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Una settimana difficile per gli sfruttatori di animali



ANIMAL LIBERATION TOUR
Una settimana difficile per gli sfruttatori di animali



3 furgoni pieni di attivisti, 5 megafoni, cartelli, striscioni, mostre
fotografiche, volantini, tamburi e 21 presidi da Varese a Benevento.
Una settimana difficile per chi collabora con il piu' grande laboratorio
di vivisezione d'Europa, Huntingdon Life Sciences, come per chi lucra
sulla pelle di oltre un miliardo di animali uccisi ogni anno
dall'industria della pelliccia.
Uffici deserti, serrande e cancelli chiusi, forze dell'ordine a bloccare
l'entrata dei grandi magazzini, auto di dirigenti e dipendenti di
multinazionali miliardarie bloccate dall'assedio di decine di attivisti
armati di megafoni e cartelli...
Questa settimana di proteste non-stop prova che con la determinazione
necessaria e un minimo di organizzazione anche i colossi piu' enormi
possono essere smascherati ed intimoriti.


Lunedi' 15 gennaio

Ci si sveglia presto e alle 8.00 una trentina di attivisti sono gia'
all'entrata della sede generale di Novartis a Origgio in Largo Boccioni
1 ad accogliere direttori e lavoratori di questa multinazionale
farmaceutica svizzera cliente di Huntingdon Life Sciences.
Svolgere i presidi all'entrata o all'uscita dei dipendenti di un'azienda
e' una scelta strategica che abbiamo ripetuto a piu' riprese durante
questa settimana. Permette agli attivisti di comunicare direttamente,
faccia a faccia, con chi lavora per queste aziende, troppo spesso
protette da stabilimenti giganteschi ed intoccabili, disturbando la loro
giornata lavorativa e informando i dipendenti di aziende vicine.
Centinaia di dipendenti di Novartis hanno dovuto far fronte ad attivisti
che sbattevano loro in faccia le immagini degli animali torturati ad HLS
e alle urla di rabbia nei confronti della loro complicita' con la
vivisezione.
Inutile dire che le sirene dei nostri megafoni saranno sicuramente
arrivate fino a Basilea...


Verso le dieci ci spostiamo verso un enorme stabilimento produttivo
della farmaceutica francese Sanofi-Aventis, sempre ad Origgio, uno dei
principali clienti di HLS. Nonostante non ci sia un gran viavai di
veicoli troviamo il modo di farci sentire all'interno dell'edificio
picchiando sulla recinzione metallica che lo circonda con sassi e
bottiglie, facendo un rumore assordante che sicuramente non avra' fatto
piacere a chi tentava di lavorare durante le 2 ore in cui abbiamo
protestato.
Sanofi-Aventis e' inutile fotografarci ogni volta che veniamo ad
Origgio, non avrete tempo di scordarvi delle nostre facce, per noi e' un
piacere venire a trovarvi!


Terza tappa della giornata e primo presidio AIP della settimana si
svolge davanti agli Uffici Direzionali UPIM in Via Gallarate 184 a
Milano. Dopo innumerevoli proteste dall'inizio della campagna davanti ai
punti vendita di questi grandi magazzini in tutta Italia, abbiamo colto
l'occasione dell'Animal Liberation Tour per visitare le persone che con
le loro firme condannano a morte milioni di animali negli allevamenti da
pelliccia: i dirigenti di UPIM.
Questi uomini e donne eleganti hanno avuto un assaggio delle proteste
che si svolgono settimanalmente davanti ai loro grandi magazzini. Con
uno striscione nuovo di pacca abbiamo informato tutto il vicinato di che
cosa si rende complice UPIM vendendo inserti in pelliccia.
All'ora di pranzo abbiamo accolto con cori, tamburi e megafoni a massimo
volume tutte le persone che uscivano dagli uffici, le quali si sono
rivelate piu' propense a firmare contratti di morte che a guardare in
faccia l'atroce realta' degli allevamenti fotografata sui nostri poster.
Vergogna UPIM, questo non sara' l'ultimo presidio in via Gallarate, a
presto!


Tempo di mangiare un panino, caricare sul furgone nuovi attivisti e
torniamo da Sanofi-Aventis, questa volta pero' davanti ai loro uffici
nazionali in viale Bodio a Milano, situati in un palazzo all'interno del
"Bodio Center".
Ci troviamo di fronte un intero centro direzionale blindato, visitatori
dell'area di uffici che Sanofi-Aventis divide con altre aziende respinti
e un enorme cancello custodito da uno schieramento di forze dell'ordine.
Che cosa avra' da nascondere Sanofi? Lo spieghiamo a chi ci lavora, alle
aziende vicine e ai passanti a suon di slogan.


