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NEWS: Giornali Internet 15/12/06



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CACCIA
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BRACCONAGGIO: SORPRESI DUE UOMINI A CACCIA NEL PARCO DEI COLLI EUGANEI
I responsabili, intenti alla cattura di esemplari di beccaccia in orari
vespertini, si trovavano in un?area protetta interdetta non solo all?
attività venatoria ma anche alla semplice introduzione di armi
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=4710
15 Dicembre 2006 ? Gli uomini del Comando Stazione di Monselice (Padova) del
Corpo forestale dello Stato hanno denunciato all?Autorità Giudiziaria
competente due bracconieri sorpresi a praticare attività venatoria illegale
nel territorio del Parco Regionale dei Colli Euganei. I responsabili,
intenti alla cattura di esemplari di beccaccia in orari vespertini, si
trovavano, infatti, in un?area protetta interdetta non solo all?attività
venatoria ma anche alla semplice introduzione di armi. Gli agenti della
Forestale hanno poi sequestrato i fucili e le relative munizioni
appartenenti ai due bracconieri. In questo periodo dell?anno la beccaccia
migra verso zone dal clima più temperato. I bracconieri, perciò, sono soliti
appostarsi al tramonto, ai margini delle ampie aree boschive confinanti con
prati, in attesa che i volatili rifugiatisi nei boschi, escano all?imbrunire
alla ricerca di cibo.
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BRACCONAGGIO: COLTO IN FLAGRANTE DURANTE UNA BATTUTA DI CACCIA AL CINGHIALE
ILLEGALE
Il responsabile è stato segnalato alla Procura di La Spezia e dovrà ora
pagare una sanzione amministrativa per aver utilizzato un fucile con
?cartucce a palla? senza riduttore
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=4709
15 Dicembre 2006 ? Durante un servizio di controllo dell?attività venatoria,
gli uomini del Comando Stazione Forestale di Sesta Godano (La Spezia),
coadiuvati dall?Unità Operativa Territoriale di Borghetto Vara del Corpo
forestale dello Stato, hanno colto in flagrante un uomo mentre praticava la
caccia al cinghiale in maniera irregolare, utilizzando un fucile caricato
con 4 cartucce ?a palla? senza il riduttore, lungo la strada sterrata che
collega le località Travo e Luxiata nel comune di Carro (SP). L?arma e le
munizioni sono state poste sotto sequestro, mentre l?uomo è stato segnalato
alla Procura di La Spezia e dovrà ora pagare una sanzione amministrativa
prevista dalla legge. Il responsabile del reato era già noto nella zona per
aver violato ripetutamente le norme che regolano l?attività venatoria, in
particolare nei confronti di esemplari di beccaccia all?interno di Riserve
Provinciali Faunistiche e in orari serali non consentiti per legge.
Complessivamente in questi giorni nella stessa zona sono stati fermati 11
cacciatori ed elevate altrettante sanzioni amministrative per violazioni
dell?attività venatoria.
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Bracconaggio: quattro persone denunciate
http://www.giornaledicalabria.it/index.php?categoria=C&id=50045&action=mostr
a_primopiano
CATANZARO. Durante un controllo del territorio per la repressione dei reati
connessi al bracconaggio nel Parco Nazionale dell?Aspromonte, gli agenti dei
Comandi Stazione Forestali di Cittanova e Oppido Marina hanno sorpreso due
persone mentre esercitavano attività venatoria illegale in un?area protetta
nei pressi di Bandiera, frazione del comune di San Giorgio Morgeto. Altre
due persone, di Paola sono state sorprese in pieno giorno mentre
esercitavano attività venatoria illegale con due fucili calibro 12 in
località ?Montenero?, nel comune di San Giovanni in Fiore, all?interno del
Parco Nazionale della Sila.
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COMMERCIO
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Traffico di uccelli, 28 perquisizioni
Cattura, detenzione e commercio di avifauna protetta: le accuse agli
indagati
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3193165&Luogo
=Pordenone&Data=2006-12-15&Pagina=3
Stop al traffico internazionale, al commercio e alla detenzione illegale di
specie animali protette: queste le ipotesi d'accusa che, ieri all'alba,
hanno fatto scattare 28 perquisizioni in abitazioni, aziende e negozi delle
province di Pordenone (20 blitz), Udine (5), Treviso (2) e Venezia (1).
Ventisei le persone indagate nei confronti delle quali il pm Giorgio
Cozzarini - viste le prove raccolte dagli investigatori del Noava (Nucleo
operativo attività e vigilanza ambientale) della Forestale regionale del
colonnello Marvi Poletto - ha ipotizzato le accuse di traffico di avifauna,
cattura, detenzione e commercio illegale di uccelli. Nel corso dei controlli
i Forestali hanno messo in evidenza ulteriori reati tra i quali la
detenzione illegale di armi e munizioni, il maltrattamento di animali e,
infine, la detenzione dei particolari anelli (risultati di "provenienza
sospetta") che permettono la catalogazione e il commercio di animali
protetti. Durante una perquisizione nell'Udinese i Forestali hanno
sequestrato oltre cinquecento di tali anelli.
Vista la complessità dell'operazione, ottenute le 28 perquisizioni, ieri
all'alba si sono mossi 80 uomini della Forestale, che hanno potuto contare
sull'aiuto di una quarantina di colleghi tra carabinieri del Nucleo di
Polizia giudiziaria della Procura di Pordenone, poliziotti dell'antidroga -
con unità cinofila - e dell'Ispettorato delle Foreste. Al blitz hanno
partecipato anche agenti dell'antidroga perché, nel corso di alcune
intercettazioni, era emerso un giro di stupefacenti e in particolare di
cocaina, haschisc e marijuana (vengono utilizzati per far cantare gli
uccelli).
Le ventotto perquisizioni sono state perfezionate a Pordenone, Porcia,
Spilimbergo, San Vito al Tagliamento, Azzano Decimo, Sacile, Codroipo,
Latisana, Bertiolo, Remanzacco, San Fior e Teglio Veneto. Nel corso dei
blitz, oltre ad armi, munizioni, selvaggina nel freezer, rane catturate
illegalmente, animali impagliati (oltre trecento esemplari), sono stati
sequestrati un migliaio di uccelli (di specie protette sia locali che
esotiche), centinaia e centinaia di trappole, gabbie, voliere e tagliole. Le
perquisizioni, iniziate alle 6 di ieri, sono terminate a notte fonda. Solo
oggi i numeri potranno essere più dettagliati e precisi.
L'inchiesta anti traffico di avifauna ha preso il via alla fine del 2005,
dalle ceneri di un altro mega blitz della Forestale (l'operazione Pi Greco).
Tra i denunciati spiccano le figure di commercianti, privati, allevatori e
alcuni liberi professionisti, ma soprattutto quella del sanvitese Luigi
Gregoris, 48 anni - già noto ai tutori dell'Ordine e alla Forestale
regionale per vicende simili -. Sarebbe lui, probabilmente con l'aiuto di
"complice-socio" che abita in Veneto, l'elemento di spicco che - per gli
inquirenti - tiene i rapporti tra i trafficanti internazionali di animali
protetti e gli acquirenti (da insospettabili privati a commercianti) del
Nordest d'Italia.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it