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NEWS: Giornali Internet 22/02/07



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CACCIA
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Ottocento caprioli abbattuti, emergenza finita
i dati sulla caccia di selezione
Raggiunto l'obiettivo ora l'assessore Scrivano tende la mano a tutte le
parti: «Riscriviamo insieme il nuovo regolamento»
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=537367&IDCategori
a=592
DOPO le polemiche, gli spari. Dopo gli spari, i dati.
Sono stati 813 in tutto i caprioli abbattuti in provincia dai 150
"selettori" autorizzati dalla Provincia per un piano di abbattimento voluto
per contenere il numero di "bambi" che, secondo le denunce dei contadini,
avrebbe superato il limite di guardia - privi come sono, nel contesto
savonese, di nemici naturali - e minacciato campi e colture.
Diecimila i caprioli censiti, 878 quelli di cui si era autorizzato
l'abbattimento (l'8% del totale), il dato finale parla di un risultato
raggiunto al 92,5%.
Ora, l'assessore provinciale alla caccia Carlo Scrivano tende la mano a
tutte le parti: «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, non si poteva
restare sordi di fronte ai problemi denunciati dai contadini». Ma aggiunge:
«Ora, però, chiusa l'emergenza mi accingo a rispettare una promessa. Quella
di varare un nuovo Regolamento, rispetto al quale non ci sono preclusioni né
idee già pronte, ma che sarà il frutto del confronto a 360 gradi con tutte
le parti in causa, a partire dagli ambientalisti per arrivare alle
associazioni degli agricoltori».
Ma torniamo ai dati.
Nell'ambito territoriale di caccia 1, sono stati abbattuti 243 capi: 144 nel
sassellese (il maggior numero in assoluto), 64 a Stella, 35 infine a
Cadibona.
Nell'Atc 2 i capi abbattuti sono stati 67: 15 a Zerboraglia, 52 a Rocchetta.
Nell'Atc 3, 342 i capi abbattuti: 25 a Marghero, 120 alla Colla, 116 alle
Rocche, 81 ai Monti.
Infine, 100 i "bambi" abbattuti a Piana Crixia e 61 a Mioglia.
La caccia di selezione era iniziata il 2 settembre. Ma quasi subito c'era
stato un lungo stop dovuto ad un ricorso al Tar da parte delle associazioni
animaliste.
Poi la Provincia aveva vinto la sua battaglia per la caccia di selezione al
capriolo e il tribunale aveva dato il via libera alle doppiette perché
tornassero a sparare.
Come detto, la caccia di selezione al capriolo prevedeva, sul territorio
della provincia di Savona, l'abbattimento di 878 capi su una popolazione
complessiva di circa 10 mila esemplari.
La caccia è stata affidata a 150 cosiddetti "selecontrollori".
Il calendario ha consentito sino al 30 ottobre di sparare al capriolo
maschio nelle giornate di lunedì, giovedì e sabato.
Dal 2 dicembre al 31 gennaio, invece, ha dato il via libera per femmine e
piccoli.
A. G.
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MALTRATTAMENTI
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Sequestrati i due segugi: erano chiusi in un box
Collari elettrici ai cani Proprietario denunciato
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=697559
URBINO - Nei giorni scorsi un?operazione compiuta dalle Guardie zoofile
dell'Ente Nazionale Protezione Animali in forza al Nucleo Provinciale di
Pesaro-Urbino ha portato al sequestro di due esemplari di segugio ai quali
il proprietario aveva applicato dei collari elettrici (foto). Con un
funzionamento semplice ma sconcertante. Per via delle numerose lamentele dai
vicini, disturbati dal latrare degli animali, l'uomo - un 43enne residente
ad Urbino - aveva applicato ai cani dei collari che, attivati
automaticamente dalle vibrazioni delle corde vocali dei cani, scaricavano
sugli stessi stimolazioni elettriche. Cani e collari sono stati naturalmente
sequestrati.
Gli animali era ospitati in un box molto piccolo e sporco. Sulla scorta dell
?intervento del Servizio Veterinario della Zona Territoriale n. 2 dell'ASUR,
i cani sono stati condotti al Canile Comprensoriale Ca' Lucio di Urbino
mentre l'uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Urbino. L?accusa: maltrattamento di animali e detenzione di
animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi
sofferenze.
Ed ecco quanto ha dichiarato Franco Biancani, capo nucleo provinciale delle
Guardie zoofile e commissario straordinario della Sezione provinciale Enpa:
?Abbiamo ricevuto una segnalazione anonima e quando abbiamo visto quei
collari indossati dai poveri cani stentavamo a credere che fosse vero. Per
il solo maltrattamento di animali, l'uomo rischia ora una condanna da tre
mesi ad un anno di reclusione oppure una multa da tremila e quindicimila
euro.?Le Guardie zoofile di Pesaro - incalza Simone Casadei, coordinatore
regionale dell?Enpa - hanno dato immediato riscontro all'Ordinanza del
Ministero della Salute approvata nel dicembre scorso che ha finalmente
risolto la lunga diatriba sull'uso dei collari elettrici, mettendoli
definitivamente al bando. Questi collari sono un vero e proprio strumento di
tortura e costituiscono un indubbio strumento di maltrattamento. E'
sconcertante notare che alcuni li considerino ancora mezzi idonei per
contenere l'indole esuberante del proprio cane. Insomma, un episodio
riprovevole di maltrattamento agli animali che è stato per fortuna scoperto
e neutralizzato dall?immediato intervento delle Guardie zoofile. Ce ne
saranno tanti altri: chi li scopre non dovrà fare altro che denunciarli.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it