Ultimo presidio della giornata e senza dubbio uno dei migliori del tour
si svolge dalle 16.00 ancora contro Sanofi-Aventis ma in un luogo ancora
piu' agghiacciante.
In mezzo ad un quartiere residenziale, in un edificio anonimo se non
fosse per la targhetta "Centro Ricerche Sanofi-Midy", si nasconde un
laboratorio di vivisezione dove sono imprigionati animali, tra cui cani
beagle.
Ci si divide in due gruppi, un gruppo di attivisti sotto alle finestre
dei vivisettori e un altro lungo la strada principale a spiegare al
megafono che tipo di attivita' svolge la Sanofi in via Piranesi e ad
Huntingdon Life Sciences. Diversi passanti si fermano shoccati
nell'apprendere che vivono vicino ad un laboratorio di tortura e ci
augurano buona fortuna. Dopo un'ora circa di presidio i primi lavoratori
che finiscono il turno si affacciano alla finestra intimoriti chiedendo
consiglio alla digos. Dopo un po' di esitazione decidono di uscire e
vengono accolti da una trentina di manifestanti che urlano "ASSASSINI
ASSASSINI!".
Triste spettacolo per Sanofi-Aventis dover vedere i propri dipendenti
scortati per tutta la via dalle forze dell'ordine sotto lo sguardo dei
passanti increduli. Chi si dirige alla fermata del bus, chi alla propria
macchina, tutti sono intimoriti, tengono la testa bassa e se ne vanno in
fretta, codardi. I megafoni spiegano alla gente che cosa fanno queste
persone cosi' ansiose di allontanarsi dal presidio e nascondersi.
Si guadagnano da vivere lavorando in un centro di tortura e, chi piu'
chi meno, sono tutti complici della tortura e uccisione di animali indifesi.
Colossi come Sanofi e Novartis dovrebbero aver capito che vietando il
diritto di manifestare alle loro case madri in Francia e Svizzera si
espongono ad ancora piu' proteste a livello internazionale.
I presidi di oggi ne sono la prova lampante.


Martedi' 16 gennaio

Cominciamo con un presidio alla UPIM di via Ugo Bassi in centro a
Bologna, dove ci raggiungono nuovi attivisti che si aggregano al tour.
Questo negozio e' bersaglio di continue proteste, ma stavolta siamo
veramente tanti e il fastidio e' amplificato.
Ci spostiamo poi verso Imola, in via Provinciale Selice 50, alla sede
italiana di uno dei principali clienti di HLS: l'azienda
farmaco-biotecnologica svizzera Actelion. Al nostro arrivo troviamo i
posteggi di Actelion vuoti e le serrande di tutto il pianterreno chiuse.
Questo ci fa capire a quale livello di paranoia puo' arrivare un'azienda
quando e' nel mirino di una campagna come SHAC. L'edificio pero' non e'
vuoto, possiamo scorgere al primo piano delle persone che di tanto in
tanto ci spiano da dietro le tende, e ci facciamo sentire informando
pure tutti i clienti di un albergo vicino di che cosa si rende complice
Actelion.
Dopo 2 ore di presidio ce ne andiamo ricordando a questa azienda che
finche' non straccera' il contratto con HLS non le daremo pace.

Come ultimo presidio della giornata andiamo a visitare l'avvocato di
Alfa 3000, ditta che vuole costruire lo zoo-safari a Ravenna.
L'ufficio di Cristina Amadori e' situato in un palazzo dove vivono
decine di persone che hanno potuto ascoltare per ore i nostri megafoni e
i nostri cori. Abbiamo spiegato a tutto il vicinato che cosa significano
gli zoo per gli animali che vi sono rinchiusi, la privazione del bene
piu' prezioso: la liberta', mentre per Cristina Amadori sono solo soldi
facili.
Da sottolineare che nonostante le restrizioni e le denunce il numero
degli attivisti presenti ai presidi non fa che aumentare.
Cristina Amadori molla Alfa 3000 se non vuoi che la tua immagine venga
infangata ulteriormente!


