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NEWS: Giornali Internet 11/12/06



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CACCIA
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INCIDENTE IN BARONIA
Un cacciatore ferito per errore da un suo amico
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20061211&ediz=AVELLINO&np
ag=20&file=SPALLA.xml
NICOLA DILUISO Flumeri. Dramma sfiorato nel pomeriggio di ieri nei boschi
della Baronia, tra Flumeri e Vallata. Quando l'hobby per la caccia rischia
di trasformarsi in tragedia. È capitato a C.A, 54enne di Flumeri, che nel
corso di una battuta al cinghiale è rimasto seriamente ferito ad una
caviglia. Completamente trafitta da una pallottola. Ora è ricoverato presso
l'ospedale di Ariano Irpino. I medici l'hanno dichiarato guaribile entro
trenta giorni. Ma ieri pomeriggio tantissimo è stato lo spavento per lui e
per gli amici con i quali si era recato a caccia. Erano passate da poco le
14 quando l'uomo, in assetto di battuta, insieme ad altri cinque compagni di
squadra, è stato colpito ad una caviglia. L'episodio è stato determinato,
evidentemente, da una leggerezza commessa dal suo amico, F.P., 26enne di
Castel Baronia. per il giovane è scattata la denuncia per lesioni personali.
Mentre l'arma da cui è partito il colpo è stata posta sotto sequestro. È
stato, comunque, proprio il ragazzo ad accorgersi immediatemnte del
grossolano errore commesso. E per tale ragione ha repentinamente soccorso
l'amico. Poi, a seguito della segnalazione formulata al 118 dagli altri
compagni di caccia, nei boschi della Baronia è giunta un'autolettiga che ha
provveduto a trasferire il 54enne presso il pronto soccorso del nosocomio
arianese. Sul luogo del'incidente sono sopraggiunti i carabinieri della
stazione di Vallata, al comando del maresiallo Romagnolo. I militari
dell'Arma hanno raccolto le indicazioni fornite dai cacciatori per
ricostruire con esattezza la dinamica dell'accaduto. Dopodichè accertate le
cause inevitabilmente hanno dovuto formalizzare la denuncia nei confronti
del 26enne. Ogni anno, purtroppo con la riapertura della stagione venatoria,
si verificano incidenti. In provincia, ad inizio "stagione" un 68enne di San
Sossio Baronia, Crescenzo Graziano, mentre raccoglieva nel terreno di sua
proprietà delle castagne, perse la vita. Un bracconiere, probabilmente
confondendo l'uomo per un cinghiale, fece partire dal suo fucile una scarica
di pallettoni che trafissero il 68enne alla schiena.
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BRACCONAGGIO: DENUNCIATE UNDICI PERSONE PER ESERCIZIO DI CACCIA ILLEGALE A
VIBO VALENTIA
Sequestrati fucili, munizioni, richiami acustici vietati dalla legge e
diversi capi abbattuti di fauna selvatica che verranno esposti in un
istituto di beneficenza
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=4690
11 Dicembre 2006 ? Nel corso di un servizio antibracconaggio svolto nel
territorio vibonese la pattuglia del Comando Stazione di Spilinga (VV) del
Corpo forestale dello Stato ha segnalato all?Autorità Giudiziaria undici
persone responsabili di violazioni delle norme che regolano l?attività
venatoria. Provenivano dal nord Italia e avevano organizzato con mezzi
illegali una battuta di caccia all?allodola. Sono stati sequestrati undici
fucili, diversi richiami acustici illegali a funzionamento elettromagnetico,
varie munizioni e numerosi esemplari abbattuti di avifauna selvatica. Tra
questi c?erano fringuelli, pispole, pettirossi, passeri, storni, tordi ed
allodole, destinati dopo il sequestro a un istituto di beneficenza per fini
divulgativi. Uno dei bracconieri è stato sorpreso a cacciare con il porto di
fucile scaduto ed è stato punito con una sanzione amministrativa di quasi
mille euro. Nell?ambito dello stesso servizio gli agenti hanno rinvenuto nei
comuni di Ricadi e Drapia (VV) sei cassette contenenti avena trattata con
sostanze tossiche e bocconi avvelenati, destinati alla cattura di selvaggina
come volpi e cinghiali.
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Forse doveva essere una battuta di caccia al cinghiale come tante......
di GIANNI AGOSTINELLI
http://www.ilmessaggero.it
TUORO (PG) ? Forse doveva essere una battuta di caccia al cinghiale come
tante, forse è stato un errore, o forse, come sostiene l?imprenditore
agricolo Pietro Vanni, le sue due mucche giovani al pascolo «sono state
uccise da dei bracconieri». Tre fucilate nel petto della prima e altre,
forse, hanno colpito la seconda.
Al momento non c?è sicurezza se anche il secondo animale sia stato colpito
oppure sia morto «per lo spavento o magari cadendo male nel tentativo di
fuga» come ipotizza Vanni. Fatto sta che i due capi, l?uno a 80 metri dall?
altro stavano pascolando nelle campagne di Tuoro, proprio al confine tra
Umbria e Toscana, e sono stati uccisi.
«E certamente con delle pallottole da cinghiali» fanno sapere i vigili
urbani di Tuoro.
«Erano fuggiti in sei dal loro recinto questa estate ? spiega l?agricoltore
che ha l?allevamento in località Ossaia, vicino Cortona ? e dopo aver
avvertito tutte le autorità competenti, abbiamo cercato di farli tornare».
Due erano stati fatti rientrare, mentre i quattro capi rimanenti si sono
abituati allo stato brado «ma non davano fastidio a nessuno. Li avremmo
recuperati come stiamo cercando di fare da tempo». Poi la battuta di caccia
e le fucilate. Impossibile, secondo Vanni, che si sia trattato di un errore.
Lo spiega così: «Non si tratta nemmeno di cacciatori, sono una sorta di
bracconieri. Hanno cacciato i vitelli in pieno giorno, e non si possono
scambiare delle razze chianine come le mie, bianchi come il latte, da almeno
6 quintali, per dei cinghiali».
L?intenzione dei cacciatori secondo il proprietario dei due vitelli uccisi
era semplice: «Una volta uccisi sarebbero tornati in piena notte a
prenderli». Le cose, dopo gli spari, sono andate diversamente, perché un?
altra squadra di cacciatori con i cani al guinzaglio ha trovato i due
vitelli a terra. «Almeno loro ? sostiene Vanni ? erano dei cacciatori veri,
di quelli che lo fanno soltanto per divertimento». I loro cani hanno fiutato
l?odore del sangue, e li hanno guidati sui due capi di bestiame. Da lì hanno
messo in allarme la Polizia provinciale ed anche i Vigili urbani di Tuoro
che hanno iniziato a cercare tutti gli allevatori della zona per tentare di
risalire al proprietario, arrivando a Pietro Vanni. «Sarebbero tornati all?
interno del recinto con l?inverno più rigido, quando il cibo c?è nelle
stalle mentre nelle campagne, per le gelate, si esaurisce».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it