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NEWS: Giornali Internet 13/12/06



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CACCIA
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PALAZZO ADRIANO. Operazione anti-bracconaggio
http://www.lasicilia.it
Uomini del Corpo Forestale hanno denunciato B.A. 37 anni e V.F.P. 48 anni,
perchè sorpresi ad esercitare la caccia alla Beccaccia all?interno della
riserva orientata Monti di Palazzo Adriano. Ai due uomini sono stati
sequestrati i fucili.
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ROCCA PIETORE
Morì un cervo, prescritto il reato
Rocca Pietore
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3189773&Pagina=AGORDINO
Reato prescritto per quindici giorni. Questa la motivazione con cui il
giudice Marco Benatti ieri mattina ha emesso sentenza di non doversi
procedere nei confronti di Roberto Costa, agordino 38 anni, difeso da
Gianluca Nicolai (studio Cason-Perera), accusato di bracconaggio. I fatti
che hanno portato la vicenda in un'aula di tribunale, dopo la denuncia della
Polizia provinciale, erano avvenuti il 24 settembre 2003. Le guardie
provinciali avevano fermato una macchina nella notte a Malga Ciapela. A
bordo c'erano due cacciatori, dietro, nel bagagliaio un cervo maschio di 93
chili già eviscerato con un palco di corna a sette punte.
Peccato che la caccia al cervo non era aperta in quel periodo. I due furono
denunciati per esercizio abusivo della caccia. Subito dietro alla loro auto
c'era il figlio di uno dei due cacciatori, l'imputato di ieri.
Nell'occasione era stato verificato che fra gli occupanti delle due auto
c'era stato un contatto telefonico, in cui l'uno avvisava l'altro della
fermata a cui era stato sottoposto dalla polizia provinciale. Fu quindi
ravvisato un rapporto di complicità fra i tre uomini. Il reato era caduto in
prescrizione da appena quindici giorni, per cui il giudice non ha potuto che
emettere sentenza di non doversi procedere.
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Liguria: legge regionale sulla caccia allo storno
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha impugnato innanzi alla Corte
Costituzionale la legge regionale sulla caccia allo storno
http://www.arezzoweb.it/notizie/speciale.asp?anno=&idnotizia=2844
Alimenti più sani e migliore qualità grazie alla ricerca Ue
Crolla il cornicione al carcere di Arezzo
Emissioni di anidride carbonica e Protocollo di Kyoto
Hyundai coupè: lo squalo coreanoGENOVA - La Presidenza del Consiglio dei
Ministri ha impugnato innanzi alla Corte Costituzionale la legge regionale
ligure numero 36 del 31 ottobre 2006 che consente la caccia allo storno in
violazione della Legge nazionale n. 157 dell'11 febbraio 1992 sulla caccia e
della direttiva europea 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
selvatici.
Questa legge è stata impugnata dal Governo grazie e soprattutto
all'intervento del Ministro dell'Ambiente, del Territorio e del Mare Alfonso
Pecoraro Scanio, per evitare l'ennesima procedura di infrazione della
direttiva
79/409/CEE che avrebbe determinato, da parte della Commissione Europea, il
deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia con il rischio di veder
applicate pesanti sanzioni.
Per quanto riguarda la cacciabilità in deroga dello storno anche quest'anno
non è risultata alcuna quantificazione e caratterizzazione dei danni causati
da questa specie, né la legge regionale ha preso in esame altre soluzioni
soddisfacenti all'abbattimento, come stabilito tassativamente dall'articolo
9 della direttiva 79/409/CEE (Gruppo regionale Verdi Liguria, 12 dicembre).
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Caccia, stop dall'Ue e dal governoora la Liguria rischia le sanzioni
il caso
Impugnata alla Corte di Giustizia e alla Corte Costituzionale la legge sul
prelievo degli uccelli selvatici. Verdi soddisfatti
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=519119&IDCategori
a=584
Genova. Il consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte
Costituzionale la legge sulla caccia approvata dalla Regione Liguria. La
decisione è stata presa su proposta del ministro dell'ambiente Alfonso
Pecoraro Scanio (Verdi). E proprio dai Verdi liguri era nata l'azione (prima
politica, poi legale) per stoppare il provvedimento. Tanto che l'Ue era
arrivata ad accusare la Regione di aver violato la direttiva europea
"Uccelli" e la Commissione ha aperto una procedura di infrazione nei
confronti dell'Italia. In ballo è la misura che consente il prelievo
dell'aviofauna selvatica, specie per gli storni. La giunta regionale si
dichiara sorpresa e rivendica comunque la bontà del proprio provvedimento.
Ma non finisce qui: mentre il governo stava correndo ai ripari, la stessa
Commissione ha proposto il deferimento alla Corte di giustizia europea.
