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NEWS: Giornali Internet 30/01/07



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CACCIA
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MAXI MULTA E DENUNCIA
Cacciatore nascosto nel pollaio fa strage di tortore
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3244257&Pagina=1
Quegli spari di fucile che rieccheggiavano in zona non potevano non essere
sentiti dai vigili provinciali che stavano perlustrando la campagna di
Loreo. Nei paraggi però non risultava esserci alcun appostamento. Eppure
qualcuno sparava colpi a ripetizione. L'aveva pensata davvero bene il
cacciatore di Forlì sorpreso in località Grimana mentre mirava alle tortore
dal collare. Era andato ad acquattarsi dentro un... pollaio. Miglior
nascondiglio non poteva trovare anche perché con tutta probabilità i
proprietari del ricovero delle galline, che sulle prime hanno tentato di
depistare le indagini, erano d'accordo con lui anche se alla fine sono stati
costretti ad aprire il cancello del pollaio.
L'operazione è stata condotta in collaborazione con le guardie volontarie
della zona e ha portato alla denuncia in procura del cacciatore forlivese
che stava centrando i piccoli columbiformi che sono una specie protetta. Ben
undici le tortore dal collare che non faranno il nido la prossima primavera.
I capi abbattuti sono stati naturalmente sequestrati. E che il cacciatore
"foraneo", come vengono gergalmente denominate le doppiette che arrivano da
fuori provincia, avesse scambiato la caccia in Polesine per un'attività
svincolata da ogni regola, lo dimostra la sfilza di sanzioni che gli sono
state appioppate. Era in atteggiamento di caccia in un punto troppo vicino
alle abitazioni: 206 euro; ha fatto fuoco senza rispettare la distanza
minima da una casa: altri 206 euro; non ha segnato la giornata di caccia
sull'apposito tesserino venatorio: 154 euro. E infine non era iscritto ad
alcun ambito territoriale di caccia: fanno altri 308 euro. In totale, 874
euro di multa più il processo per aver sparato su una specie protetta.
Franco Pavan
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Bracconieri sorpresi
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=F49DC070476AFA4EB72B445
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CINGOLI - Nel pomeriggio di sabato scorso gli agenti della Forestale di
Cingoli hanno sorpreso un gruppo di bracconieri nella foresta demaniale di
Cima Mastro Luca. I cinque cacciatori stavano trascinando nel bosco un
cinghiale appena abbattuto. I due agenti della Forestale hanno intimato l?
alt ma i cacciatori si sono subito dati alla fuga lasciando sul posto la
preda. Dopo alcuni minuti di inseguimento i cinque sono stati bloccati e
identificati. Sono state contestate loro diverse sanzioni amministrative per
la violazione alla normativa relativa all?attività venatoria. In questi
ultimi mesi si sono intensificate le attività di controllo nei confronti dei
bracconieri che prendono nel mirino soprattutto i cinghiali, molto numerosi
nell?Alto Maceratese.
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Ancora accuse alla Provincia da parte di WWF e Lupus in Fabula
?Cacciatori, specie protetta?
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=BFFE18C8298942EDE81C034
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PESARO - Fioccano, comesi sa, le polemiche in tema di caccia. Stavolta,
invece, il WWF Marche per bocca del presidente Vittorio Palazzini e l?
associazione Lupus in Fabula (Claudio Orazi) spingono di più sull?
acceleratore per denunciare una presunta violazione. Ecco quanto scrivono,
premettendo che tutti o quasi i vertici provinciali, a cominciare dal
presidente e dal suo vice, sono patiti delle doppiette..
?Accade che per tutto il mese di gennaio squadre di cacciatori vadano a
caccia nelle Z.P.S, in palese violazione della Legge regionale n.1277 del
06/11/2006, senza che nessuno si preoccupi di fare i controlli. Informate di
queste presunte attività, alcune guardie volontarie del WWF, decidono di
fare delle verifiche, e domenica 28 gennaio si recano nella Z.P.S. di
Mombaroccio, e incontrano una squadra di cacciatori (circa 30/40 persone)
pronti a avviare una battuta di caccia al cinghiale. Ma la legge di cui
sopra, nel mese di gennaio, consente sono la caccia di selezione agli
ungulati, da parte dei titolari di apposita licenza, e non la caccia in
braccata.