Mercoledi' 17 gennaio

Sartorius e' un fornitore di strumentazione scientifica per HLS con una
delle sue sedi italiane a Bagno a Ripoli (Firenze).
Qualche settimana fa un responsabile di Sartorius Italia durante un
presidio ci aveva comunicato che la sua ditta non aveva nulla a che fare
con HLS.
Mercoledi' mattina pero' nessuno di Sartorius si e' avvicinato ai cancelli.
Di fronte a decine di attivisti presenti dalle 8 del mattino ad
accogliere i dipendenti probabilmente non se l'e' sentita di difendere i
loschi traffici della sua azienda.
Camion pieni di merce di Sartorius sono stati avvistati alle porte di
Huntingdon Life Sciences in Inghilterra. E chi fornisce questo campo di
sterminio puo' solo aspettarsi proteste sempre piu' intense e frequenti.


Da Firenze andiamo a Siena dove sono presenti dei laboratori di Novartis
della sua divisione vaccini dove vengono torturati animali, tra cui
anche primati.
Lo stabilimento e' enorme ed e' posizionato su una collina circondata da
guardie, telecamere e filo spinato.
Ci si divide in due gruppi per coprire le due entrate.
Vicino ci sono case e una scuola per cui ne approfittiamo per spiegare a
tutti i bambini presenti il trattamento che Novartis riserva agli
animali e agli umani, qui a Siena e ovunque sul pianeta, come nel caso
del farmaco Ritalin che e' all'origine della morte di decine di bambini
in tutto il mondo.
Verso mezzogiorno cominciano ad uscire i primi dipendenti accompagnati
dai nostri slogan e dalle immagini dei nostri cartelloni. Alcuni girano
lo sguardo, altri ridono.
Consigliamo loro di chiedere ai loro colleghi in Inghilterra a che cosa
va incontro chi lavora per un cliente di HLS.
Stabilimenti chiusi nei giorni di presidi, dipendenti scortati sul posto
di lavoro e somme astronomiche spese in sicurezza a causa della paranoia
anti-animalista.


Come presidio AIP della giornata abbiamo scelto la UPIM di Siena, che
non era mai stata visitata dalla campagna. Questa filiale e' situata in
una piazza centrale dove c'e' un gran passaggio di gente, tra cui tanti
studenti, molti dei quali si sono fermati e hanno mostrato interesse per
la campagna aderendo al boicottaggio di UPIM e Rinascente.
E' difficile descrivere il clima surreale che e' venuto a crearsi
durante questa protesta. Immaginate una trentina di persone all'entrata
dell'unica porta con diversi megafoni, cartelli e tamburi che non hanno
smesso per un istante di fare un baccano che si poteva sentire fino in
fondo alle vie che portavano alla piazza.
Questa presenza ha convinto la maggior parte dei potenziali clienti di
UPIM a non entrare e ha incitato la gente a prendere il volantino e
guardare la mostra fotografica per capire di che cosa si trattasse.
Senza esagerare abbiamo stimato che le persone entrate nel grande
magazzino durante la nostra protesta (dalle 13.30 alle 16.00!) non
superano qualche decina.
Affari con l'industria della pelliccia sono cattivi affari, siamo sicuri
che i responsabili di UPIM Siena lo abbiano capito!


Immerso nella campagna toscana c'e' un paese chiamato Rosia, circondato
da campi e boschi che non ci farebbe mai pensare ad un luogo dove si
possono trovare le fabbriche di due tra le peggiori multinazionali della
chimica e della farmaceutica: Bayer e Novartis.
Questi due giganti hanno provocato e continuano a provocare migliaia di
vittime umane ed animali ogni anno, devastando allo stesso tempo interi
ecosistemi e modificando la vita. In mezzo al niente abbiamo trovato uno
stabilimento enorme di cemento con all'entrata due grosse insegne con i
nomi dei colpevoli di questo insulto alla natura, a proteggerlo un
grosso dispiegamento di polizia a formare un corridoio di divise blu dal
cancello dello stabilimento fino ai posteggi dei dipendenti.
Fa sorridere osservare questa scena, delle multinazionali del calibro di
Novartis e Bayer costrette a difendere (da che cosa? dalla realta' degli
animali seviziati ad Huntingdon?) i propri dipendenti da qualche decina
di attivisti e qualche cartello.
Il rumore delle nostre grida e' assordante, i fischi dei megafoni
spaccano le orecchie... i lavoratori se ne vanno veloci nelle loro
macchine senza osare dire neanche una parola o guardare le foto sui
nostri cartelloni.
Fino al giorno in cui HLS non sara' altro che un cumulo di macerie, noi
saremo davanti ai vostri cancelli a ricordarvi chi siete veramente,
degli assassini.


