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NEWS: Giornali Internet 21/12/06



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CACCIA
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Incidente di caccia mortale
http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL066942
21/12/2006 - Incidente di caccia mortale. La vittima e' Flaviano Macrini, 66
anni, di Lago Boracifero, nel comune di Monterotondo Marittimo (Grosseto).
L' uomo e' morto, ieri, dopo essere stato colpito da una fucilata. L'
incidente mortale e' avvenuto in localita' Zuccantine. I suoi compagni di
squadra, circa trenta persone, si sono accorti della sua assenza soltanto
quando non lo hanno visto arrivare al punto di raccolta, a conslusione della
battuta. A quel punto hanno dato l'allarme ai carabinieri, che hanno
iniziato le ricerche, terminate intorno alle 16.30. L'uomo e' stato trovato
a terra, gia' morto, raggiunto alla testa dal colpo.
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IL BILANCIO. L?attività di controllo del 2006
«Il bracconaggio? Brescia batte tutti»
In un anno il Wwf ha denunciato ben 144 persone
http://www.bresciaoggi.it/storico/20061221/Provincia/C.htm
Un episodio tra i tanti, ma particolarmente emblematico, chiarisce ancora
una volta quanto (purtroppo) il legame tra caccia e bracconaggio sia, nel
Bresciano, un po? troppo stretto. È riportato dagli agenti venatori
volontari del Wwf, i quali nel febbraio scorso, a Bione, hanno perquisito l?
abitazione di un bracconiere scoprendo, appunto, che era anche un
cacciatore. E che pur conservando nel congelatore 90 esemplari di uccelli
cacciabili abbattuti a fucilate aveva un tesserino venatorio (il documento
sul quale segnare obbligatoriamente ogni capo ucciso) completamente bianco.
Un caso emblematico, dicevamo. Ma non certo isolato. In effetti, il 95%
delle 144 persone denunciate quest?anno nel Bresciano per reati venatori
dalle guardie dell?associazione erano titolari di licenza di caccia.
Parliamo di soggetti sorpresi in possesso di fauna protetta morta, o magari
di richiami elettromagnetici (gli onnipresenti «fonofil») o di entrambe le
cose. Ma comunque quasi sempre durante l?esercizio della caccia. Mentre
scendendo nel dettaglio, almeno il 60% degli uccellatori e dei trappolatori
in genere, ovvero dei personaggi sorpresi su reti e tese di archetti o
«sep», aveva la doppia «qualifica» di bracconiere-cacciatore.
Una realtà sconsolante, sottolineata appunto dal Nucleo di vigilanza del Wwf
(formato da agenti bresciani e non) che, ormai da 15 anni, percorre tutto il
nostro territorio provinciale. E non solo in occasione del passo migratorio
autunnale.
Con quali risultati nel 2006? Delle persone sorprese e denunciate per reati
di rilevanza penale abbiamo già detto, mentre per quanto riguarda le
sanzioni amministrative, gli operatori hanno compilato verbali per 29 mila
euro.
Inoltre, il Wwf ha sottoposto a sequestro giudiziario 110 fucili, 65
richiami elettromagnetici di ogni tipologia e costo (persino telecomandati,
insieme a un fonofil «travestito» da telefonino, con ogni tasto
corrispondente al canto di una specie di uccello diversa), 256 reti da
uccellagione, 512 micro tagliole per uccelli (i già citati «sep»), 400
archetti, 22 gabbie trappola e 2 tagliole per mammiferi.
Per finire, 400 esemplari vivi di fauna selvatica detenuti illegalmente sono
stati liberati, oppure portati in centri di recupero specializzati per la
riabilitazione, e altri 1600 uccelli morti sono stati sequestrati. Nell?
elenco anche specie rare come il merlo acquaiolo, il martin pescatore o il
picchio muratore.
Qualche considerazione in proposito? «Il bracconaggio continua a essere
molto radicato - sottolineano gli agenti Wwf - e diffuso in modo omogeneo. E
partiti politici, istituzioni e associazioni venatorie dovrebbero davvero
cambiare atteggiamento, isolando i protagonisti di questo saccheggio e
abbandonando una tolleranza ancora molto diffusa verso questo fenomeno.
Invece assistiamo ancora a maldestri tentativi di disinformazione in merito
alla qualifica e alle possibilità di intervento delle guardie volontarie».
C?è una evoluzione del fenomeno? «L?unica nota positiva deriva dalla
diminuzione degli archetti - spiegano gli operatori -, ma nel frattempo sono
aumentati in modo esponenziale i sep, altrettanto efficaci ma molto meno
visibili, e le reti. Che sono molto più redditizie perchè permettono di
scegliere: di uccidere per il consumo gli esemplari di ridotto interesse
commerciale e di vendere gli altri. Una delle cesene di passo in questi
giorni, per esempio, può valere anche 120 euro».
Il mercato è fiorente? «Fiorentissimo, e purtroppo prospera grazie alla
stretta connivenza tra gli uccellatori e molti capannisti e collezionisti,
che in questo caso diventano veri ricettatori, interessati a rifornirsi di
richiami vivi».
Infine, dopo aver ricordato che il Bresciano esporta bracconaggio in mezzo
mondo (col famoso turismo venatorio) e catalizza il traffico di fauna
protetta (che passa in gran parte da qui, come dimostrato dalle recenti
operazioni del corpo forestale dello Stato a cavallo tra Est Europa e
Brescia), il Wwf fa una annotazione sulla caccia in deroga.
«Negli ultimi anni, grazie alle deroghe abbiamo solo accumulato numerose
procedure di infrazione avviate contro l?Italia dall?Unione europea, e la
Regione Lombardia che ha sempre "mostrato i muscoli" forzando le normative
con delibere permissive, è sempre stata bloccata dal Tar; che non è certo un
covo di animalisti». Paolo Baldi

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it