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Re: [animalisti] Peter Singer approva la vivisezione



Andrea Argenton ha scritto:
Sicuramente il suo pensiero si presta ad essere interpretato
in modo equivoco, e capisco anche che non tutti hanno il
tempo di mettersi a leggere testi di filosofia, ma prima di
saltare ai linciaggi morali sarebbe il caso di informarsi
un po' di piu'.
    

Non credo si tratti di linciaggio morale,
Ciao Andrea,

non  mi riferivo a te, ma al fatto che Peter Singer e' stato piu' volte accusato, in modo anche violento, di essere un nazista. Lo stesso scritto a cui rimandi alla fine della tua mail lo fa, in modo piu' civile ma non meno grave.

Questa discussione sta diventando ingarbugliata, meglio fare un po' di chiarezza prima di andare avanti!

Da una parte, c'è il pensiero di Singer contrapposto a coloro che lo criticano e lo attaccano. Chiamiamolo lato A.

Nel lato B, c'è quello che pensi tu e quello che penso io.

Cio' che penso io non coincide con cio' che pensa Singer; ciononstante ritengo che lui sia stato un pioniere e che abbia fatto un discorso molto chiaro ed innovativo sullo specismo (seppure mancante di un'analisi storico-antropologica), e so per certo che molte persone sono diventate vegetariane ed hanno cominciato a militare per gli animali attraverso i suoi scritti. Se dunque mi trovo a prendere le difese di qualcuno di cui non condivido le idee, lo faccio per un motivo "storico" e per amore della verita', dal momento che i detrattori di Singer non riconoscono né i suoi meriti "storici" né hanno un'idea molto chiara della sua teoria morale.

Tu hai naturalmente tutto il diritto di esprimerti, ma la tua opinione si basa su una frase... una frase di terza mano, malriuscita, infelice, che Singer avrebbe fatto meglio a non pronunciare. Ha ragione Aldo quando dice che Singer ha commesso quanto meno un'imprudenza; l'ho pensato anch'io. Pero' questa frase andrebbe inserita in primis nel contesto delle teorie morali di Singer, e non nell'alone luciferino creato dai suoi detrattori. Conoscendo cio' che Singer ha scritto, la frase appare ambigua, e da' voglia di indagare di più. Io mi chiedo: Singer ha cambiato idea? ha modificato la sua teoria? oppure le sue parole sono state manipolate? Insomma, io do fiducia a Singer, prima di pensare che sia un ipocrita, perche' l'ho letto e perche' so, da persone che lo conoscono, che non e' un ipocrita. Ripeto, il fatto che non lo credo ipocrita non significa che non lo trovi criticabile.
  
 e comunque credo che le scimmie se
la siano passata assai peggio.
  
Su questo nessuno ha dubbi. Ti invito nuovamente a (ri)leggere il capitolo sulla sperimentazione animale in Animal Liberation.
Ciò detto, se qualcuno dice cose che mi paiono inaccettabili mi sento in
diritto di farlo presente; ci tengo alla libertà di espressione, e ci tengo
anche alla libertà di disporre del mio corpo e della mia vita senza che
qualcuno, in nome di un totalitarismo utilitarista, si senta autorizzato a
prendere l'uno e l'altra per suoi scopi a me estranei.
  
Se la tua liberta' di espressione ti porta a dire cose inesatte, mi sento in diritto di fare delle precisazioni, il che non ti impedisce di continuare ad esprimerti.
Anche quest'ultimo commento non e' pertinente con l'utilitarismo, che e' tutto tranne che un totalitarismo. L'utilitarismo e' storicamente una filosofia *liberale*  ed ha il merito di essere la *prima* teoria morale a prendere in considerazione gli interessi degli animali non umani (interesse a non soffrire). Sono ben altre le teorie che impediscono agli individui di disporre dei loro corpi e delle loro vite...
Tu inviti alla concretezza: concretamente le sue parole sono state
applaudite dalla comunità degli sperimentatori e criticate dal movimento
animalista.
  
Certo, perche' finché il "movimento animalista" continua a basare la sua critica alla vivisezione solo su argomenti pseudoscientifici, basta che qualcuno riconosca l'efficacia scientifica della sperimentazione perche' gli sperimentatori si trovino la strada aperta per legittimarla moralmente; in altre parole, Andrea, la responsabilita' e' del movimento animalista stesso, che si intestardisce a non voler cercare nuove strade, argomenti più saldi, posizioni etico-politiche, ma si avvinghia unicamente al dogma scientifico: una volta tolto di mezzo questo, cosa resta da dire al "movimento animalista"? E' chiaro che la comunità scientifica profitta di questa lacuna - e gli animali ne fanno le spese.

Altrettanto concretamente, che tu creda al virgolettato o no, in apparente
coerenza con il suo utilitarismo Singer ha inequivocabilmente (a meno di non
voler chiudere gli occhi) approvato esperimenti su un certo numero di
scimmie, la cui conseguenza è stata la loro morte, per il beneficio che la
ricerca ha o avrebbe apportato ad un numero maggiore di umani.  Se questo
non è "supportare la vivisezione" non saprei come altrimenti qualificarlo.
  