Giovedi' 18 gennaio

Il primo presidio della tappa romana dell'Animal Liberation Tour e'
iniziato alle 7.50 dal gigante farmaceutico statunitense Bristol-Myers
Squibb, che commissiona esperimenti ad HLS.
Informiamo tutte le persone che lavorano per questa azienda e a quelle
vicine su quale e' la vita di un animale rinchiuso ad Huntingdon Life
Sciences: cuccioli di cane presi a pugni e sbattuti contro i muri da
dipendenti ubriachi, scimmie a cui viene sezionato il torace senza
anestesia e falsificazione dei dati durante gli esperimenti sono la
routine in questo laboratorio.
Macchinoni circondati dagli attivisti, cartelloni mostrati a pochi
centimetri dalla faccia dei veri colpevoli del massacro e megafoni a
pieno volume sono ormai le specialita' che riserviamo agli aguzzini ogni
mattina.
Chissa' se i dirigenti italiani lo comunicheranno ai loro superiori
americani, siamo sicuri che non saranno sorpresi.

Dopo qualche ora ci spostiamo davanti ad un edificio che, oltre ad un
centro commerciale, ospita pure un ufficio di Novartis.
Distribuiamo centinaia di volantini a tutti i passanti e ci facciamo
sentire in tutto il quartiere ricevendo un grande appoggio da persone
che non sapevano niente dei loschi affari di questa multinazionale.
Ovunque si trovi Novartis noi saremo presenti con le proteste.


Dedichiamo il pomeriggio ad una sede molto importante per i profitti di
Rinascente, in Piazza Fiume.
Quando giungiamo sul posto c'e' gia' un gran numero di attivisti locali
che ci porta ad una cinquantina di persone per questo presidio. Montiamo
pure un banchetto informativo e una mostra, che ci permettono di
comunicare meglio con la gente e distribuire una gran quantita' di
materiale su tematiche altrettanto importanti quali il veganesimo. Anche
qui per tutta la durata della protesta i megafoni passano di mano in
mano, ognuno spiega le diverse ragioni del boicottaggio di Rinascente,
gli orrori degli allevamenti da pelliccia e lo scopo della campagna AIP.
Poche le persone che entrano nel magazzino, molte quelle che escono a
mani vuote; in questo periodo di saldi essere bersagliati da proteste
continue non fa sicuramente piacere ai direttori di questi magazzini
dell'orrore.


Venerdi' 19 gennaio

Dopo una colazione a base di pizza eccoci di nuovo davanti ad uno
stabilimento di morte di Novartis appena fuori Napoli, a Torre Annunziata.
Il presidio si svolge all'entrata principale ma da ambedue i lati della
strada ci sono fabbriche di Novartis, collegate da un ponte arrugginito.
Questo e' considerato uno dei loro stabilimenti produttivi piu'
importanti a livello globale.
Un abitante locale ci informa che spesso qui l'aria e' irrespirabile,
chissa' quali veleni produce la multinazionale svizzera a Torre
Annunziata...
Questa e' la quinta sede italiana di Novartis presidiata durante questo
tour e sicuramente il messaggio e' stato recepito molto chiaramente dai
dirigenti di questa multinazionale, anche in Italia siete uno degli
obiettivi numero 1 della campagna SHAC. Per tutti gli animali che
massacrate ad Huntingdon, non vi molleremo mai!


Anche a Napoli abbiamo organizzato un presidio ad un punto vendita di
UPIM che non aveva ancora ricevuto l'attenzione della campagna AIP,
quella di via Doria Andrea.
Forse non abituati all'impatto dei nostri presidi i responsabili di
questa UPIM vanno in panico e non sanno come gestire la situazione di
questo venerdi' pomeriggio di saldi stranamente povero in clienti e
profitti.
Prima chiudono una delle entrate, poi trasmettono all'interno del grande
magazzino un annuncio rivolto ai clienti nel quale affermano di non
vendere inserti in pelliccia.
Dichiarazione singolare se si pensa che un'ora prima lo stesso direttore
ci aveva comunicato che avevano "solo" tre giacche con inserto in pelo.
E nel frattempo sempre piu' persone si fermano ad ascoltare i nostri
discorsi al megafono e ci chiedono volantini consegnando il tagliando di
protesta all'interno del magazzino.


