'era una persona (per
fortuna una sola) che rivendicava il suo "diritto" di mangiarsi una buona
bistecca, e si limitava a contestare la sola macellazione rituale, e caso ha
voluto che Rai 3 intervistasse proprio quella persona (per fortuna il
servizio sulla manifestazione non ha poi compreso l'intervista).

A. A.