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NEWS: Giornali Internet 20/02/07



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CACCIA
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L?assessore Alessandro Sala illustra i numeri del suo settore e approva la
nuova legge regionale
Meno doppiette, più capanni
Le licenze per la prima volta sotto la soglia di 30mila, il bilancio della
stagione
CACCIA L?auspicio: «I controlli affidati alla Polizia provinciale»
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070220/Provincia/D.htm
Per la prima volta i cacciatori bresciani sono scesi sotto il tetto delle 30
mila unità. Nel 2006 sono calati di 820 unità rispetto all'anno precedente.
Erano 30.727 i tesserini venatori rilasciati nel 2005, mentre nell'annata
appena trascorsa sono risultati 29.907. Un calo in percentuale del 2,67% che
si aggiunge allo 0,6% riscontrato la stagione prima. È questo il dato più
significativo, all'interno del bilancio di chiusura di un'annata in chiaro
scuro. «Le luci - ha spiegato Alessandro Sala, assessore provinciale alla
Caccia - è l'impegno della Regione Lombardia ad emanare entro il 15 giugno
due leggi che consentiranno la caccia in deroga di alcune specie e la
regolamentazione dei richiami vivi con l'individuazione degli impianti». La
conseguenza? «Il governo nazionale non potrà più emettere decreti in
contrasto con le leggi regionali. Ciò consentirà ai cacciatori di avere
maggiori certezze di esercitare la disciplina venatoria». Per Sala è questo
il motivo principale della disaffezione di molti seguaci di Diana, che
finiscono con l'appendere il fucile al chiodo. Ma per l'assessore ci sono
altre concause. «In primo luogo la difficoltà di accesso ad ambiti di caccia
in altre province, la lievitazione dei costi, la vigilanza talvolta
vessatoria». Proprio per questo ha invitato Guido Bonomelli, neo assessore
alla Polizia provinciale ad affidare il compito ai suoi agenti e alle locali
guardie venatorie. «Sarebbe auspicabile - ha osservato - che non firmi
decreti per associazioni, provenienti da altre province, estranee alle
nostre tradizioni». E le ombre? «Il calo dei cacciatori per i motivi prima
accennati».
È poi toccato a Angelo Zizioli, funzionario dell'ufficio, affiancato dal
collega Alberto Marcelli e dalle impiegate Alessandra Feliziani e Michela
Giacomelli, illustrare il bilancio complessivo. Iniziando dagli esami di
abilitazione per consentire l'accesso alla disciplina degli aspiranti. Le
cifre non sono confortanti. «Dal 1993 al 2004 - ha rilevato - si è assistito
ad un calo massiccio di presenze. La media è passata da 1500 ai circa
550/600 candidati, con un breve recupero nel 2005 (780) ma per ricadere a
575 l'anno scorso». Note positive, invece per le autorizzazioni agli
appostamenti fissi. Da cinque stagioni sono in leggero aumento, essendo
passate da 7504 a 7863 (+ 8,4%) anche se il trend non è più quello degli
anni d'oro quando le statistiche parlavano della presenza di 10.740
appostamenti fissi (punta massima).
E gli abbattimenti? Sono stati circa 700 mila con una media di 24 giornate a
testa, ma notevolmente inferiori alle 55 stabilite dalla legge. Tra
provincia, regione e fuori regione sono stati colpiti 1.796.299 capi: tordo
bottaccio (625.822), l'allodola (288.812), il merlo (198.049), la cesena
(178.097), il tordo sassello (150.149); 405 i cinghiali abbattuti.s.bo.
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Decisioni criticabili
Gip di Brescia: le «strane» interpretazioni
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070220/Provincia/CACCIA6.htm
Nel panorama delle bizzarrie giudiziarie sulla caccia e le infrazioni alla
legislazione connessa, segnaliamo l?inconsueta quanto arbitraria presa di
posizione di un GIP (Giudice indagini preliminari) presso il Tribunale di
Brescia. Per il medesimo, due specie quali il pettirosso e la cinciallegra
sarebbero ?minacciate di estinzione? e da considerarsi particolarmente
protette ai fini sanzionatori, alla stregua dell?orso bruno, del lupo, dell?
aquila reale, della cicogna.
Così, il GIP ha respinto l?istanza di oblazione avanzata dal cacciatore A.B.
