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NEWS: Giornali Internet 26/11/06



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CACCIA
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Grecia: 5 cacciatori trovati morti
http://it.news.yahoo.com/26112006/2/grecia-5-cacciatori-trovati-morti.html
(ANSA) - ATENE,26 NOV - Cinque cacciatori sono stati trovati morti in
nottata in un villaggio nei presi di Agrino, nella Grecia centrale . Lo ha
reso noto la polizia. Il fatto, senza precedenti, e' avvolto nel mistero e
gli inquirenti sinora non hanno raccolto elementi significativi per
risolverlo. I cinque, due fratelli, due cugini e un loro amico, presentavano
sul corpo ferite di arma da fuoco. Tutti originari della regione, ieri
mattina erano andati a caccia armati di carabina ma non hanno fatto ritorno
a casa.
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Caccia con i visori notturni alle doppiette fuorilegge
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3167106&Pagina=3
(F.P.) Grazie ai visori notturni, sequestrati richiami elettroacustici e
fucili a cinque cacciatori con due denunce di reato finite in procura.
Un'operazione coordinata della Polizia provinciale che ha impegnato fin
dalla notte precedente 9 uomini e tre natanti ha portato ieri, poco prima
dell'alba, all'individuazione di due appostamenti in Busiura, valle attigua
a Barbamarco nella zona di Boccasette, dalla quale risuanavano i richiami
elettroacustici vietati dalla legge. L'intervento, pianificato da oltre un
mese e particolarmente difficoltoso per l'impossibilità di avvicinarsi agli
appostamenti senza essere scorti in anticipo dai cacciatori, ha richiesto
l'impiego di barche anonime e di visori notturni, con i quali i vigili hanno
tenuto sotto controllo i movimenti in zona. I cacciatori individuati e
multati confidavano sul fatto che per arrivare ai loro appostamenti
occorreva attraversa spazi liberi o comunque nei quali erano all'opera loro
colleghi che avrebbero potuto lanciare l'allarme. Invece l'azione coordinata
dal capopattuglia rimasto sull'argine della Busiura, ha consentito di
smascherarli in flagranza di reato. In tutto sono finiti sotto sequestro tre
richiami e cinque trombe, oltre a cinque fucili di cui uno senza limitatore
per poter sparare più dei tre colpi consentiti. Tre cacciatori erano di
Porto Tolle e due da fuori provincia.
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Rinvenute da passanti nei boschi di Lodi e Codogno erano state recuperate
dalla polizia provinciale
La poiana ferita ritrova l?azzurro
Liberati ieri tre uccelli rapaci colpiti dai bracconieri
http://edicola.ilcittadino.it/edicola/Articoli/2006/11/25/CL01-p.asp?Data=25
/11/2006&Pagina=37
Una poiana viene lanciata nell?azzurro. Apre le ali e come se non fosse
stata in voliera per un mese si libera alta nell?aria, perlustrando a
cerchio il cielo del bosco di Castelleone. Le cornacchie inseguono
gracchiando la nuova arrivata. L?altra poiana, invece, posata a terra,
guarda l?operatrice che l?ha accudita per giorni. Poi si decide, apre le ali
e se ne va. I due uccelli ieri mattina sono stati liberati dalle gabbie del
Centro recupero animali selvatici di cascina Stella, gestito dal Wwf, nella
persona di Bassano Riboni. Le due poiane erano finite sotto i colpi dei
fucili, all?apertura della caccia. Due passanti le avevano ritrovate con le
ali fratturate nei boschi di Lodi e Codogno e, affidate alla polizia
provinciale di Lodi, erano state portate nel centro di Castelleone. Per
farle guarire è stato necessario sottoporle a un intervento chirurgico.
«Avevano una frattura scomposta - spiega Riboni -. Il chirurgo ha messo loro
un fibulo per riallineare l?osso e facilitarne la saldatura». Da come hanno
aperto le ali ieri è stato subito chiaro che la guarigione era perfetta. Ad
assistere al volo dei due uccelli, liberati dall?operatrice Mariangela
Mazzini, c?erano l?assessore all?ecologia della provincia di Lodi Antonio
Bagnaschi, la responsabile della sezione lodigiana del Wwf Loredana Migliore
e Valerio Ferrari, capo servizio ufficio ambiente della provincia di
Cremona. «La presenza di rapaci sul nostro territorio - commenta Bagnaschi -
costituisce un segnale di buona salute per l?ecosistema che, nonostante l?
