[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 31/10/06



======
CACCIA
======
Caccia, via libera per i roccoli
http://www.eco.bg.it/EcoOnLine/CRONACA/2006/10/30_caccia.shtml
Via libera all?attività dei 22 roccoli autorizzati nelle Valli bergamasche
dalla Giunta provinciale. Lo ha stabilito definitivamente, con sentenza
nella tarda serata di venerdì 27 ottobre, il Tar della Lombardia,
respingendo la domanda cautelare di sospensiva, presentata dalla Lac, Lega
abolizione caccia.
L?associazione si era rivolta al Tar per chiedere l?annullamento dei
provvedimenti emanati dalle Province lombarde, con i quali recepivano la
legge regionale che autorizzava nella nostra provincia l?attivazione di 22
roccoli e una prodina e, all?interno del territorio regionale, di 54 roccoli
e 3 prodine. La sentenza del Tar è stata accolta con soddisfazione dai
titolari degli impianti di cattura e dai 4.500 capannisti bergamaschi che
hanno scelto in via esclusiva di praticare la forma di caccia più
tradizionale nelle valli bergamasche e in quelle bresciane.
La vigilanza sull?attività dei roccoli è costantemente tenuta sotto
osservazione, attraverso minuziose procedure di controllo, messe in atto dal
Corpo di polizia provinciale e dal Corpo forestale dello Stato. L?operato
delle Province, non ponendosi in contrasto con la normativa nazionale e
regionale, giustifica il proseguimento fino al 31 dicembre dei roccoli.
Il passo migratorio, tuttavia, è fermo. L?alta pressione associata a
temperature tardo-estive anziché autunnali, ha bloccato il transito dei
migratori boreali: tordi sasselli e cesene. I carnieri dei capannisti sono
piuttosto magri in questi giorni e le reti dei roccoli vuote, almeno fino a
quando il freddo vento di tramontana farà rimettere in viaggio verso zone
calde il popolo migratorio di tordi, cesene e peppole.
-----
Ambiente - lunedì 30 ottobre 2006 - 12:41
Caccia in deroga allo storno sospesa nel ternano
http://www.orvietonews.it/index.php?page=notizie&id=12551&data=1162208460
E' una 'prima vittoria del WWF contro la caccia in deroga', la caccia alle
specie protetta che era stata autorizzata da delibera della giunta
provinciale, in deroga alle normative europee. Il TAR del Lazio, sezione
seconda quater, a seguito di ricorso della LAC e del WWF contro la Provincia
di Terni e la Regione Umbria, con ordinanza n. 5799 del 24 ottobre 2006 ha
infatti sospeso la caccia in deroga allo storno nella Provincia di Terni
limitatamente al luogo di prelievo "oliveti", in quanto nei vigneti il
provvedimento ha ormai avuto esecuzione.
Per la continua violazione delle norme europee, la UE ha aperto da tempo una
procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per non aver rispettato le
relative misure di salvaguardia e tutela nei siti della Rete Natura 2000 di
cui alla Direttiva 92/43/CEE, vale a dire le Zone di Protezione Speciale
(ZPS) e le Zone Speciali di Conservazione (ZSC, ovvero i Siti di Importanza
Comunitaria, SIC). Si attende ora l'esito dell'altro ricorso in cui il WWF
chiede che venga abrogato il provvedimento che consente ai cacciatori di
effettuare l'attivita venatoria per cinque giorni alla settimana nei mesi di
Ottobre e Novembre.
"Chiediamo che le eventuali multe europee - ha aggiunto Gianni Ricciutelli
della sezione ternana del WWF - e la riduzione dei fondi all'agricoltura
legati al mancato rispetto delle normative siano pagate dai nostri dirigenti
politici (regionali e provinciali) che pur di far piacere alla loby dei
cacciatori concedono di cacciare anche specie protette".
-----
PONTEDILEGNO. Al Cfp un corso per gli aspiranti «controllori» faunistici
Cervi, «prelievo» selettivo
«Solo abbattimenti mirati: impensabile la caccia agli ungulati»
http://www.bresciaoggi.it/storico/20061031/Provincia/Eab.htm
Al Cfp di Pontedilegno si è svolto recentemente il corso di secondo livello
per la gestione e il prelievo selettivo del cervo.
L?iniziativa era promossa dall?assessorato alla caccia della provincia di
Brescia e dal Parco nazionale dello Stelvio, col patrocinio del Centro di
formazione faunistico Alpe Rosello, realtà questa voluta qualche anno fa
dall?assessore Alessandro Sala e realizzata sui monti di Esine, dove
«allievi» e visitatori hanno tra l?altro la possibilità di ammirare numerosi
esemplari di cervi e caprioli, reintrodotti nell?area protetta.
Il seminario ha registrato la presenza di una trentina di persone e che ha
visto qualificati relatori illustrare in aula la vita, le abitudini e la
consistenza sull?arco alpino del re degli ungulati.
Oltre alla teoria ha previsto anche una intensa giornata di pratica in
ambiente in Val Venosta, ed è servito per formare la figura dei cosiddetti
«selecontrollori», ovvero operatori altamente qualificati in grado di
prestarsi alla realizzazione di tutte le complesse attività di una gestione
biologicamente, tecnicamente ed eticamente corretta ed integrata. Il che
presuppone indagini e miglioramenti ambientali, censimenti e valutazioni
qualitative della popolazione.
Spetta a queste figure decidere, qualora se ne riscontrasse la necessità, di
avviare in un determinato territorio il prelievo selettivo degli animali in
esubero.
«Un corso che sicuramente ha dato qualcosa in più, soprattutto informazioni
e nozioni pratiche in più - puntualizza Fulvio Ponti, direttore del Centro
formativo Alpe Rosello - che dovrebbero servire agli allievi, quasi tutti
cacciatori di vecchia data, a capire meglio come si può gestire
correttamente un territorio e come si può fare il prelievo selettivo».
Ci sono diverse aree della Vallecamonica, su tutte l?oasi di ripopolamento e
cattura del Turicla di Edolo, ma anche la porzione di parco dello Stelvio
che ricade nei comuni di Vezza d?Oglio, Vione, Temù e Ponte di Legno, dove
gli ungulati e in particolare i cervi sono numerosi.
Da tempo i coltivatori della zona (ai quali gli animali spesso danneggiano
gli appezzamenti di terreno coltivati) e i cacciatori (ma della stessa
opinione sono anche diversi esperti faunistici) vanno sostenendo che sarebbe
opportuno procedere a un prelievo selettivo, come è stato fatto in altre
zone d?Italia, anche e soprattutto per evitare la diffusione nei branchi di
possibili epidemie.
«Senza ombra di dubbio prima o poi bisognerà intervenire in determinate aree
con un prelievo che però sia un prelievo ragionato - sostiene Fulvio Ponti-,
con una impostazione mentale di servizio e di gestione, non certo di caccia
fatta per sport e divertimento: questo è un altro tipo di ragionamento che
nel nostro caso non è accettabile. Stiamo parlando di ungulati: animali
preziosi - conclude l'esperto- e di un ambiente che va tutelato anche e
soprattutto con una impostazione corretta nei prelievi». Lino Febbrari

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it