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NEWS: Giornali Internet 26/01/07



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CACCIA
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Da due giorni era in stato di coma irreversibile
Morto il cacciatore ferito domenica: un indagato per omicidio colposo
http://www.unionesarda.it
Non ce l?ha fatta Giuseppe Bertone, il cacciatore rimasto ferito durante una
battuta domenica pomeriggio, è morto avant?ieri sera nel reparto di
rianimazione dell?ospedale civile di Sassari. Troppo gravi le ferite
riportate dal pensionato, per la verità i medici avevano da subito ridotto
al minimo le possibilità di sopravvivenza per Bertone. L?uomo, domenica,
intorno alle 12,50, era impegnato in una battuta di caccia grossa nella zona
di monti Maltinu, a pochi chilometri da Santa Teresa.
È stato raggiunto al capo da un proiettile partito dal fucile di un altro
cacciatore che si trovava a poca distanza dalla vittima dell?incidente. Il
pensionato, originario di una cittadina del nord Italia, ma residente da
tempo in uno stazzo nelle campagne tra Abbiadori e Santa Teresina, venne
soccorso immediatamente dagli amici. Ma neanche il personale del 118 poté
evitare il peggio. Per Bertone, nonostante tutti gli sforzi dei medici di
Sassari, è stato possibile soltanto accertare le conseguenze della ferita al
capo. Il proiettile ha provocato danni irreversibili al cervello, l?uomo dal
pomeriggio di domenica non ha più ripreso conoscenza. Il decesso di Giuseppe
Bertone è stato immediatamente comunicato al pubblico ministero della
Procura di Tempio, Elisa Calligaris, e ai carabinieri.
Purtroppo, la tragedia coinvolge anche la persona che si trovava a una
ventina di metri di distanza dal pensionato dal cui fucile sarebbe partita
la palla che ha ucciso lo sfortunato cacciatore. Il capo d?imputazione del
fascicolo aperto dai magistrati tempiesi è passato da lesioni gravissime a
omicidio colposo. In effetti, a parte le conclusioni che spettano al
pubblico ministero, i carabinieri di Santa Teresa e i colleghi di Tempio
hanno già chiuso la prima fase degli accertamenti sull?incidente. Non esiste
alcun dubbio sulla dinamica dei fatti. Il proiettile che ha colpito Bertone,
ha raggiunto il cacciatore dopo una traiettoria di rimbalzo. Ora mancano
soltanto le ultime verifiche sull?arma e gli accertamenti balistici. (a. b.)
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Cade e parte un colpo dal fucile cacciatore ferito al torace
in una riserva di pareto
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=529635&IDCategori
a=592
Pareto. Un cacciatore varazzino di 55 anni si trova ricoverato all'ospedale
San Paolo di Savona per un incidente di caccia avvenuto ieri poco prima di
mezzogiorno nella riserva di Monte Acuto, a Pareto (Alessandria). L'uomo,
Paolo Venturini, è scivolato sulla neve appena caduta e dal suo fucile è
partito un colpo. La rosa di pallini lo ha raggiunto al torace e ad un
braccio, ma le sue condizioni non sono per fortuna gravi.
L'episodio, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche, è
avvenuto all'interno della riserva di caccia di Monte Acuto, dove Paolo
Venturini si era recato con il figlio a metà mattinata, per addestrare un
cane. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto effettuata dai
carabinieri della compagnia di Acqui Terme, il cacciatore varazzino è
scivolato sulla neve caduta da poco e dal suo fucile è partito
accidentalmente un colpo che lo ha raggiunto al torace. A dare l'allarme,
con il telefono cellulare, è stato il figlio che ha immediatamente chiesto
soccorsi. A coordinare le operazioni di soccorso è stato il "118" di Savona
che ha subito inviato sul luogo dell'incidente una ambulanza. Da Torino,
poi, avrebbe dovuto arrivare l'elicottero dei vigili del fuoco, che però non
ha potuto alzarsi in volo a causa della nevicata in corso.
Paolo Venturini è stato così soccorso dall'elicottero dei vigili del fuoco
di Genova che nel giro di una quarantina di minuti lo ha trasportato al
pronto soccorso dell'ospedale San Paolo di Savona dove il cacciatore è
ricoverato con prognosi di quindici giorni. I pallini lo hanno infatti
fortunatamente ferito in maniera superficiale.
Dell'episodio si stanno comunque interessando i carabinieri di Acqui Terme,
che stanno effettuando ulteriori accertamenti.
