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Re: R: [animalisti] Peter Singer approva la vivisezione (Aldo)



aldo.sottofattori ha scritto:
Solo due parole sulla questione.
innanzi tutto ritengo che un esperto di comunicazione dovrebbe evitare di
dare interviste capaci di consentire all'avversario denigrazioni gravi.
  
Ciao Aldo!

Sono d'accordo con te, visto il tafferuglio che e' montato. Pero' e' anche vero che dare interviste e' un modo per raggiungere le persone, per iniziare un contatto. Poi succede che puoi spiegare una cosa 100 volte, ma chi non vuole capirla non la capisce. Basta pensare che la rivista "Liberazioni" e' stata definita "stalinista", malgrado abbia pubblicato un bell'articolone intitolato "Per una critica dello stalinismo"........

mi chiedo se siamo di nuovo di fronte a una deformazione del suo pensiero
in questo passo:

"Hanno peni e vagine [mucche e vitelli], come li abbiamo noi e il fatto che
una vagina di una mucca puo' essere sessualmente soddisfacente per un uomo
mostra quanto questi organi siano simili" (citato da Gary Francione,
secondo cui lui e la PeTA hanno "sviscerato" (nel senso di tolto le
viscere) il movimento per i diritti animali statunitense.)

Ora, non so cosa volesse dire e non voglio scandalizzarmi in modo pretesco,
ma mi chiedo se sia una manifestazione di intelligenza. Se so che ho
l'attenzione su di me, toccare argomenti di importanza marginale (anzi,
nulla) e, diciamolo, strampalati ma capaci di stuzzicare le capacita' di
denigrazione del nemico, sono un vero fenomeno di autolesionismo.
  
Dunque, ho appena riletto l'articolo.

Innanzitutto prende spunto da uno studio di un tale Midas Dekkers, intitolato "Dearest Pets", che ricostruisce una serie di evidenze storiche del fatto che gli umani hanno sempre praticato sesso con gli animali (non tutti, ovviamente!)

Lo scopo centrale di Singer è analizzare il tabù della "bestialità" da una parte come un caso fra i tanti di condanna del sesso non procreativo (masturbazione, sodomia, omosessualità... bestialità), dall'altra come una manifestazione tra le tante della volontà della coscienza umana di differenziarsi dalla non umanità, di liberarsi della propria animalità, disconoscendo dunque persino la continuità tra la sessualità animale e la sessualità umana.

Il passaggio che tu citi continua infatti così:

The taboo on sex with animals may, as I have already suggested, have originated as part of a broader rejection of non-reproductive sex. But the vehemence with which this prohibition continues to be held, its persistence while other non-reproductive sexual acts have become acceptable, suggests that there is another powerful force at work: our desire to differentiate ourselves, erotically and in every other way, from animals.
Che significa: "Il tabù del sesso con gli animali può essere stato originato, come ho già suggerito, come parte di un rifiuto più ampio del sesso non a scopo riproduttivo. Ma la veemenza con cui questa proibizione continua ad essere sostenuta, la sua persistenza mentre gli altri atti sessuali non riproduttivi sono divenuti accettabili, suggerisce che c'è un'altra potente forza all'opera: il nostro desiderio di differenziarci, eroticamente e in ogni altro modo, dagli animali".

Ovviamente Singer condanna la "bestialità" violenta così come qualunque atto di violenza sugli animali. Ma, aggiunge, "il sesso con gli animali non implica sempre crudeltà".

Questo argomento può sembrare marginale, ma è pur sempre uno dei tanti volti dello specismo, o almeno Singer ne parla per questo motivo: il fatto che ci imbarazzi non mi sembra una buona ragione per non parlarne.

Poi, Agnese, dove non comprendo bene cosa vuoi dire qui

  
Beh, se noi veramente non fossimo affatto in grado di valutare le
preferenze degli animali, come sostieni, allora non avrebbe neanche
molto senso lottare per salvarli dalla sofferenza e dalla morte. Se non
possiamo capire il loro piacere non possiamo neanche capire il loro
dolore.
    

Un conto e' comprendere certe preferenze dell'animale, un altro e' usare
questo argomento per rispondere all'obiezione di Andrea. Non penso proprio
che tu veda come normale quelle pratiche che un vecchio e noto comico
diceva di aver fatto con le sue pecore qundo era ragazzo in ciociaria.
:-))
  
Che cosa intendi come "normale"? Se intendi "socialmente accettato", no, di fatto queste pratiche vengono bollate come disgustose. Se intendi "potenzialmente piacevole per due individui di specie diversa che le praticano liberamente e senza violenza", sì, mi sembra che queste pratiche possano essere definite "normali", come tutto ciò che accade nel vasto, bizzarro e a volte per noi scandaloso insieme di fenomeni che chiamiamo "natura", ed accettabili, visto che non provocano sofferenza.

Andrea diceva che un animale non può essere assimilato ad un essere umano adulto consenziente: ma cosa vuol dire essere consenziente? un animale non può essere definito consenziente solo perché non parla? è ben possibile capire se un animale prova piacere o no! e quindi, perché il sesso interspecifico sarebbe inaccettabile?

Infine

  
E Singer sarebbe d'accordo con quanto dico: ... delle due
l'una: o si rifiuta di praticare sperimentazione su tutti gli individui
sensibili umani e non umani, o, se si accetta di praticarla, lo si fa su
entrambe le categorie.
    

no, come tu stesso hai detto prima nella tua interessante e-mail, Singer,
in quanto utilitarista ha gia' scelto: la seconda possibilita'. Percio' se
i sostenitori reganiani (peraltro non privi di altri difetti) evidenziano
questo aspetto non c'e' da poi da sorprendersi un granche'. Non ti sembra?
  
Beh, sì, Singer sceglierebbe forse la seconda possibilità, ma ciò non equivale a dire che sarebbe un sostenitore della una sperimentazione a tutto spiano su umani e non umani; credo che ammetterebbe alcune pratiche specifiche in situazioni specifiche come eticamente giustificabili in base alle loro conseguenze.

E tu sai bene che io non sono d'accordo!!!

Quanto ai sostenitori reganiani, visto che se non ricordo male Regan attribuisce diritti ai mammiferi a partire da un anno di vita, ragionando con la ghigliottina, cioè applicando lo stesso metro che si usa con Singer, anche loro potrebbero essere considerati "sostenitori della vivisezione" sui cuccioli e sui non mammiferi.


Quanto poi ai sostenitori dei diritti di tutti i viventi, piante comprese, aspetto di conoscere uno sviluppo minimo di idee che vada al di là dello slogan: gli slogan sono belli, ma la realtà è fatta di situazioni difficili cui bisogna trovare una soluzione. Singer e Regan ci provano, sono da ammirare anche se sbagliano.

Ciao,
Agnese
-- 
Agnese Pignataro
http://www.benio.it/
http://www.liberazioni.org/