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NEWS: Giornali Internet 08/12/06



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CACCIA
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SEREN DEL GRAPPA Otto, un bastardino di sette anni, domenica sera è stato
colpito in pieno da una rosa di pallini sparati a distanza ravvicinata
Cacciatore uccide un cane a fucilate
L?animale era di proprietà dell?agriturismo didattico "L?albero degli
alberi". Indagano i carabinieri
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3184037&Pagina=FELTRE
Seren del Grappa
Un'uccisione barbara, senza motivo.Otto un bel bastardino di sette anni è
stramazzato al suolo colpito in pieno da una rosa di pallini sparata a pochi
centimetri di distanza. E questo domenica scorsa poco prima delle 21. Una
vera e propria esecuzione messa a segno con un fucile da caccia.Vicino a
Otto e nel corpo del povero animale, durante l'autopsia effettuata dal
veterinario, sono stati trovati proiettili da doppietta. Il cane di
proprietà dei gestori dell'agriturismo didattico "L'albero degli alberi" era
conosciuto da tutti come un esemplare socievole, buono e sempre pronto alle
coccole. Una mano assassina domenica sera lo ha freddato.
«Domenica - scrive la proprietaria in una straziante lettera - poco prima
delle 21 il silenzio della Val Granda, borgo che si trova in valle di Seren,
è stato rotto da un colpo di fucile. Un'auto è partita e l'assassino se ne è
andato facendo perdere le tracce. L'autore del tremendo gesto, uccidendo
Otto, era forse convinto di aver così eliminato per sempre quello che poteva
ostacolarlo nelle sue scorribande lecite o forse illecite di caccia.
Probabilmente Otto, lo avrà aspettato scondinzolando in attesa magari di una
carezza. Un amico sbagliato che subito dopo lo ha fatto stramazzare a terra
senza che nessuno potesse più fare nulla. Otto è rimasto nel bosco con in
corpo il piombo».
«Quando alla fattoria didattica "L'albero degli alberi" torneranno in visita
le scolaresche, Otto non sarà più lì scondinzolante chiedendo loro un
semplice carezza. Non si butterà più con le zampe all'aria per attirare
l'attenzione dei bimbi. Quando gli scolari ci chiederanno dove sia Otto cosa
risponderemo loro? Come dovremo raccontare questa triste storia?».
Ora la triste storia di Otto è sul tavolo dei carabinieri della stazione di
Feltre che hanno ricevuto la denuncia dei padroni del cane. Le indagini sono
partite e i militari dell'Arma stanno interrrogando i possibili testimoni
nella speranza di poter al più presto mettere le mani sull'uomo che ha
portato via per sempre e in modo barbaro la vita di un essere vivente.
Alessandro Tibolla
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MANIAGO Scoppia la polemica dopo le dichiarazioni del delegato regionale
della Lac
«Noi, cacciatori attenti alla vita»
Maniago
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3183659&Pagina=9
(lor.pad.) Non ci stanno i cacciatori a passare per personaggi senza
scrupoli e senza alcuna attenzione per la propria e per la vita degli altri
amanti dell'attività venatoria e di quanti frequentano abitualmente boschi e
montagne. Una situazione prospettata ieri dal delegato regionale della Lac,
Alessandro Sperotto, il quale ha anche affermato che «sono molto più
pericolosi loro dei cinghiali cui danno la caccia».
«Si tratta di affermazioni gravissime e senza fondamento hanno risposto ieri
numerosi direttori di riserva della cintura pedemontana e della montagna
pordenonese oltretutto ingenerose, visto che gli incidenti occorsi negli
ultimi trent'anni nel corso dell'attività venatoria sono limitatissimi, a
fronte di un gran numero di praticanti che, per molti mesi all'anno, sono
costantemente impegnati nel nostro territorio».
«I suggerimenti della Lac hanno aggiunto i direttori sono inutili, in quanto
i cacciatori da sempre sono attenti alla loro e all'altrui incolumità, prova
ne sia che, nel caso specifico da cui è partito Sperotto per le sue
esternazioni, il gruppo impegnato nella battuta al cinghiale si teneva in
costante contatto con le ricetrasmittenti, così da evitare che qualcuno si
potesse inavvertitamente trovare sulla traiettoria sbagliata».
Proprio l'esser uscito allo scoperto all'indomani dell'incidente, con Romeo
Cecchin, il 48enne artigiano maniaghese ancora in gravi condizioni
all'ospedale, ha invece scatenato le ire di numerosi concittadini
dell'infortunato, che non hanno apprezzato il tempismo del delegato
regionale della Lega Abolizione Caccia.
«A parte le considerazioni sulla caccia che sono state fatte ha dichiarato
Carlo Cecchin, solo omonimo del ferito, uno tra i più arrabbiati, tra quelli
che hanno contattato Il Gazzettino per le frasi pronunciate da Sperotto -,
sono indignato che si sia scelto di attaccare i cacciatori, dei quali
peraltro non faccio parte, proprio mentre un uomo versa in gravi condizioni
in ospedale, costretto a sedute in camera iperbarica e ancora in ansia per
la sorte della sua gamba, che ha dovuto subire un lunghissimo intervento
chirurgico e rischiato l'amputazione. Mi viene un dubbio: questi soggetti
che si dichiarano così amanti degli animali, siamo sicuri che vogliano
altrettanto bene anche alle persone?».
