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NEWS: Giornali Internet 23/02/07



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CACCIA
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Flaim, presidente delle doppiette: «Casi eccezionali». Nones, Pan - Eppaa:
«Dellai finanzi nostre guardie venatorie»
Un arsenale a casa di Froner
Cacciatori e ambientalisti plaudono alla maxi operazione
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=21588&p
agina=25&versione=testuale&zoom=&id_articolo=112209
A casa teneva nascosto un arsenale e, quando ha sentito bussare alla porta,
ci ha messo un bel po' prima di aprire. Gianni Froner, operaio di 35 anni di
Masetti di Pergine, ex macellaio, cacciatore, immaginava cosa potessero
cercare gli individui che si sono presentati a casa sua martedì pomeriggio e
ha tentato di nascondere tutto il possibile. Ma il suo è stato un lavoro
inutile. Gli uomini della squadra amministrativa della questura, fra cui
Massimo Degasperi e Stefano Fiorentini coordinati dalla dirigente Claudia
Morelli, assieme a Claudio Anesi e Ezio Berteotti del Corpo forestale hanno
rovistato in lungo ed in largo nell'abitazione dell'uomo, compresi
sottotetto e legnaia, trovando ben sei armi non denunciate. Si va dal fucile
calibro 12 con matricola e segni identificativi abrasi e canne tagliate alla
carabina Thompson calibro 22 con silenziatore non denunciata; è stata
trovata una pistola lanciarazzi che l'uomo stava tentando di modificare. Ma
ad attirare particolarmente l'attenzione degli investigatori sono state le
armi autocostruite, in possesso dell'uomo: una pistola calibro 22 e due
carabine calibro 22 munite di ottica e facilmente smontabili per essere
occultate sotto le giacche o negli zainetti. Nell'abitazione dell'uomo sono
state scoperte anche parecchie cartucce illegalmente detenute. Froner è
stato arrestato con le accuse di abbattimento e detenzione di fauna
protetta, detenzione e fabbricazione di armi clandestine modificate e ad
alto potenziale offensivo. Le armi detenute dall'uomo potrebbero provenire
dall'Est Europa: in merito sono in corso indagini da parte della polizia
amministrativa. Plaude alla maxi operazione il presidente delle doppiette,
Sandro Flaim, che tuttavia difende la serietà e l'onesta della maggior parte
dei cacciatori: «Mi sono complimentato per l'operazione con il dirigente -
afferma - ma non ho ombra di dubbio che si tratti di casi eccezionali. Non
possiamo pensare che su 7000 cacciatori non ce ne sia uno che si comporta
male; devo peraltro dire che rispetto al passato queste cose si sono
enormemente ridimensionate. Vorrei ricordare anche che non sempre sono
cacciatori a macchiarsi di questo episodi. Il problema più grave è comunque
quello delle armi. Noi siamo i primi a ribadire che c'è necessità di
sorveglianza, proprio come deterrente. Di certo chi si comporta male viene
rifiutato dall'associazione. Non solo: nel recente caso di Baselga di Piné
ci siamo costituiti parte civile nella causa». Soddisfazione per il blitz
contro la piaga del bracconaggio e pieno sostegno all'azione della forestale
viene espressa da Mauro Nones, di Pan Eppaa e del Coordinamento
ambientalista, che tuttavia ripropone alcune questioni. «Intanto premetto
che siamo in grado di distinguere fra cacciatori e bracconieri, anche se
spesso questi ultimi sono legati al mondo venatorio. Ma ritengo che i
dirigenti dell'associazione cacciatori non possano limitarsi a prendere le
distanze, alle dichiarazioni devono seguire azioni concrete. Penso a quanto
è successo a Bergamo, dove in seguito all'uccisione di un'aquila
l'associazione dei cacciatori si è costituita parte civile contro il
responsabile. Da noi è successo lo stesso a Daone, ma i dirigenti non hanno
assunto una posizione forte». Il secondo nodo è quello della sorveglianza.
«È scarsa - osserva Nones - lo ammettono sia guardie forestali che
cacciatori. Dopo anni di richieste cadute nel vuoto chiediamo alla politica,
alla giunta Dellai, di ascoltarci. Oggi i cacciatori hanno venti guardie
venatorie dipendenti dall'Associazione - con un problema di controllore
controllato - stipendiate al 50% dalla Provincia. Perché - chiede - invece
di aumentare i soldi ai cacciatori non si finanziano le associazioni
ambientaliste, perché abbiano le loro guardie venatorie? Aspettiamo una
risposta».
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AVVELENAMENTI
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ANIMALI: TROVATI MORTI OTTO ESEMPLARI DI GRIFONI IN MARSICA
I volatili potrebbero aver mangiato delle carcasse di animali avvelenate da
un allevatore. Proseguono serrate le indagini del personale del Corpo
forestale dello Stato su tutto il territorio per tutelare le altre specie di
fauna protetta
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=4903
23 Febbraio 2007 ? Continua a destare preoccupazione il ritrovamento da
parte degli uomini del Comando Stazione di Magliano dei Marsi Bis e del
Coordinamento Provinciale de L?Aquila del Corpo forestale dello Stato di
dieci esemplari di grifoni, di cui otto morti e due in pessime condizioni
fisiche per avvelenamento nel territorio dei comuni di Magliano dei Marsi,
Massa d?Albe ed Avezzano (AQ). Secondo i responsabili della Forestale, i
volatili potrebbero aver mangiato delle carcasse di animali avvelenate da un
allevatore. Ora l?attenzione è rivolta alle altre specie di fauna protetta,
come orsi, lupi e aquile reali, che vivono all?interno del Parco Regionale
Sirente Velino e della Riserva Naturale Orientata del Monte Velino e che
potrebbero correre lo stesso rischio. Mentre per i grifoni il danno potrebbe
essere limitato, in quanto ne sono stati censiti oltre un centinaio dopo la
loro reintroduzione sul Monte Velino agli inizi degli anni ?90 da parte del
Corpo forestale dello Stato, per le aquile il pericolo sarebbe ben più grave
poichè nell?area esistono solo tre esemplari. Proseguono intanto le analisi
presso l?Istituto Zooprofilattico di Avezzano per risalire alle cause della
morte di questi maestosi avvoltoi, mentre i due in fin di vita sono in cura
presso il Centro Recupero Fauna Selvatica del Corpo forestale dello Stato di
Pescara, una struttura altamente specializzata in questo tipo di operazioni.
Al momento i volatili sono sotto costante osservazione degli esperti e non
appena la terapia verrà ultimata anche per il secondo esemplare, saranno
trasferiti nei luoghi di provenienza.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it