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NEWS: Giornali Internet 27/12/06



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CACCIA
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Il tragico incidente si è verificato tra Fara Sabina e Farfa
Anziano cacciatore ucciso nel bosco per errore da un compagno durante una
battuta al cinghiale
di ANDREA MARINANGELI
http://www.ilmessaggero.it
Un?altra battuta di caccia al cinghiale è finita in tragedia e questa volta
è successo nei boschi che circodnano Fara Sabina, l?antivigilia di
Natale.Tutto è accaduto sabato pomeriggio, intorno alle cinque del
pomeriggio, nella fitta vegetazione sul versante nord del monte Acuziano,
tra i borghi di Fara e Farfa, è rimasto ucciso Cesario Santarelli, un
cacciatore settantatreenne residente a Talocci, conosciuto come un esperto
di questo tipo di battute. L?uomo, secondo la ricostruzione dell?incidente
effettuata dai carabinieri, è stato centrato alla testa da un colpo partito
dal fucile di un compagno ed è praticamente morto sul colpo. Sul luogo sono
immediatamente intervenuti i soccorsi, allertati dagli stessi compagni di
Santarelli che hanno cercato di portare aiuto al povero cacciatore, ma senza
esito. Stando alle prime testimonianze raccolte, si è trattato di un tragico
incidente, anche se l?esatta dinamica dell?accaduto non è ancora del tutto
chiara e quindi occorrerà attendere l?esito delle perizie che il magistrato
affiderà nei prossimi giorni a degli esperti. Al momento ci sono i racconti
dei cacciatori secondo i quali, per motivi non ancora chiariti,, la vittima
avrebbe abbandonato la propria postazione, inoltrandosi nella boscaglia.
Uno o più di uno (questo saranno gli inquirenti a stabilirlo) degli altri
componenti della squadra, intenti in quello stesso istante a sparare a un
cinghiale, udendo dei ruomori avrebbero sparato in direzione della
vegetazione dove ritenevano che si nascondesse l?animale. Soltanto quando l?
irreparabile era ormai accaduto, si sarebbero accorti che i cespugli erano
mossi, non dall?animale ferito, ma dalla vittima. Conclusi i primi esami
delle forze dell?ordine, il corpo è stato recuperato a notte inoltrata dai
Vigili del fuoco e dalla Forestale. La salma è stata poi trasportata al ?De
Lellis?. Si attendono ora i risultati dell?autopsia, dopo di che si potrà
stabilire la data del funerale. Sul posto, sono giunti i carabinieri del
Nucleo radiomobile di Poggio Mirteto, la Scientifica e i sanitari del 118,
che hanno soltanto potuto constatare il decesso. Le indagini sono coordinate
dal pm Santangelo che, la mattina del 24, ha ricostruito con i protagonisti
della battuta l?esatta scena della sera avanti.
Ai cacciatori, come primo provvedimento, sono state sequestrate armi e
vestiti, sui cui saranno effettuati tutti i rilievi anche per stabilire con
esattezza da quale fucile è partito il colpo fatale. Con quello di Fara,
sale a due, intanto, in provincia di Rieti il bilancio annuale dei morti
causati da un incidente venatorio: il 5 gennaio 2006 a Cantalice perse la
vita Francesco Serva (52 anni), nel novembre scorso a Fiamignano è rimasto
gravemente ferito in una situazione analoga Paolo Morelli, 60 anni.
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Sondrio: postino sfiorato da proiettile sparato da cacciatore
http://www.corriere.it
SONDRIO - Ha rischiato di colpire in pieno un postino un colpo di fucile
esploso da un cacciatore. E' accaduto a Tresenda, frazione di Teglio in
Valtellina. Il proiettile si e' conficcato nell'auto del postino all'altezza
della portiera anteriore. (Agr)
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Castelleone. Intervento della Pro Segugio dopo i petardi vicino a cascina
Stella che hanno fatto impazzire gli animali
I cacciatori: siamo stati noi, ma è tutto regolare
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=14973&sezione=PAESI&edizione
=20061227&EdizioneGiornale=
di Matteo Berselli CASTELLEONE ? Non erano bracconieri, ma cacciatori. E lo
scoppio dei petardi che ha fatto impazzire gli animali di Cascina Stella,
era un?attività lecita. A dichiararlo sono i protagonisti della battuta di
qualche giorno fa, la stessa che per alcuni animali del centro si è conclusa
con la morte. «Gli attacchi alla nostra categoria devono finire ? spiega
Giuseppe Piacentini, presidente provinciale della Pro Segugio ? i cacciatori
in azione vicino a Cascina Stella si muovevano in una zona di ripopolamento
e cattura, dove le lepri possono essere scovate dalle tane sia con il
battito delle mani sia con lo scoppio di petardi. Pratica, quest?ultima,
particolarmente diffusa nelle aree più impervie». E a quanto pare, i campi
di località Monticelli rientrano nella definizione di ?area impervia?: «Non
ero presente alla battuta ? prosegue Piacentini ? ma evidentemente i botti
sono stati fatti scoppiare per stanare le lepri dai boschi che circondano la
struttura. Comunque sia, quelle persone non hanno commesso alcuna
infrazione. Erano autorizzate a cacciare lì, e non meritano di essere
assimilate ai bracconieri. Ricordo inoltre che proprio il centro Wwf di
Castelleone può contare ogni anno sui contributi stanziati dai vari Atc
(Ambiti territoriali di caccia). Dunque non siamo noi i nemici degli
animali: è un?etichetta che non accettiamo». Le parole di difesa dei
cacciatori impongono un paio di riflessioni. La prima è che forse, in
Provincia, qualcuno dovrebbe correggere il perimetro delle zone di cattura,
perchè non ha senso permettere gli spari accanto a un centro di cura; un
centro che tra l?altro accoglie proprio gli animali feriti da colpi di arma
da fuoco. La seconda, invece, ritorna sulla battuta di caccia ?incriminata?:
è vero, vicino a Cascina Stella esistono zone boschive, ma queste zone non
sono esattamente confinanti alla struttura, e i botti risulta che siano
stati sparati a pochi metri dalla recinzione. Oltre alla poiana, l?altro
ieri è morto anche il cigno. Anche se, come sostiene Piacentini e come
scrivono alcuni cacciatori al nostro giornale: «Con tutto ciò che succede
oggi al mondo, si può andare avanti lo stesso».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it