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BUSSOLENGO. Nel giro di pochi giorni uccisi sette cani e alcuni gatti:
scatta l?allarme sulle colline al confine con Pastrengo
Bocconi-killer, strage di animali
Un cacciatore: «Una cosa mai vista, le esche erano anche vicino alle case»
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Aaa.htm
Bussolengo. Tornano i bocconi avvelenati e fanno strage di animali in zona
Monti, l?area collinare che confina con il territorio comunale di Pastrengo.
In pochi giorni sono morti sette cani, di cui sei da caccia, e tre gatti.
Gli animali non hanno resistito alla tentazione di addentare fette di salame
intrise di una letale sostanza.
«Abbiamo rinvenuto una decina di bocconi avvelenati tra le località
Nobiltron e Gatto», spiega Gianluigi Sembenini, responsabile della sezione
bussolenghese della Federcaccia, «oltre a quelli che hanno mangiato i cani
di nostri sei colleghi cacciatori. Sulle fette di salame, ripiegate su se
stesse, sono state sparse minuscole scaglie scure. E? da escludere che
questi bocconi avvelenati siano stati confezionati per uccidere le volpi,
che pur ci sono in quella zona. Sulle colline delle località Gatto e
Nobiltron spesso facciamo i "lanci" di fagiani. L?ultimo è stato effettuato
proprio lo scorso fine settimana.
«L?analisi dei bocconi avvelenati però la nostra associazione non può
permettersela. Costa troppo: 360 euro a boccone se si ordinano gli esami che
riguardano i pesticidi, i quali sono divisi in tre classi (120 euro per
classe). La spesa aumenta ancora di più se l?analisi si allarga pure ai
veleni per i topi e le lumache. Di questi fatti sono stati comunque
informati i carabinieri».
«Il primo cane che ci è stato portato in ambulatorio era in condizioni
critiche e presentava tremori muscolari, bava alla bocca e stato di semi
incoscienza», spiega la dottoressa Loretta Ranzato, dell?ambulatorio
verterinario di via Monte Adamello. «Su un altro cane, invece, l?effetto del
veleno è stato più lento, ma nonostante tre ore di terapia, utilizzando
anche l?ossigeno, non è riuscito a sopravvivere».
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Domani presidio animalista in Provincia
Per le volpi 5mila mail ma poche dal Polesine
L?attacco in rete da tutta la penisola
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3183722&Pagina=5
(F.P.) Continua l'offensiva animalista ai danni della Provincia, "colpevole"
di aver autorizzato lo sterminio delle volpi tra Adige e Po. Emergono i
primi dati di una guerra che si prepara a vivere domani un'altra pagina
mediatica con il presidio di "100\% animalisti" l'ala più oltranzista del
fronte pro volpacchiotti, che si insedierà davanti alla sede
dell'amministrazione provinciale. L'ideale sarebbe viale della Pace dove
scorre l'intenso traffico da e per l'incrocio da Romano. Piazzare tavolini e
striscioni nella centrale ma poco frequentata in via Celio sarebbe
iniziativa di più basso profilo.
I numeri della querelle riportano inoltre di circa cinquemila e-mail
arrivate alla casella di posta elettronica della Provincia. Uno tsunami di
messaggi di proteste non senza sorprese. A campione gli incaricati di
palazzo Celio si sono presi la briga di spulciare tra le e-mail che hanno
comunque un testo quasi in fotocopia. Ebbene, delle oltre 1.200 lette, solo
13 arrivano dal Polesine. La protesta vive e si alimenta chissà perché in
luoghi e contesti molto probabilmente urbani che del territorio polesano
conoscono sì e no l'ubicazione previo ricerca... sul navigatore satellitare.
«Di tutta questa vicenda - sottolineano al settore Risorse faunistiche della
Provincia - la cosa più sorprendente è come gli animalisti non siano affatto
interessati alle attività di contenimento effettuate per esempio sulle
nutrie, o sui cormorani o anche su cornacchie e gazze».
Già, è strano ma in Polesine anche le nutrie vengono prese a fucilate e,
quando va bene, catturate con trappole e gasate. C'è già chi sta pensando
all'avvelenamento di massa, stile derattizzazione. Ma vuoi mettere il
musetto simpatico di un volpacchiotto paragonato al dentuto profilo di
questa "pantegana" ipertrofica? Troppo brutta la nutria per non meritarsi di
finire zampe all'aria.
Tanto vale buttarla sull'ironia: uno degli striscioni di 100\% animalisti
recitava: "Cossutta cacciatore, Cappato per la vivisezione, Realacci pro
Palio, Spinello Erode, benvenuto nel politico Lav fan club». Intanto, però,
un'apertura di credito verso palazzo Celio giunge dal deputato verdi Luana
Zanella: «La disponibilità dell'assessore alle risorse faunistiche Gino
Sandro Spinello, a rivedere il provvedimento che consente la caccia alla
volpe è molto positiva, ora attendiamo passi concreti». Presa di posizione
che segue l'incontro tra Spinello e la Lav. «L'abbattimento delle volpi,
peraltro nelle modalità previste dal provvedimento della Provincia, è
inaccettabile e migliaia di cittadini da tutta Italia hanno espresso il loro
sdegno per la possibile uccisione delle volpi e dei loro cuccioli: la
giustificazione che predano fauna che i cacciatori vorrebbero fucilare per
loro conto non richiede commenti».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it