antropizzazione dell?ambiente, mantiene caratteristiche di pregio dovute
proprio alla presenza di predatori selvatici al vertice della catena
alimentare. La liberazione dei tre rapaci (insieme alle poiane anche un
gheppio proveniente dalla Germania e ritrovato nel Cremonese, ndr) ci
permette di sottolineare l?importanza del Wwf e del Cras: una struttura
efficiente con personale altamente qualificato che ha numeri in crescita. L?
aumento dei ricoveri significa che è cresciuta la sensibilità dei cittadini
rispetto al ritrovamento di animali feriti che, a differenza del passato,
vengono consegnati alle cure riabilitative del centro. Abbiamo un protocollo
d?intesa con cascina Stella che viene rinnovato periodicamente» e che nel
2005 ha portato al versamento di un contributo di 10 mila euro. Sono tra i
150 e i 200 gli animali che arrivano annualmente al Cras del Lodigiano.
Nella sala degenza, in questi giorni, sono ricoverati una tartaruga europea,
ritrovata nella piazza di Lodi con il carapace schiacciato e pieno di vermi,
uno sparviere con l?ala rotta e un serpente costrittore rinvenuto in un
giardino pubblico del Lodigiano. Con la collaborazione della provincia,
butta lì Riboni, «si potrebbe allestire anche un centro visite didattico
degli animali ritrovati».Cristina Vercellone
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ALLEVAMENTO
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GRANCONA Il sindaco Mondardo emette un?ordinanza dopo che in un allevamento
in località Calto erano stati segnalati due casi di peste suina
«Maiali infetti». Abbattuti diciannove capi
«Un atto dovuto dopo gli esiti di un?indagine dell?Ulss relativa ad animali
provenienti dal Bresciano. Ma non bisogna fare allarmismo»
Grancona
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3167477&Pagina=PROVINCIA
Peste Suina: è questo il nome sinistro che echeggia nelle ultime ore fra gli
operatori economici del mondo agricolo vicentino. Al di là delle opportune
misure di prevenzione, però, le autorità tendono a smorzare ogni allarme,
riportando l'attenzione generale entro i binari della reale portata
dell'episodio che ha fatto alzare il livello di preoccupazione. La vicenda
riguarda il territorio del comune di Grancona, dove il sindaco Antonio
Mondardo ha provveduto ad emettere una "ordinanza di sequestro di suini
infetti" di proprietà di un allevamento in località Calto. Il primo
cittadino di Grancona ha agito con prontezza, appena venuto a conoscenza
delle risultanze di un'indagine che sta effettuando l'Unità sanitaria locale
ovest vicentino. «Si è trattato, da parte mia, di un atto dovuto - spiega il
sindaco Mondardo - che in realtà è già avvenuto nei giorni scorsi, quando mi
è stato notificato l'esito dell'indagine compiute dalle autorità sanitarie
locali su alcuni suini giunti a Grancona da un allevamento bresciano.
Immediata è scattata pure la necessità, sia pur a malincuore, di procedere
all'abbattimento di 19 capi infetti da questa forma di peste suina, un nome
che forse incute ancora timore, ma che non desta problemi per l'uomo. Oggi,
è stata emessa un'ordinanza generale su indicazione della Regione, in
conseguenza dell'episodio specifico: del provvedimento dovranno tenere conto
tutti i sindaci della zona, per un territorio compreso entro un raggio di
circa 10 chilometri da Grancona. Per quanto mi riguarda, mi sento comunque
già nelle condizioni di poter tranquillizzare l'opinione pubblica, e in
particolare gli operatori del settore agricolo. Occorre solo un po' di
precauzione, visto che vi sono fondati elementi per ritenere che il focolaio
sia già stato circoscritto». Ma che cos'è questa peste suina? Dal punto di
vista popolare è conosciuta comunemente anche come colera dei suini e
consiste in una malattia infettiva prodotta da un virus filtrabile, nel
decorso della quale si generano processi infiammatori e necrotici a carico
di vari organi, soprattutto la vescica. «Bisognerà tenere la massima
attenzione in tutto il territorio per quanto riguarda la macellazione dei
suini - continua Mondardo - Certo è che gli allevatori sono preoccupati e
per la nostra gente che vive di agricoltura questa è una nuova difficoltà di
cui nessuno aveva bisogno, visti i problemi del settore e le imposizioni
fiscali governative. Dopo la mucca pazza e l'aviaria, gli agricoltori hanno
già dovuto superare momenti difficili: questo però è un fenomeno diverso,
perché penso sia solo circoscritto ed isolato e tutto dovrebbe tornare alla
normalità. Da parte nostra, ci impegneremo comunque a sostenere chi ha
subito dei danni, anche dal punto di vista burocratico, per lo snellimento
delle pratiche necessarie ad ottenere un indenizzo». Luca Lazzari

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it