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NEWS: Giornali Internet 31/12/06



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CACCIA
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Incidente di caccia nel Cosentino: un morto
Due colpi accidentalmente partiti dal fucile della vittima hanno prodotto le
mortali ferite alla testa
http://www.giornaledicalabria.it/index.php?categoria=HOMEPAGE&id=50310&actio
n=mostra_primopiano
SAN BENEDETTO ULLANO. Un uomo di 38 anni, Roberto D?Alessandro, e' morto in
seguito ad un incidente di caccia avvenuto nelle campagne di San Benedetto
Ullano, centro in provincia di Cosenza. Soccorso prima da un'ambulanza del
servizio sanitario d'emergenza 118 e poi da un'eliambulanza, l'uomo e' morto
durante il tragitto verso l'ospedale. R.D. e' stato raggiunto da un colpo di
fucile. In corso indagini per ricostruire l'esatta dinamica del
fatto.L'incidente e' avvenuto sabato mattina poco dopo le 10.30 a San
Benedetto Ullano, all'interno di una zona boschiva di montagna. La vittima
era originario di Lattarico (Cosenza), residente nella frazione Regina,
coniugato, operaio. Secondo le prime indagini dei carabinieri, D'Alessandro
e' deceduto a causa delle ferite alla testa provocategli dall'esplosione da
distanza ravvicinata, dai primi accertamenti avvenuta per cause accidentali,
di due colpi calibro 12, partiti dal proprio fucile da caccia. L'operaio,
impegnato in una battuta di caccia alla quaglia, e' stato raggiunto dai
colpi mentre era intento a scavalcare una recinzione, sulla quale aveva
appoggiato il fucile. A non molta distanza da dove si trovava D'Alessandro,
c'erano altri due cacciatori di Lattarico, suoi conoscenti, che hanno
chiamato i soccorsi, ma non c'e' stato nulla da fare.
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I due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere
I bracconieri vanno ai domiciliari
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=18904&p
agina=35&versione=testuale&zoom=&id_articolo=98661
TRENTO - Lasciano il carcere, ma vanno agli arresti domiciliari, i due
uomini arrestati dalla Forestale con l'accusa di porto abusivo d'arma e di
caccia di frodo. Claudio Groff, abitante a Regnana, e Stefano Bernardi,
residente a Baselga di Piné, sono stati interrogati ieri mattina in carcere
a Trento dal gip Giulio Adilardi. I due cacciatori si sono avvalsi della
facoltà di non rispondere. Il giudice ha dunque convalidato l'arresto e,
accogliendo la richiesta del pm Giuseppe De Benedetto, ha disposto gli
arresti domiciliari. La misura è stata adottata in considerazione delle armi
illegali sequestrate nel corso delle indagini. L'operazione
anti-bracconaggio era stata condotta dai forestali della stazione di Pergine
nei boschi sopra Susà. I due indagati sarebbero stati sorpresi dopo che
avevano appena ucciso una giovane femmina di camoscio e il suo cucciolo. Per
abbattere gli animali i bracconieri avrebbero utilizzato una carabina con
silenziatore priva di numero di matricola. L'arresto è stato possibile solo
dopo un movimentato inseguimento nei boschi. Alla fine i forestali hanno
dimostrato di essere più veloci e scaltri dei bracconieri, entrambi infatti
bloccati e condotti in carcere.
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Caccia, no comment della Regione
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=6503B5233022802540A17B6
5FB0ED833
ANCONA - Nessun commento ufficiale dalla Regione Marche alla notizia che il
sostituto procuratore della Repubblica di Ancona Paolo Gubinelli ha aperto
un fascicolo di indagine sul calendario venatorio regionale, e le delibere
approvate dalla giunta dopo che il 31 agosto scorso il Tar aveva accolto un
ricorso del Wwf contro la preapertura al 2 e 3 settembre della caccia alle
specie migratorie. Il pm ha già fatto acquisire varia documentazione presso
il Servizio beni e attitività culturali della Regione (competente anche
sulle attività venatorie). L?indagine avrebbe preso le mosse da un esposto
del Wwf, nel quale si ipotizzano i reati di peculato e abuso d?ufficio. In
particolare l?associazione ambientalista chiedeva di verificare se fossero o
meno leciti alcuni ritocchi introdotti dalle delibere di giunta 969 e 970
del primo settembre (all?indomani della decisione del Tar che aveva accolto
il ricorso del Wwf) sulla pre-apertura e di un?altra successiva, la 1122,
che confermava due giornate aggiuntive di caccia ai migratori nei mesi di
ottobre e novembre. L?esposto del Wwf contestava l'inclusione dello storno
tra le specie cacciabili in deroga senza il rispetto dei limiti imposti dal
parere dell'Infs (l?Istituto nazionale della fauna selvatica).

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it