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Seguace dello sport di Diana condannato a otto mesi e a pagare un
risarcimento di 5.000 euro per l?episodio avvenuto durante la stagione
venatoria
«Non dovevi cacciare qui». E gli prende la lepre
Lite fra doppiette per questioni... di confine. «Quelli di Bussolengo se ne
stiano a casa loro»
Il derubato fu colpito al volto con il fucile e minacciato
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Aae.htm
Se non fosse stato per il fucile carico puntato sulla pancia e per quel
colpo dato con il calcio sulla tempia quella giornata di caccia si sarebbe
conclusa con «solo» una lepre in meno nel carniere di un appassionato dello
sport caro a Diana. Invece un commerciante di Bussolengo (difeso da Stefano
Casali) finì in ospedale perchè quel colpo in pieno volto gli procurò una
malattia superiore ai quaranta giorni. Tutto per una lepre. Un episodio
avvenuto alcuni anni fa nelle campagne di Pastrengo che fece finire sotto
indagine un cacciatore del luogo (assistito da Gianluca Vassanelli) con l?
accusa di minacce aggravate dall?uso dell?arma e lesioni. Poi sotto processo
e ieri il giudice Federica Baccaglini ha condannato a otto mesi di
reclusione (pena sospesa) colui che colpì il collega cacciatore che protestò
per quella lepre sottratta. Non solo dovrà anche versargli 5000 euro a
titolo di risarcimento del danno.
Tutto iniziò una domenica di buon?ora quando l?aggredito e il fratello,
entrambi di Bussolengo, andarono a caccia nella zona vicino al cimitero di
Pastrengo. Avevano notato due persone che camminavano a pochi metri da loro,
un po? seccante e poco usuale, ma proseguirono la battuta. Fu quando uno dei
due fratelli uccise una lepre che si «svelò» il motivo di tanta vicinanza:
mentre uno andò accanto al cane che stava riportando la preda, lo prese a
calci e gli sottrasse la lepre, l?altro affrontò il «legittimo proprietario»
dell?animale che a quel furto si era ribellato. «Voi da Bussolengo non
dovete venire a cacciare a Pastrengo» lo apostrofò puntandogli il fucile
carico alla pancia. E ad una nuova richiesta di spiegazioni rispose
colpendolo con il calcio del fucile. Il resto sono testimonianze di altri
cacciatori, a volte discordanti, che non hanno impedito al giudice di
pronunciare una sentenza di condanna. (f.m.)
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Forli'
Corpo Forestale denuncia quattro bracconieri ravennati
http://www.ansa.it
Quattro bracconieri denunciati, un fucile di precisione e altro materiale
per la caccia illecita sequestrati. E' il risultato di un'operazione
antibracconaggio del Corpo forestale dello Stato di Verghereto
(Forli'-Cesena) con l'appoggio del comando stazione di Sarsina.
Grazie ad una segnalazione e' stato individuato un furgone che percorreva a
bassa velocita' la strada comunale fra Castelpriore e Arenicci, fermandosi
ogni tanto per illuminare con un faro i pascoli circostanti. Sul mezzo i
forestali hanno trovato quattro persone: due fratelli di 51 e 52 anni con
due amici, un 44enne e un 62enne, tutti residenti a Ravenna. A bordo anche
un faro alogeno collegato all'accendisigari, un fucile carico calibro 22 con
8 cartucce, dotato di cannocchiale e silenziatore, oltre ad un coltello con
lama di 23 centimetri.
Dai successivi accertamenti e' emerso che nessuno dei quattro aveva il
permesso per detenere il fucile che, inoltre, non era censito in Italia e
nemmeno denunciato. I quattro sono cosi' stati denunciati a piede libero,
per una lunga serie di reati: porto abusivo di arma da fuoco, detenzione di
munizioni non denunciate, esercizio di caccia con mezzi ed in zona vietati.
'L'area in cui le 4 persone sono state fermate ¨ ha precisato Giovanni
Naccarato, comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato - e' una
zona di ripopolamento e cattura denominata 'Villa di Corneto', nel comune di
Verghereto, ricca di fagiani e lepri ma anche di caprioli e cinghiali. I
quattro sono stati fermati prima di avere la possibilita' di uccidere
qualche animale usando il fucile di precisione'.(ANSA)
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Cagliari
Opposizione in Regione chiede apertura caccia in febbraio
http://www.ansa.it
La Giunta regionale deve autorizzare la caccia in deroga nel mese di
febbraio ad alcune specie dannose per l'agricoltura. Lo hanno chiesto in una
interrogazione (primo firmatario il capogruppo di An, Ignazio Artizzu) dei
consiglieri di Alleanza nazionale e di tutti i gruppi di opposizione in
Consiglio regionale, dall'Uds e dall'Udeur.
