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NEWS: Giornali Internet 16/12/06



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CACCIA
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Il cacciatore aveva fatto una cattura di massa senza alcuna distinzione dei
volatili
La polizia provinciale arresta bracconiere
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=4EA3981818FCB335BDEABEF
E74D986D5
ASCOLI - A pochi giorni dalla chiusura della caccia alla più comune
selvaggina stanziale (lepre, coniglio, pernice, starna e fagiano), il
comando della Polizia provinciale mette a segno alcuni importanti interventi
a difesa della fauna locale. Nei periodi di caccia la Polizia è naturalmente
impegnata maggiormente nella repressione del fenomeno del bracconaggio e
proprio in questi giorni, grazie ad un lungo appostamento, gli agenti hanno
tratto in arresto un uomo che, dopo aver fissato al terreno una fitta rete
alta quattro metri e lunga otto, praticava la cosiddetta uccellagione, cioè
una cattura di massa senza alcuna distinzione di qualsiasi tipo di volatile.
La caccia abusiva è purtroppo un fenomeno in espansione - sottolinea il
coordinatore della Polizia provinciale Corrado Girolami - e va represso
duramente per restituire ai cacciatori la stima che si sono guadagnati negli
anni proprio grazie al loro rispetto per gli animali e per il territorio.
La cattura illecita degli animali trova alleati anche nella tecnologia: per
intercettare gli stormi di quaglie che tra settembre ed ottobre migrano
verso luoghi più caldi, alcune persone senza scrupoli non esitano ad
utilizzare richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromeccanico o
elettromagnetico. E' un comportamento che viene sanzionato penalmente se
contemporaneo all'uso di fucili o reti. Contro questa tecnica gli agenti
eseguono pattugliamenti notturni durante i mesi di migrazione arrivando a
confiscare oltre 100 apparecchiature ogni stagione nonostante gli espedienti
che i cacciatori di frodo mettono in atto per impedire la rimozione dei loro
apparecchi (catene, cemento, pesi). L'utilizzo di richiami elettronici è
vietato perché antisportivo - ha dichiarato il dirigente del servizio
Risorse Naturali Loredana Borraccini - i nostri agenti fanno servizio fino
all'alba per individuare e requisire i richiami elettronici che sono in
funzione solo di notte e quindi scoraggiare questo comportamento. Sono 18
gli uomini di cui disponiamo - ha evidenziato il dirigente del settore
Sicurezza e polizia locale Domenico Vagnoni - grazie al loro lavoro vengono
protette le zone di ripopolamento fondamentali per l'equilibrio del nostro
ecosistema.
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COMMERCIO
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Commercio illegale uccelli, la mappa
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3194554&Pagina=5
Cattura, detenzione e commercio di specie animali protetti dalla legge: è
l'ipotesi d'accusa che gli investigatori del Noava (Nucleo operativo di
vigilanza ambientale) della Forestale regionale, coordinati dal pm Giorgio
Cozzarini, hanno ipotizzato nei confronti di 26 persone, residenti nelle
province di Pordenone, Udine, Treviso e Venezia. L'indagine, sfociata in 28
perquisizioni, è il frutto di 15 mesi di lavoro durante i quali il
comandante del Noava Marvi Poletto ha impiegato sofisticate attrezzature
elettroniche, unite a metodi tradizionali come gli appostamenti e i
pedinamenti. La chiave del successo è stato però il lavoro d'intelligence
che ha permesso ai Forestali di ricostruire la mappa e le responsabilità dei
traffici illeciti di avifauna protetta. L'inchiesta è partita dai controlli
sul sanvitese Luigi Gregoris, 48 anni, che è assistito dall'avvocato
Gabriele Marin. Studiando gli spostamenti e i contatti dell'indagato il
Noava ha collegato i personaggi che ruotavano, con ruoli e responsabilità
più o meno evidenti, intorno al mondo dell'uccellagione abusiva.
L'organizzazione criminosa - per la Forestale - si basava su un complesso
gioco di coperture che prevedevano l'utilizzo di allevamenti autorizzati,
documentazione regolare, sigilli (anelli) che venivano manipolati e usati in
modo fuorilegge (gli anelli servono a per certificare che gli uccelli sono
frutto di riproduzione in cattività). Nel corso delle perquisizioni sono
stati sequestrati migliaia di uccelli: una parte sono stati subito liberati
perché in grado di volare, 656 sono stati trasportati in centri di recupero
regionali (contestato agli allevatori il maltrattamenti di animali).
Sequestrati più di 200 esemplari di fauna imbalsamata, irregolarmente
detenuta e cinquemila anelli che servivano a "sanare" la detenzione
fuorilegge degli uccelli.
All'operazione della Forestale plaude la Lav: «la Forestale - dice in una
nota - ha lavorato bene. Per i reati contestati dagli inquirenti devono però
essere previste pene esemplari».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it