(assistito dall?avvocato Roberto Bonardi) per il caso dell?abbattimento di
due esemplari appartenenti alle specie di Passeriformi di cui sopra. Non è
stata nemmeno tenuta in considerazione la circolare dell?INFS, del 24 aprile
2006, prodotta dalla difesa e riportante le uniche specie riconosciute come
minacciate di estinzione - tra le quali non rientrano né il pettirosso, né
la cinciallegra - argomentando che tale parere dell?Istituto sarebbe
ampiamente superato dall?allegato II della Convenzione di Berna. Purtroppo l
?errore giuridico in cui è incorso il GIP, è marchiano! Pettirosso e
cinciallegra, che godono buona salute e sono considerate anche a livello
europeo in favorevole stato di conservazione, sono due specie cui il
legislatore nazionale, attraverso la L.157/92, ha accordato una ?semplice?
tutela in quanto non cacciabili, ma neppure particolarmente protette come lo
sono le specie selvatiche di cui alle lettere a) e b) dell?art. 2 della
medesima legge. Manca in tal caso il presupposto fondamentale che dà luogo
al trattamento sanzionatorio più grave, ossia che si tratti di specie la cui
minaccia di estinzione sia esplicitamente indicata nelle direttive
comunitarie o convenzioni internazionali o ancora in apposito decreto del
presidente del Consiglio dei ministri: presupposto inesistente e
insussistente per pettirosso e cinciallegra. Il lettore ne tragga le debite
considerazioni.
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Le bugie degli anticaccia su www.tutelafauna.it
Prima o poi la verità viene sempre a galla
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070220/Provincia/CACCIA2.htm
Dovrebbero ben saperlo gli anticaccia che accusano tutti i cacciatori di
ogni sorta di nefandezza senza considerare la realtà dei fatti e distinguere
tra pochi soggetti indisciplinati, i bracconieri e la stragrande maggioranza
dei cacciatori che, invece, conoscono e rispettano le regole.
Gli anticaccia ci accusano anche di essere dei bugiardi, quando lamentiamo
il fatto che, purtroppo, siamo spesso ?vittime? di vere e proprie
scorrettezze perpetrate ai nostri danni da ?agenti? di vigilanza che si
sentono più ?cacciatori di cacciatori? che altro.
La verità però, prima o poi, viene a galla. La prova la troviamo sul sito
www.tutelafauna.it
Chiariamo che l?ANUU non ha nulla contro la lotta a deprecabili fenomeni di
bracconaggio che danneggiano l?intera categoria dei cacciatori, ne tantomeno
intende prendere le difese di altre realtà organizzate del mondo venatorio
che non la pensano nello stesso modo. Ma ciò non significa essere
disponibile a venir presi per i fondelli, ne a far prendere per i fondelli
tutti i cacciatori. Con sarcasmo in tale litania si dice che i cacciatori si
lamentano di essere esasperati da controlli illegittimi e sottoposti ad
umiliazioni, vessazioni e veemenze da parte di chi esercita la vigilanza.
Sarcasmo che significa dare del bugiardo a chi sostiene tali affermazioni.
Poi, più esplicitamente, si dice testualmente che ?a Brescia si sono
inventati che esistono ?guardie di importazione, dei fantomatici tedeschi
che aggiungono un tocco di memoria storica a queste vessazioni, ricordando i
cupi tempi della guerra mondiale?.
In poche parole i cacciatori bresciani sono dei bugiardi. Le guardie
tedesche non esistono.
Peccato che poi, in un?altra parte dello stesso sito, venga pomposamente
riportato un bel report dal titolo: ?Campo antibracconaggio a Brescia:
comunicato del Komitee?.
Sottotitolo: ?L?associazione ambientalista tedesca i cui volontari da anni
percorrono in lungo ed in largo le valli bresciane alla ricerca di trappole
comunicano i risultati della propria attività nel 2006, in stretta
collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato?.
Che faccia tosta!
Ben venga la lotta al bracconaggio, ma prima si definisca chi ha titolo
anche morale a condurla perchè non è più accettabile che, pur di dar
fastidio alla caccia ed ai cacciatori, siano abilitati anche soggetti come
questi bugiardi patentati animati solo dalla voglia di ?cacciare i
cacciatori?.
