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Re: [animalisti] Comunicato EQUIVITA 25/01/07



Gent. Dott.ssa Pignataro,
 
avendo io girato in lista il Comunicato Stampa di Equivita, desidero esprimermi sulle sua accusa di "cattiva informazione".
 
Equivita ha certamente sbagliato a scrivere le imprecisioni che ha scritto; ma da questo a parlare di "cattiva informazione", credo ce ne voglia.
 
"Cattiva informazione" puo' infatti venir intesa come "informazione falsa" (sempre e comunque da stigmatizzare); ed "informazione imprecisa ed/od inesatta": ma in questo caso, per giudicare sulla precisione o l'esattezza dovute, credo ci si debba riferire a quelle relative al tipo di scritto, ed al contesto in cui si scrive. Vi sono la precisione e l'esattezza pretese da un articolo destinato ad una rivista scientifica; vi sono quelle, naturalmente diverse, richieste da un comunicato stampa destinato ad essere (nella migliore delle ipotesi) trasfuso in un pezzo giornalistico.
 
In Internet mi e' capitato - ad esempio - di imbattermi in un suo interessante scritto: "L'animale macchina. Rene' Descartes e la teoria dell'automatismo animale".
In tale saggio, lei: 1) Cita Descartes in traduzione italiana, e non in lingua originale; 2) Non fornisce neppure le indicazioni bibliografiche relative alle traduzioni che ha adoperato per la preparazione del testo.
Di queste due, la prima circostanza e' inconcepibile in uno scritto scientifico: la seconda e' inammissibile anche in una tesina destinata all'esame di maturita'.
 
E' "cattiva informazione" (o "cattiva scienza") la sua? Certamente no.
Semplicemente, stando lei scrivendo un articolo per Internet, e non per di una Rivista di Storia della Filosofia, ha ritenuto - giustamente - che quella fosse la precisione richiesta dal contesto.
 
Per tornare al caso di specie, comprendo benissimo la differenza che corre tra scrivere "dalle pagine di Nature", ed essere "citato" da Nature; e le altre che lei evidenzia.
 
Ma mi tornano anche in mente le parole che mi disse, molti anni fa, un Ricercatore di Neurochirurgia di fama internazionale: che c'erano due tipi di interventi chirurgici, quelli che servivano ai pazienti, e quelli che servivano ai medici ...
 
Ma a questo punto, il discorso si fa scivoloso; e mi perdonera' se lo interrompo.
 
Con viva cordialita'
Michele Scotto di Santolo
 
 
 
 
 
----- Original Message -----
Sent: Friday, January 26, 2007 8:15 PM
Subject: Re: [animalisti] Comunicato EQUIVITA 25/01/07

Equivita ha scritto:

 
Gli esperimenti su animali:

-            che Thomas Hartung, direttore responsabile per la ricerca della Commissione Europea al European Joint Research Centre (Centro di Ricerca Europeo) ha definito “cattiva scienza”, dalle pagine di Nature, la più importante rivista scientifica del mondo,

Vado a leggere il comunicato che Equivita aveva emesso il 02/12/05 in occasione dell'uscita dell'articolo su Nature ed ecco cosa trovo:
...Siamo dunque ben lieti di riportare per voi alcune parti del lungo articolo, di Alison Abbott, pubblicato da “Nature”, rivista scientifica considerata uno degli organi ufficiali della scienza.
Allora non si dovrebbe piuttosto dire che era Alison Abbott che parlava dalle pagine di Nature?

Titolo: “Oltre il cambiamento cosmetico. Le pressioni commerciali e politiche spingono verso la fine della sperimentazione su animali in tossicologia in Europa. Questo implicherà un cambiamento verso una scienza migliore”
Sembra dunque che l'articolo non si riferisse agli "esperimenti su animali" in genere ma ai test di tossicità in cosmetica, due campi che evidentemente *non* coincidono...

“Lo sforzo che produrrà l’Europa cambierà tutto ciò, e l’uomo incaricato di portare la tossicologia nel XXI° secolo è un tedesco che si esprime con molta chiarezza: Thomas Hartung (direttore del ECVAM, European Centre for the Validation of Alternative Methods). Malgrado Hartung sia consapevole della grande sfida che ha davanti a sé, egli considera questa (il regolamento REACH, per la valutazione e regolamentazione delle sostanze chimiche nell’Unione Europea, ndt) una “opportunità per la tossicologia di diventare infine una scienza rispettabile”

Thomas Hartung aggiunge::
“I test di tossicità che abbiamo utilizzato per decenni sono semplicemente ‘cattiva scienza’. Oggi abbiamo l’opportunità di incominciare da zero e di sviluppare dei test basati su prove evidenti, che forniscono un reale valore predittivo”
E quindi Thomas Hartung non ha scritto "dalle pagine di Nature" ma è stato *citato* su Nature. Il suo giudizio non riguarda gli "esperimenti su animali" ma la tossicologia.

Infine qui si trova l'organigramma dell'European Joint Research Centre al 1 dicembre 2006 e legge che è diretto da un tal Roland Schenkel, che è diviso in 10 istituti, con sedi sparse in tutta Europa, e che Thomas Hartung è responsabile del settore "2. Validation of biomedical testing methods" dell'istituto I (Institute for Health and Consumer Protection) il cui direttore è una certa Elke Anklam. Per cui dire che "Thomas Hartung [è] direttore responsabile per la ricerca della Commissione Europea al European Joint Research Centre" è quantomeno ambiguo.

Va bene lottare contro la "cattiva scienza" (ed uso qui l'aggettivo nel suo senso *morale*), ma ciò non giustifica la *cattiva informazione*...

AP
-- 
Agnese Pignataro
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