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Dichiarazione contro i veleni antizanzare



Title: Dichiarazione contro i veleni antizanzare

Carissimi,
 
c'è un nuovo problema che si affaccia nella vita già complicata di chi ha a cuore il benessere sociale, una questione sottovalutata e non ancora considerata nella sua importanza e gravità, ma che comporta enormi danni per la salute di tutti gli essere viventi e per l'ambiente in generale.

Dal 1990, da quando è stata "importata" in Italia la Aedes albopictus, la famosa Zanzara tigre, a seguito di una campagna terroristica sulla sua pericolosità, è iniziata la moda delle disinfestazioni chimiche. Tutti, sia le Amministrazioni Pubbliche che i privati cittadini sono stati sollecitati a "difendersi" irrorando e spargendo (o meglio facendo irrorare e spargere) tonnellate di insetticidi chimici. Così la lotta alle zanzare è divenuto un lucroso business (150 milioni di euro spesi ogni anno in Italia), anche se, come è ormai noto, la Zanzara tigre, se pur fastidiosa, attualmente non rappresenta un pericolo mortale.
Ma almeno è stato risolto il problema? No: anzi, le zanzare sono divenute più forti e aggressive.
 
E’ quindi opportuno sottolineare come nella bibliografia scientifica  ci siano continue evidenze di eventi tossici legati all’uso di disinfestanti di differente natura, che, immessi senza regole nell'ambiente, stanno rappresentando un nuovo tipo di inquinamento dal quale doversi difendere.

Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico, hanno dimostrato che questo tipo di sostanze è in grado di inibire alcune attività enzimatiche alla base del corretto funzionamento sia degli organismi animali (uomo ed animali domestici compresi) e vegetali, con danni alla salute ed impoverimento di flora e fauna, sia del sistema di difesa di cui l’organismo umano è dotato: si pensi alla preziosa azione di alcuni enzimi (catalasi, perossidasi, superossidodismutasi) contro il pericolo di stress ossidativo, considerato origine e concausa di molte gravi malattie (Alzheimer, Parkinson, Creuzfeld - Jacob, diabete 2, sclerosi a placche, alcune forme di cancro).
 
Molti disinfestanti, poi, per il carattere di basi di Lewis, interagiscono con gli acidi di Lewis (i metalli, in particolare pesanti) veicolandoli all’interno degli organismi ed accrescendone il grado di pericolosità.  Sono inoltre da valutare le  reazioni di tali sostanze con gli altri inquinanti. Sappiamo infatti che l’effetto di moltissime sostanze mutagene già presenti nell’ambiente non si somma, bensì si moltiplica,
 
C’è infine da riflettere sull’impressionante aumento di allergie, specialmente nei soggetti più sensibili e a rischio, come bambini e anziani, e sul fatto che l’uso indiscriminato di queste sostanze, da un lato le fa accumulare nell’ambiente insieme ai prodotti della loro degradazione chimica, fotochimica e biologica, e dall’altro rende i sistemi da aggredire sempre più adattati e, quindi, resistenti. L’inquinamento da insetticidi nebulizzati o sparsi nell’ambiente, non è ancora stato tenuto nella giusta considerazione e porta conseguenze a breve, medio e lungo termine.
 
E’ in nome del “DIRITTO alla SALUTE” che viene autorizzato questo terribile e incontrollato spargimento di insetticidi nell'ambiente.  La privacy di ogni  habitat  è continuamente violata e chi subisce danni, spesso non sa come difendersi.
 
La ricerca e la scienza dovrebbero rappresentare una via di salvezza, ma non c'è uniformità di giudizio e,  in qualche caso, competenza sul modo di affrontare la lotta:
-       alcuni Esperti mettono in guardia dalle malattie che gli insetti provocano nei loro Paesi di provenienza e incitano a distruggerli con metodi anche più pericolosi;
-       le Amministrazioni pubbliche, per "tutelare" la popolazione, ordinano e attuano le disinfestazioni chimiche, a tappeto;
-       i cittadini, non informati del tutto, vogliono essere salvati dalle punture "pericolose" e accettano ogni tipo di sostanza;
-       esistono alleanze tra Comuni, Forze Politiche e differenti strategie di intervento;
ma non c'è alcun collegamento tra gli Enti preposti alla Salute (Ministero della Sanità, Istituto Superiore di Sanità, Società Chimica Italiana, Consiglio Nazionale delle Ricerche), né un indirizzo di lotta comune.
 