Ma io penso che Singer abbia dato una valutazione morale su una situazione di conflitto di interessi vitali, una situazione cioe' in cui occorra fare una scelta a vantaggio degli uni e a svantaggio degli altri. Queste sono situazioni reali ed una teoria morale non può non tenerne conto. Credo che anche Tom Regan, malgrado la sua teoria si basi su diritti inviolabili, analizzando un caso di conflitto scelga la salvaguardia di un numero maggiore di diritti (ma ora non ho un suo testo su cui basarmi e forse mi sbaglio, qualcuno ne sa di piu'?) In definitiva, quale che sia la base teorica che si utilizza, la questione e' che la scelta morale non deve essere fatta discriminando gli individui in base alla specie: questo è il cardine di Animal Liberation, su cui Singer insiste ed insiste ripetutamente, e non mi sembra poco.

D'altro canto anche in un'ottica utilitarista dovrebbe essere chiaro che la
sperimentazione fatta direttamente su umani avrebbe comportato un minor
numero di vittime, dato che ovviamente è maggiore la somiglianza tra uomo e
uomo rispetto a quella tra uomo e scimmia, e quindi, se davvero e non solo a
chiacchiere i presupposti di Singer sono aspecisti, non avrebbe dovuto
qualificare come giustificabile, accettabile, una ricerca che in effetti a
parità di vantaggio ha portato più svantaggi rispetto ad un'altra, ti pare?
  
Si, il tuo commento e' impeccabile. Io non sono qui per difendere ogni virgola di Singer, ma per discutere le sue posizioni con calma e serenita'.

P.S. un altro intervento (linciaggio, se si preferisce) sul tema è stato
pubblicato a questo link:
http://www.arkangelweb.org/international/uk/20061127singer.php
  
Ebbene, per me questo è un linciaggio. Si accusa Singer di voler ammazzare i bambini handicappati, di essere come i Nazisti. Mi permetto di incollare una spiegazione di questa posizione di Singer che chiarisce molte cose e che mostra bene qual e' la differenza tra una interpretazione corretta ed una volgare manipolazione a scopo di calunnia.

Ciao,
Agnese

da http://www.filosofico.net/petersinger.htm

L'etica della sacralità della vita una “malata terminale”


Le idee di Singer sull'eutanasia e sull'aborto hanno infiammato i dibattiti bioetici, tante le accuse, le proteste, fino alle manifestazioni di chi non voleva il filosofo animalista che legittimava l'infanticidio come docente di filosofia morale a Princeton. Singer affronta questi temi così delicati con quella chiarezza espositiva che appartiene al suo stile, ma con gli stessi accenti polemici e provocatori che rendono pungente la sua semplice scrittura, e le soluzioni che Singer prospetta per problemi quali l'aborto, l'eutanasia, non ottengono forti rifiuti solo tra i sostenitori di posizioni conservatrici, ma sono difficilmente digeribili anche da chi proviene da ambienti più liberali, perché vanno a scardinare completamente le fondamenta stesse delle nostre convinzioni morali.

Le tesi “ scandalo” di Singer sostengono che uccidere non è sempre sbagliato e che non tutte le vite hanno lo stesso valore, questo perchè egli rifiuta di attibuire un valore assoluto alla vita, il che non significa che la vita non abbia un valore elevato o che non sia grave uccidere, ma significa che nel caso fossimo costretti ad uccidere qualcuno non dovremmo guardare alla razza, al sesso o alla specie ma solo alla volontà e al desiderio o meno di continuare a vivere del soggetto in questione e della qualità della vita che questi condurrebbe.

Su queste basi Singer sostiene l'eutanasia: sostituendo all'etica della “ sacralità della vita” un'etica della “ qualità della vita” secondo la quale non è la vita in sé ad essere sacra, ma è il mio progetto di vita ad essere assolutamente intoccabile, le mie scelte come essere senziente, autocosciente e capace di pianificare il proprio futuro, e tra queste scelte potrebbe esserci quella di non continuare a vivere in condizioni di particolare sofferenza che non rispecchiano il modo in cui avevo scelto di condurrre la mia vita. Si schiera poi a favore dell'aborto, come mezzo per evitare la sofferenza inutile, quando si può evitare, proprio all'inizio, al momento della nascita del bambino, quando questi non è un essere senziente, non ha autocoscienza, né desiderio di continuare a vivere quindi la sua vita non ha più valore di quella di un qualsiasi essere non umano senziente ed autocosciente, “ provocare la morte di un bambino disabile non equivale moralmente a provocare la morte di una persona. A volte non è per niente sbagliato.” questo è un passo che viene citato spesso per mettere sotto accusa Singer, ma spesso le sue idee sono state travisate o mal comprese, quando Singer parla di “persona” si riferisce ad “ un essere capace di pensare il futuro, di avere bisogni e desideri ” i bambini appena nati non hanno niente di tutto ciò, di conseguenza uccidere un bambino, malato o meno, è meno grave che uccidere un essere con il senso del tempo e dell'esistenza, cioè un essere che vuole continuare a vivere, naturalmente Singer non ha mai negato il fatto che rimanga una cosa terribile da fare, ma in alcuni casi l'aborto, soprattutto se si tratta di bambini disabili, permetterebbe la nascita di bambini con una maggiore opportunità di felicità.


-- 
Agnese Pignataro
http://www.benio.it/
http://www.liberazioni.org/