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NEWS: Giornali Internet 25/02/07



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CACCIA
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Aveva ucciso un gigantesco cervo in una zona vietata, ma aveva denunciato la
cattura come regolare bracconiere incastrato grazie all'esame del dna
http://www.laprovinciadisondrio.it/online/online.asp?SiglaEdizione=SO&Sezion
e=SONDRIO&Bassa=si&Pagina=14&IDNotizia=2336936
aveva ucciso uno dei cervi più belli delle montagne valtellinesi, un
maestoso esemplare da quasi 250 chili, e aveva denunciato l'episodio come
"cattura regolare". la polizia provinciale ha però sospettato che ci fosse
qualcosa di poco chiaro e avviato della complesse indagini. oggi, a quasi
tre anni di distanza, il presunto bracconiere del tiranese è stato
denunciato e condannato. in base alla ricostruzione degli agenti, aveva
ucciso l'animale in un punto in cui la caccia è vietata per poi trasportarlo
e sventrarlo in una zona di caccia consentita. ma è stato smascherato e
questo grazie a indagini ambientali innovative, usate tra le prime volte in
italia e nel resto d'europa e seguite personalmente da procuratore capo
gianfranco avella. l'abbattimento del cervo risale al settembre del 2004. a
seguito di sopralluoghi, due settimane dopo, è stato individuato un punto,
situato in una zona protetta dove la caccia è vietata, in cui erano ancora
presenti campioni biologici appartenenti a un selvatico che sono stati
inviati al laboratorio dell'università di ferrara per l'esame del dna. è
stabilito così che i reperti appartenevano ad un unico cervo di notevoli
dimensioni. in collaborazione con la polizia di lecco è stato effettuato il
sequestro del trofeo dell'ungulato, che l'uomo aveva già portato da un noto
imbalsamatore, dal quale sono stati prelevati campioni utili per essere
comparati con quelli rivenuti sul luogo dell'uccisione e con della carne
congelata appartenente al cacciatore. successivamente è stato sentito il
cacciatore che ha confermato la sua versione dei fatti, portando anche dei
testimoni a supporto della propria tesi. questi ultimi hanno fatto emergere
diverse contraddizioni. anche in questa fase gli agenti della polizia
provinciale non hanno lasciato nulla al caso impegnandosi in prima persona e
facendo ricorso a collaborazioni tecnico-scientifiche per la verifica del
percorso e dei tempi impiegati. mediante una ricostruzione temporale
effettuata dal centro geofisico prealpino di varese è stato possibile
rilevare pesanti incongruenze relative allo svolgimento dei fatti. inoltre,
sono state avviate indagini presso la vicina confederazione elvetica per
verificare la veridicità di quanto dichiarato da uno dei testimoni, un
cittadino svizzero. la pronta ed efficace collaborazione con la magistratura
elvetica ha consentito di appurare che il testimone in quel momento si
trovava sul posto di lavoro a sankt moritz. l'autorità giudiziaria ha
accolto la tesi dell'accusa condannando il responsabile e i suoi complici.
il successo ottenuto ha indotto la polizia provinciale ad allargare
l'applicazione di questa tecnica basata sull'esame del dna.
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AVVELENAMENTI
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Recuperati dalla Forestale altri tre grifoni morti
http://www.iltempo.it
AVEZZANO (AQ) ? Sono state trovate ieri altre tre carcasse di grifoni.
Sommate a quelle rinvenute nei giorni passati, il numero dei grifoni morti
in pochi giorni sale a tredici. Lo rende noto il Corpo Forestale dello Stato
in un comunicato. Il rinvenimento di ieri è avvenuto in aperta campagna in
località Corcumello, ad opera degli uomini del comando stazione di Magliano
dei Marsi Bis e del coordinamento provinciale del Cfs. Le carcasse, che
saranno consegnate agli esperti dell?Istituto zooprofilattico di Teramo, non
presentano segni esterni. Con tutta probabilità gli animali sono stati
avvelenati e sono morti nelle ultime ventiquattr?ore; venerdì, infatti, la
zona era stata passata al setaccio dalle pattuglie della Forestale, che non
avevano segnalato nulla di anomalo. Sono dieci i comandi stazione del Corpo
forestale in stato di allerta. Tutte le pattuglie in servizio sul territorio
hanno l?incarico di prestare la massima attenzione ai segni che rivelano la
presenza di grifoni nelle vicinanze. L?obiettivo è quello di intervenire con
rapidità nel caso che gli animali corrano pericolo. Continuano le indagini
per risalire alla fonte dell?avvelenamento. Un elicottero della Forestale ha
perlustrato a bassa quota le zone dove sono stati ritrovati i grifoni morti.
Si tratta di un?area con un raggio di circa 15 chilometri. Gli animali
rinvenuti fanno parte della colonia di grifoni reintrodotti nell?Appennino
centrale dalla Forestale. Ora, secondo il parere del comandante del
Distretto di Avezzano, dottor Luigi De Propris, il timore è che altre specie
protette, tra cui gli orsi, possano correre gli stessi rischi.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it