La richiesta parte dalla constatazione che la Sardegna registra un flusso
della fauna migratoria del tutto singolare, e diverso dalle altre Regioni
italiane. I migratori, e in particolare lo storno, il tordo, il colombaccio,
sono presenti in numero straordinariamente elevato nel nostro territorio
regionale, e solo nel mese di marzo migreranno verso le zone del nord Europa
nelle quali nidificheranno; il prelievo quindi non comporta alcun danno per
quanto riguarda la riproduzione di questi selvatici.
Molti agricoltori, su tutto il territorio regionale, lamentano i danni
causati a colture in corso specialmente a quelle olivicole, dallo storno e
dal tordo.
I consiglieri chiedono dunque all'assessore regionale dell'Ambiente, previa
consultazione con quello dell'Agricoltura, di accertare se sussistano le
condizioni per autorizzare la caccia allo storno, al tordo e ad altri
migratori nel corso del mese di febbraio.
Molte Regioni italiane attuano con successo la caccia in deroga,
sperimentata anche in Sardegna nel febbraio del 2004. In quell'occasione la
Regione fu sottoposta a un procedimento di infrazione davanti alla Corte
Costituzionale, che si concluse con la piena 'assoluzione' che attestava la
legittimita' del provvedimento.
Non vi e' quindi ragione - sostengono gli interroganti - per cui, in base
alle normative comunitaria, nazionale e regionale la caccia in deroga a
febbraio non debba essere autorizzata.(ANSA)
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SENTENZA DEL TAR. VIA LIBERA ALLE ATTIVITÀ VENATORIE SUI MONTI LATTARI
I cacciatori vincono il ricorso contro la Regione
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20070126&ediz=CIRC_SU1&np
ag=44&file=B.xml&type=STANDARD
SABATO LEO Caccia libera, calendario venatorio permettendo, nel Parco
regionale di Monti Lattari. Lo ha sentenziato il Tar di Salerno (prima
sezione), che ha accolto il ricorso di un gruppo cacciatori. 85 ricorrenti,
residenti nel Parco, sostenuti da altri 56 cacciatori di Pimonte, l'hanno
spuntata contro la Regione. Annullati, pertanto, gli atti impugnati: il
deliberato della giunta regionale di istituzione del Parco ed il successivo
decreto di Bassolino, risalenti, entrambi, ai mesi settembre-novembre del
2003. Il ricorso, contrastato dalla Lipu, è stato accolto dai giudici perché
la Regione non ha ottemperato a una precedente ordinanza del Tar. Il
Tribunale amministrativo regionale, infatti, aveva chiesto delucidazioni a
Palazzo Santa Lucia sul rispetto della percentuale (dal 20 al 30 per cento)
del territorio agro-silvo-pastorale destinato alla protezione della fauna
selvatica. I cacciatori avevano eccepito, tra l'altro, che la Regione, prima
di procedere all'istituzione del Parco, avrebbe dovuto verificare se vi
fosse ancora territorio disponibile per un allargamento delle aree di
divieto delle attività venatorie. Il Tribunale ha ritenuto non attendibili
le argomentazioni difensive della Regione e ha accolto il ricorso in base
alla norma del codice di procedura civile relativa alla valutazione delle
prove. Il richiamato articolo 116 stabilisce che il giudice deve valutare le
prove secondo il suo prudente apprezzamento e può desumere argomenti di
prova anche dal rifiuto ingiustificato delle parti a fornire spiegazioni o
documenti. L'illegittimo contegno nel processo costerà caro alla Regione,
condannata anche a pagare le spese processuali (1.500 euro). La sentenza ha
fatto salvi gli ulteriori provvedimenti di Palazzo Santa Lucia che dovrà
rifare nuovamente l'iter procedurale amministrativo. I cacciatori sono stati
difesi dagli avvocati Andrea Di Nunno e Francesco Armenante, la Lipu
dall'avvocato Iride Pagano mentre i comuni di Pimonte e Lettere si sono
costituiti tramite l'avvocato Massimo Coppola. La Regione è intervenuta con
gli avvocati Maria Vittoria de Gennaro e Raffaele Chianese.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it