?Le guardie volontarie del WWF, in collaborazione con il Corpo Forestale
dello Stato, prontamente intervengono e impediscono che inizi la battuta di
caccia. Lo smarrimento e la rabbia dei cacciatori è grande perchè sembra che
i massimi esponenti della Provincia in tema di caccia, abbiano loro
assicurato che potevano tranquillamente cacciare. Nell'ultima domenica della
stagione venatoria 2006/2007 le guardie provinciali invece di presidiare il
territorio e contrastare gli abusi e le negligenze, vengono inviate a fare
le catture delle lepri nelle Zone di Ripopolamento e Cattura, quando
avrebbero potuto benissimo attendere il 1 di febbraio. Perchè?
?Questi fatti - dice tra l?altro la nota - evidenziano ancora una volta la
parzialità e l'arroganza con cui la Provincia gestisce le sue competenze in
materia di caccia?. La nota prosegue ancora accusando l?ente pubblico di
dare informazioni errate e/o parziali, ?evitando di fare quanto le compete
lasciando il territorio senza alcuna vigilanza o gestendo la vigilanza in
maniera da non nuocere a una parte del mondo venatorio. Chidendo cioè un
occhio, e a volte anche tutti e due. La risposta della Provincia non si farà
attendere...
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CACCIA: DOMANI CHIUSURA STAGIONE; MILIONI ANIMALI ABBATTUTI
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/regioni/20070130172034184602.h
tml
(ANSA) - ROMA, 30 gen - Decine di morti e feriti per incidenti con armi da
caccia, circa 100 milioni di animali selvatici abbattuti, ma anche centinaia
di animali domestici, tra cani e gatti, vittime di trappole illegali come
tagliole e lacci. Cacciatori poco rispettosi delle norme, ai quali pero' lo
Stato fa delle concessioni, e il bracconaggio resta una piaga irrisolta in
diverse aree del Paese. Questo il bilancio che fanno le associazioni Lav,
LAC e Animalisti Italiani alla vigilia della chiusura della stagione di
caccia. Secondo i dati della LAC sono 33 i morti e 69 i feriti per soli
episodi correlati all'impiego di armi da fuoco; e tra questi, 3 morti e 17
feriti sono cittadini non cacciatori. Inoltre ''l'insufficienza
dell'attivita' di vigilanza - si afferma in un comunicato della LAC - non
riesce ancora a contrastare alcune grandi sacche di bracconaggio, come nella
provincia di Brescia, nei laghi costieri pugliesi, in Sardegna e nelle
lagune venete, compreso in special modo il Delta del Po, ove abbonda
l'esasperato uso dei proibiti richiami acustici a funzionamento
elettromagnetico, con conseguenti mattanze di decine di migliaia di uccelli
acquatici''. La chiusura della caccia pero' non coincide necessariamente con
l'inizio di un periodo di tregua per gli animali selvatici: ''in buona parte
delle province italiane proseguono i 'piani di controllo' della fauna
selvatica - ricorda Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV settore
caccia e fauna. Questo significa che caprioli, cinghiali, volpi, nutrie
continueranno ad essere uccisi perche' considerati troppo numerosi sulla
base di discutibili conteggi effettuati dagli stessi cacciatori o perché
predatori di animali (lepri e fagiani) di primario interesse delle
doppiette''. Il responsabile della LAV auspica che il Governo mantenga gli
impegni elettorali in materia di caccia e in particolare si aspetta ''la
rapida approvazione del progetto di legge C.1668, che prevede l'abrogazione
dell'art.842 del Codice civile, grazie al quale i cacciatori italiani, unici
in tutta Europa, possono entrare nei fondi altrui senza neppure chiedere il
permesso''. '' Speriamo in una stagione venatoria 2007/2008 piu' rispettosa
almeno della legge sul prelievo venatorio 157/ 92 che considera la caccia
una concessione dello Stato e non un diritto - dichiara Daniela Britti,
responsabile campagna caccia per Animalisti Italiani ONLUS -. Resta ancora
la curiosita' di venire a capo di una delle tante stranezze italiane per cui
non si comprende come una piccolissima fascia di popolazione dedita alla
caccia, ossia meno dell 1% riesca ad ottenere tante deregulations''. (ANSA).