Sabato 20 gennaio

Si dice che la forza di un movimento si misura con la solidarieta' e il
supporto che si riserva ai prigionieri.
Sabato mattina abbiamo partecipato ad un presidio sotto il carcere di
Poggioreale a Napoli, dove e' detenuto in attesa di giudizio il
militante eco-animalista Federico Bonamici, arrestato a Pisa e accusato
di associazione sovversiva e di azioni contro il nucleare.
Con un potente impianto abbiamo cercato di far passare qualche ora
vicino ai detenuti, alcuni dei quali salutavano dalle loro celle.
Alcuni di noi hanno salutato Federico, sperando che ci sentisse o che
comunque gli venisse riferito da altri detenuti che eravamo passati.
La liberazione animale va di pari passo con la liberazione umana e della
Terra e fino a quando ci saranno gabbie, di ogni tipo, nessuno sara'
veramente libero.


Alle 15.00 ci troviamo davanti alla Rinascente di Napoli in Via Toledo
per l'ultimo presidio AIP del tour nonche' tappa di gennaio dell'AIP
Road Trip, dove ci raggiungono anche attivisti da Roma e altre citta'.
Per questa protesta abbiamo la fortuna di poter utilizzare l'impianto
del presidio al carcere che ci permette di diffondere il nostro
messaggio a pieno volume a tutta Napoli.
Dalle 15.00 alle 19.00 in Via Toledo si potevano sentire solo slogan e
discorsi contro il massacro di oltre un miliardo di animali ogni anno da
parte dell'industria della pelliccia con la complicita' di Rinascente.
La polizia blocca l'entrata e poche persone riescono ad entrare da
Rinascente.
I responsabili di Rinascente che di tanto in tanto escono a fumarsi una
sigaretta reggono difficilmente l'assalto di decibel di decine di voci,
megafoni, fischietti e tamburi che li travolge non appena aprono la
porta del grande magazzino.
Tantissimi i passanti che prendono il volantino della campagna e che si
fermano al banchetto informativo.
Per la Rinascente, un ennesimo pomeriggio di affari sabotato dalla
campagna AIP.


Domenica 21 gennaio

Concludiamo il tour andando al carcere di Benevento a dare un saluto a
Betta, arrestata a Pisa nell'ambito di una montatura contro gli
attivisti del circolo ecologista "il Silvestre" ed accusata di
associazione sovversiva e di azioni contro il nucleare.
Il carcere e' lontano da noi, le mura sono alte, ma la forza del nostro
impianto e il suono della musica hanno sicuramente lasciato il segno,
per scavalcare quei muri che ci separano da una persona che il sistema
giudiziario vuole separare dalla sua famiglia, dai suoi amici e compagni
di lotta.
Un saluto al microfono, per ora, sperando di rivederci molto presto.


Durante questi 7 intensi giorni di proteste si sono conosciuti nuovi
attivisti e sono nate nuove amicizie.
Ad ogni tappa del tour infatti persone del posto ci hanno raggiunto
partecipando ad una o piu' proteste.
Il tour non sarebbe stato inoltre possibile senza l'ospitalita' che ci
hanno offerto tutti i posti in cui abbiamo mangiato e dormito.
Grazie.
Ognuno di noi e' uscito da questa settimana piu' determinato e carico
che mai a continuare le campagne nella propria citta' con i diversi
gruppi locali presenti in tutta Italia.
gni viaggio e' solamente un inizio e mai una fine, cosi' questo nostro
viaggio e' stato l'inizio di un qualcosa che svilupperemo e faremo
crescere per smantellare ogni gabbia da questo mondo.
Al prossimo tour!


Laboratorio Antispecista, via De Predis 9, 20155 Milano
laboratorioantispecista at yahoo.it
infoline: 340-6368139

ps: Per aiutarci a sostenere le grosse spese del tour, l'organizzazione
di future iniziative del genere e la imminente stampa di materiale
divulgativo gratuito su vivisezione, pellicce e veganesimo potete
inviare una donazione sul conto corrente postale 71438220 intestato a
Matteo Cupi
--
Liberazione Animale Liberazione Umana

http://www.chiuderemorini.net
http://www.campagnaaip.net
http://veganlink.antifa.net
http://www.primatiliberi.net



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