Il ruolo della vigilanza in campo venatorio è un ruolo delicato e complesso
che richiede preparazione e soprattutto imparzialità di giudizio.
Riflettano le Autorità competenti se è il caso di lasciare che possa
continuare ad essere svolto anche da chi ha il solo scopo di ostacolare l?
esercizio venatorio.
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A Pavia non passa lo «straniero»
Anuu migratoristi reazione decisa
http://www.bresciaoggi.it/storico/20070220/Provincia/CACCIA1.htm
Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Proverbio quanto mai azzeccato,
purtroppo, nel caso della Amministrazione Provinciale di Pavia e degli ATC
pavesi che tentano nuovamente di lasciare a casa tutti i cacciatori non
residenti.
Infatti, con la scusa di dover applicare il nuovo Piano Faunistico
Venatorio, l?Amministrazione Provinciale, di concerto con i singoli Ambiti
Territoriali di Caccia (ATC), ha deciso di azzerare l?attuale situazione
associativa costringendo tutti i cacciatori a ripresentare una nuova domanda
di adesione, specificando che a tutti i cacciatori non residenti
anagraficamente negli ATC in questione, non viene garantita la possibilità
di rimanere associati anche per le future stagioni venatorie.
In questi giorni i cacciatori interessati stanno ricevendo le comunicazioni
da parte degli ATC e sul territorio si sta ingenerando una situazione di
forte preoccupazione e malcontento, venendo meno ogni minima garanzia di
sicurezza per il futuro.
Immediata e dura la reazione dell?ANUU Migratoristi che ha inviato, a firma
del vice presidente regionale Domenico Grandini, una nota all?assessore
regionale Viviana Beccalossi specificando che la decisione assunta dalla
Provincia e dagli ATC di Pavia risulta palesemente in contrasto con le
vigenti disposizioni di legge in quanto viene assunta anche nei confronti
dei titolari di appostamento fisso e di quanti risultano associati sin dalla
stagione venatoria 1998/1999, categorie cui la l.r. 16 agosto 1993, n. 26 e
successive modificazioni e integrazioni riserva invece, con estrema
chiarezza, rispettivamente il diritto di essere associati nell?ATC ove
ricade l?appostamento e il diritto di permanenza associativa, ossia la
possibilità di confermare annualmente la propria adesione semplicemente
versando il contributo associativo stabilito dagli stessi ATC.
L?ANUU migratoristi ha quindi chiesto all?assessore Beccalossi un urgente e
autorevole intervento nei confronti della Provincia di Pavia che garantisca
il ripristino del rispetto della legge e dei diritti di tutti i cacciatori
regolarmente associati agli ATC pavesi.
Nel contempo, l?ANUU Migratoristi ha anche segnalato all?assessore
Beccalossi la necessità di una urgente modifica delle norme regionali volta
a garantire il diritto di permanenza associativa a tutti i cacciatori non
residenti indipendentemente dall?anno in cui gli stessi hanno aderito a un
ATC, facendolo valere in modo automatico per quanti risultino già associati
e nel momento in cui nuove adesioni vengano disposte dai comitati di
gestione degli ATC stessi.
Non solo. L?ANUU Migratoristi, con due altre note a firma del vice
presidente Grandini, ha anche formalmente invitato l?Assessore provinciale
all?Agricoltura e Riserve Naturali di Pavia e tutti i Presidenti degli ATC
pavesi ad assumere immediatamente tutti gli atti necessari a ripristinare il
rispetto della legge, riservandosi, in caso contrario, di procedere con ogni
iniziativa legale volta a tutelare i diritti di tutti i cacciatori.
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PESCA
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BLITZ DELLA CAPITANERIA DI PORTO EMPEDOCLE
Barca sequestrata a diportista
scoperto a pescare novellame
http://www.lasicilia.it
PORTO EMPEDOCLE. Vedersi sequestrare la barca e una rete con allegato
verbale da 1032 euro per una «misera» cassetta di novellame. E? stata una
mazzata pesantissima quella rifilata a norma di legge dalla Capitaneria di
porto empedoclina a un uomo scoperto ieri nei pressi dello scalo marittimo
mentre era intento a pescare il «neonato». La barca era bella, perfettamente
equipaggiata, un piccolo gioiello dunque della nautica.