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PESCA
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MAZARA
Pescavano con le lampare sequestrate attrezzature
http://www.lasicilia.it
Mazara f. m.) La Capitaneria di Porto sabato scorso ha fatto scattare
l'operazione, «Lampare» volta a sferrare un duro colpo alla pesca di frodo.
L'operazione, coordinata dal comandante Claudio Lo Pumo, condotta con due
motovedette ed una radio mobile a terra, ha sorpreso alcuni pescatori
palermitani impegnati presso le acque antistanti il lungomare, dove vige
peraltro un divieto di pesca per noti scarichi fognari, a pescare a bordo di
alcuni imbarcazioni con l'ausilio di lampade luminose. Sono state
sequestrate le attrezzature, sequestrati diversi chili di polpi, ed elevate
sanzioni per 3.100 euro.
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CAVALLI
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POLIZIA. Corsa di cavalli clandestina interrotta dagli agenti. Oltre cento
persone denunciate
Plemmirio «ippodromo»
http://www.lasicilia.it
Happening ippico al Plemmirio. In competizione due puledri, con calesse,
impegnati in una corsa clandestina lungo la strada che da Terrauzza conduce
al Plemmirio, toponimo dell?area protetta marina. La corsa clandestina è
stata bloccata dagli agenti della polizia di Stato, accorsi in gran numero,
e con numerosi mezzi, sotto il coordinamento del dirigente della squadra
mobile Gennaro Semeraro, il quale sull?azione condotta con risultati
positivi all?alba di domenica, ha tenuto ieri mattina, in questura, una
conferenza stampa di approfondimento sui vari aspetti dell?intervento di
polizia. I dati: due cavallini, con calesse sequestrati; 122 «cavallari», su
circa 300 identificati, denunciati per reati di vario tipo, sempre connessi
alla organizzazione ed esecuzione della gara ippica landestina.
La corsa avrebbe avuto, secondo gli investigatori, un monte premio di 10
mila euro che sarebbe andato al proprietario di quel cavallino che l?avrebbe
vinta. Non si esclude che altri abbiano puntato sulla gara, attuando così il
sistema delle puntate clandestine, in una gara clandestina: movimento di
denaro tutto in nero, gestito ? si ipotizza ? dalla delinquenza organizzata.
I proprietari dei due puledri sequestrati sono siracusani e risiedono nella
parte alta della città. I fantini sono di Siracusa e di Noto. La macchina
organizzativa della corsa clandestina, molto articolata, si serviva di
staffette mobili, vedette, starter e giudice di gara, piazzato sulla linea
del traguardo. Nonostante i vari sistemi, adottati per evitare sorprese,
compresa la «bonifica» del territorio lungo il tracciato scelto per la
competizione ippica abusiva, gli organizzatori della manifestazione, sono
stati «bruciati» dall?apparato di polizia sceso in campo, che si è
mimetizzato bene nell?ambiente, sfuggendo così ai controlli predisposti dei
«cavallari», per assicurare la riuscita della corsa. I due puledri sono
stati sequestrati e sottoposti a prelievi ematici per verificare la
eventuale presenza di sostanze dopanti. Successivamente i quadrupedi saranno
consegnati in custodia giudiziale al corpo forestale dello Stato. Tutte le
persone coinvolte nella corsa clandestina, a vario titolo, sono state
denunciate per danneggiamento: un cavallo durante l?improvviso ed
imprevedibile, per gli organizzatori, intervento della polizia, difatti, non
potendo frenare il suo slancio, è finito contro un automezzo degli
investigatori, danneggiandolo; l?animale nello scontro non ha riportato
danni. Altri reati contestati: blocco della circolazione stradale,
maltrattamemto di animali e organizzazione e partecipazione a corse
clandestine. «Un fenomeno aberrante che va stroncato» ha detto Gennaro
Semeraro.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it