Insomma, quella legge sullo storno così contestata dagli ambientalisti ma
portata avanti dalla Regione, rischia ora non solo di avere un seguito
legale, ma di costare una vistosa sanzione pecuniaria alla Liguria e
all'Italia. Con un grave rischio accessorio: l'esclusione dai fondi
strutturali per lo sviluppo rurale. Anche perché l'Ue aveva già invitato i
liguri alla retromarcia.
Il ministro Pecoraro Scanio confida comunque sul fatto che l'iniziativa
varata ieri dal governo per chiudere il contenzioso con l'Ue (cosa non
possibile se la legge non sarà ritirata) possa portare a una chiusura della
vicenda. Nello stesso tempo, in ogni caso, Pecoraro Scanio, segna un punto
per gli ambientalisti: «Decisione positiva».
Da Genova, i consiglieri regionali dei Verdi, Cristina Morelli e Carlo
Vasconi, esprimono soddisfazione. Ma, assegnandosi il successo politico
dell'iniziativa, ammoniscono il presidente della Regione Claudio Burlando:
«Non lo avevamo avvertito su questi rischi, perché la legge era palesemente
contraria alle direttive europee. Ma loro non ci hanno mai ascoltato e hanno
modificato apposta la legge per dribblare i vincoli dell'Ue».
Ora la palla passa al Tesoro, che dovrà trattare l'eventuale sanzione. Il
regolamento comunitario fissa tetti quanto mai variabili per questo tipo di
provvedimenti, con quote che potrebbero essere tra i 12 mila e i 714 mila
euro al giorno per ogni giorno in cui la direttiva europea è stata violata.
I Radicali, intanto, chiedono le dimissioni dell'assessore Giancarlo
Cassini.
Gio. M.
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NOCIVOSARAITU
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il caso mangiano troppe alborelle. i verdi: «sterminio inutile» altri 76
cormorani da uccidere
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=C
OMO&Bassa=si&Pagina=19&IDNotizia=2238644
l'amministrazione provinciale imbraccia il fucile e va a caccia di
cormorani. il tutto con un piano specifico per l'eliminazione mirata di 76
volatili ?accusati? di ingoiare quintali di alborelle, con la conseguenza di
mettere a rischio la materia prima dei pescatori. un provvedimento che ha
fatto andare su tutte le furie i verdi, che hanno definito l'iniziativa uno
«sterminio inutile, fatto per accontentare i pescatori-elettori». nei giorni
scorsi villa saporiti ha infatti dato il via libera all'abbattimento fino ad
un massimo di 76 cormorani, affidando il compito alla polizia provinciale
sulla base delle indicazioni fornite dall'istituto nazionale di fauna
selvatica. una misura estrema adottata per prevenire - questa la
giustificazione dei tecnici - una forte diminuzione di alborelle, che
arriverebbe a mettere in seria difficoltà il lavoro di pescatori
professionisti. si tratta dello stesso metodo adottato lo scorso inverno,
quando finirono impallinati ben 42 esemplari (17 sul lago di como e 25 nel
centro privato di pesca ?la geretta?). con un bilancio che secondo villa
saporiti ha portato effetti positivi, determinando «una sensibile
diminuzione del prelievo di alborelle». più che l'eliminazione diretta,
però, l'obiettivo è quello di dissuadere gli altri cormorani a cibarsi di
alborelle: prova ne è il fatto, secondo la relazione della provincia, che
dal 21 febbraio al 29 marzo 2006 il numero di cormorani è sceso da 1.404 a
522. per i verdi si tratta di una pratica sadica e inutile. «è uno sterminio
privo di motivazioni reali - ha denunciato elisabetta patelli dei verdi -
fatto solo per accontentare i pescatori e assicurarsi un buon bacino di
voti. se si vuole veramente tutelare le alborelle allora si intervenga con
azioni per il miglioramento della qualità delle acque e contro la pesca
abusiva». l'assessore a caccia e pesca della provincia, giorgio bin,
ribatte: «misure di questo tipo si adottano a malincuore, ma sono purtroppo
necessarie. i cormorani creano enormi danni all'attività di pescicoltura nei
nostri bacini, e spero ne basti abbatterne una decina per risolvere il
problema». la provincia non è nuova a interventi di questo tipo. già
nell'autunno del 2004 esplosero violente polemiche sempre contro
l'abbattimento di cormorani, pratiche che si sono ripetuto nel corso degli
anni anche per i cinghiali (1312 abbattuti nel 2005, poco più di 800 da
inizio anno), e per altre specie come la cornacchia nera e grigia, i
piccioni torraioli e la mini lepre. claudio bustaffa

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it