«Peccato» fosse sprovvista delle necessarie autorizzazione a pescare il
«neonato». Il personale della Guardia costiera agli ordini del comandante in
seconda Antonio Cacciatore hanno dunque intimato al comandante del natante
di fermare le operazioni di pesca che stava per iniziare. Nel giro di pochi
minuti la posizione dell?amante del mare si è aggravata, visto che alla
sazione pecuniaria per il reato di  pesca abusiva di novellame, gli uomini
della Capitaneria hanno proceduto al sequestro dell?imbarcazione da diporto.
E? infatti emerso che il motore del mezzo era sprovvisto della necessaria
copertura assicurativa e pertanto è scattato inesorabile il sequestro. La
barca è al momento ormeggiata  all?interno dello scalo marittimo empedoclino
e non può essere riconsegnata al proprietario fino a nuovo ordine delle
autorità competenti. Nel giro di pochi giorni è la seconda operazione della
Capitaneria a tutela del corretto svolgimento delle operazioni di pesca del
novellame, sempre in ambito portuale. F.D.M.
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MALTRATTAMENTI
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FORNO DI ZOLDO
Il gatto finì nella tagliola A processo per caccia abusiva
Forno di Zoldo
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3271353&Pagina=4
Sistemò una trappola nel proprio fienile per difendere il fieno dagli
animali che entravano da una finestrella e lo sporcavano, rendendolo
inutilizzabile. A finire nella tagliola però fu il gatto dei vicini, che
rimase gravemente ferito.
I proprietari dell'animaletto sporsero denuncia contro Bruno Campo, 60 anni,
di Forzo di Zoldo, che fu accusato di ben tre reati: due violazioni della
legge sulla caccia, l'esercizio venatorio con mezzi non consentiti e in un
periodo in cui non era aperta, e il maltrattamento agli animali previsto dal
codice penale.
I fatti si riferiscono al maggio 2003, e sono avvenuti in un fienile di
proprietà del Campo, a Forno di Zoldo, dove questi abita.
Ieri in Tribunale si è tenuta l'udienza filtro nella quale l'avvocato
Massimo Moretti ha difeso strenuamente il proprio cliente, per il quale
aveva chiesto il proscioglimento sostenendo la tesi che l'uomo aveva agito
all'interno del suo fienile e che non stava esercitando alcun esercizio
venatorio, ma stava soltanto tutelando la sua proprietà.
Il giudice Aldo Giancotti però non si è mostrato convinto. Per quanto
riguarda i primi due reati, l'esercizio della caccia con mezzi non
consentiti, cioè la tagliola, e il maltrattamento di animali, è intervenuta
la prescrizione.
Per quanto riguarda l'accusa di aver esercitato la caccia in un periodo in
cui questa non era consentita, ha accolto però la richiesta di oblazione
presentata dall'imputato.
Il procedimento penale verrà quindi chiuso con il pagamento di 1251 euro.
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SCOPERTO DALL?OIPA
Il «collare elettrico» era applicato ai cani
http://www.lasicilia.it
Grazie all?Oipa ? organizzazione internazionale protezione animali ? è stato
scoperto dalla Polizia il caso di un uso illecito di un collare elettrico
applicato ad un paio di cani. Si tratta di uno di quei collari vietati per
legge e che producono scariche elettriche sui poveri animali per non farli
abbaiare. L?impiego di questi collari è proibito e l?eventuale uso è
perseguito come maltrattamento agli animali. Ed un trapanese è stato per
questa ragione denunciato alla magistratura. L?episodio risale al 9 febbraio
scorso. Ai volontari dell?Oipa è stato segnalato il maltrattamento di cani
all?interno di un recinto in via Ardito. Gli animali sono stati trovati in
condizioni non buone, si sarebbero trovati di fatto «liberi» di muoversi all
?interno di una specie di discarica. Alla presenza di agenti della squadra
Volante, i volontari dell?Oipa hanno constatato l?uso del modello di collari
elettrici vietati per legge e il proprietario dei cani nel frattempo
sopraggiunto, S. M., è stato denunciato. L?uomo ha svelato in pratica l?
impiego dei collari quando gli è stato fatto presente che l?Oipa e la
Polizia erano sopraggiunti a causa di segnalazioni di vicini disturbati dal
latrare dei cani: a quel punto l?uomo ha detto che la cosa non era possibile
perchè ai cani era applicato il collare elettrico. R. T.


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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it