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NEWS: Giornali Internet 28/11/06



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CACCIA
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CARSOLI
Scivola in costone: salvato dal Soccorso alpino forestale
http://www.ilmessaggero.it/index.php?data=20061127
CARSOLI - Era scivolato lungo un costone roccioso in località Pineta dei
Colli di Montebove, nel Comune di Carsoli. L'uomo, un cacciatore di 55 anni
è stato salvato dagli uomini del Soccorso alpino forestale, ed è stato
ricoverato all'ospedale di Avezzano. Ieri mattina, intorno alle 12.15, gli
uomini del Comando stazione Forestale di Tagliacozzo sono stati allertati
dalla richiesta di soccorso, giunta telefonicamente da parte del figlio, di
un cacciatore scivolato lungo un costone roccioso in località Pineta dei
Colli di Montebove, nel comune di Carsoli.
Immediatamente tre unità del Soccorso Alpino Forestale (Saf) si sono recate
sul posto e, alle 13 circa, è giunto anche un elicottero Ab 412 del Corpo
forestale, decollato dalla base di Rieti.
Saliti a bordo insieme a un medico, gli uomini del Saf hanno effettuato il
soccorso appoggiando il pattino dell?elicottero sul terreno impervio,
riuscendo a recuperare l?uomo ferito. Dopo circa mezz?ora, il cacciatore,
L.V., è stato trasportato all?ospedale di Avezzano, dove è attualmente
ricoverato per una sospetta frattura al ginocchio.
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L?assessore Spinello difende il "piano di contenimento". Le doppiette:
«Tocca a noi far vedere che rispettiamo le leggi»
«Caccia alle volpi, gli altri ci copiano»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3169588&Pagina=ROVIGO
«Su 98 province la metà sta attuando piani di contenimento dei nocivi
fotocopiati da quello di Rovigo. Noi però in Polesine dobbiamo confrontarci
con un ambientalismo che non fa sconti e così, per paradosso, chi fa il
proprio dovere è il più vituperato». Gino Sandro Spinello, assessore alle
Risorse faunistiche polesane, non deflette e difende la "creatura" dei suoi
uffici che stanno subendo attacchi da tutt'Italia per i metodi di attuazione
del piano volpi provinciale.
A Crespino, fuori dalla sala dove si sono riuniti in assemblea cento
federcacciatori chiamati dal leader provinciale Arnaldo Pisetti, presenti i
vicepresidenti Carnacina, Bernardelli e Maron, i muri gocciolano ancora per
la colla con la quale gli attivisti di "100\% animalisti" hanno affisso
striscioni che screditano assessori e cacciatori inneggiando a un neonato
fronte pro animali. Loro, le doppiette, hanno spalle massicce già avezze
agli attacchi anticaccia. E tuttavia si respira aria da "riserva indiana".
Tanto da far dire a Spinello che «fare caccia oggi è sempre più difficile e
che i cacciatori stanno pagando caro il fatto di essersi fatti sfruttare
politicamente in passato e ancora adesso. La Federcaccia è quella che ci ha
rimesso di più. Non va dimenticato che tutte le altre associazioni sono nate
da sue costole. Ora però la battaglia è sulle regole e
sull'autoregolamentazione».
Dichiarazioni di principio sul tema venatorio sono arrivate da Lorenzo
Carnacina, presidente dell'atc 4A3: «Abbiamo paura che la caccia ci venga
tolta. Solo il mondo venatorio si sente diviso al suo interno. Fuori ci
considerano tutti uguali. Tocca a noi far vedere che siamo diversi perché
andiamo a caccia nel rispetto della legge e dei regolamenti».
Come dire: non per tutti è così. Riferimento diretto alle scelte venatorie
di altre associazioni in rotta di collisione con Federcaccia. «Questa è
un'attività elitaria - ha aggiunto Carnacina - Una roba da ricchi. Noi
vogliamo invece difendere il pensionato a basso reddito che vorrebbe
continuare a praticare la sua passione venatoria. Chiediamoci che caccia
vogliamo in futuro. No al tutto e subito, no alla caccia dei furbi che ci
procura solo accuse e critiche. Mai come oggi c'è stato uno schieramento
politicamente così potente al vertice della caccia veneta (Alleanza
nazionale e la Cdl, ndr) e mai la caccia è stata così debole. Noi crediamo
invece nel rinnovamento che passa per la funzione sociale della caccia». E
gli esempi in negativo li ha citati Luca Bernardelli, dell'ambito 4A1:
«Nomadismo venatorio, mancata gestione del territorio, associazioni che
tutelano gli interessi di chi non è polesano, la Regione che da dieci anni
non è più un interlocutore adeguato. Oggi la caccia non è un diritto. È
un'opportunità da saper cogliere». Franco Pavan

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it