In molti stanno studiando il problema, ma un conto sono gli interventi nelle risaie, un conto sono le città, gli orti, i giardini, i Parchi.
La diversità biologica viene minacciata per l'azione esercitata dagli insetticidi contro la zanzara tigre che sterminano molte specie tra cui i predatori naturali delle zanzare e persino le api, la cui tutela è fondamentale per i raccolti. Senza contare le ripercussioni, sulla flora, sulle falde acquifere e sulle acque di superficie…
 
 
I prodotti autorizzati il più delle volte non sono stati testati e, a causa della resistenza sviluppata dalle zanzare, vengono immessi e sperimentati a dosi sempre più elevate, salvo poi venire ritirati per la pericolosità dimostrata: è stato regolamentato il fumo di sigaretta, lo smog, ma non l'uso di queste sostanze.

Nella maggior parte dei casi, i trattamenti chimici sono affidati a ditte private, considerate imprese di pulizia. Chiunque infatti può gestire una campagna di disinfestazione (applicazione di prodotti insetticidi) a largo raggio. Per gli operatori del settore basta un anno di esperienza come operai. La qualità e la percentuale degli insetticidi vengono lasciati, senza alcun controllo, alla discrezione delle ditte che, tra l'altro, non rilasciano quasi mai le schede tecniche relative.
 
E’ vero che le sostanze chimiche impiegate sono quasi sempre ammesse dal Ministero della Salute, ma pochissimo si sa sui loro effetti; è per questo che il 18 dicembre 2006 il Parlamento Europeo ha istituito il sistema REACH (registrazione, valutazione e autorizzazione dei prodotti chimici), un primo atto per cominciare a cercare di limitare i danni.
 
In Italia, il mondo scientifico, in particolare della Chimica, si è fatto sentire e, dopo avere dibattuto sull'argomento "DISINFESTAZIONI", in 2 convegni al CNR di Roma, ha preso posizione inviando una lettera al Sindaco Veltroni, (la vicenda viene riportata nel sito www.infozanzare.info , nella pagina  “POLEMICA a ROMA”).
 
E’ stato un primo intervento, ma, poiché per salvaguardare la salute delle persone e dell'ambiente riguardo alla pericolosità degli insetticidi non esiste alcuna legislazione, è quanto mai opportuno e necessario affrontare questa nuova emergenza.
E’ possibile infatti combattere le zanzare con corrette strategie di lotta a minimo impatto ambientale e basate su metodi meno invasivi e possibilmente naturali.
è quindi necessario che i Comitati Scientifici, le Associazioni, gli Enti, le Istituzioni, insieme ai cittadini, comincino a prendere coscienza della situazione e intervengano per tutelare veramente il DIRITTO alla SALUTE e per la salvaguardia del bene comune che l'Ambiente rappresenta. Infatti l’uso della chimica non può più essere considerato la prassi di routine, quella da praticare al primo “pizzico” di zanzara.

Noi, sottoscritti, abbiamo già cominciato a sollevare il problema e siamo convinti che TUTTI INSIEME potremo dare un sempre più significativo apporto alla SOCIETÀ.

Se volete sottoscrivere anche voi questa lettera e aderire alle nostre attuali e future iniziative, inviate una e.mail a:

<wlaterra at gmail.com>

Vi terremo informati e saremo lieti di sentire la Vostra opinione. In attesa di risposta, vogliate gradire i nostri migliori saluti, con preghiera di far pervenire questa lettera a chi può essere interessato a sottoscriverla. GRAZIE.
 
WWF-Lazio
Comitato Scientifico EQUIVITA
Ambiente e/è vita
Antidote-Europe
VAS
Animalisti Italiani
 
Prof. Luigi Campanella - Presidente Eletto della Società Chimica Italiana
; Professore Ordinario di Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali e docente di Chimica Analitica nell'Università La Sapienza - Roma
 
 
Roma, 7 febbraio 2007